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La prova di matematica per il liceo – Il formulario

www.matematicamente.it - N. De Rosa, La prova di matematica per il liceo – Il formulario

1. Equazioni e disequazioni

Equazioni esponenziali

Dato a ∈ R+ − {1}, un'equazione esponenziale elementare si scrive come ax = b.

1° caso: se b ≤ 0 l'equazione non ha soluzione.

2° caso: se b > 0 e a ≠ 1 l'equazione ha una ed una sola soluzione, che vale x = loga(b).

3° caso: se b > 0, a = 1 e b ≠ 1, l'equazione non ha soluzione.

4° caso: se b = 1 e a = 1 l'equazione è soddisfatta per ogni x ∈ R.

Nel caso particolare in cui l'equazione sia della forma af(x) = ag(x), dato che le basi sono uguali basta risolvere l'equazione f(x) = g(x).

Equazioni logaritmiche

Dati a ∈ R+ − {1}, b ∈ R e x > 0, un'equazione logaritmica elementare è della forma loga(x) = b ed ha una ed una sola soluzione che, per definizione di logaritmo, vale x = ab.

Se un'equazione logaritmica si presenta nella forma loga[f(x)] = loga[g(x)], dove i logaritmi hanno la stessa base, per determinare la soluzione è sufficiente risolvere il sistema:

  • f(x) > 0;
  • g(x) > 0;
  • f(x) = g(x).

Proprietà dei logaritmi

Notazioni: un logaritmo naturale, cioè in base e (numero di Nepero) lo si indica con ln(·), mentre un logaritmo in base 10 con Log(·).

loga1 = 0; logaa = 1; logab = c ⇔ ac = b.

Somma, prodotto e quoziente di logaritmi

logab1 + logab2 = loga(|b1 · b2|).

logab1 − logab2 = loga(|b1 : b2|).

loga(bn) = n loga(|b|).

loga(ⁿ√b) = 1/n loga(|b|).

logab1 / logab2 = logb2b1.

Cambiamento di base

logab = logcb / logca.

logab · logbc = logac.

logab · logba = 1.

Segno del logaritmo

logax > 0 ⇔ x > 1 se a > 1.

logax < 0 ⇔ 0 < x < 1 se a > 1.

logax > 0 ⇔ 0 < x < 1 se 0 < a < 1.

logax < 0 ⇔ x > 1 se 0 < a < 1.

Equazioni irrazionali

Dato n ∈ N − {0}, un'equazione irrazionale si scrive come ⁿ√f(x) = ⁿ√g(x).

1° caso: se n è dispari, allora l'insieme di definizione coincide con l'insieme in cui sono ben definite f(x) e g(x) ∈ R.

2° caso: se n è pari, allora l'insieme di definizione coincide con l'insieme delle x ∈ R tali per cui f(x) ≥ 0 e g(x) ≥ 0 risultano ben definite e inoltre ⁿ√f(x) = ⁿ√g(x).

Determinato D, si elevano ambo i membri alla potenza n-esima, ottenendo f(x) = g(x).

L'insieme soluzione dell'equazione è l'insieme delle x appartenenti a D tali che f(x) = g(x).

Disequazioni esponenziali

Dati a ∈ R+ − {1} e b ∈ R, una disequazione esponenziale in forma elementare si può esprimere come ax ≥ b oppure ax ≤ b.

Caso ax ≥ b

Se b ≤ 0 la disequazione è sempre soddisfatta.

Se b > 0 ∧ a > 1 la disequazione è soddisfatta per x ≥ logab.

Se b > 0 ∧ 0 < a < 1 la disequazione è soddisfatta per x ≤ logab.

Caso ax ≤ b

Se b ≤ 0 la disequazione è sempre soddisfatta.

Se b > 0 ∧ a > 1 la disequazione è soddisfatta per x ≤ logab.

Se b > 0 ∧ 0 < a < 1 la disequazione è soddisfatta per x ≥ logab.

Disequazioni logaritmiche

Dati a ∈ R+ − {1}, b ∈ R e x > 0, una disequazione esponenziale in forma elementare si può esprimere come loga(x) ≥ b o loga(x) ≤ b.

