La prova di matematica per il liceo – Il formulario
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1. Equazioni e disequazioni
Equazioni esponenziali
Dato a ∈ R+ − {1}, un'equazione esponenziale elementare si scrive come ax = b.
1° caso: se b ≤ 0 l'equazione non ha soluzione.
2° caso: se b > 0 e a ≠ 1 l'equazione ha una ed una sola soluzione, che vale x = loga(b).
3° caso: se b > 0, a = 1 e b ≠ 1, l'equazione non ha soluzione.
4° caso: se b = 1 e a = 1 l'equazione è soddisfatta per ogni x ∈ R.
Nel caso particolare in cui l'equazione sia della forma af(x) = ag(x), dato che le basi sono uguali basta risolvere l'equazione f(x) = g(x).
Equazioni logaritmiche
Dati a ∈ R+ − {1}, b ∈ R e x > 0, un'equazione logaritmica elementare è della forma loga(x) = b ed ha una ed una sola soluzione che, per definizione di logaritmo, vale x = ab.
Se un'equazione logaritmica si presenta nella forma loga[f(x)] = loga[g(x)], dove i logaritmi hanno la stessa base, per determinare la soluzione è sufficiente risolvere il sistema:
- f(x) > 0;
- g(x) > 0;
- f(x) = g(x).
Proprietà dei logaritmi
Notazioni: un logaritmo naturale, cioè in base e (numero di Nepero) lo si indica con ln(·), mentre un logaritmo in base 10 con Log(·).
loga1 = 0; logaa = 1; logab = c ⇔ ac = b.
Somma, prodotto e quoziente di logaritmi
logab1 + logab2 = loga(|b1 · b2|).
logab1 − logab2 = loga(|b1 : b2|).
loga(bn) = n loga(|b|).
loga(ⁿ√b) = 1/n loga(|b|).
logab1 / logab2 = logb2b1.
Cambiamento di base
logab = logcb / logca.
logab · logbc = logac.
logab · logba = 1.
Segno del logaritmo
logax > 0 ⇔ x > 1 se a > 1.
logax < 0 ⇔ 0 < x < 1 se a > 1.
logax > 0 ⇔ 0 < x < 1 se 0 < a < 1.
logax < 0 ⇔ x > 1 se 0 < a < 1.
Equazioni irrazionali
Dato n ∈ N − {0}, un'equazione irrazionale si scrive come ⁿ√f(x) = ⁿ√g(x).
1° caso: se n è dispari, allora l'insieme di definizione coincide con l'insieme in cui sono ben definite f(x) e g(x) ∈ R.
2° caso: se n è pari, allora l'insieme di definizione coincide con l'insieme delle x ∈ R tali per cui f(x) ≥ 0 e g(x) ≥ 0 risultano ben definite e inoltre ⁿ√f(x) = ⁿ√g(x).
Determinato D, si elevano ambo i membri alla potenza n-esima, ottenendo f(x) = g(x).
L'insieme soluzione dell'equazione è l'insieme delle x appartenenti a D tali che f(x) = g(x).
Disequazioni esponenziali
Dati a ∈ R+ − {1} e b ∈ R, una disequazione esponenziale in forma elementare si può esprimere come ax ≥ b oppure ax ≤ b.
Caso ax ≥ b
Se b ≤ 0 la disequazione è sempre soddisfatta.
Se b > 0 ∧ a > 1 la disequazione è soddisfatta per x ≥ logab.
Se b > 0 ∧ 0 < a < 1 la disequazione è soddisfatta per x ≤ logab.
Caso ax ≤ b
Se b ≤ 0 la disequazione è sempre soddisfatta.
Se b > 0 ∧ a > 1 la disequazione è soddisfatta per x ≤ logab.
Se b > 0 ∧ 0 < a < 1 la disequazione è soddisfatta per x ≥ logab.
Disequazioni logaritmiche
Dati a ∈ R+ − {1}, b ∈ R e x > 0, una disequazione esponenziale in forma elementare si può esprimere come loga(x) ≥ b o loga(x) ≤ b.
Caso loga(x) ≥ b
Se a > 1 la disequazione è soddisfatta per x ≥ ab.
