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Economia aziendale

Lezione 1

Definizione

L’economia aziendale è quella branca dell’economia che studia, con approccio qualitativo e quantitativo, tutte le tecniche di consumo dei processi di produzione, le categorie di aziende nonché l'aspetto scientifico legato alla gestione aziendale durante le sue diverse fasi. L’economia aziendale studia i fenomeni economici assumendo il punto di vista della singola impresa. L’economia aziendale e l’economia politica (contesto in cui operano le aziende e.g., microeconomia e macroeconomia) sono strettamente interconnesse perché interconnessi sono i rispettivi oggetti di studio.

Le origini

Inizialmente si parlava soltanto della contabilità ed alcuni studiosi dicono che quest’ultima esista prima della lingua scritta, tramite il conteggio delle terre e dei possedimenti. Nel Medioevo si ha una prima formalizzazione (soprattutto in termini matematici) della ragioneria, principalmente tramite:

  • Leonardo Fibonacci: nel 1202 scrive il Liber Abaci, in cui presenta i calcoli da utilizzare nelle trattative commerciali; tra l’altro propone l’uso dei numeri arabi al posto di quelli romani.
  • Frà Luca Pacioli: nel 1494 pubblicò a Venezia il Summa de aritmetica, geometria, proporzioni et proporzionalità, nel quale approfondisce in maniera sistematica lo studio della partita doppia.

Nel 1800, Francesco Villa introduce il concetto di scienza economica. Secondo Villa, l’amministrazione aziendale è una scienza che studia la gestione e l’organizzazione aziendale, oltre ad incorporare la ragioneria. Nel 1900, Fabio Besta deduce che l’amministrazione non può essere una scienza unitaria perché la gestione aziendale coinvolge fattori troppo eterogenei. La ragioneria è vista come il controllo economico del patrimonio (= la ricchezza che si detiene fino a un preciso momento e viene definita variabile fissa). Questo pensiero è coerente con il contesto economico chiuso in cui operavano: aziende patrimoniali o agricole in prevalenza unipersonali e di piccole dimensioni. Nasce anche il sistema patrimoniale che traccia l’attivo, il passivo e le loro variazioni.

Nel 1926, Zappa (il quale si rifà alle idee di Villa), in occasione dell’inaugurazione dell'anno accademico all’Università Ca' Foscari di Venezia, pubblica il manifesto fondativo dell’economia aziendale: Tendenze Nuove negli Studi di Ragioneria. Secondo Zappa, l’economia aziendale è una disciplina (=scienza) in grado di comporre in un tutto unitario gli studi in materia di rilevazione, gestione ed organizzazione. Inoltre, secondo Zappa, è importante considerare i bisogni umani e l’attività economica (volta al soddisfacimento dei bisogni umani), anche se non sono tutti essenziali (da qui il concetto odierno di scienza sociale = persone e bisogni). Infine, egli paragona l’impresa ad un essere vivente che nasce, cresce e muore.

Il contesto economico negli anni '20

  • Affermazione della rivoluzione industriale;
  • Sviluppo dei mercati;
  • Crescita delle dimensioni aziendali e dei soci.

Come conseguenze, l'accento è sempre più sul reddito (viene calcolato su un ampio periodo di riferimento ed è definito una variabile di flusso), prodotto e distribuibile (utile); nascita di sistemi complessi ed interconnessi e rilevazione dei fatti interni di gestione basata sempre di più su stime.

Lezione 2

Perché si svolge l’attività economica?

  • Per generare profitti economici.
  • Per soddisfare i bisogni umani tramite la produzione e il consumo di beni economici.

La produzione necessita risorse prime, risorse umane e risorse finanziarie. Per definizione i beni economici sono le merci e i servizi utili per il soddisfacimento dei bisogni e sono scarsi rispetto alle esigenze (es: cibo).

Classificazione dei beni economici

  • Primari (es: acqua) o voluttuari (es: vestiti alla moda);
  • Complementari (es: stampante e cartucce) o fungibili (es: denaro);
  • Differenziabili (es: automobile) o non differenziabili (es: grano, petrolio);
  • Di consumo (es: vestiti) o strumentali (es: farina per i dolci);
  • A singolo utilizzo (es: materie prime) o durevoli (es: televisione);
  • A consumo individuale o a consumo collettivo;
  • Privati (es: maglia) o pubblici (es: parco pubblico).

