Estratto del documento

Storia del mondo antico

Lo studio delle rocce e dei fossili ha permesso di individuare e di ordinare i fenomeni geologici e gli eventi biologici che hanno caratterizzato la storia della Terra, dalla sua origine (4,6 miliardi di anni fa) fino a oggi. La storia della Terra è stata suddivisa in 4 categorie temporali:

  • Era
  • Periodo
  • Epoca
  • Età: esistono nomi differenti a seconda delle regioni del mondo, sono applicabili su scala regionale (es: età del metallo) -> Hanno nomi applicabili su scala mondiale

Ere geologiche

La storia del nostro pianeta si divide in:

  • Criptozoica (Precambriana)
  • Paleozoica
  • Mesozoica
  • Cenozoica
  • Neozoica

Dalla storia alla preistoria

La preistoria o età della pietra segna la comparsa dell'uomo sulla Terra (3,4 miliardi di anni fa). La preistoria si divide in 3 periodi:

  • Paleolitico (da 3 milioni fino a 10.000 anni fa) -> scoperta del fuoco, uso delle pietre come armi da caccia, nomadismo
  • Mesolitico -> si sciolgono i ghiacciai e crescono le foreste
  • Neolitico -> l'uomo diventa stanziale, si dedica all'allevamento e all'agricoltura, lavora la ceramica, costruisce palafitte

Nel 3000 a.C vi è l'invenzione della scrittura, che segna il passaggio dalla preistoria alla storia. La scrittura nasce per esigenza di comunicazione con i simili del tempo, allo stesso tempo però si può avere una documentazione relativa a quel tempo (anche se non era il loro intento). La scrittura è la testimonianza di un periodo e ci permette di fare una ricostruzione di esso. Questa avviene durante l'età dei metalli: Rame (6000 a.C), Bronzo (3000 a.C) Ferro (1200 a.C).

La parola storia

La storia non è semplicemente il "passato", ma un'indagine, ovvero ricerca delle cause, spirito critico, giudicare. La storia cambia in relazione alla prospettiva. La storia non è solo eventi, ma anche cambiamenti dell'approccio storico strutturali (es. rivoluzione tecnologica).

La storia come qualcosa da cui si può imparare? La storia ci insegna un'educazione alla libertà, perché imparare a gestire la ricostruzione storica ci insegna a sviluppare quel senso critico che poi noi possiamo usare come competenza. Spirito critico significa non accettare le cose così come sono, ma indagare i percorsi che hanno condotto un determinato evento a verificarsi, ponendosi delle domande.

Generi storiografici

La storia non è una sola, ci sono diversi (es: mondiale, globale, nazionale, generale, locale).

Tempi

Ci sono diversi aspetti della storia:

  • Datazione -> datare, prendere un avvenimento e, in termini assoluti, cercare di dargli una collocazione temporale in base alle fonti che ho a disposizione. È una data messa in un preciso punto rispetto ad un convenzionale anno zero.
  • Cronologia -> (cronostlogos = discorso sul tempo) date, fatti che io metto insieme e cerco di ordinare secondo un nesso causale e quindi temporale.
  • Periodizzazione -> periodo storico più ampio, fatto di cronologie diverse (es: età antica, età medievale, età moderna, età contemporanea).

Cesare Ripa (studioso accademico e scrittore del 1500/1600) scrive un'opera intitolata "Iconologia", nella quale elenca tutte le varie discipline che l'uomo studia. In quest'opera egli afferma che "la storia guarda indietro al passato, ma si incammina verso il futuro. Ha un piede posato sulla terra. L'altro piede è sopra un quadrato simbolo di stabilità. La sua veste è bianca, è testimonianza dei tempi, deve essere scritta”.

