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Concetti Chiave

  • Dante incontra l'anonimo suicida fiorentino nel canto XIII dell’Inferno, dove sono puniti i violenti contro se stessi.
  • I dannati in questo girone sono trasformati in alberi e subiscono continue torture dalle Arpie, con un legame tra suicidi e scialacquatori basato su irrazionalità.
  • L'episodio delle cagne che attaccano Jacopo di Sant'Andrea introduce l'anonimo suicida, senza rivelarne l'identità, simbolo delle discordie civili a Firenze.
  • L'anonimo si identifica come originario della città che cambiò patrono, lamentando la propria condizione di dannato per il suicidio.
  • Dante, spinto dall'amor patrio, raccoglie le fronde dell'anonimo suicida e le restituisce, onorando la sua richiesta.

Incontro con l'anonimo suicida

Verso la fine del canto XIII dell’Inferno, dove sono puniti i violenti contro se stessi, dopo il colloquio con Pier delle Vigne, il senese Lapo e Jacopo da Sant’Andrea, Dante si imbatte nell’anonimo suicida fiorentino.

Punizione dei violenti contro se stessi

I dannati sono trasformati in alberi ed arbusti rinsecchiti, continuamente lacerati dalle Arpie: dopo il Giudizio Universale essi recupereranno il proprio corpo solo per impiccarsi all’albero in cui sono stati trasformati. Nello stesso girone sono puniti gli scialacquatori: in base alla teoria morale di Dante il collegamento fra i due peccati è dato dal fatto che in entrambi i casi dilapidare i propri avere e sopprimere la propria persona sono i due azioni identiche che trovano alla base una forma di irrazionalità profonda e radicale.

L'episodio delle cagne e Jacopo

L’episodio delle cagne che sbranano lo scialacquatore Jacopo di Sant’Andrea, che ha tentato di ripararsi sotto un cespuglio e da cui escono dei lamenti, è l’occasione per presentare un ultimo suicida, di cui, però, non viene fornito il nome.

TESTO (VV.130-151)

Presemi allor la mia scorta per mano,

e menommi al cespuglio che piangea

per le rotture sanguinenti in vano.

«O Iacopo», dicea, «da Santo Andrea,

che t'è giovato di me fare schermo?

che colpa ho io de la tua vita rea?».

Quando 'l maestro fu sovr' esso fermo,

disse: «Chi fosti, che per tante punte

soffi con sangue doloroso sermo?».

Ed elli a noi: «O anime che giunte

siete a veder lo strazio disonesto

c'ha le mie fronde sì da me disgiunte,

raccoglietele al piè del tristo cesto.

I' fui de la città che nel Batista

mutò 'l primo padrone; ond' ei per questo

sempre con l'arte sua la farà trista;

e se non fosse che 'n sul passo d'Arno

rimane ancor di lui alcuna vista,

que' cittadin che poi la rifondarno

sovra 'l cener che d'Attila rimase,

avrebber fatto lavorare indarno.

Io fei gibetto a me de le mie case».

PARAFRASI (VV.130-151)

Parafrasi del dialogo con l'anonimo

Allora la mia guida mi prese per mano,

e mi condusse presso il cespuglio che si lamentava

inutilmente attraverso le sue ferite sanguinanti

“O Jacopo da Sant’Andrea, diceva,

a che cosa ti è servire utilizzarmi come riparo

che colpa ne ho io della tua vita peccaminosa?2

Quando il mio maestro si fermò presso diluvi,

disse: “Chi sei stato in vita che attraverso tante cime spezzate dei rami

soffi, facendo colare sangue, delle parole dolorose?”

Ed egli ci rispose: “O anime che siete arrivate

a vedere lo strazio indecoroso

che hanno le mie fronde staccate con violenza,

raccoglietele ai piedi del mio sciagurato cespuglio.

Io sono originario di quella città che cambio in Giovanni Battista

il suo primitivo patrono [Marte]; per cui quest’ultimo

la renderà sempre sventurata con sua arte della guerra;

e se non fosse che sul Ponte Vecchio [ passo d’Arno]

non rimanesse ancora qualche segno di lui,

quei cittadini che in seguito riedificarono [Firenze]

sopra le ceneri rimaste dopo la distruzione fatta da Attila

inutilmente avrebbero lavorato [per ricostruirla]

Della mia dimora io feci per me il luogo del patibolo.

Identificazione dell'anonimo fiorentino

L’identificazione dell’anonimo fiorentino non è facile. Alcuni pensano che si tratti di un giudice che dopo aver emesso una sentenza ingiusta fu preso dal rimorso e si suicidò. Altri sostengono che si tratti di un fiorentino che si suicidò dopo aver dilapidato tutti i suoi beni e questo spiegherebbe perché esso sia costretto a subire una doppia pena: quella degli scialacquatori inseguiti dalle cagne e quella dei sucidi, trasformati in arbusti. È probabile che Dante, volontariamente lo abbia lasciato nell’anonimato come simbolo di una generazione dedita alle discordie civili, come egli accenna al verso 145: - [Marte, il dio della guerra]sempre con l’arte sua la [Firenze] farà trista.

Dante e l'amor patrio

All’inizio del canto successivo, Dante, preso dall’amor patrio, esegue la richiesta dell’anonimo e raccoglie le fronde sparse restituendole al suicida.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è la punizione riservata ai violenti contro se stessi nell'Inferno di Dante?
  2. I violenti contro se stessi sono trasformati in alberi e arbusti rinsecchiti, continuamente lacerati dalle Arpie, e recupereranno il proprio corpo solo per impiccarsi all'albero in cui sono stati trasformati.

  3. Qual è il legame tra il peccato del suicidio e quello dello scialacquio secondo Dante?
  4. Dante collega i due peccati poiché entrambi rappresentano una forma di irrazionalità profonda: dilapidare i propri beni e sopprimere la propria vita sono azioni identiche che riflettono una mancanza di rispetto verso se stessi.

  5. Chi è l'anonimo suicida fiorentino e quale è la sua storia?
  6. L'anonimo suicida è un fiorentino che si è tolto la vita dopo aver dilapidato i suoi beni, e la sua identità rimane sconosciuta, simbolizzando una generazione segnata da discordie civili.

  7. Cosa accade a Jacopo da Sant’Andrea nell'Inferno?
  8. Jacopo da Sant’Andrea viene sbranato da cagne mentre cerca rifugio sotto un cespuglio, rappresentando la punizione degli scialacquatori nel girone dei violenti contro se stessi.

  9. Come si manifesta l'amor patrio di Dante nel canto successivo?
  10. Dante, preso dall'amor patrio, raccoglie le fronde sparse dell'anonimo suicida e le restituisce, onorando così la sua richiesta e mostrando un legame profondo con la sua città.

Domande e risposte

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