Caso loga(x) ≥ b

Se a > 1 la disequazione è soddisfatta per x ≥ ab.

Se 0 < a < 1 la disequazione è soddisfatta per 0 < x ≤ ab.

Caso loga(x) ≤ b

Se a > 1 la disequazione è soddisfatta per 0 < x ≤ ab.

Se 0 < a < 1 la disequazione è soddisfatta per x ≥ ab.

Disequazioni irrazionali

Dato n ∈ N − {0}, una disequazione irrazionale si può scrivere in una di queste quattro forme:

  • ⁿ√f(x) ≥ g(x);
  • ⁿ√f(x) > g(x);
  • ⁿ√f(x) ≤ g(x);
  • ⁿ√f(x) < g(x).

Caso n dispari

Le disequazioni saranno soddisfatte da:

ⁿ√f(x) ≥ g(x) ⇔ f(x) ≥ gn(x).

ⁿ√f(x) > g(x) ⇔ f(x) > gn(x).

ⁿ√f(x) ≤ g(x) ⇔ f(x) ≤ gn(x).

ⁿ√f(x) < g(x) ⇔ f(x) < gn(x), con le restrizioni dovute agli insiemi di definizione delle funzioni f(x), g(x).

Caso n pari

Le disequazioni saranno soddisfatte da:

ⁿ√f(x) ≥ g(x) ⇔ { f(x) ≥ 0 ∧ g(x) ≥ 0 ∧ f(x) ≥ gn(x) } ∨ { g(x) < 0 }.

ⁿ√f(x) > g(x) ⇔ { f(x) ≥ 0 ∧ g(x) ≥ 0 ∧ f(x) > gn(x) } ∨ { g(x) < 0 }.

ⁿ√f(x) ≤ g(x) ⇔ f(x) ≥ 0 ∧ g(x) ≥ 0 ∧ f(x) ≤ gn(x).

ⁿ√f(x) < g(x) ⇔ f(x) ≥ 0 ∧ g(x) ≥ 0 ∧ f(x) < gn(x).

Anche in questo caso vanno considerate le restrizioni dovute agli insiemi di definizione delle funzioni f(x), g(x).

2. Geometria analitica nel piano

Retta

Equazione in forma implicita: ax + by + c = 0.

Equazione in forma esplicita: y = mx + q.

Relazione tra i coefficienti m, q e a, b, c: m = −a/b, q = −c/b, b ≠ 0.

m si dice coefficiente angolare o pendenza, q si dice intercetta o quota.

Retta parallela all'asse y: x = h.

Retta parallela all'asse x: y = k.

Retta passante per due punti A = (x1, y1) e B = (x2, y2): (x − x1)/(x2 − x1) = (y − y1)/(y2 − y1).

Coefficiente angolare di una retta passante per due punti se x1 ≠ x2: m = (y2 − y1)/(x2 − x1).

Condizione di parallelismo: tra le rette ax + by + c = 0 e a′x + b′y + c′ = 0, a·b′ − a′·b = 0; tra le rette y = mx + q e y = m′x + q′, m = m′.

Condizione di perpendicolarità: forma implicita aa′ + bb′ = 0; forma esplicita mm′ = −1.

Fascio improprio di rette: se la retta data è ax + by + c = 0 il fascio è ax + by + k = 0.

Se la retta data è y = mx + q il fascio è y = mx + k.

Fascio proprio di rette

Se ax + by + c = 0 e a′x + b′y + c′ = 0 si intersecano in P(x0, y0), l'equazione del fascio proprio è h(ax + by + c) + k(a′x + b′y + c′) = 0.

Posto λ = h/k si ha (ax + by + c) + λ(a′x + b′y + c′) = 0.

Al variare di λ ∈ R si hanno tutte le rette del piano passanti per P, ad eccezione di ax + by + c = 0.

Distanza punto-retta: dato P(x0, y0) e la retta ax + by + c = 0, la distanza è d = |ax0 + by0 + c|/√(a2 + b2).

Circonferenza

Equazione della circonferenza di centro (α, β) e raggio R: (x − α)2 + (y − β)2 = R2.

