5.3 Blocco sostenuto da una molla e una fune
Un blocco di massa m = 2.35 kg è sostenuto da una molla e da una fune, collegate ai due punti P come in figura. La molla ha una lunghezza a riposo d = 25 cm. Sapendo che h = 90 cm e che all’equilibrio la distanza fra i due punti P, m e f, è tale che molla e fune formano due angoli θm = 35˚ e θf = 55˚ rispettivamente all’orizzontale, calcolare:
- La costante elastica k della molla;
- Successivamente la molla viene tagliata e il blocco inizia a oscillare sostenuto solamente dalla fune. Calcolare la sua velocità quando raggiunge il punto più basso.
[k = 29.13 N/m; v = 1.36 m/s].
M 2.35 kg d 25 cm h 90 cm θm θf 35 deg 55 deg
Condizione di equilibrio
Dalla condizione di equilibrio, dette F la forza della molla e T la tensione della fune, risulta:
T sin θf - F sin θm - M g = 0
T cos θf - F cos θm = 0
Risolvendo il sistema si trova:
F = M g cos θf tan θm / sin θm = 13.218 newton
T = F cos θm / cos θf = 18.878 newton
Costante elastica della molla
Per determinare la costante elastica k occorre prima calcolare la lunghezza dei lati del triangolo. Osservando che si tratta di un triangolo rettangolo, dette lm e lf le lunghezze della molla tesa e della fune, risulta:
lf = h sin θm = 51.622 cm
lm = h sin θf = 73.724 cm
F = k (lm - d)
k = F / (lm - d) = 27.129 newton/m
Oscillazione del blocco
Quando la molla viene tolta il blocco si mette ad oscillare come un pendolo semplice. Nel punto più basso ha perso una quota h1 rispetto alla posizione di partenza. Applicando la conservazione dell’energia:
h1 = lf - lf sin θf = 9.336 cm
M g h1 = 1/2 M v2
v = √(2 g h1) = 1.353 m/sec
L. Giudicotti - Esercizi di Fisica Uno Lavoro e energia pag. 3
M 32 gm L 1.2 m θ 35 deg g 9.8 m/s
Conservazione dell’energia
La massa M è sottoposta alla forza di gravità e alla tensione del filo. Quest’ultima però non fa lavoro perché è sempre perpendicolare alla velocità. Vale quindi la conservazione dell’energia durante tutto il moto.
Nel caso 1) all’istante finale la massa è ferma e quindi la quota alla quale risale è proprio la quota di partenza. Dato che questa è anche la quota del chiodo, detta d1 la distanza del chiodo da O avremo:
L - d1 = L (1 - cos(θ))
d1 = L cos(θ) = 0.983 m
Nel caso 2), detta d2 la distanza minima del chiodo da O, all’istante finale la massa sta ancora percorrendo una traiettoria circolare. Il raggio di questa traiettoria è L - d2 e la velocità minima compatibile con la traiettoria circolare si può calcolare osservando che in questo caso l’accelerazione centripeta nel punto più in alto sarà interamente fornita alla forza di gravità. Infatti supponendo che la massa arrivi alla sommità della traiettoria circolare con una velocità v sufficientemente grande da permettere il giro completo, il diagramma delle forze indica che in quell’istante:
T + m g = m v2 / R
R = L - d2
Questa relazione in