Lo skate board e il giro della morte
Lavoro ed energia
Lo skate board e il giro della morte
Lavoro ed energia
Una pista di “skate-board” ha la forma rappresentata schematicamente in Figura 4.8.
Il raggio della parte circolare è R = 2 m. L'inclinazione del tratto in discesa è θ = 60°.
Sapendo che il percorso inclinato è scabro con coefficiente di attrito dinamico μ = 0.4 mentre nella parte circolare l'attrito è trascurabile, determinare l'altezza minima h dalla quale è possibile lanciarsi con lo “skate board” per poter compiere il così detto “giro della morte”.
Calcoliamo dapprima il lavoro La compiuto dalla forza di attrito f il cui modulo, in questo caso, è espresso da:
f = μ m g cosθ
Detta ℓ la lunghezza del tratto inclinato possiamo scrivere:
La = − μ m g cosθ · ℓ
Ed essendo ℓ = h/senθ:
La = − μ m g h cotgθ (1)
Il principio di conservazione dell’energia applicato al solo percorso CA, tenuto conto del lavoro dissipativo La, è espresso dall’equazione:
m g h + La = (½) m VA2 (2)
Ove m g h rappresenta l’energia potenziale del pattinatore di massa m che si lancia dall'altezza h e (½) m VA2 la sua energia cinetica quando giunge nel punto A (Figura 4.8). Applichiamo nuovamente il principio di conservazione dell’energia nel tratto liscio circolare tra i punti A e B:
(½) m VA2 = m g · 2 R + (½) m VB2 (3)
L’equazione (3) è corretta perché in A l’energia del pattinatore è solo cinetica mentre in B è cinetica e potenziale (il pattinatore infatti si trova ad altezza 2R dal suolo rispetto al quale è stato fissato lo zero dell’energia potenziale). Perché il pattinatore possa completare il “giro della morte” la forza centrifuga nel punto B dovrà essere maggiore o uguale al peso del pattinatore. In linguaggio matematico questo si esprime con la disequazione: