Scheda guida per la progettazione di un’attività di materializzazione concettuale Mazziero
Elena 113306
Fase Domande guida Note / Risposte
Attraverso questo artefatto, il concetto che voglio materializzare e rendere accessibile ai
bambini è quello dei solidi geometrici, ossia figure formate da tutti i punti compresi in uno
spazio tridimensionale. In particolare, l’obiettivo è introdurre e approfondire alcuni aspetti
fondamentali:
le tre dimensioni dei solidi: poiché queste figure occupano uno spazio e non
soltanto un piano, presentano tre dimensioni principali: lunghezza, altezza e
profondità. Attraverso la “città dei solidi”, i bambini possono osservare e manipolare
modelli tridimensionali che possano far comprendere loro il concetto di spazio
occupato: così facendo, percepiscono concretamente che una figura solida non è
solo una forma piatta, ma qualcosa che ha uno spessore e che può essere guardata
da ogni lato.
Solidi di rotazione e poliedri e le loro caratteristiche: i primi derivano dalla
rotazione di una figura piana attorno ad un asse e presentano una superficie curva
Qual è il concetto che (cono, cilindro, sfera…); sono caratterizzati da una:
1. Concetto voglio rendere - superficie curva laterale;
da concreto e - base circolare.
materializz accessibile? So I secondi, invece, sono solidi delimitati esclusivamente da facce poligonali piane (es:
are spiegarlo con parole cubo, piramide o parallelepipedo). I loro elementi costitutivi sono:
semplici? - spigoli: segmenti di incontro tra due facce;
- vertici: punto in cui convergono almeno tre spigoli.
La materializzazione concettuale della “città dei solidi” permette ai bambini di
esplorare la geometria in modo attivo e significativo: la realizzazione degli edifici con
combinazioni di solidi favorisce l’interiorizzazione di concetti astratti e l’elaborazione
spontanea di informazioni matematiche.
Attraverso questo modello, si scopre ad esempio che il tetto di una casetta è a forma
di piramide, con spigoli che si incontrano in un vertice; oppure si riflette sul fatto che il
tronco di un albero è stato realizzato con un cilindro che poggia su una base circolare.
In questo modo, i bambini possono osservare visivamente gli elementi che
contraddistinguono i solidi, traducendo un’idea astratta in una forma
sensorialmente tangibile e essenziale, capace di collegare le conoscenze teoriche
alla pratica.
2. Principi A quali criteri La progettazione si ispira ad alcuni criteri didattici, pedagogici e cognitivi fondamentali:
progettuali didattici, pedagogici, learning by doing: la materializzazione concettuale della “città dei solidi” segue il
cognitivi o materiali pensiero del filoso e pedagogista Jonh Dewey, secondo il quale l’apprendimento non
mi ispiro nella avviene in modo passivo, ma si presenta come un processo dinamico basato
sull’esperienza diretta. I bambini imparano facendo, esplorando e risolvendo
problemi pratici, piuttosto che ascoltando o scrivendo passivamente: la
manipolazione, la scomposizione e la combinazione di diverse figure geometriche
solide favorisce nei bambini lo sviluppo di un pensiero critico capace di trasformare
concetti teorici astratti in una realtà concreta e tangibile.
L’esperienza, fondamentale in ogni piccola scoperta, predispone l’individuo non solo
ad apprendere attivamente ma a riflettere attentamente sulle proprie azioni per
acquisire consapevolmente il sapere sapiente.
Costruttivismo sociale: secondo la teoria dello psicologo Vygotskij,
l’apprendimento, basato sulla costruzione autonoma di significati da parte dello
studente, è inteso come la capacità di trasformare l’interazione sociale in un processo
cognitivo, riflessivo e critico. In questo caso, la “città dei solidi” funge da strumento
progettazione? culturale che favorisce il dialogo con i compagni e l’insegnante.