Se 0 < a < 1 la disequazione è soddisfatta per 0 < x ≤ ab.
Caso loga(x) ≤ b
Se a > 1 la disequazione è soddisfatta per 0 < x ≤ ab.
Se 0 < a < 1 la disequazione è soddisfatta per x ≥ ab.
Disequazioni irrazionali
Dato n ∈ N − {0}, una disequazione irrazionale si può scrivere in una di queste quattro forme:
- ⁿ√f(x) ≥ g(x);
- ⁿ√f(x) > g(x);
- ⁿ√f(x) ≤ g(x);
- ⁿ√f(x) < g(x).
Caso n dispari
Le disequazioni saranno soddisfatte da:
ⁿ√f(x) ≥ g(x) ⇔ f(x) ≥ gn(x).
ⁿ√f(x) > g(x) ⇔ f(x) > gn(x).
ⁿ√f(x) ≤ g(x) ⇔ f(x) ≤ gn(x).
ⁿ√f(x) < g(x) ⇔ f(x) < gn(x), con le restrizioni dovute agli insiemi di definizione delle funzioni f(x), g(x).
Caso n pari
Le disequazioni saranno soddisfatte da:
ⁿ√f(x) ≥ g(x) ⇔ { f(x) ≥ 0 ∧ g(x) ≥ 0 ∧ f(x) ≥ gn(x) } ∨ { g(x) < 0 }.
ⁿ√f(x) > g(x) ⇔ { f(x) ≥ 0 ∧ g(x) ≥ 0 ∧ f(x) > gn(x) } ∨ { g(x) < 0 }.
ⁿ√f(x) ≤ g(x) ⇔ f(x) ≥ 0 ∧ g(x) ≥ 0 ∧ f(x) ≤ gn(x).
ⁿ√f(x) < g(x) ⇔ f(x) ≥ 0 ∧ g(x) ≥ 0 ∧ f(x) < gn(x).
Anche in questo caso vanno considerate le restrizioni dovute agli insiemi di definizione delle funzioni f(x), g(x).
2. Geometria analitica nel piano
Retta
Equazione in forma implicita: ax + by + c = 0.
Equazione in forma esplicita: y = mx + q.
Relazione tra i coefficienti m, q e a, b, c: m = −a/b, q = −c/b, b ≠ 0.
m si dice coefficiente angolare o pendenza, q si dice intercetta o quota.
Retta parallela all'asse y: x = h.
Retta parallela all'asse x: y = k.
Retta passante per due punti A = (x1, y1) e B = (x2, y2): (x − x1)/(x2 − x1) = (y − y1)/(y2 − y1).
Coefficiente angolare di una retta passante per due punti se x1 ≠ x2: m = (y2 − y1)/(x2 − x1).
Condizione di parallelismo: tra le rette ax + by + c = 0 e a′x + b′y + c′ = 0, a·b′ − a′·b = 0; tra le rette y = mx + q e y = m′x + q′, m = m′.
Condizione di perpendicolarità: forma implicita aa′ + bb′ = 0; forma esplicita mm′ = −1.
Fascio improprio di rette: se la retta data è ax + by + c = 0 il fascio è ax + by + k = 0.
Se la retta data è y = mx + q il fascio è y = mx + k.
Fascio proprio di rette
Se ax + by + c = 0 e a′x + b′y + c′ = 0 si intersecano in P(x0, y0), l'equazione del fascio proprio è h(ax + by + c) + k(a′x + b′y + c′) = 0.
Posto λ = h/k si ha (ax + by + c) + λ(a′x + b′y + c′) = 0.
Al variare di λ ∈ R si hanno tutte le rette del piano passanti per P, ad eccezione di ax + by + c = 0.
Distanza punto-retta: dato P(x0, y0) e la retta ax + by + c = 0, la distanza è d = |ax0 + by0 + c|/√(a2 + b2).
Circonferenza
Equazione della circonferenza di centro (α, β) e raggio R: (x − α)2 + (y − β)2 = R2.
