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'ECONOMIA AZIENDALE E IL SISTEMA AZIENDA

Definizione di economia aziendale.

L’economia aziendale può essere definita come lo studio del sistema azienda, che ha per oggetto le

condizioni di esistenza e le manifestazioni di vita delle aziende. Essa non si propone soltanto di

osservare le molteplici relazioni che legano tra loro le quantità del sistema aziendale al fine di

delineare le condizioni che favoriscono o prevedono il mantenimento dell’equilibrio, ma anche di

definire la logica di comportamenti da seguire per meglio realizzare tale condizioni nel breve e

lungo periodo.

Gli studi di Economia aziendale possono essere rivolti a:

1) Ricercare le interdipendenze generali tra parti e aspetti del sistema, tra il sistema e i sovra sistemi

cui appartiene.

In tal caso l’azienda può essere indagata:

a)​ Per processi e combinazioni di processi (attraverso i quali si sviluppa la complessa attività

dell’azienda nei correlati aspetti economico e finanziario e si dà vita alle “catene del valore”).

b)​ Per aree funzionali e integrazioni tra aree funzionali. Le aree funzionali rappresentano

gruppi specializzati ed omogenei di operazioni in cui può essere suddivisa la complessa attività

dell’azienda, cioè:

1)​ funzione imprenditoriale;

2)​ funzione operativa:

a)​ Ricerca e sviluppo

b)​ Approvvigionamenti

c)​ Produzione

d)​ Marketing

e)​ Finanza

f)​ Gestione del personale

3)​ funzione di indirizzo e di coordinamento:

a) Organizzazione, sistemi informativi, controllo.

b) Capacità di governo e di coordinamento.

2) Ad indagare singoli processi, specifiche strutture organizzative e funzioni, porre le differenti

attività economiche individuali all’interno di tali processi, strutture e funzioni, il tutto senza

trascurare collegamenti con altri sub sistemi e con sistemi di ordine superiore.

Aree funzionali d’impresa

Al fine di gestire efficacemente l’insieme dei rapporti con i soggetti che operano all’esterno e

all’interno della sua economia, l’impresa svolge una serie di attività di vario genere, che possono

essere suddivise in gruppi omogenei, e ne organizza lo svolgimento.

In relazione all'oggetto che le caratterizza, le più significative attività aziendali sono:

a) funzioni operative; b) funzioni di indirizzo e coordinamento;

c) funzione imprenditoriale.

Le funzioni operative possono, a loro volta, essere distinte in tipiche e integrative. Tipiche

riguardano la realizzazione delle attività produttive fondamentali dell'uomo, mentre quelle

integrative svolgono attività di supporto a quelle tipiche.

Le operazioni tipiche sono: a) approvvigionamento;

b) produzione;

c) commerciale;

d) ricerca e sviluppo.

Le funzioni operative integrative sono:

a) finanza;

b) gestione del personale.

Le funzioni di indirizzo e di coordinamento coadiuvano lo svolgimento dell'attività imprenditoriale

e di quella operativa. Tali funzioni sono preposte all'organizzazione, all'integrazione ed alla guida

delle attività delle aree operative, al fine di indirizzarla verso il raggiungimento degli obiettivi

prefissati. Esse possono essere ricondotte alle seguenti:

a) Organizzazione; b) Pianificazione e controllo;

c) Sistemi informativi.

La funzione imprenditoriale, infine, ha il compito di definire:

a) le caratteristiche fondamentali dell'impresa;

b) la tipologia dei rapporti che essa deve con l'ambiente in cui

opera; c) gli obiettivi globali che deve perseguire;l'ambiente

d) i soggetti cui affidare la realizzazione dell'attività necessaria a

tal fine.

Essa si identifica con la direzione strategica dell'impresa.

L'attività di controllo si articola su tre livelli: Controllo operativo, direzionale, strategico.

Controllo Operativo

Riguarda compiti industriali e ha lo scopo di garantire che essi siano svolti efficacemente.

Si realizzano attraverso:

a) definizione di rigorose procedure;

b) supervisione preventiva: per ogni attività sarà dato un visto da parte di un responsabile o di un

addetto. E' preventva poichè senza l'autorizzazione non è possibile raggiungere il nostro scopo.

c) responsabilizzazione delle azioni;

d) limitazione del comportamento individuale.

Controllo direzionale

Si è introdotto nelle imprese con l'ampliarsi delle funzioni aziendali. E' un processo attraverso il

quale i dirigenti si assicurano che le risprse siano ottenute e usate efficacemente ed efficientemente

in funzione degli obiettivi.

