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Le esche del pescatore

Meccanica dei fluidi

Le esche del pescatore Meccanica dei fluidi

Un pescatore, per attirare i pesci, getta nell’acqua del fiume delle esche di forma sferica aventi ciascuna raggio r = 0,5 cm e densità ρ = 2 g/cm3. Sapendo che la corrente del fiume, la cui profondità è d = 4 m, ha velocità costante vc = 0,5 m/s, quanto più a monte dovranno essere lanciate le esche affinché raggiungano il fondo del fiume in corrispondenza del punto in cui il pescatore ha posizionato la sua lenza? Qual è il tempo impiegato dalle esche per arrivare sul fondo?

Si fa l’ipotesi che la velocità della corrente sia costante in tutti i punti del fiume. Vengono inoltre forniti i seguenti dati numerici: densità dell’acqua ρ0 = 103 kg/m3; viscosità dell’acqua η = 10−3 (N · s)/m2; coefficiente di forma della sfera k = 0,4; accelerazione di gravità g = 9,8 m/s2.

Poiché le esche sono sfere piene e la loro densità è superiore a quella dell’acqua, esse certamente affondano ed il loro moto è di tipo viscoso a causa della resistenza del mezzo. Inoltre si può ritenere che la spinta di Archimede S non può essere trascurata nei calcoli perché la densità delle sfere è solo doppia di quella dell’acqua. Infatti, detto V = (4/3) π r3 il volume di una sferetta, ricordando che m = ρ V e che S = ρ0 V g, possiamo scrivere:

m g − S = (4/3) π r3 g (ρ − ρ0) (1)

Il calcolo numerico fornisce m g = 10−2 N ed S ≅ 5,1 × 10−3 N; quindi la spinta è circa il 50% del peso mentre (m g − S) ≅ 4,9 × 10−3 N.

Per quanto riguarda l’analisi del moto viscoso, indicata con m la massa di una sferetta e detta vr la velocità di regime (vedere in proposito i problemi del capitolo III), possiamo scrivere l’equazione:

m g − S − c1 vr − c2 v2r = 0 (2)

Il termine c1 vr della (2), come già visto nel problema 3.6, esprime la legge di Stokes e c1 = 6 π η r è una costante che dipende dalla viscosità dell’acqua e dal raggio della sfera. La costante c2 = (½) k ρ0 π r2 del termine quadratico, dipende invece dalla densità dell’acqua, dalla superficie della sfera e dal coefficiente di forma k.

Possiamo verificare subito che, nel nostro caso, il termine lineare c1 vr può essere trascurato. Infatti la velocità critica vc (vedere in proposito il problema 3.6) paragonata al valore vr 1 della velocità di regime, deducibile dalla legge di Stokes, risulta molto piccola (vc << vr 1). Numericamente si trova:

vc = (12 η)/(k ρ0 r) ≅ 6 × 10−3 m/s

vr 1 = {m g − S}/(6 π η r) ≅ 52 m/s

I valori ottenuti consentono di ignorare nella (2) il termine di Stokes e, ricordando il valore di c2, di scriverla nella forma:

(m g – S) – (½) k ρ0 π r2 vr2 = 0 (3)

Combinando la (1) con la (3) otteniamo:

(4/3) π r3 g (ρ – ρ0) – (½) k ρ0 π r2 vr2 = 0

che, semplificata opportunamente e risolta per vr, ci consente di dedurre:

vr = √8 r g3 k [ρρ0 – 1]

ma essendo ρ/ρ0 = 2, si ottiene semplicemente:

vr = √8 r g3 k ≍ 0,57 m/s (Figura 10.4)

Va sottolineato che vr è la velocità che le esche avrebbero cadendo nel fiume in quiete, ma poiché, man mano che esse affondano, sono trascinate dalla corrente, è necessario combinare vettorialmente le velocità v0 e vr ricavando così il modulo della velocità risultante v (Figura 10.4):

v = √v02 + vr2 ≍ 0,76 m/s

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Scienze fisiche FIS/01 Fisica sperimentale

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