L'equazione x2 + y2 + ax + by + c = 0, se a2 + b2 − 4c > 0, rappresenta la circonferenza di centro (−a/2, −b/2) e raggio R = √(a2 + b2 − 4c)/2.
Circonferenze con centro nell'origine: x2 + y2 = R2.
Circonferenze passanti per l'origine: x2 + y2 + ax + by = 0.
Fasci di circonferenze: circonferenze concentriche di centro (α, β): (x − α)2 + (y − β)2 = k.
Date le circonferenze x2 + y2 + ax + by + c = 0 e x2 + y2 + a1x + b1y + c1 = 0, l'equazione del fascio è:
λ(x2 + y2 + ax + by + c) + μ(x2 + y2 + a1x + b1y + c1) = 0, con λ, μ non entrambi nulli.
Posto t = μ/λ, si ha x2 + y2 + ax + by + c + t(x2 + y2 + a1x + b1y + c1) = 0, t ≠ −1, che rappresenta una circonferenza tranne per t = −1, caso in cui la circonferenza degenera in una retta.
Se a ≠ a1 ∨ b ≠ b1; se le due circonferenze sono concentriche l'equazione del fascio degenera in un numero (polinomio di grado zero in x e y).
Asse radicale di una circonferenza
È la retta che si ottiene imponendo t = −1 nel fascio di circonferenze di equazione x2 + y2 + ax + by + c + t(x2 + y2 + a1x + b1y + c1) = 0, nel caso in cui a ≠ a1 ∨ b ≠ b1, ed è perpendicolare alla retta che congiunge i centri delle circonferenze stesse: (a − a1)x + (b − b1)y + c − c1 = 0.
Se le due circonferenze si intersecano in A e B, punti base del fascio, l'asse radicale è la retta AB.
Se le due circonferenze sono tangenti l'asse radicale è la retta passante per T e ivi tangente ad ogni circonferenza del fascio.
Circonferenza passante per tre punti
Circonferenza passante per tre punti (x1, y1), (x2, y2), (x3, y3):
det [[x21 + y21, x1, y1, 1], [x22 + y22, x2, y2, 1], [x23 + y23, x3, y3, 1]] = 0.
Parabola
La parabola è il luogo dei punti del piano equidistanti da un punto fisso detto fuoco e da una retta fissa detta direttrice.
Parabola con asse di simmetria parallelo all'asse y
Equazione y = ax2 + bx + c con a ≠ 0 e a, b, c ∈ R.
Fuoco F = (−b/(2a), (1 − b2 + 4ac)/(4a)).
Direttrice y = −(1 + b2 − 4ac)/(4a).
Asse di simmetria x = −b/(2a), vertice V = (−b/(2a), (4ac − b2)/(4a)).
Concavità: se a > 0 la parabola ha concavità verso l'alto, si dice convessa, ha minimo nel vertice; se a < 0 la parabola ha concavità verso il basso, si dice concava, ha massimo nel vertice.
Parabola con asse di simmetria parallelo all'asse x
Equazione x = ay2 + by + c con a ≠ 0 e a, b, c ∈ R.
Fuoco F = ((1 − b2 + 4ac)/(4a), −b/(2a)), direttrice x = −(1 + b2 − 4ac)/(4a).
Asse di simmetria y = −b/(2a), vertice V = ((4ac − b2)/(4a), −b/(2a)).
Concavità: se a > 0 concavità verso destra, se a < 0 concavità verso sinistra.
Ellisse
Un'ellisse è il luogo dei punti del piano per i quali è costante la somma delle distanze da due punti fissi detti fuochi.
Equazione canonica: x2/a2 + y2/b2 = 1, dove a, b > 0.
Se a > b l'asse focale è parallelo all'asse x, se a < b l'asse focale è parallelo all'asse y.
Se a = b si ottiene l'equazione di una circonferenza con centro nell'origine e raggio a.
Equazione dell'ellisse traslata rispetto al punto (x0, y0): (x − x0)2/a2 + (y − y0)2/b2 = 1.
Equazione parametrica: x = a cos(t) + x0, y = b sin(t) + y0, t ∈ [0, 2π).