Essa si realizza mediante:

1) Fissazione degli obiettivi globali e parziali di breve periodo;

2) Formalizzazione degli obiettivi di budget (documento che rappresenta un bilancio preventivo).

3) Confronto fra obiettivi e risultati conseguiti dai centri di responsabilità (sono strumenti di

controllo che variano a seconda degli obiettivi ceh ci poniamo).

a) Analisi degli scostamenti (di quanto l'impresa si sia avvicinata agli standard assunti).

b) Determinazione di azioni correttive.

Controllo strategico

Processo volto a verificare il grado di efficacia delle strutture aziendali adottate a vari livelli.

Esso si attua attraverso:

1) formalizzazione degli obiettivi e delle strategie deliberate in piani;

2) verifica del grado di raggiungimento degli obiettivi;

3) osservazione di scenari e ambienti competitivi di riferimento;

4) analisi della struttura operativa ed organizzativa al fine di individuare i piani di forza e di

debolezza;

5) monitoraggio e revisione delle strategie competitive;

6) verifica del grado di coerenza interna ed esterno delle strutture organizzative ed operative e

verifica del grado di validità delle stesse.

Struttura dello schema di controllo

Centro di responsabilità di imprese di dimensione piccole, medie o grandi con scarsi livelli di

diversificazione.

I centri di responsabilità scendono a configurazione:=>=

centri di costo;

centri di spesa discrezionale;

centri di ricavi.

Centri di responsabilità in impresa di grandi dimensioni con diversificazione correlata.

1) Centri di profitto

MOL= Ricavi – Costi Fattori fecondità Semplice utilizzati

(Margne operativo lordo relativo ad ogni divisione)

Centro di responsabilità in imprese con elevato grado di diversificazione produttiva e/o geografica.

2) Centri di investimento

Gli indici utilizzati sono il ROI e il ROE.

I sistemi di controllo sono intrinsechi o estrinsechi.

Sistema informatico

Insieme di procedimenti atti a consentire:

- raccolta e relazione dati;

- la loro elaborazione per ottenere informazioni;

- comunicazione delle informazioni ai soggetti che ne necessitano.

Per essere efficace esso deve produrre informazioni:

a) orientate alle decisioni;

b) integrate;

c) tempestive.

Sistema ambientale

Al fine di individuare le tipologie dei rapporti tra l'azienda e l'ambiente in cui essa vive ed opera, si

usa distinguere l'ambiente generale da quello specifico. L'ambiente generale è formato da tutte le

variabili presenti nel contesto in cui l'impresa svolge la propria attività.

L'ambiente specifico, invece è rappresentato dali operatori (aziende, individui, gruppi di individui) e

dagli altri fattori con i quali l'impresa interagisce più direttamente. La presenza e il comportamento

degli operatori e delle altre componenti dell'ambiente specifico influenzano la definizione e le

modalità di perseguimento degli obiettivi dell'impresa. gli elementi, che formano l'ambiente

generale tendono, invece, a riflettersi sull'impresa in via più mediata, spesso attraverso le influenze

che esercitano sul comportamento degli operatori che popolano l'ambiente specifico.

Nell'ambiente generale si possono individuare i seguenti sottosistemi:

1) ambiente fisico-naturale, che comprende gli aspetti geografici e demografici che caratterizzano il

contesto in cui l'impresa svolge la propria attività. Vengono compresi al suo interno elementi come

la morfologia del terreno, il clima, le risorse naturali e le infrastrutture, il sistema ecologico, la

popolazione residenti e altri di vario genere. Quest'ambiente condiziona l'ampiezza dei mercati e le

loro modalità operative, fornisce opportunità e pone vincoli all'operare delle imprese; le sue

caratteristiche influenzano la localizzazione e la strutturazione e i loro sistemi di produzione e di

distribuzione e possono dar vita ad opportunità fornendo stimoli allo sfruttamento delle risorse

disponibili, alla creazione di risorse sostitutive di quelle naturali, alla creazione e allo sviluppo dei

mercati, di tecnologie, e prodotti, etc.

2) ambiente politico-istituzionale, che riguarda il regime politico, l'ordinamento giuridico e la

tipologia delle istituzioni che caratterizzano lo Stato o gli Stati con cui l'impresa opera, che a loro

volta influenzano le forme giuridiche che le aziende possono assumere, i livelli di autonomia

decisionale e di responsabilità di cui godono, le modalità di funzionaamento, etc.

