Concetti Chiave
- Il terzo canto dell'Inferno si svolge nell'Antinferno, dove si trovano le anime degli ignavi, coloro che non presero mai decisioni nella vita.
- Dante considera gli ignavi peccatori, ma non li colloca né in Inferno né in Paradiso per evitare che possano vantarsi di non aver commesso peccati reali.
- La pena degli ignavi consiste nel correre ininterrottamente dietro a un'insegna, punti da insetti, con il loro sangue raccolto da vermi.
- Celestino V viene menzionato come un esempio di corruzione della Chiesa, avendo rinunciato alla carica pontificia in favore di Bonifacio VIII.
- Il pensiero di Dante sugli ignavi è attuale, riflettendo una critica all'indifferenza verso questioni importanti nella società moderna, come la politica e i valori.
L'Antinferno e gli Ignavi
Il terzo canto dell’Inferno della Divina Commedia ha luogo nell’Antinferno, sulla riva del fiume Acheronte. Lì si trovano le anime dei dannati che sono in attesa del demonio Caronte, il cui compito è quello di trasportarli da una sponda all’altra del fiume. Nell’Antinferno non si trovano però le anime di coloro che hanno commesso uno specifico peccato, bensì le anime dei cosiddetti ignavi, ovvero tutti coloro che durante la propria vita non presero mai una decisione e non seguirono mai un ideale. Dante, proprio per questo motivo, li considera dei peccatori, e ritiene che sia giusto ignorarli e disprezzarli. Nonostante ciò, non li colloca nell’Inferno, perché crede che potrebbero vantarsi con le anime di non aver commesso nessun peccato reale; ma non li colloca neanche nel Paradiso, poiché essi offuscherebbero la luce e lo splendore dei Beati. La loro pena è quella di correre dietro a un’insegna, punti da mosconi e vespe, e il loro sangue è raccolto a terra da numerosissimi vermi. Inoltre, per la legge del contrappasso, poiché non furono attivi in vita, ora, sono costretti a correre ininterrottamente.
Celestino V e la Chiesa
Uno dei personaggi che troviamo all’Interno di questo canto è Celestino V, un pontefice che rifiutò la carica pontificia in favore di Bonifacio VIII, nemico di Dante e soprattutto, uno dei personaggi che ha causato la corruzione della chiesa in quel periodo.
Attualità del pensiero di Dante
Il pensiero di Dante, così come quello di Virgilio, è basato sul fatto che gli ignavi siano una categoria nociva e inutile alla nostra società. Questa loro visione è ancora profondamente attuale, in quanto la nostra società è parecchio disastrata da qualche anno a questa parte, a causa di una grave crisi non solo economica, ma anche dei valori. Non a caso, sono sempre di più gli individui assolutamente indifferenti a temi di grande importanza come ad esempio la politica che, oggi più che mai, dovrebbe riguardare ogni cittadino. Sono sempre più i giovani che non hanno nessun ideale politico, che si arrendono, si accontentano e non inseguono i propri sogni. Questo atteggiamento, in una società dinamica come la nostra, è assolutamente negativo. Il pensiero di Dante risulta quindi non solo giusto, ma anche stimolante, affinchè chiunque di noi possa condurre una vita molto più attiva rispetto agli ignavi del terzo canto dell'Inferno.
Domande da interrogazione
- Perché Dante considera gli ignavi dei peccatori?
- Qual è la pena inflitta agli ignavi nell'Antinferno?
- In che modo il pensiero di Dante rimane attuale nella società contemporanea?
Dante considera gli ignavi peccatori perché non presero mai una decisione né seguirono un ideale durante la loro vita, ritenendo giusto ignorarli e disprezzarli (come descritto nel terzo canto dell’Inferno).
Gli ignavi sono costretti a correre dietro a un’insegna, punti da mosconi e vespe, con il loro sangue raccolto da vermi, in un perpetuo stato di attività, in contrappasso alla loro inattività in vita.
Il pensiero di Dante è attuale poiché mette in evidenza la pericolosità dell'indifferenza e della mancanza di ideali, un problema che affligge la società moderna, specialmente tra i giovani che si arrendono e non inseguono i propri sogni.