Set domande pedagogia generale e sociale
Scienze dell'educazione e della formazione (DM 1648/23)
Docente: Zane Elisa
Set Domande: Pedagogia generale e sociale Scienze dell'educazione e della formazione (DM 1648/23)
Docente: Zane Elisa
Lezione 002
01. Quale delle seguenti radici latine significa “nutrire, allevare”?
- Educatio (formare)
- Educere (condurre via)
- Edúco (ex-ducere)
- Éduco (edere)
02. Quale radice latina di “educazione” significa “trarre fuori, far uscire”?
- Educatio (insegnare)
- Éduco (edere)
- Edúco (ex-ducere)
- Educere (nutrire)
03. Il significato di edúco (ex-ducere) è:
- Far emergere ciò che è dentro
- Nutrire dall’esterno
- Proteggere
- Imporre dall’alto
04. Quale codice educativo privilegia accoglienza e protezione?
- Codice culturale
- Codice paterno
- Codice sociale
- Codice materno
05. L’accoglienza e la protezione sono caratteristiche del:
- Codice disciplinare
- Codice materno
- Codice educativo neutrale
- Codice paterno
06. Quale codice educativo si concentra su prestazione e merito?
- Codice materno
- Codice comunitario
- Codice paterno
- Codice sociale
07. La richiesta di prestazione e lo scambio-negoziazione appartengono al:
- Codice relazionale
- Codice paterno
- Codice neutrale
- Codice materno
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Set Domande: Pedagogia generale e sociale Scienze dell'educazione e della formazione (DM 1648/23)
Docente: Zane Elisa
08. Quale delle seguenti caratteristiche NON appartiene alla definizione di educazione?
- Essere un processo neutrale
- Essere relazionale
- Essere socio-culturale
- Essere vitale
09. L’educazione non può mai essere considerata:
- Neutrale
- Vitale
- Relazionale
- Personale
10. La radice latina éduco (edere) si riferisce a:
- Insegnare
- Proteggere
- Nutrire, allevare
- Trarre fuori
11. Spiega il doppio movimento insito nell’etimologia della parola “educazione” e come questo rifletta la complessità del processo educativo.
12. L’educazione è definita come processo vitale, relazionale, personale e socio-culturale. Argomenta ciascuna di queste dimensioni anche con esempi concreti.
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Lezione 003
01. Quale caratteristica distingue l’educazione non formale?
- È sempre spontanea e casuale
- È intenzionale e progettuale ma si svolge nel terzo settore
- È priva di obiettivi educativi
- Avviene solo in famiglia
02. L’educazione che si svolge in scuole e università rientra in:
- Educazione informale
- Educazione non formale
- Educazione formale
- Educazione spontanea
03. Quale definizione corrisponde all’educazione informale?
- Attività esclusivamente scolastiche
- Esperienze non progettate che possono favorire cambiamento
- Attività istituzionali con programmi
- Attività del terzo settore
04. L’apprendimento che avviene spontaneamente nella vita quotidiana è:
- Educazione informale
- Educazione programmata
- Educazione non formale
- Educazione formale
05. Quale termine è spesso preferito a “educazione” nell’epoca contemporanea?
- Formazione
- Addestramento
- Socializzazione
- Istruzione
06. Il passaggio dall’uso del termine “educazione” a “formazione” riflette:
- Un ritorno alla tradizione classica
- Una semplice moda linguistica
- Una riduzione del ruolo educativo
- Un mutamento sociale e antropologico
07. Quale affermazione descrive correttamente la natura dell’educazione?
- È influenzata dalle condizioni storico-culturali di un’epoca
- È immutabile e statica
- È sempre identica in ogni contesto
- È indipendente dalla società
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08. Perché non è possibile dare una definizione unica e immutabile di educazione?
- Perché ha un unico significato universale
- Perché è un concetto puramente tecnico
- Perché è sempre legata solo alla scuola
- Perché varia in base a epoche, luoghi e contesti
09. Le attività educative organizzate da associazioni sportive o culturali appartengono a:
- Educazione informale
- Educazione non formale
- Educazione formale
- Educazione tecnica
10. Quale tra le seguenti definizioni descrive l’educazione formale?
- Attività intenzionali e progettuali svolte in contesti istituzionali riconosciuti
- Esperienze occasionali non strutturate
- Attività spontanee senza regole
- Attività esclusivamente familiari
11. Riflettendo sul concetto di “partire da se stessi” nella formazione educativa, discuti perché questa condizione sia necessaria ma non sufficiente per educare gli altri.
12. Spiega le differenze tra educazione formale, non formale e informale, fornendo esempi concreti per ciascuna tipologia.