3) ambiente economico-generale, che si riferisce alle modalità con cui è organizzata la vita

economica all'interno dello Stato. In tal senso si possono distinguere sistemi economici a decisioni

decentrate, o di mercato, e sistemi economici a decisioni accentrate, o pianificate centralmente. Nel

1° caso le decisioni relative allo sviluppo dell'attività produttiva e sono demandate alle aziende; nel

2° caso, invce, spettano allo Stato e ai suoi organi.

L'organizzazione del sistema economico generale influenza profondamente la struttura della

domanda e dell'offerta che si fronteggiano in ciascuno di essi, le modalità con cui si svolgono le

transazioni tra i vari soggetti che vi operano ed i loro componenti. Di conseguenza, condiziona

fortemente il modo di essere delle imprese che operano al suo interno, ma ne viene anche

condizionato.

4) ambiente socio-culturale, che è caratterizzato dalle seguenti variabili: a) la stratificazione delle

classi e il grado di mobilità presenti nei luoghi di insediamento dell'impresa; b) aggregazione dei

soggetti in gruppi, partiti, etc.

Queste riguardano propriamente l'ambiente sociale.

L'ambiente culturale riguarda, invece, la presenza e la diffusione di conoscenza di valori e di

ideologie nel contesto sociale in cui l'impresa opera. A cui si aggiunge anche lo sviluppo e la

diffusione delle conoscenze tecnologiche.

Tali variabili socio-culturali influiscono sulla domanda di tali servizi, sull'offerta di lavoro, sulla

disponibilità di conoscenze tecnologiche, sull'attività produttiva, sulle variabili socio-culturali ma

producono, a loro volta, notevoli effetti sul comportamento e sulla cultura dei soggetti che popolano

l'ambiente in cui essi operano. Infatti essi generano fenomeni come l'urbanesimo, lo spopolamento

delle zone più disagiate, la stratificazione e la mobilità sociale, movimenti sociali e di opinione, etc.

L'ambiente specifico, invece, può identificarsi nei mercati in cui l'impresa interviene, mediante atti

di scambio, per acquisire i fattori della produzione e collocare i prodotti realizzati. Esso può essere

distinto in:

a) mercato delle materie prime, in cui assume importanza quello delle fonti di energia;

b) mercato della tecnologia, cui l'impresa si rivolge per acquisire impianti e beni immateriali volti a

costituire la sua struttura operativa. la tecnologia costruisce a creare elementi di flessibilità, ma al

tempo stesso ha creato elementi di rigidità.

c) mercato del lavoro cui l'impresa attinge il personale. Il lavoro, da struttura elastica, diventa

elemento di rigidità all'interno dell'azienda. Una sua migliore distribuzione significa prezzi più bassi

e quindi aumento di reddito;

d) mercato dei servizi, necessari all'impresa per effettuare i processi produttivi;

e) mercato dei capitali, cui l'impresa può rivolgersi per ottenere finanziamenti;

f) mercato di sbocco, nei quali l'impresa colloca il suo prodotto o i suoi prodotti.

CAPITOLO SECONDO

LE RELAZIONI TRA IMPRESA, AMBIENTE GENERALE E AMBIENTE SPECIFICO

L'impresa

Può essere di dimensione piccola, media o grande. La piccola impresa si caratterizza per un certo

livello di imprenditorialità e la quasi totale mancanza di managerialità.

La piccola impresa ha dei comportamenti non razionali sotto il profilo economico, ma strettamente

personali.

Due elementi caratterizzano la piccola impresa:

- Elevata mortalità: le piccole imprese sono spesso destinate a chiudere;

- Nanismo: se non muoiono esse sono costrette a non crescere mai.

La proprietà e il controllo sono individuate a livello personale e ciò si riflette sull'organizzazione,

sulla struttura operativa, sull'ambiente (generale e specifico). Tra gli elementi di negatività

possiamo elencare:

- spirito di indipendenza;

- stile personale di leadership;

- attore di un profitto;

- la funzione personale;

- le aspettative dei dirigenti.

La piccola impresa è soggetta a mortalità e nanismo non tanto per mancanza di mezzi ma perchè

risente di alcuni fattori psicologici legati all'imprenditore stesso.

Tipologia dei piccoli imprenditori

- Autodatore di lavoro (l'obiettivo è di dare un lavoro a sè stesso);

- datore di lavoro (gli operai sono meri esecutori delle manzioni);

- imprenditori-amministratori (seguono la gestione e l'amministrazione dell'azienda);

- piccoli imprenditori-manager ( non si fuoriesce perciò da un clima di carattere familiare presente

nell'azienda).