La parola storia deriva dal greco "istoria" e dal latino "historia", entrambi i termini derivano dalla stessa radice "vid", la quale è utilizzata anche nel verbo greco "oida" che significa "ho visto". Il termine contiene pertanto l'idea di "vedere" e di conseguenza di "sapere". Il processo logico prevede che colui che ha visto qualcosa sa qualcosa. Il termine e la disciplina corrispondente nascono nel V secolo a.C in riferimento ad un nuovo metodo di indagine del reale più che ad un genere letterario preciso. Si sente la necessità di indagare il reale. Il termine viene originariamente usato nel linguaggio giuridico: in Omero durante una lite venne nominata una persona, un giudice, chiamato "istor", che ascolta i fatti esposti dalle parti contrapposte, le analizza e con senso critico poi opera una decisione, emettendo poi una sentenza.

I greci si posero fin dall'età arcaica il problema del vero storico, cioè dell'indagine tesa ad accertare, al di là delle diverse versioni, l'esistenza del fatto e a ricostruire, attraverso la critica ciò che risulta chiaro, ciò che può essere provato. Il termine storia compare nel proemio di Erodoto ed esprime proprio questa idea di ricerca che conduce all'accertamento del fatto, cioè al vero storico (che non è mai, in ogni caso, il vero assoluto e oggettivo). Nel V secolo questa attività di accertamento del fatto sulla base di indizi, con la relativa terminologia, viene trasposta nel campo scientifico e in quello più circoscritto dell’indagine storica. È il momento della "nascita della storia".

La nascita della storiografia

Il punto di partenza è senza dubbio l'epigrafe rupestre di Bisotum. Si tratta di un'iscrizione in caratteri cuneiformi multilingue (persiano accadico, aramaico, elamitico) create tra il 520/518 a.C (fine VI secolo a.C). In questa epigrafe possiamo trovare un'autobiografia dei tratti encomiastici del grande re Dario, è proprio lui che fa scrivere questa epigrafe, sente la necessità di farsi capire in tutto il regno per questo è scritto in diverse lingue. Egli fa scrivere tutte le imprese fatte a beneficio della popolazione persiana. La storiografia è la parola stessa di Dario. Le cose importanti sono quelle del sovrano, l'unica storia di cui si può scrivere qualcosa è quella del sovrano, scritta dal sovrano stesso. È una storiografia autoreferenziale, con un unico punto di vista ed un unico fine -> accrescere il prestigio del re.

Ecato di Mileto

Il primo storiografo della Grecia fu Ecato di Mileto. Nacque a Mileto, in Asia Minore, e scrisse un'opera storica intitolata "Genealogia" dove parla dei miti ordinati cronologicamente. L'incipit della sua opera richiama l'inizio formulare delle iscrizioni regali delle civiltà orientali, è simile all'incipit dell'epigrafe del re Dario. Con una differenza però: il re vuole fornire un resoconto "oggettivo" degli eventi, Ecateo contrappone il vaglio critico e la soggettività di opinione dello storico, fondata su un libero criterio di ricerca e giudizio. Ecato ha sostituito l’io del singolo personaggio importante all'io qualunque, del cittadino (= polites). Infrange l’unicità del modello e dell’argomento: re Dario racconta imprese dando per scontato siano le uniche degne mentre per Ecato ci sono possibilità di racconto infinite.

Erodoto di Alicarnasso

Un altro storico importante fu Erodoto di Alicarnasso (inizio V secolo). La sua opera è chiamata "Historiai", composta da nove libri. Egli utilizza il termine historia e lo usa in connessione in relazione ad un altro termine apodexis. Queste due parole molto importanti contengono il significato della sua opera. La sua opera è un'esposizione (apodexis) della ricerca. La parola historia assume un significato ancora diverso rispetto a quello precedente. Erodoto si limita a dire che ci sono una serie di fatti che lui ha il compito di raccogliere ed esporre, affinché gli eventi umani non svaniscano -> finalità della sua opera. La sua non è solo un'esposizione ma anche una ricerca delle cause che hanno portato ad un avvenimento.