La gerarchia dei bisogni e la piramide di Maslow (1954)

Autorealizzazione (es: assenza di pregiudizi) → Stima (es: autocontrollo) → Appartenenza (es: amicizia) → Sicurezza (es: sicurezza fisica) → Bisogni fisiologici/primari (es: respiro).

La piramide mostra in basso i bisogni primari e salendo i bisogni sempre più evoluti.

Attività economica

È composta da:

  • Processo produttivo: trasformazione tecnica (fisica, spaziale, logica) delle materie prime; con impianti, dati e tramite le conoscenze delle persone;
  • Processo di negoziazione: con i fornitori, clienti (sul mercato), con i dipendenti (recruiting) e capitali (risorse finanziarie, anche tramite le banche);
  • Operazioni di organizzazione: si occupa di definire le scelte strategiche, gli spazi, i ruoli, i processi e della rilevazione delle informazioni tramite la raccolta e l’elaborazione dei dati.

La divulgazione delle informazioni avviene sia internamente all’impresa che verso l’esterno, tramite la stesura del bilancio d’esercizio o di sostenibilità (prestando più attenzione agli aspetti ambientali e sociali).

Fattori di produzione

  • Primari: lavoro delle persone e le risorse finanziarie (capitale di risparmio).
  • A fecondità: semplice (un singolo utilizzo all’interno del sistema produttivo, es: materie prime); ripetuta (contribuisce a più di un processo produttivo, es: impianti di produzione).

Lezione 3

Cosa è una azienda?

Evoluzione della definizione di azienda

Fabio Besta (1922)

“L’azienda è la somma dei fenomeni o negozi (i contratti), rapporti da amministrare relativi ad un cumulo di capitali che formi un tutto da sé, di proprietà o di una persona singola, o di una famiglia o di una qualsiasi altra unione, o anche una distinta classe di quei fenomeni, negozi o rapporti”. All’epoca aveva molta importanza il controllo economico e la ricchezza. Azienda è statica e ciò che importa è il controllo economico della ricchezza di proprietà (singola o familiare). Credeva che il bilancio fosse formato solo dallo stato patrimoniale, per mostrare lo stato della ricchezza in un preciso istante.

Vincenzo Vianello (1935)

“Organizzazione di persone e beni economici indispensabile per il raggiungimento del fine o dei più fini dell’ente”. Inizia a porsi la questione che l’impresa potrebbe anche finire, e di qui il problema del fine. Non si tratta solo di ricchezza statica, nelle mani delle persone, ma esse fanno parte della azienda stessa e sono indispensabili per il raggiungimento del fine → tramite persone e beni economici.

Ubaldo De Dominicis (1950)

“Organizzazione di beni (insieme di persone e di cose materiali) che svolge una determinata attività umana, in vista di uno o più bisogni da soddisfare”. Fine aziendale → soddisfare i bisogni. L’azienda è vista come un insieme di beni (non solo economici, es: infrastrutture) e persone. Determinata attività umana = assume sempre più importanza una caratteristica tipica dell’essere umano, ossia il lavoro, per raggiungere il soddisfacimento dei bisogni.

Gino Zappa (allievo di Besta) (1927)

“L’azienda è una coordinazione economica in atto istituita e retta per il soddisfacimento dei bisogni umani, è una coordinazione di operazioni economiche di cui l’uomo e la ricchezza sono elementi vitali”. Coordinazione = le persone e i beni sono un insieme integrato e devono funzionare insieme. Nasce una visione dinamica della azienda: “in atto”, ossia in corso d’opera, che si sta svolgendo e che deve continuare a lavorare per il soddisfacimento dei bisogni umani di coloro che lavorano nella azienda (i dipendenti) e della comunità esterna (i clienti). Grazie allo sviluppo di un contesto ampio e dinamico, nasce l’importanza del reddito.