Per quanto riguarda il comportamento strategico del piccolo imprenditore:

- Gli obiettivi che ha sono personali;

- nel rapporto prodotti/mercato individua il monoprodotto;

- non vuole delegare i ruolo perchè ha le capacità manageriali;

- nelle organizzazioni e risorse non ha competenza.

Obiettivi: a) Sopravvivenza della propria azienda e stabilità;

b) Logica incrementale ( fa investimenti aggiuntivi).

Competitività: non gli interessa una competenza basata sulle decisioni, ma il successo e la continua

attenzione che egli pone giorno dopo giorno a ciò che accade nell'interesse dell'azienda; il che porta

alla creazione di un ambiente poco formailzzato.

Piccola impresa

Esistono vari parametri per identificarla: n.di occupati, area della superficie, sono tutti validi, ma

strumentali per certi scopi. In senso oggettivo non valgono. La dimensione è un concetto relativo.

Le caratteristiche della piccola impresa sono: eccesso finanziario (scarsi mezzi finanziari), scarse

risorse di marketing, processo tecnologico arretrato; ma la piccola impresa non è detto che abbia

tutte queste carattersitiche al negativo, per certi parametri, come per la tecnologia, può essere

all'avanguardia.

Perchè la piccola impresa non cresce?

Non cresce per la carenza di mezzi finanziari (nè propri, nè può prenderne in prestito). Ma il ruolo

della piccola impresa per affermare la propria autonomia è che il piccolo vuole rimanere piccolo

altrimenti dovrebbe scendere a patti con altri e a volte diventare subordinato. La funzione

imprenditoriale è complessa e non può essere svolta da una persona. In questo senso il piccolo

imprenditore si siede a tavolino con altre persone perdendo parte della sua autonomia decisionale.

La piccola impresa manca di managerialità e manca di razionalità gestionale. Le scelte sono legate

al bagaglio di conoscenze e al bagaglio personale del proprietario.

Media dimensione

Cosa resta alla luce di ciò della media dimensione?

Non esiste. E' una piccola impresa un pò più cresciuta in cui sono concentrate alcune forze di

mangerialità che migliorano un po' la razionalità gestionale, ma finisce per non avere tutte le

caratteristiche della grande impresa, per cui finisce per essere più simile alle piccole imprtese che

non alle più grandi. La grande impresa in ​ Italia o è pubblica o è familiare.

Piccole problematiche della media dimensione sono più vicine alle piccole imprese: la media

impresa svolge talora alcune funzioni caratteristiche della piccola impresa.

Tecnologia

La tecnologia permette di svolgere certe funzioni a basso costo. Rispetto al costo della manodopera

gli impianti automatizzati sono più razionali, ma questo comporta una riduzione della occupazione

della manodopera.

Quando si parla di rilancio dell'occupazione ciò può avvenire solo con la piccola impresa. Con la

grande impresa si ha occupazione solo di risorse di un certo livello. La tecnologia fa automatizzare

e per la sua razionalità e più conveniente del lavoro.

Laddove si vuole avere massima occupazione si deve promuovere lo sviluppo delle piccole imprese.

Per quanto riguarda l'impatto della tecnologia sui prezzi: si ha una riduzione dei prezzi, anche se in

senso negativo (in senso assoluto si ha l'aumento dei prezzi, ma ciò per effetto dell'inflazione).

La nostra economia è caratterizzata da un eccesso di produzione. produrre molto costa di più, anche

per effetto dell'inflazione in senso assoluto. Ma relativamente a tutta la produzione il costo unitario

medio diminuisce. La tecnologia fa diminuire i prezzi purchè il costo si ripartisca su una quantità

maggiore. Secondo me la tecnologia porta alla specializzazione e alla automatizzazione della

produzione con possibilità di raggiungere economie di scala e ripartire elevati costi su maggiori

unità. Per battere la concorrenza deve diminuire il prezzo, così aumentano la quantità e alla fine si

ottiene sul mercato un eccesso di produzione.

Difatti se innovo, aumenta la quantità, riduco il prezzo e anche altri devono farlo altrimenti se non

ce la fanno escono dal mercato. Aumenta la quantità per ridurre l

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher VeraA.2021 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Napoli - Parthenope o del prof Mariniello Lina Ferdinanda.
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