Erodoto narra avvenimenti che sono degni di essere definiti grandi e meravigliosi. Lo storico deve operare una scelta, non espone tutti i fatti ma solo alcuni, scelti sulla base di un criterio (in questo caso fatti che centrano con la guerra tra greci e persiani). Per Erodoto sono degne di essere raccontate con metodo "scientifico" (ricerca delle ragioni) le grandi imprese umane (dei greci e dei barbari) affinché non vengano dimenticate.

Ma c'è di più, Erodoto fornisce un altro criterio di scelta in base al quale dice che alcuni fatti li sta raccontando perché li ha visti in prima persona, ne ha fatto conoscenza diretta, autoptica, altri invece li racconta senza averli visti di persona, basandosi sulla testimonianza di altri. Egli dice che adesso egli narrerà dei fatti, degli eventi legati agli Egizi di cui ha sentito parlare da altri, che altri gli hanno raccontato. Però questi fatti che riporta potrebbero non essere veri, egli non li ha visti. In Erodoto solo l'autopsia può consentire una diretta, vera conoscenza: non può esercitarla lo storico è costretto a riportare i cosiddetti "legomena", senza prendere posizione e affiancando versioni diverse dalle quali egli prende le distanze -> correttezza metodologica nella completezza dell’informazione, ma non nel capire se è più o meno vera.

Tucidide

Il terzo autore che citiamo è Tucidide. Egli è considerato il padre della storiografia occidentale. Ha aggiunto un ulteriore step, non basta raccontare ciò che si è visto ed eventualmente aggiungere anche ciò che ti è stato raccontato ma bisogna analizzare con cautela quello che ci viene raccontato per poter capire se le fonti sono attendibili, bisogna fare un lavoro di critica, di esame approfondito delle varie fonti (analisi delle testimonianze). Egli afferma tutto questo nella sua opera "Historiai" dove egli scrive un vero e proprio proemio metodologico, cioè un insieme di informazioni che ci permettono di capire qual è il metodo scientifico che noi dobbiamo adottare quando vogliamo ricostruire un fatto storico.

Tucidide accusa gli uomini del suo tempo che, per pigrizia, tendenzialmente credono a quello che gli viene raccontato senza ricercare, senza indagare su quanto gli è stati detto, senza vagliarle criticamente, non le analizzano con spirito critico. Tucidide dice che cercherà di essere il più vicino alla verità, vagliando le sue fonti. Una fonte può essere più o meno attendibile se uno storico capisce che la sua fonte non è attendibile deve metterla da parte. Una fonte può non essere attendibile perché quando qualcuno narra qualcosa è influenzato dal suo punto di vista, ciò che racconta dipende dal ricordo (mneme), ovvero chi racconta non ricorda tutto, dalla sua simpatia per una delle due parti, dalla propria esperienza.

Il lavoro dello storico e le sue fasi

Dal proemio metodologico di Tucidide emerge quale sia il lavoro dello storico e in quali fasi esso si articoli:

  • Fase euristica -> ricerca di tutte le testimonianze possibili:
    • Resti muti: reperti (per esempio archeologici) "non parlanti"; presentano la massima "oggettività", ma gravi difficoltà di interpretazione.
    • Documenti: iscrizioni, monete, lettere personali, fonti che fissano per iscritto un atto del passato ma pongono problemi di autenticità.
    • Tradizione: racconto che il passato ci ha tramandato di sé attraverso le opere degli storici e le diverse forme di informazione scritta; è il tipo di fonte più ricco di informazioni, ma anche quello che presenta il massimo grado di soggettività.
  • Fase critica -> presa di coscienza della deformazione della testimonianza e individuazione di questa, il problema centrale del lavoro dello storico: la scelta della testimonianza più attendibile. La difficoltà della ricerca sta nella contraddizione tra i testimoni. In ogni testimonianza c’è una deformazione:
    • Per eunoia: tendenziosità deliberata;
    • Per mneme: omissioni e deformazioni involontarie derivanti da: punto di vista, capacità di osservazione, chiarezza del ricordo etc. -> Compito dello storico è sottoporre le testimonianze a critica, per coglierne la linea di deformazione e correggerla.
  • Fase della ricostruzione in base a prove, lo storico ricostruisce "per quanto possibile" ciò che riesce a dimostrare come avvenuto. Ogni fatto storico viene da una serie di presupposti e sviluppa una serie di conseguenze, la conoscenza dei quali è appunto la conoscenza storica. Tale collocazione in rapporto riguarda:
    • Il nesso temporale, la cronologia;
    • Il nesso spaziale, la geografia;
    • Il nesso causale.