Data un'ellisse di equazione x2/a2 + y2/b2 = 1, le coordinate dei vertici sono:
- Vertici: A1 = (a, 0), A2 = (−a, 0), B1 = (0, b), B2 = (0, −b).
- Asintoti: y = ±(b/a)x.
Asse focale: se a > b l'asse focale è A1A2, l'asse minore è B1B2; se a < b l'asse focale è B1B2, l'asse minore è A1A2.
Se a > b la lunghezza dell'asse focale è 2a; se a < b la lunghezza dell'asse focale è 2b.
Fuochi
Posto c = |a2 − b2|, le coordinate dei fuochi sono:
se a > b, F1 = (c, 0), F2 = (−c, 0);
se a < b, F1 = (0, c), F2 = (0, −c).
Eccentricità
Data un'ellisse di equazione x2/a2 + y2/b2 = 1, e posto c = |a2 − b2|:
se a > b l'eccentricità vale e = c/a;
se a < b l'eccentricità vale e = c/b.
Se a ≠ b, con a, b > 0, risulta 0 < e < 1. Se a = b, ossia per la circonferenza, risulta e = 0.
Iperbole
L'iperbole è il luogo dei punti del piano per cui è costante la differenza delle distanze da due punti fissi detti fuochi.
Iperbole con i fuochi sull'asse x e simmetrici rispetto all'origine: x2/a2 − y2/b2 = 1, a, b ∈ R.
Iperbole con i fuochi sull'asse y e simmetrici rispetto all'origine: y2/a2 − x2/b2 = 1.
Equazione parametrica:
x = a cosh(t), y = b sinh(t), oppure x = a/sin(t), y = b/cos(t), t ∈ [0, 2π) \ {π/2, 3π/2}.
Vertici:
se x2/a2 − y2/b2 = 1 i vertici sono A1 = (a, 0), A2 = (−a, 0);
se y2/a2 − x2/b2 = 1 i vertici sono B1 = (0, b), B2 = (0, −b).
Asintoti: y = ±(b/a)x.
Fuochi: posto c = √(a2 + b2), se appartenenti all'asse x hanno coordinate F1 = (c, 0), F2 = (−c, 0); se appartenenti all'asse y hanno coordinate F1 = (0, c), F2 = (0, −c).
Eccentricità
Se i fuochi appartengono all'asse x l'eccentricità vale e = c/a.
Se i fuochi appartengono all'asse y l'eccentricità vale e = c/b.
Iperbole equilatera
Se a = b e i fuochi appartengono all'asse x l'iperbole equilatera è x2 − y2 = a2.
Se a = b e i fuochi appartengono all'asse y l'iperbole equilatera è y2 − x2 = a2.
Gli asintoti di un'iperbole equilatera sono y = x e y = −x e l'eccentricità è e = √2.
Iperbole equilatera riferita agli assi
Un'iperbole equilatera ruotata di 45° ha per asintoti gli assi cartesiani, l'equazione è xy = k.
Funzione omografica
Una funzione omografica è un'iperbole equilatera con asintoti paralleli agli assi cartesiani, ma non necessariamente coincidenti con gli assi stessi.
Dati a, b, c, d ∈ R, con c ≠ 0, l'equazione di una funzione omografica è y = (ax + b)/(cx + d).
Se ad − bc = 0 l'equazione è una retta parallela all'asse x privata del punto di ascissa x = −d/c.
Se ad − bc ≠ 0 l'equazione rappresenta un'iperbole equilatera con centro di simmetria (−d/c, a/c) e asintoti x = −d/c e y = a/c.
Altri luoghi e proprietà
Punto medio di un segmento AB: se A = (x1, y1), B = (x2, y2) il punto medio è M = ((x1 + x2)/2, (y1 + y2)/2).
Distanza fra due punti (lunghezza di un segmento)
Se A = (x1, y1) e B = (x2, y2) la lunghezza di AB è d = √((x1 − x2)2 + (y1 − y2)2).
Asse di un segmento AB
Se A = (x1, y1) e B = (x2, y2) l'asse è 2(x1 − x2)x + 2(y1 − y2)y + (x22 − x12) + (y22 − y12) = 0.
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