Gino Zappa (1957)

“Istituto atto a perdurare che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, ordina e svolge in continua coordinazione la produzione, o il procacciamento e il consumo della ricchezza”. Istituto = amplia il concetto di azienda. Atto a perdurare = deve continuare ad esistere per soddisfare i bisogni umani. Procacciare ricchezza: la ricchezza non va solo prodotta e consumata ma anche procacciata (non è più presente in modo continuo nell’organizzazione, perché è vista in un’ottica di scarsità). Es: risorse finanziarie. Ora, in un contesto dinamico la ricchezza (intesa come insieme delle risorse finanziarie, umane e beni) può essere messa a rischio e quindi non essere più a disposizione della azienda.

Pietro Onida (1960)

“L’azienda è un mobile complesso e sistema dinamico nel quale si realizzano in sintesi vitale l‘unità nella molteplicità, la permanenza nella mutabilità”. Mobile complesso = Sistema dinamico = composto da più parti che devono lavorare in modo integrato ed organizzato. Bisogna tenere in considerazione il contesto circostante (= sistema dinamico), ossia quello che succede nel mondo esterno dove si realizza l’attività. Unità nella molteplicità = nonostante ci siano molte componenti aziendali, esse devono muoversi in modo unitario, integrato ed organizzato. Permanenza nella mutabilità = l’azienda deve continuare ad esistere anche quando il contesto di riferimento si evolve (deve percepire e, se possibile, anticipare i fattori di cambiamento es: scelte dei consumatori). Deve rispondere alle esigenze dei consumatori e della comunità in cui opera. A volte deve essere in grado di anticipare i bisogni e se possibile di crearne dei nuovi.

Aldo Amaduzzi (1953)

“L’azienda è un sistema di forze economiche che sviluppa, nell’ambiente in cui è parte complementare, un processo di produzione, o di consumo, o di produzione e di consumo insieme a favore del soggetto economico e degli individui che vi operano”. “L’azienda è un sistema” = riprende il concetto di sistema. Nell’ambiente in cui è parte complementare = l’azienda non esiste assestante ma fa parte di un contesto; c’è differenza tra quello che sostengono gli economisti: secondo loro, infatti, l’azienda nasce quando il mercato non funziona (= quando fallisce). Sviluppa un processo di produzione e/o consumo = l’azienda consuma, produce o entrambe due le azioni, non per soddisfare i bisogni umani. “A favore di un soggetto economico e degli individui che vi operano” = il concetto di soggetto economico (soggetto per conto del quale si svolge l’attività economica; es: imprenditore) differisce da quello di soggetto giuridico (soggetto a cui fanno parte, dal punto di vista legale, tutti i diritti ed obblighi). A volte possono coincidere, ma non sempre.

Giovanni Ferrero (1968)

“L’azienda è lo strumento dell’umano operare in campo economico, le persone e mezzi si compongono al suo interno in un coordinato e dinamico insieme, tanto da apprezzarla come mobilità economica: unità che sussiste malgrado la pluralità e la mobilità del costituirsi degli elementi in complesso”. Non ci sono elementi di innovazione rispetto alle precedenti definizioni. I concetti principali già inseriti dai suoi predecessori sono: -L’azienda è vista come uno strumento dell’umano operare; -Principio di coordinamento; -Principio delle dinamicità.

Egidio Giannessi (1960)

“L’azienda è una unità elementare” → fa parte di un contesto economico più ampio e generale. “Dotata di vita propria e riflessa” → l’impresa ha la propria dinamica interna ma si colloca in un contesto, non solo economico, più ampio (es: aumento dei dazi, cambiamento dei gusti dei consumatori). “Insieme di operazioni che derivano dalla aggregazione di fattori e di forze interne ed esterne” = la dinamica interna ed esterna deve comunicare. Per questo si parla si inizia a parlare di produzione, consumo e distribuzione (ampliamento dei mercati) dei beni e dei servizi. Il fine fondamentale è l’equilibrio economico: non si parla di soddisfacimento dei bisogni ma tutto è volto al perseguimento di un equilibrio economico (di risorse finanziarie) dato dalla differenza tra ricavi (quanto riesco ad ottenere dallo scambio di beni e/o servizi sul mercato) e costi (quanto devo sostenere per il pagamento, ad esempio, delle materie prime, dei dipendenti ecc.). In particolare, si parla di equilibrio economico se i ricavi sono almeno uguali ai costi. L’equilibrio economico (carattere del dinamismo) deve essere mantenuto nel tempo (valenza di m/l termine). Esso deve essere in grado ripagare i fornitori per le materie prime utilizzate, remunerare i dipendenti ed il soggetto economico (per colui che si svolge l’attività economica).