La storia è:

  • L'accertamento della attendibilità del fatto narrato, attraverso la raccolta, la selezione e la critica delle testimonianze,
  • e la sua collocazione in un rapporto costituito da nessi temporali, spaziali e causali.

La scientificità della storia nasce:

  • dalla completezza della fase euristica,
  • dall'acutezza dell'analisi critica,
  • dall'intelligenza dello storico nel cogliere i nessi, in particolare quelli causali,
  • dalla verificabilità, nel senso che la storia deve saper fornire le ragioni della ricostruzione che fornisce, ovvero deve offrire una ricostruzione "probabile" in senso tecnico.

Il vicino oriente antico

Si chiama vicino oriente perché è quello geograficamente ampia e marginale, vicino a noi. Si tratta di un’area rispetto al Mediterraneo. Civiltà che hanno abitato quest’area:

  • Egizi (attorno al Nilo)
  • Civiltà fluviali (attorno al Tigri e all’Eufrate, attorno alla Mesopotamia) caratterizzate da un territorio fertile, dal passaggio dal nomadismo alla sedentarietà. Ciò porta a un’organizzazione economica, politica, sociale
  • Zona della Palestina
  • Zona della Fenicia (dove cresceranno i fenici che diverranno padroni del mare)
  • Zona dell’Anatolia (Asia Minore) dove ci saranno le prime colonie greche. In Anatolia ci sono gli ittiti.
  • Zona abitata dagli assiri
  • Zona dell’altopiano iranico con persiani per analizzare lo sviluppo della civiltà urbana.

Si tratta di una zona geograficamente ampia, che è importante. La domanda che bisogna farsi è: esiste in quest’area geografica un’idea condivisa di città? Un’idea che permetta di chiamare città un agglomerato di abitazioni che si trovavano in una zona piuttosto che in un’altra. A tal fine è necessario fare un’analisi della storia di questo territorio. Con il termine urbano si intende un agglomerato di case o capanne, siamo nel 10000 a.C. Il punto da cui si parte è la rivoluzione neolitica, che riguarda proprio il neolitico, periodo più recente e più vicino a noi: quello in cui l’uomo riesce a sviluppare una maggiore tendenza e produrre più scoperte sul piano tecnologico, per esempio si scopre la ruota (ruota piena o ruota a raggi). Dove si parla della stessa scoperta, questa può subire variazioni che agevolano vita e comunicazione. Questo periodo è un momento in cui si passa da un nomadismo a una sostanziale sedentarietà. L’uomo si ferma in una determinata area perché questa soddisfa le sue attività. Così egli abbandona la caccia e quando trova una zona fertile, levigando i primi utensili e strumenti, si ferma coltivando e allevando. Vi è quindi la nascita di capanne e case che si differenziavano a seconda della zona (zone diverse per materiali disponibili in esse). Nascono sia case che comunità. Lo stare insieme in uno stesso luogo potrebbe avere maturato in questi uomini la consapevolezza di appartenere a un gruppo, si ha un’organizzazione primitiva in piccoli gruppi. Si ha un’organizzazione della casa, la quale non è più solo un luogo di rifugio e di riparo, ma anche uno strumento di condivisione, un punto di riferimento.

