► 1789 fine Ancien Regime; rivoluzione francese (conseguenza dell’Illuminismo) idee diffuse in
Europa. Regnanti italiani promuovono violenta pubblicistica antirivoluzionaria perché spaventati.
► 1796 Napoleone invade l'Italia settentrionale.
► 1814 caduta sistema napoleonico sotto l'esercito austriaco.
► 1815 Congresso di Vienna: restaurazione dell’antico ordine aristocratico nobiliare. Illusorie
promesse dei sovrani restaurati, popolo convinto di autonomia e libertà
► 1820-1848 grandi potenze stabiliscono il controverso sistema degli stati europei.
► 1830-1848 attività cospirativa, intellettuali protagonisti. Moti rivoluzionari, forte repressione,
rafforzamento impero austriaco. 1848 Piemonte promulga costituzione moderata, Statuto Albertino.
► 17/3/1861 unità d’Italia, eccetto Roma papale (1870) e Venezia dell'Austria (1866). Inconciliabili
fratture: Nord (sviluppo industriale e borghese) Sud (sopravvivenza di forme di tipo feudale).
Evoluzione linguistica è strettamente correlata all’evoluzione politica. Il disordine linguistico
dipende in larga misura dalla frettolosità con cui si organizzò l’assetto amministrativo; impiego di
agenti e burocrati di nomina regia spesso estranei alle tradizioni locali delle giurisdizioni in cui
esercitavano. Cultura italiana tardo '700 arretrata, fossilizzata su continuità della tradizione
classica in una possibile espressione dell'identità nazionale. Cominciano a svilupparsi nuove
prospettive del Romanticismo, diversa visione della società e respingono il predominio assoluto
della ragione. Mme de Staël contribuì a diffusione idee romantiche in Francia e Italia.
Assetto dell’Italia dopo Congresso di Vienna: Regno Lombardo Veneto (austriaci - Manzoni, Il
Conciliatore (Pellico, Borsieri, Biblioteca Nazionale (austriaco - Acerbi, Monti, Giordani), Foscolo)
Ducato di Parma e Ducato di Modena (stati-cuscinetto austriaci) Granducato di Toscana (ramo
cadetto degli Asburgo-Lorena – L’Antologia (Capponi), Accademia della Crusca, Guerrazzi) Stato
Pontificio (elemento di frattura, il clero ha potere giuridico, legislativo, esecutivo - Belli, Monaldo,
Leopardi, Monti, Perticari) Regno delle Due Sicilie (Borbone - Emiliani Giudici, Settembrini, De
Sanctis) Regno di Sardegna (unica dinastia autoctona: Savoia - Mazzini) Non fu creata una
costituzione ex novo, modellata sulle necessità del nuovo paese, ma estesero lo Statuto Albertino
del Regno di Sardegna a tutti. Si parla possono parlare italiano e francese Effetti politici della
suddivisione differenza nelle lingue parlate ufficialmente; francese è lingua delle classi dominanti
in Europa. Regno Lombardo Veneto (parte di atti amministrativi in tedesco) Stato Pontificio,
università, accademie scientifiche, attività amministrativa (latino) Regno delle Due Sicilie e di
Sardegna (francese). Ogni stato aveva diversa: legislazione, moneta, politica economica, lingua
ufficiale, dialetti, produzione letteraria (ostacolo all’unificazione linguistica)
Figura dell'intellettuale (emerge da rivoluzione francese) come voce della coscienza pubblica,
protagonista del movimento delle idee. Con la caduta del regime napoleonico il rapporto degli
intellettuali con le strutture statali è in crisi, rifiutano la collaborazione con i regimi. Nuova figura è
l'intellettuale italiano che vive all'estero come esule politico, non più artista e letterato al servizio
delle corti. Censura e barriere doganali alla circolazione dei libri da uno Stato all'altro.
Letterato: studioso che deve assumere un ruolo di primo piano nel processo di trasformazione del
paese. Il lavoro del letterato è inteso organico con una borghesia che si presume progressista.