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Lezione 004
01. L’immagine del “modellare” può essere usata solo come:
- Definizione di comunicazione
- Sinonimo di addestramento
- Descrizione letterale dell’educazione
- Metafora del prendere forma
02. L’educazione si differenzia dal creare perché:
- Si limita a trasmettere nozioni
- Sostituisce la persona con un modello
- Elimina le potenzialità individuali
- Favorisce condizioni di crescita, non origina dal nulla
03. In cosa si distingue l’educazione dall’allevamento?
- Si limita a fornire cure materiali
- Mira alla crescita libera e responsabile della persona
- Non richiede partecipazione attiva
- Garantisce solo la sopravvivenza fisica
04. Perché educare non è addestrare?
- Perché non richiede alcuna regola
- Perché non crea “cloni” ma persone autonome
- Perché non implica apprendimento
- Perché non ha obiettivi
05. L’allevare si concentra sulla sopravvivenza, mentre l’educare:
- Riduce la persona a soggetto passivo
- Promuove autonomia e responsabilità
- Si limita a fornire protezione
- Elimina la libertà individuale
06. Perché educare non coincide con il “modellare”?
- Perché non conforma passivamente ma valorizza l’unicità
- Perché è un atto di imposizione
- Perché è un processo puramente tecnico
- Perché non richiede alcun impegno
07. L’addestramento produce individui conformi, mentre l’educazione:
- Sviluppa libertà e consapevolezza
- Impone comportamenti liberali
- Elimina la responsabilità
- Riduce la persona a strumento
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Docente: Zane Elisa
08. Educare significa non solo comunicare, ma:
- Eliminare le differenze comunicative
- Mettere le persone in condizione di comunicare tra loro
- Imporre un linguaggio unico
- Trasmettere ordini unidirezionali
09. Perché educare non coincide con il semplice comunicare?
- Perché educare è solo curare
- Perché comunicare è sempre efficace
- Perché non basta trasmettere un messaggio per educare
- Perché la comunicazione non ha alcun ruolo
10. Spiega in che senso l’educazione non può essere ridotta a “curare” o “formare” e quali rischi comporta questa riduzione.
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Docente: Zane Elisa
Lezione 005
01. L’educazione viene detta “fuori moda” perché:
- È ridotta a un insieme di regole tecniche
- È ormai solo un concetto politico
- È diventata esclusivamente economica
- È percepita come troppo umanistica e poco scientifica
02. In quali contesti si richiede all’educazione di fare “attrito”?
- Quando prevale la stabilità culturale
- Quando non ci sono cambiamenti sociali
- Quando l’educazione è neutrale
- Quando la società scivola verso esasperazioni unilaterali
03. In quali situazioni si chiede all’educazione di costruire “scivoli”?
- Quando l’orientamento culturale e sociale rischia di bloccare lo sviluppo del soggetto
- Quando l’educazione è solo familiare
- Quando non esistono conflitti educativi
- Quando la società è già equilibrata
04. Lo “scivolo” educativo serve a:
- Imporre regole rigide dall’esterno
- Eliminare la libertà individuale
- Facilitare percorsi verso l’autonomia del soggetto
- Sostituire la famiglia nel processo educativo
05. Perché si parla di “apparente scomparsa” dell’educazione?
- Perché non esistono più educatori
- Perché è stata sostituita dalla tecnologia
- Perché l’educazione non ha più alcun ruolo
- Perché ciò che attraversa crisi viene spesso dichiarato “defunto”
06. Quale iscrizione del tempio di Apollo a Delfi è richiamata come scopo dell’educazione?
- “Sapere è potere”
- “Nulla di troppo”
- “La virtù è conoscenza”
- “Diventa ciò che sei”
07. L’“attrito” educativo ha la funzione di:
- Sostituire la politica nelle decisioni
- Riequilibrare tendenze culturali sbilanciate
- Ridurre la complessità educativa
- Impedire ogni trasformazione sociale
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Docente: Zane Elisa
08. Quale effetto ha avuto il post-moderno sull’educazione?
- Ha eliminato ogni forma di crisi educativa
- Ha aumentato libertà e conoscenza ma ridotto identità e sicurezza
- Ha rafforzato l’autorità tradizionale
- Ha reso l’educazione più semplice e lineare
09. L’unione tra “Diventa ciò che sei” e “Conosci te stesso” indica che l’educazione:
- Impone modelli esterni da seguire
- Riduce l’identità personale a regole sociali
- Favorisce appropriazione e conoscenza di sé
- Elimina la libertà individuale
10. Il post-moderno ha portato:
- Crescita di sicurezza collettiva e riduzione dei conflitti
- Maggiore libertà e opportunità ma anche minore senso di appartenenza
- Uniformità culturale e rafforzamento dei ruoli
- Stabilità identitaria e riduzione delle crisi
11. Spiega il significato delle metafore di “scivolo” e “attrito” nell’educazione, indicando come esse riflettano i compiti della pedagogia nei diversi contesti storici e sociali.
12. Riflettendo sull’idea che l’educazione sia un processo infinito e di autoformazione permanente, discuti come questo concetto si colleghi alla tensione tra autorevolezza dell’educatore e autodeterminazione del soggetto.