Tipologie di abitato

  • Villaggio a case isolate -> indica l’agglomerato che nasce dalla fondazione di abitazioni vicine ma separate tra loro. Ciascuna aveva una propria autonomia. Non si sa perché queste popolazioni stavano vicino ad altri, probabilmente per questioni economiche, quindi per l’agricoltura e l’allevamento. Questo tipo di villaggio si sviluppa in modo diverso in due regioni: Levante e Tauro orientale, dove vi sono strutture standardizzate e regioni mesopotamiche, dove vi è una maggiore articolazione degli abitati, sono zone più sviluppate e si trovano in Mesopotamia (per fertilità territorio).
  • Villaggio agglutinato -> si ha la presenza di case molto più fitte, tanto che c’è poco spazio tra una casa e l’altra e si cammina sui tetti. Si ha una maggiore strutturazione dell’organizzazione, tuttavia non si sa se c’era una sorta di gerarchia. L’idea che siano vicine fa pensare che non ci sia una grande differenza di ceti sociali, sono case tutte uguali sullo stesso piano. Probabilmente facevano tutti lo stesso tipo di attività. Sono case addossate le une alle altre a scopo difensivo.
  • Villaggio composito -> tipico della zona della Gezira siro-irachena. Le case sono vicine le une alle altre, ma non così attaccate e unite. Si hanno vie di comunicazione e tra le case si hanno spazi dove si svolgono varie attività, si producono anche utensili. Si ha una maggiore comunicazione con l’esterno attraverso vie commerciali o collegamenti via aria.

Per lo sviluppo delle città e la trasformazione di questi villaggi in villaggi più grandi (non tutti diventano più grandi) si attua la rivoluzione urbana. In queste città più grandi si hanno più attività e l’organizzazione è più consolidata.

Anteprima
Vedrai una selezione di 11 pagine su 47
Riassunto esame Storia del mondo antico, Prof. Bertoli Marcello, libro consigliato Istituzioni di Storia Antica: dalla preistoria all'espansione araba, Alberto Barzanò Pag. 1 Riassunto esame Storia del mondo antico, Prof. Bertoli Marcello, libro consigliato Istituzioni di Storia Antica: dalla preistoria all'espansione araba, Alberto Barzanò Pag. 2
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del mondo antico, Prof. Bertoli Marcello, libro consigliato Istituzioni di Storia Antica: dalla preistoria all'espansione araba, Alberto Barzanò Pag. 6
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del mondo antico, Prof. Bertoli Marcello, libro consigliato Istituzioni di Storia Antica: dalla preistoria all'espansione araba, Alberto Barzanò Pag. 11
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del mondo antico, Prof. Bertoli Marcello, libro consigliato Istituzioni di Storia Antica: dalla preistoria all'espansione araba, Alberto Barzanò Pag. 16
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del mondo antico, Prof. Bertoli Marcello, libro consigliato Istituzioni di Storia Antica: dalla preistoria all'espansione araba, Alberto Barzanò Pag. 21
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del mondo antico, Prof. Bertoli Marcello, libro consigliato Istituzioni di Storia Antica: dalla preistoria all'espansione araba, Alberto Barzanò Pag. 26
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del mondo antico, Prof. Bertoli Marcello, libro consigliato Istituzioni di Storia Antica: dalla preistoria all'espansione araba, Alberto Barzanò Pag. 31
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del mondo antico, Prof. Bertoli Marcello, libro consigliato Istituzioni di Storia Antica: dalla preistoria all'espansione araba, Alberto Barzanò Pag. 36
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del mondo antico, Prof. Bertoli Marcello, libro consigliato Istituzioni di Storia Antica: dalla preistoria all'espansione araba, Alberto Barzanò Pag. 41
Anteprima di 11 pagg. su 47.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia del mondo antico, Prof. Bertoli Marcello, libro consigliato Istituzioni di Storia Antica: dalla preistoria all'espansione araba, Alberto Barzanò Pag. 46
1 su 47
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/03 Storia romana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sazzola di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del mondo antico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Bertoli Marcello.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community