Manzoni non ha problemi economici | Leopardi è ricco | Foscolo è rappresentante di coloro che
cercano di vivere coi proventi della propria produzione (figura di riferimento)
Giacomo Leopardi (1798-1837) famiglia nobile, Recanati (Stato pontificio) conte Monaldo
conservatore e contrario alla dominazione napoleonica. Formazione di tipo arcadico e
settecentesco, atteggiamento classistico. Diventa sempre più cupo e pessimista, viaggio a Roma
non lo entusiasma, consapevolezza della meschinità dell'uso sociale della cultura. 1825 l'editore
Stella gli offre un lavoro a Bologna quando aveva già acquisito notorietà, contatto con Giordani e
Monti. 1816-18 attraverso riviste che circolano a Recanati, segue polemica fra classici e romantici,
vuole partecipare ma non viene mai pubblicato. Difende l'imitazione dei classici in quanto più vicini
alla natura e più legati ad una vitalità autentica (in seguito abbandonerà il lato aspro della sua
prima formazione classicistica, ma rimarrà fedele all'interpretazione del classicismo come
strumento di una poesia più autentica e naturale, opposta alla volgarità della vita contemporanea),
vede un rapporto fra natura e incivilimento, essa stimola l'immaginazione. Secondo lui: ‘300 fu il
principio della nostra letteratura perché ebbe tre scrittori grandi (Dante, Petrarca, Boccaccio); ‘400
non fu corruzione nè raffinamento del Trecento, ma erudizione della letteratura; ‘500 fu la vera
continuazione del ‘300 e il colmo della nostra letteratura per decadenza; ‘600 barocco,
esasperazione forma; ‘700 corruzione della specie.
Leopardi, Bologna 1824-26 “Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl’Italiani”
(1906 pubblicazione) pensato per l’ “Antologia”, contatto con Vieusseux (idee che formeranno il
Discorso). Quadro impietoso dei caratteri nazionali, necessità, problematiche e aspetti della vita
sociale italiana VS altre nazioni europee. In Italia mancano valori comuni che offrono salde regole
di comportamento, manca la società stretta che si riconosce nel bon ton, perché gli italiani
ritengono irrilevante qualsiasi regola comune. La società stretta è la possibilità che gli uomini
hanno di dialogare sinceramente fra loro e di avere rapporti quotidiani autentici. Anche Manzoni lo
nota e per scrivere il suo romanzo si rende conto di avere bisogno di una lingua di conversazione.
Comincia ad affrontare la questione della cosiddetta società; la sua utilità è di indagare se
esistessero delle basi condivise su cui fondare l’unità italiana. Non fu pubblicato perché l’esito
dell’indagine era contrario alle speranze nutrite dagli intellettuali fiorentini Punti focali del
Discorso: Leopardi è giovane, ancora non si è recato a Bologna; stile risente della sua speranza
di essere accolto nel circolo intellettuale di Firenze; pensato come un trattato filosofico, nella prosa
di Leopardi ; confronto fra società di paesi civili (FR, UK, DE); mancanza di pubblica opinione
(unico canone comportamentale): misura secondo cui si valutano uomini, quasi una morale
secondo la quale bisogna comportarsi, concetto vitale per laicizzazione della società e sostituire i
principi morali perduti con l’abbandono della superstizione religiosa; grandi difetti del popolo:
cinismo, assoluta indifferenza (manca senso della responsabilità collettiva); perversità dei caratteri
e malvagità morale; funzione di aggregazione sociale è assolta dall’istituto ecclesiastico (occasioni
sociali e religiose coincidono) Conclusione: lungimiranza sconcertante. Evidente superiorità delle
nazioni settentrionali sulle meridionali in ogni campo (politica, letteratura, ecc) Divide sul piano
politico, sociale, culturale l’Europa in due settori: Nord (indipendente) Sud (subordinato)
Contributo al progetto di rifondazione culturale della nazione: background diverso comporta
diversa visione sull’unità del paese. Leopardi inferiore (ambizioni frustrate dal padre: no contatti
con letterati più moderni, paura che idee potessero nuocergli) dunque la sua è visione tragica. Più
ottimistiche: Manzoni (formatosi a Parigi) Foscolo come sostenitore dell’unità (ultimi anni
londinesi) dunque prospettive più aperte.
Costumi: comportamenti collettivi (da Voltaire, L’Essai sur les Moeurs) valori che vengono dal
passato, si tramandano e ognuno sceglie, decide di assumerli, rendendoli parte integrante di sé.
Le usanze e le abitudini si ricevono passivamente. Manca un centro, tipo una capitale, che possa
emanare e irradiare tali direttive. Estrema parcellizzazione del panorama, ognuno si comporta
come più gli aggrada. Italia ha usanze e abitudini provinciali e comunali, nessuno spirito
nazionale, mancanza di fondamenti morali. Solo dopo lavoro di rieducazione nazionale può avere
senso parlare di unificazione. La relazione fu ignorata, priorità alle armi.