L'equazione x2 + y2 + ax + by + c = 0, se a2 + b2 − 4c > 0, rappresenta la circonferenza di centro (−a/2, −b/2) e raggio R = √(a2 + b2 − 4c)/2.

Circonferenze con centro nell'origine: x2 + y2 = R2.

Circonferenze passanti per l'origine: x2 + y2 + ax + by = 0.

Fasci di circonferenze: circonferenze concentriche di centro (α, β): (x − α)2 + (y − β)2 = k.

Date le circonferenze x2 + y2 + ax + by + c = 0 e x2 + y2 + a1x + b1y + c1 = 0, l'equazione del fascio è:

λ(x2 + y2 + ax + by + c) + μ(x2 + y2 + a1x + b1y + c1) = 0, con λ, μ non entrambi nulli.

Posto t = μ/λ, si ha x2 + y2 + ax + by + c + t(x2 + y2 + a1x + b1y + c1) = 0, t ≠ −1, che rappresenta una circonferenza tranne per t = −1, caso in cui la circonferenza degenera in una retta.

Se a ≠ a1 ∨ b ≠ b1; se le due circonferenze sono concentriche l'equazione del fascio degenera in un numero (polinomio di grado zero in x e y).

Asse radicale di una circonferenza

È la retta che si ottiene imponendo t = −1 nel fascio di circonferenze di equazione x2 + y2 + ax + by + c + t(x2 + y2 + a1x + b1y + c1) = 0, nel caso in cui a ≠ a1 ∨ b ≠ b1, ed è perpendicolare alla retta che congiunge i centri delle circonferenze stesse: (a − a1)x + (b − b1)y + c − c1 = 0.

Se le due circonferenze si intersecano in A e B, punti base del fascio, l'asse radicale è la retta AB.

Se le due circonferenze sono tangenti l'asse radicale è la retta passante per T e ivi tangente ad ogni circonferenza del fascio.

Circonferenza passante per tre punti

Circonferenza passante per tre punti (x1, y1), (x2, y2), (x3, y3):

det [[x21 + y21, x1, y1, 1], [x22 + y22, x2, y2, 1], [x23 + y23, x3, y3, 1]] = 0.

Parabola

La parabola è il luogo dei punti del piano equidistanti da un punto fisso detto fuoco e da una retta fissa detta direttrice.

Parabola con asse di simmetria parallelo all'asse y

Equazione y = ax2 + bx + c con a ≠ 0 e a, b, c ∈ R.

Fuoco F = (−b/(2a), (1 − b2 + 4ac)/(4a)).

Direttrice y = −(1 + b2 − 4ac)/(4a).

Asse di simmetria x = −b/(2a), vertice V = (−b/(2a), (4ac − b2)/(4a)).

Concavità: se a > 0 la parabola ha concavità verso l'alto, si dice convessa, ha minimo nel vertice; se a < 0 la parabola ha concavità verso il basso, si dice concava, ha massimo nel vertice.

Parabola con asse di simmetria parallelo all'asse x

Equazione x = ay2 + by + c con a ≠ 0 e a, b, c ∈ R.

Fuoco F = ((1 − b2 + 4ac)/(4a), −b/(2a)), direttrice x = −(1 + b2 − 4ac)/(4a).

Asse di simmetria y = −b/(2a), vertice V = ((4ac − b2)/(4a), −b/(2a)).

Concavità: se a > 0 concavità verso destra, se a < 0 concavità verso sinistra.

Ellisse

Un'ellisse è il luogo dei punti del piano per i quali è costante la somma delle distanze da due punti fissi detti fuochi.

Equazione canonica: x2/a2 + y2/b2 = 1, dove a, b > 0.

Se a > b l'asse focale è parallelo all'asse x, se a < b l'asse focale è parallelo all'asse y.

Se a = b si ottiene l'equazione di una circonferenza con centro nell'origine e raggio a.

Equazione dell'ellisse traslata rispetto al punto (x0, y0): (x − x0)2/a2 + (y − y0)2/b2 = 1.

Equazione parametrica: x = a cos(t) + x0, y = b sin(t) + y0, t ∈ [0, 2π).

