Concetti Chiave
- Il Terzo canto di Dante è ambientato nell'Antinferno, dove gli ignavi subiscono la pena di correre dietro a una bandiera senza insegne, stimolati da insetti.
- Caronte, il traghettatore dell'Ade, è descritto come una figura mostruosa, sia carnefice che vittima del volere divino, con una barba bianca e occhi rossi.
- La pena degli ignavi rappresenta il primo esempio di contrappasso, dove il loro comportamento qualunquista viene punito in modo simbolico e doloroso.
- Gli angeli che non si schierarono con Dio né con Lucifero sono considerati ignavi per la loro viltà, paragonata a quella di Celestino V e Esaù.
- I dannati nell'Antinferno riconoscono la giustezza della loro pena, accettando il loro destino e il peccato che hanno commesso.
L'Antinferno e gli Ignavi
Il Terzo canto è ambientato nell'Antinferno, dove Dante colloca gli ignavi, ovvero coloro che non hanno operato scelte e seguito valori, essendo stati qualunquisti. E' qui che è possibile osservare il primo esempio di pena del contrappasso (termine di derivazione latina, da contra patens, ovvero "patire a contrario") che può essere per contrasto o analogia; GLI ignavi costretti a correre dietro a bandiera senza insegne, ovvero senza simboli e “stimolati” dalle punture di insetti che facendoli sanguinare e lacrimare alimentano il fiume infernale Acheronte.
Caronte e la sua descrizione
Nel terzo canto è presente anche la prima figura mostruosa, Caronte, il traghettatore dell'Ade greco, divinità ctonia (del sottosuolo), in un certo senso sia carnefice (perché colpisce dannati con il remo), che vittima del volere divino a cui tutte le creature sono sottoposte, infatti è iracondo.
Le uniche fonti di luce sono rappresentate dalla barba bianca di Caronte e I suoi occhi vermiglio (rosso). Caronte può essere considerato come un esempio di descrizione dinamica.
Gli angeli e la viltade
Anche gli angeli che pensarono a loro stessi, scegliendo di non schierarsi né con Dio né con Lucifero, sono inclusi negli ignavi per non contaminare il Paradiso e non onorare l'Inferno vero e proprio con la loro presenza. Il termine viltade è un riferimento a Celestino V (papa che abdicò) oppure anche al personaggio biblico Esaù che vendette suo regno per piatto di lenticchia. E' importante sottolineare come i dannati riconoscono il loro peccato e accettino la giustezza della pena.
Domande da interrogazione
- Chi sono gli ignavi e quale pena subiscono nell'Antinferno?
- Qual è il ruolo di Caronte nel Terzo canto e come viene descritto?
- Perché gli angeli che non si schierarono sono considerati ignavi?
Gli ignavi sono coloro che non hanno fatto scelte e sono stati qualunquisti. Nel Terzo canto, sono costretti a correre dietro a una bandiera senza insegne, stimolati da punture di insetti che li fanno sanguinare e lacrimare, alimentando il fiume Acheronte.
Caronte è il traghettatore dell'Ade e rappresenta una figura mostruosa, sia carnefice che vittima del volere divino. La sua descrizione è caratterizzata dalla barba bianca e dagli occhi vermigli, rendendolo un esempio di descrizione dinamica.
Gli angeli che non scelsero né Dio né Lucifero sono inclusi tra gli ignavi per non contaminare il Paradiso e non onorare l'Inferno. Questo concetto di viltade è associato a figure come Celestino V e Esaù, evidenziando la consapevolezza dei dannati riguardo al loro peccato e alla giustezza della pena.