Repubblica Cisalpina 1797-1802 (capitale Milano): unica repubblica d’Italia, situazione da
conoscere per capire perché nel Lombardo-Veneto era forte l’insofferenza del dominio straniero
nel 1816. Periodo fu di estrema libertà. Costituzione Cisalpina 1797: rassomiglianze a nostra
attuale costituzione (forte ispirazione francese); Seniori, Gran Consiglio: organi del potere
legislativo; stato come unità in movimento e in continua evoluzione; più progredita dello statuto
albertino; istruzione pubblica; norme elaborate per aggirare i vizi degli italiani; include sezione
riguardo la revisione della stessa costituzione (ne hanno prevista la necessità); separazione netta
fra politica e religione (nessuno può essere obbligato a credere in un culto); inviolabilità del
domicilio. Collaboratori alla stesura: Beccaria, Verri, Parini. Esperimento unico in tutta la penisola.
Dunque ritorno degli austriaci: frustrazione dell’illusione di libertà e dei diritti ottenuti.
Lombardo-Veneto durante Restaurazione: periodici avevano conquistato fasce di pubblico
larghe. Scopo: divulgare ed istruire. Governo austriaco tutt’altro che sprovveduto; comunicazione
mediatica è parte del potere politico, così fondano e finanziano (strategicamente ben finanziato,
remunerazione di 6000 franchi annui, letteratura diventa fonte di guadagno purché subalterna ad
esigenze politiche) La Biblioteca Italiana come tentativo di parvenza di maggiore libertà e
ingraziarsi popolazione. Giornali sono mezzi importanti di intervento pubblico e dibattito
rivoluzionario per gli intellettuali. Acquista caratteri nuovi: animate scene su cui si dibattono le
diverse ipotesi, progetti, posizioni politiche e del pensiero.
Biblioteca Italiana 1816-1840 Milano: patrocinio austriaco (ordinata da governatore generale
Bellegarde) cercano di controllare produzione letteraria ed intellettuale del loro dominio. Tentativo
d’orientare l’opinione pubblica dell’Italia settentrionale (ma non solo) ad essere favorevole alla
dominazione austriaca. Rendere subalterna alla politica la produzione letteraria. Forte influsso su
orientamenti dell’opinione pubblica lombarda Direttore: Giuseppe Acerbi (previo rifiuto di Foscolo
che volevano addomesticare: loro principale; il suo impegno e avanguardia letterale coincideva la
passione politica e patriottica) Posizione: letterarie di tipo classicistico e idee politiche
conservatrici Due sezioni: letteraria (redattori: Vincenzo Monti e Pietro Giordani) scientifica
(guidata dal geologo naturalista Breislak) Collaboratori: famosi giuristi d’orientamento liberale e
letterati di varia estrazione; alcuni scrissero anche per Conciliatore. Articoli del giovane Manzoni,
saggi di Foscolo da Londra (diffidenza verso giovane Leopardi è indicativa di atteggiamento
lombardo-centrico) Meriti: capacità di svecchiamento della cultura italiana. Luogo del dibattito tra
classicisti (filo-austriaci) e romantici (anti-austriaci, sostenitori dell’unità): simpatie che danno
valore politico al primo dibattito culturale svoltosi in terreno pubblico. Inizialmente la linea filo-
austriaca ben celata, ma poi Acerbi fa il leccaculo con austriaci, atteggiamenti troppo servili;1817
Monti si dimette. Acerbi s’astiene dall’affrontare argomenti politici, assoluto silenzio sui moti
popolari e su autori forse sgraditi da austriaci. Celebrò apertamente meriti dell’amministrazione
austriaca (protettrice delle arti e portatrice di sviluppo e progresso: costruzione strade, ponti,
ferrovie, bonifiche agrarie, incremento dell’occupazione, sostegno alla pubblica istruzione) A Pietro
Borsieri venne affidata la stesura del Programma della BI, ma severa revisione, poi cestinato.
Compito passato al più moderato Giordani. Di Breme rifiutò di collaborare.
Mme de Staël “Sulla maniera e l’utilità delle traduzioni” saggio provocatorio su 1° numero
Biblioteca Italiana, tradotto: Giordani. Si comincia a parlare di Romanticismo in Italia, apre discussione
criticando scarsa vicinanza della letteratura italiana alle europee. Giovane Leopardi non è pubblicato.
Esorta italiani a tradurre recenti opere della letteratura inglese e tedesca (Conciliatore difende
suggerimenti della Staël) battaglia per apertura della letteratura italiana a esperienze contemporanee.