Data un'ellisse di equazione x2/a2 + y2/b2 = 1, le coordinate dei vertici sono:

  • Vertici: A1 = (a, 0), A2 = (−a, 0), B1 = (0, b), B2 = (0, −b).
  • Asintoti: y = ±(b/a)x.

Asse focale: se a > b l'asse focale è A1A2, l'asse minore è B1B2; se a < b l'asse focale è B1B2, l'asse minore è A1A2.

Se a > b la lunghezza dell'asse focale è 2a; se a < b la lunghezza dell'asse focale è 2b.

Fuochi

Posto c = |a2 − b2|, le coordinate dei fuochi sono:

se a > b, F1 = (c, 0), F2 = (−c, 0);

se a < b, F1 = (0, c), F2 = (0, −c).

Eccentricità

Data un'ellisse di equazione x2/a2 + y2/b2 = 1, e posto c = |a2 − b2|:

se a > b l'eccentricità vale e = c/a;

se a < b l'eccentricità vale e = c/b.

Se a ≠ b, con a, b > 0, risulta 0 < e < 1. Se a = b, ossia per la circonferenza, risulta e = 0.

Iperbole

L'iperbole è il luogo dei punti del piano per cui è costante la differenza delle distanze da due punti fissi detti fuochi.

Iperbole con i fuochi sull'asse x e simmetrici rispetto all'origine: x2/a2 − y2/b2 = 1, a, b ∈ R.

Iperbole con i fuochi sull'asse y e simmetrici rispetto all'origine: y2/a2 − x2/b2 = 1.

Equazione parametrica:

x = a cosh(t), y = b sinh(t), oppure x = a/sin(t), y = b/cos(t), t ∈ [0, 2π) \ {π/2, 3π/2}.

Vertici:

se x2/a2 − y2/b2 = 1 i vertici sono A1 = (a, 0), A2 = (−a, 0);

se y2/a2 − x2/b2 = 1 i vertici sono B1 = (0, b), B2 = (0, −b).

Asintoti: y = ±(b/a)x.

Fuochi: posto c = √(a2 + b2), se appartenenti all'asse x hanno coordinate F1 = (c, 0), F2 = (−c, 0); se appartenenti all'asse y hanno coordinate F1 = (0, c), F2 = (0, −c).

Eccentricità

Se i fuochi appartengono all'asse x l'eccentricità vale e = c/a.

Se i fuochi appartengono all'asse y l'eccentricità vale e = c/b.

Iperbole equilatera

Se a = b e i fuochi appartengono all'asse x l'iperbole equilatera è x2 − y2 = a2.

Se a = b e i fuochi appartengono all'asse y l'iperbole equilatera è y2 − x2 = a2.

Gli asintoti di un'iperbole equilatera sono y = x e y = −x e l'eccentricità è e = √2.

Iperbole equilatera riferita agli assi

Un'iperbole equilatera ruotata di 45° ha per asintoti gli assi cartesiani, l'equazione è xy = k.

Funzione omografica

Una funzione omografica è un'iperbole equilatera con asintoti paralleli agli assi cartesiani, ma non necessariamente coincidenti con gli assi stessi.

Dati a, b, c, d ∈ R, con c ≠ 0, l'equazione di una funzione omografica è y = (ax + b)/(cx + d).

Se ad − bc = 0 l'equazione è una retta parallela all'asse x privata del punto di ascissa x = −d/c.

Se ad − bc ≠ 0 l'equazione rappresenta un'iperbole equilatera con centro di simmetria (−d/c, a/c) e asintoti x = −d/c e y = a/c.

Altri luoghi e proprietà

Punto medio di un segmento AB: se A = (x1, y1), B = (x2, y2) il punto medio è M = ((x1 + x2)/2, (y1 + y2)/2).

Distanza fra due punti (lunghezza di un segmento)

Se A = (x1, y1) e B = (x2, y2) la lunghezza di AB è d = √((x1 − x2)2 + (y1 − y2)2).

Asse di un segmento AB

Se A = (x1, y1) e B = (x2, y2) l'asse è 2(x1 − x2)x + 2(y1 − y2)y + (x22 − x12) + (y22 − y12) = 0.

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