Nicola De Rosa, Liceo della comunicazione sessione ordinaria 2011, matematicamente.it
Problema 1
Nel sistema di riferimento Oxy, sia Γ il grafico della funzione definita su R da f(x) = (1 − x2)e−x. Γ taglia l’asse delle ordinate nel punto A e l’asse delle ascisse nei punti B e C.
1. Intersezioni con gli assi
Si verifichi che Γ taglia l’asse delle ordinate nel punto A e l’asse delle ascisse nei punti B e C. Si calcolino le coordinate di A, B, C.
Le intersezioni di f(x) = (1 − x2)e−x con l’asse delle ordinate le ricaviamo risolvendo il sistema:
f(x) = (1 − x2)e−x
x = 0
da cui ricaviamo A(0, 1).
Le intersezioni di f(x) = (1 − x2)e−x con l’asse delle ascisse le ricaviamo risolvendo il sistema, cioè risolvendo l’equazione f(x) = 0:
(1 − x2)e−x = 0.
Da cui ricaviamo B(−1, 0), C(1, 0).
2. Studio della funzione
Si studi la funzione f e si disegni Γ.
Studiamo la funzione: f(x) = (1 − x2)e−x.
Dominio: R.
Intersezione con l’asse delle ascisse: f(x) = (1 − x2)e−x = 0; x = ±1.
Intersezioni con l’asse delle ordinate: x = 0, f(0) = 1.
Simmetrie: la funzione non è né pari né dispari.
Positività: in quanto f(x) = (1 − x2)e−x > 0, si ha 1 − x2 > 0, cioè −1 < x < 1, poiché e−x > 0 ∀ x ∈ R.
Asintoti verticali: non ve ne sono in quanto il dominio è R.
Asintoti orizzontali: limx→−∞ f(x) = limx→−∞ (1 − x2)e−x = −∞ · +∞ = −∞, mentre
limx→+∞ f(x) = limx→+∞ (1 − x2)e−x = limx→+∞ (1 − x2)/ex = limx→+∞ (−x2)/ex = 0.
Applicando due volte l’Hospital, per cui la retta y = 0 è asintoto orizzontale destro.
Asintoti obliqui: non ve ne sono in quanto limx→−∞ f(x)/x = −∞, limx→+∞ f(x)/x = 0.
Crescenza e decrescenza: la derivata prima è
f′(x) = −2xe−x + (1 − x2)(−e−x) = (x2 − 2x − 1)e−x.
Per cui f′(x) = (x2 − 2x − 1)e−x > 0 ⇒ x2 − 2x − 1 > 0 ⇒ x < 1 − √2 oppure x > 1 + √2.
Quindi la funzione è strettamente crescente in (−∞, 1 − √2) ∪ (1 + √2, +∞) e strettamente decrescente in (1 − √2, 1 + √2), per cui x = 1 + √2 è l’ascissa del massimo e x = 1 − √2 è l’ascissa del minimo.
Il massimo è M e il minimo è m.
Concavità e convessità: la derivata seconda è
f″(x) = (2x − 2)e−x − (x2 − 2x − 1)e−x = (−x2 + 4x − 1)e−x.
Per cui f″(x) > 0 ⇒ −x2 + 4x − 1 > 0 ⇒ 2 − √3 < x < 2 + √3.
Quindi la funzione ha concavità verso l’alto in (2 − √3, 2 + √3) e verso il basso in (−∞, 2 − √3) ∪ (2 + √3, +∞); i punti F(2 − √3, 4 − 2√3)e−2+√3 e F(2 + √3, 4 + 2√3)e−2−√3 sono flessi a tangente obliqua.
Nicola De Rosa, Liceo della comunicazione sessione ordinaria 2011, matematicamente.it
Il grafico è:
3. Primitiva della funzione
Si consideri la funzione g definita su R da g(x) = (x2 + 2x + 1)e−x. Si mostri che la funzione g è una primitiva della funzione f su R.
Calcoliamo l’integrale indefinito ∫(1 − x2)e−x dx utilizzando l’integrazione per parti:
F(x) = ∫(1 − x2)e−x dx = (1 − x2)e−x − ∫(−2x)e−x dx.
F(x) = (1 − x2)e−x − 2∫xe−x dx.
F(x) = (1 − x2)e−x − 2xe−x − 2e−x dx.
F(x) = (1 − x2)e−x − 2xe−x − 2e−x = (x2 + 2x + 1)e−x + K.
Posto K = 0, ricaviamo g(x) = (x2 + 2x + 1)e−x.
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4. Area della regione di piano
L’area richiesta, ricordando che una primitiva della funzione integranda (1 − x2)e−x è, come dimostrato al Punto 3, pari a
S = ∫−11(1 − x2)e−x dx − ∫12(1 − x2)e−x dx = [−(x + 1)2e−x]−11 − [−(x + 1)2e−x]12.
S = 4/e − 9/e2 + 4/e − 8/e2 = 8/e − 9/e2.
Calcoliamo ora invece il limite limα→+∞ ∫1α(1 − x2)e−x dx. Si ha:
limα→+∞ ∫1α(1 − x2)e−x dx = limα→+∞[−(α + 1)2e−α + 4/e] = limα→+∞(1 − α2)e−α + 4/e.
Il limite, applicando due volte il teorema di De L’Hospital, è
limα→+∞(1 − α2)e−α = limα→+∞(1 − α2)/eα = limα→+∞(−2α)/eα = 0, per cui
limα→+∞ ∫1α(1 − x2)e−x dx = 4/e.
Questo integrale, se fosse stato preceduto dal segno “−”, non era altro che l’area della regione di piano compresa tra Γ e l’asse x nell’intervallo [1, +∞), in quanto in questo intervallo la funzione è negativa; infatti il valore dell’integrale così proposto è negativo e in quanto tale non può identificare un’area che per definizione è non negativa; col segno “−” davanti questo integrale definito sarebbe positivo e identificherebbe l’area sopra indicata.
Nicola De Rosa, Liceo della comunicazione sessione ordinaria 2011, matematicamente.it
Problema 2
Nel piano, riferito ad assi cartesiani Oxy, sono dati i punti: A(2;1), B(−2;1), C(2;3), D(2;5), E(6;5).
1. Si verifichi che il quadrilatero convesso ABDE è un parallelogramma del quale C è il punto d’incontro delle diagonali. Si calcoli l’area del quadrilatero.
2. Si consideri il fascio di curve di equazione
y = (x2 + 2x + a)/(x − 4),
dove a è un parametro reale. Si verifichi che, qualunque sia a, la curva corrispondente ammette C come centro di simmetria e le rette AD e BE come asintoti. λ
3. Si determini la curva del fascio passante per il punto P(0,1) e si verifichi che le rette AB e DE sono tangenti a λ. Si tracci il grafico di λ.
4. Si calcoli l’area della regione finita di piano delimitata da λ, dalla retta BE, dalla retta di equazione y = −x + 2 e dall’asse.
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Risoluzione
Punto 1
Si consideri la figura seguente raffigurante il parallelogramma ABDE:
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Le equazioni delle rette componenti il parallelogramma, ricordando la formula della retta passante per due punti
(y − y1)/(y2 − y1) = (x − x1)/(x2 − x1),
sono:
- AB: y = 1, si ricava senza applicare la formula soprastante ma
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La prova di matematica per il liceo della comunicazione
Esame di Stato 2010/2011. Sessione ordinaria.
Nicola De Rosa, Liceo della comunicazione, sessione ordinaria. Prova di matematica 2011.