Rifiuto forme, schemi, regole tradizione classicistica; nuova attenzione a realtà contemporanea. Per
tradurre occorre conoscenza lingua, inizio Ottocento pochissimi parlavano lingue straniere (si
volgarizzava da latino a italiano) un po’ di francese in quanto lingua cultura europea nel 700. Inglesi,
tedeschi e spagnoli traducevano molto dall’italiano Romanticismo italiano prende avvio da saggio
della Staël sulla BI, stesso anno seguono formando manifesto programmatico del Romanticismo
italiano: “Lettera semiseria” di Berchet (apertamente a favore delle teorie romantiche) “Intorno
all’ingiustizia di alcuni giudizi letterari” di Breme, “Avventure letterarie” Borsieri. Ha prospettive più
limitate, cautela e moderazione A causa di: peso della tradizione classica contrario a spirito ribelle
romantico europea Poetica: svecchiare la cultura nazionale, dimostrare la rottura con il mondo antico
(letteratura romantica è soggetta al variare degli schemi culturali nelle varie epoche storiche) |
missione sociale, ricerca di letteratura utile che collabori al perfezionamento della civiltà (uomo di
lettere è interprete dello strato sociale cui appartiene) dunque non evadere dalla realtà per rifugiarsi
nel passato mitico | rivolgere attenzione a momenti storici trascurati da tradizione classicistica |
svalutare l’età antica e rinascimentale, celebrare il Medioevo come epoca in cui hanno origine popoli e
nazioni | sviluppo filologia e linguistica storica, desiderio di conoscere la vita dei popoli | linguaggio
non più solo rivolto ai dotti, ma capace di raggiungere i sentimenti del popolo, identificato nella
borghesia. Nuova volontà di comunicare. Primi romantici guardano, come a maestri più vicini, ai
neoclassici Monti e Foscolo; Manzoni molto vicino a primo Romanticismo italiano (fenomeno
soprattutto lombardo e milanese) lui è unico punto di riferimento sicuro per la letteratura lombarda
negli anni Venti Polemica classicisti – romantici, problemi fondamentali: uso della mitologia
classica (a cui i romantici opponevano la storia, la modernità,o l’immaginazione popolare); rapporto
con le letterature straniere (osteggiato dai classicisti); rispetto delle unità drammatiche e delle regole
aristoteliche (a cui i romantici opponevano libertà dell’ispirazione, movimenti nel tempo e spazio) 2ª
generazione romantica: autori nati dopo 1800; forme e generi della letteratura romantica (romanzo
storico, novella in versi) trovano successo di pubblico e diffusione a livello di consumo. Il
Romanticismo diventa un comportamento, romanticismo dell'azione; influenza arte, letteratura,
ideologia, costume quotidiano dell'Europa nella prima metà dell'800. Distacco dal '700, legato ai
modelli classico-umanistici elaborati tra '400-'500. Nuova sensibilità , accentuata da choc della
rivoluzione francese. Sotto questo nome ci sono anche orientamenti contrastanti. Forte individualismo
si manifesta nell'espressione del genio, che riassume il valore e lo spirito di un popolo. Riscoperta dei
valori nazionali. Caratteri fondamentali: 1. nuovo rapporto individuo-popolo, 2. visione della natura
come organismo vivente, 3. senso del divenire e della storia, 4. ricerca di arte e poesia simbolica.
Il Conciliatore o Foglio Azzurro (giovedì e domenica) 3/9/1818 – 10/10/1819 Milano (Nord,
governato dall’Austria, attaccata all’Europa) Editore: Vincenzo Ferrario. Finanziatori: conti Luigi
Porro Lambertenghi, Federico Confalonieri (esponenti nobiltà “illuminata” cioè conquistata agli
ideali del razionalismo illuministico) Fondatori: Pellico, Borsieri, di Breme (esponenti nobiltà)
Principali promotori e redazione gruppo di liberali: Silvio Pellico, Ludovico di Breme, Pietro
Borsieri, Giovanni Berchet, Lamberthenghi, Gonfalonieri, Pecchio, Romagnoli, Visconti, Sismondi
ma anche importanti figure cultura italiana ed europea Posizione: romantica, a favore della Staël;
rivista d’opposizione, cerca d’essere antagonista della Biblioteca Italiana Due sezioni: scientifica,
letteraria (testi dei collaboratori | interamente per traduzioni di ciò che l’Europa proponeva;
incrementò conoscenza della cultura europea, serviva ad informare gli italiani di quanto avveniva
in Europa. Questa sezione infastidisce gli austriaci) Materie di pubblica utilità: cercava
d’importare nuove teorie riformiste (romantiche) da paesi progrediti; arretrato rispetto ai coevi
europei ma esperienza straordinaria. Novità assoluta in Italia: importanza lingue straniere
(promuove conoscenza e traduzione); scienze morali | letteratura e critica | statistica, economia,
manifatture, agricoltura, arti e scienze | varietà Finalità: conciliare le forze intellettuali rivolte al
progresso e alla ricerca della modernità; introdurre in Italia nuove teorie romantiche e aprire
orizzonti della cultura italiana all’europea; non è solo letteratura, ma anche storico-letterario e
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