Carlo Masini (1970)

“L’azienda è l’ordine economico di un istituto”. Riprende il concetto di istituto ma ne rappresenta la parte economica (ordine economico), allacciandosi alla definizione di l’equilibrio economico.

Lezione 4 e 5

Istituzioni, istituti ed organizzazioni

  • Istituzioni: sono modelli e regole di comportamento adottati da vaste collettività umane.
  • Istituti: sono le società umane che assumono caratteri di istituzioni, ossia si seguono determinate regole al loro interno (es: le famiglie, le imprese, i partiti, lo stato ecc.). Sono duraturi, dinamici, unitari, autonomi e perseguono il bene comune.
  • Organizzazioni: sono le società umane progettate. Anche se si tratta sempre di società formate da persone, esse differiscono dalla precedente definizione perché vengono esplicitate e seguite regole definite e precise. Inoltre, queste ultime non seguono sempre il bene comune.

Istituti ed aziende – corrispondenza in termini economici

  • Istituti:
    • Famiglie;
    • Imprese;
    • Stato ed istituti pubblici;
    • Istituti non-profit.
  • Aziende:
    • Azienda familiare: gestita da membri della stessa famiglia ed affini fino al terzo grado;
    • Azienda di produzione: che mira al conseguimento di un profitto;
    • Azienda composta pubblica: come l’università; esistono anche aziende a partecipazione pubblica;
    • Azienda non-profit: senza scopo di profitto.

I caratteri essenziali degli istituti

  • Le finalità dominanti, di ordine economico (reddito) e non economico;
  • Fine economico (produzione di crediti) immediato, di breve periodo;
  • I portatori degli interessi economici istituzionali, ossia degli interessi economici primari (stakeholders: tutti coloro che ne sono interessati e che entrano in contatto con la vita della azienda, direttamente o indirettamente. Per esempio, fornitori, dipendenti e la comunità locale (UE). Essi si differenziano dagli shareholders: azionisti/fornitori di capitale finanziario come, ad esempio, banche ed analisti finanziari (USA));
  • I portatori degli interessi economici non istituzionali (non principali);
  • I processi economici caratteristici: si riferisce ai processi economici in essere proprio dell’operare dell’istituto.

Le famiglie

  • L’istituto → la famiglia;
  • L’azienda → l’azienda famigliare di consumo e di gestione patrimoniale;
  • Le finalità dominanti → sociali, etiche, religiose;
  • Il fine economico immediato → appagamento dei bisogni dei membri della famiglia (come per Zappa);
  • I portatori di interessi economici istituzionali (o principali) → componenti della famiglia;
  • Portatori di interessi economici non istituzionali → parenti;
  • I processi economici caratteristici → consumo di ricchezza, gestione del patrimonio.

Le imprese

  • L’istituto → l’impresa;
  • L’azienda → l’impresa di produzione (produzione di ricchezza tramite la produzione di beni o servizi);
  • Le finalità dominanti → economiche;
  • Il fine economico immediato → produrre ricchezza in particolare una remunerazione per coloro che hanno prestito lavoro e per pagare le risorse produttive all’interno del processo;
  • I portatori di interessi economici istituzionali (o principali) → prestatori di lavoro ed i conferenti di capitale di rischio (coloro che investono risorse nella azienda con un rischio: azionisti);
  • Portatori di interessi economici non istituzionali → fornitori, clienti, Stato (tramite il pagamento delle imposte), conferenti di capitale di prestito (coloro che prestano risorse con una garanzia: banche);
  • I processi economici caratteristici → trasformazioni tecniche, negoziazioni di beni (o di personale), di credito (=di risorse finanziarie), di rischi (es: mancato ricavo, default, malfunzionamento, ambientali e di reputazione).

Lo stato, gli istituti pubblici

  • L’istituto → Stato, gli istituti pubblici;
  • L’azienda → l’azienda imposta (di produzione e di consumo) pubblica;
  • Le finalità dominanti e morali (benessere pubblico);
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher annaira20 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Giarrè Laura.
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