Nel valutare insieme se i vari edifici della città siano costruiti come unico solido o
come una combinazione di forme geometriche, i bambini negoziano il significato
geometrico ed intervengono nella loro zona di sviluppo prossimale, ossia la
distanza tra ciò che il soggetto sa fare da solo e ciò che si riesce a fare con l’aiuto di
un adulto o di un compagno più esperto, in modo da trasformare il potenziale in
capacità reale.
Artefatto cognitivo: in linea con il pensiero dello psicologo Donald Norman, la
“città dei solidi” rappresenta un esempio di artefatto cognitivo, ossia un dispositivo
artificiale, ideato per agire sull’informazione, espandendo le capacità cognitive e
guidando l’attività mentale. In particolare, la proposta didattica materializza
concetti astratti attraverso modelli fisici, permettendo ai bambini di esplicitare
concetti teorici attraverso la costruzione di oggetti che rappresentino la realtà.
3. Forma Che tipo di oggetto L’artefatto realizzato rappresenta un esempio di:
dell’artefat sarà? (gioco, modello, modello manipolativo, ossia una struttura fisica pensata per accompagnare
to esperienza, l’apprendimento esperienziale della classe. Attraverso il gesto, il tatto e l’esperienza
rappresentazione diretta i bambini costruiscono relazioni con il mondo esterno, trasformando concetti
visiva…) astratti in esperienze concrete, senza limitarsi più ad acquisire informazioni in modo
mnemonico e ripetitivo.
rappresentazione visiva, poiché permette ai bambini di osservare concretamente la
tridimensionalità delle figure geometriche; alberi e case diventano un’occasione per
esplorare i solidi e comprenderne le caratteristiche, somiglianze e differenze con le
forme piane.
Questa tipologia di artefatto è stata progettata non solo per essere esplorata ma per
sviluppare nei bambini un’adeguata visione della geometria, non ridotta ad un
insieme di regole o concetti da memorizzare ed applicare. La sua realizzazione ha
impiegato l’utilizzo di materiali semplici e facili da reperire: fogli di carta o cartoncini
colorati. La forza di questo strumento si basa sulla semplicità della sua procedura, che
consiste nella corretta piegatura delle varie alette dei fogli per realizzare fisicamente i solidi
e osservane la loro tridimensionalità.
L’artefatto è rivolto ad una classe terza della scuola primaria (8-9 anni), in linea con i
traguardi di competenza previsti nelle Indicazioni Nazionali nel 2012, che
prevedono il raggiungimento della capacità di descrivere, denominare e classificare
figure geometriche, riconoscendo rappresentazioni piane di oggetti
tridimensionali nello spazio. In questa fascia d'età i bambini si trovano in una fase
cruciale dello sviluppo cognitivo, ossia quella dello stadio operatorio concreto (secondo la
teoria di Piaget), nella quale il pensiero logico si sviluppa a partire dalla manipolazione
diretta di oggetti e situazioni reali, prima ancora di poter operare su rappresentazioni
astratte.
La scelta di rivolgere questa proposta alla terza primaria non è dunque casuale: è in questo
momento di vita che i bambini possiedono già una sufficiente familiarità con le figure piane
A chi è rivolto (come cerchi, quadrati, triangoli) ma non hanno ancora compiuto il salto verso la
4. Destinatari l’artefatto? Come tridimensionalità. La “città dei solidi" costituisce quindi uno strumento particolarmente
e uso immagino che gli efficace per accompagnare questo passaggio in modo graduale e per favorire lo sviluppo di
previsto studenti lo usino o lo competenze specifiche.
costruiscano? Per quanto riguarda le modalità d'uso, si immagina che gli studenti interagiscano con
l'artefatto in modo progressivo e attivo, alternando momenti di esplorazione individuale a
momenti di lavoro collaborativo in piccoli gruppi.
In una prima fase, i bambini osservano e manipolano liberamente la città già costruita
d
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