Concetti Chiave
- L'incontro tra Dante e Caronte avviene nell'Antiferno, dove si trovano gli ignavi, descritti come opportunisti privi di identità e coraggio.
- Caronte, il traghettatore dell'Acheronte, nega il passaggio agli ignavi, ma Virgilio interpella la volontà divina per farli attraversare.
- Dante prova disprezzo per gli ignavi perché non esercitano il libero arbitrio, rimanendo in una condizione di codardia e opportunismo.
- Celestino V è considerato un ignavo per aver rinunciato al papato, aprendo la strada a Bonifacio VII, simbolo di corruzione.
- Il canto si conclude con un effetto di suspance, evidenziando la differenza tra Dante-personaggio e Dante-narratore e coinvolgendo il lettore.
Incontro con Caronte e gli ignavi?
Quando? sera dell'8 aprile
Dove? Nell'antiferno e sulla riva del fiume Acheronte
Chi incontra? Caronte e gli ignavi (tra cui Celestino V)
Vile= "senza infamia e senza lodo", non prendono mai posizione. Opportunista, chi sta sempre dalla parte del più forte, codardo, non si ribella, non prende decisioni, cambia bandiera a seconda del suo tornaconto. Angeli che non furono nè ribelli nè fedeli a dio. --> sono di più di quanto Dante pensasse
Celestino V= rinunciò al sogno papale, "colui che fece per viltà del gran rifiuto". Egli spianò la strada al corrotto Bonifacio VII, il quale appoggiò i guelfi neri (Dante era un guelfo bianco)
Caronte=traghettatore dell'Acheronte, veniva pagato con una moneta
Dante e Virgilio nell'Antiferno
Dante e Virgilio arrivarono davanti alla porta dell'inferno. Su di essa, una scritta annuncia la dannazione eterna.
I due poeti giungono così nell'Antiferno, nel quale vi si trovano gli ignavi. Essi sono degni solo del disprezzo. Essi rincorrono una bandiera bianca, senza insegna; in più vengono punti da insetti e il sangue colato viene succhiato dai vermi. Caronte, il traghettatore dell' Acheronte, gli nega il passaggio ma virgilio si appellò alla volontà divina. All'improvviso un terremoto fece spaventare Dante, il quale svenì.
Disprezzo di Dante per gli ignavi
Perché non sono amati da Dante?
- non unsano uno dei doni di Dio: i libero arbitrio, ossia la possibilità di scelta
- per la sua autobiografia, in quanto per la sua coerenza morale muore in esilio
Analisi del testo
- Dante-personaggio e Dante-narratore non coincidono
- il coinvolgimento del lettore cresce nel finale
- il canto si chiude con un effetto di suspance
Domande da interrogazione
- Chi sono gli ignavi e quale atteggiamento hanno secondo Dante?
- Qual è il ruolo di Caronte nell'incontro con Dante e Virgilio?
- Perché Dante disprezza gli ignavi e quale significato ha per lui il libero arbitrio?
Gli ignavi sono coloro che non prendono mai posizione, opportunisti e codardi, definiti da Dante come "senza infamia e senza lodo". Non si ribellano né sono fedeli a Dio, e per questo meritano solo disprezzo (testo).
Caronte è il traghettatore dell'Acheronte che nega il passaggio agli ignavi, ma Virgilio si appella alla volontà divina per ottenere il permesso di attraversare. La sua figura rappresenta la giustizia e il giudizio nell'aldilà (testo).
Dante disprezza gli ignavi perché non utilizzano il dono del libero arbitrio, ovvero la possibilità di fare scelte. Questo rifiuto di prendere decisioni è visto come una mancanza di coerenza morale, che per Dante è particolarmente significativa nella sua autobiografia (testo).