13. Che cosa si intende con le metafore di “scivolo” e “attrito” nell’educazione?
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Docente: Zane Elisa
Lezione 006
01. Qual è il criterio di autenticità di un rapporto educativo?
- Che si trasmettano solo nozioni
- Che non vi siano cambiamenti
- Che l’educatore mantenga il controllo assoluto
- Che i soggetti coinvolti ne escano trasformati
02. Quale caratteristica distingue l’educazione da una semplice trasmissione di saperi?
- L’uso esclusivo di tecniche
- La ripetizione meccanica di nozioni
- La formazione integrale della persona
- La standardizzazione dei comportamenti
03. Il welfare generativo considera l’educazione come:
- Un investimento che produce nuove risorse e legami
- Un’attività marginale senza impatto sociale
- Un servizio tecnico privo di valore culturale
- Un costo inevitabile ma improduttivo
04. Quale passaggio ha segnato la trasformazione del welfare in chiave educativa?
- Dal pubblico al privato
- Dal nazionale al locale
- Dal redistributivo al generativo
- Dal tecnico al burocratico
05. Un rapporto educativo è autentico quando:
- Esclude la responsabilità dell’educatore
- Si limita a ripetere tradizioni
- Produce trasformazione reciproca
- Mantiene inalterati i soggetti
06. La metafora della vela mostra che l’educazione:
- Garantisce sempre risultati immediati
- Procede senza bisogno di valori o progettualità
- Richiede direzione, strumenti e capacità di affrontare l’imprevisto
- Elimina ogni forma di rischio
07. Quale elemento caratterizza la metafora della vela applicata all’educazione?
- L’imprevedibilità e l’instabilità del percorso
- La linearità del processo
- La certezza dei risultati
- L’assenza di strumenti di orientamento
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08. La crisi semantico-culturale ha prodotto:
- Uniformità di significati condivisi
- La totale eliminazione della formazione
- Labirinti concettuali e pratiche deboli
- Un ritorno a un’unica definizione stabile
09. Cosa si intende per “crisi semantico-culturale” dell’educazione?
- La frammentazione dei significati di educazione, istruzione e formazione
- La riduzione dell’educazione a un solo modello
- L’assenza di pratiche educative
- La scomparsa della scuola come istituzione
10. Argomenta su come la trasformazione dal welfare redistributivo a quello generativo abbia ridefinito il ruolo delle professioni educative, indicando quali nuove responsabilità e opportunità ne derivano.
11. Perché si dice che l’educazione non può ridursi a una semplice trasmissione di saperi o tecniche?
12. In che modo la metafora della vela aiuta a comprendere la complessità del processo educativo e quali elementi mette in evidenza rispetto al ruolo dell’educatore?
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Docente: Zane Elisa
Lezione 007
01. Le scuole dell’infanzia di Reggio Emilia sono considerate emblematiche perché:
- Rimasero esperienze marginali senza impatto sociale
- Furono imposte dall’alto come modello unico
- Si limitarono a riprodurre schemi assistenziali
- Nate da una spinta cittadina, hanno incarnato l’educazione come rinascita collettiva
02. Quale titolo di studio è richiesto per la figura dell’educatore secondo la Legge Iori?
- Laurea abilitante L/SNT2
- Laurea magistrale (LM-50, LM-57, LM-85, LM-93)
- Laurea triennale L-19
- Diploma di scuola superiore
03. Quale titolo di studio è richiesto per la figura del pedagogista secondo la Legge Iori?
- Laurea abilitante L/SNT2
- Diploma di scuola superiore
- Laurea triennale L-19
- Laurea magistrale (LM-50, LM-57, LM-85, LM-93)
04. In quale anno è entrata in vigore la Legge Iori?
- 2020
- 2015
- 2018
- 2012
05. Il decreto 149/2001 ha sancito:
- La chiusura degli istituti di collocamento per minori
- La creazione di nuove istituzioni segreganti
- L’abolizione del ruolo dell’educatore
- La riduzione dei contesti comunitari
06. Quale legge ha istituito il sistema integrato dei servizi sociali riconoscendo il ruolo degli educatori?
- Legge 517/1977
- Decreto 149/2001
- Legge 328/2000
- Legge 104/1992
07. La deistituzionalizzazione ha promosso:
- Esclusione sociale come strumento educativo
- Modelli basati su prossimità e dignità della persona
- Riduzione del ruolo degli utenti nei processi
- Rafforzamento delle logiche segreganti
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Docente: Zane Elisa
08. Quale paradigma si afferma negli anni ’60-’70 con la deistituzionalizzazione
- Istituzioni chiuse e segreganti
- Centralità del controllo gerarchico
- Istituzioni aperte e partecipative
- Riduzione della partecipazione degli utenti
09. Quale esperienza del secondo dopoguerra rappresenta un esempio emblematico di rinascita collettiva?
- I collegi religiosi tradizionali
- I convitti statali ottocenteschi
- Le università private
- Le scuole dell’infanzia di Reggio Emilia
10. La fragilità del profilo professionale si traduce in:
- Precarietà contrattuale e difficoltà di riconoscimento
- Forte tutela istituzionale e stabilità
- Eccessivo sostegno economico
- Consolidamento di un’identità condivisa
11. Quale fragilità caratterizza il profilo professionale dell&rsqu
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