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Il venturimetro

Meccanica dei fluidi

Il dispositivo schematizzato in Figura 10.10 viene detto "venturimetro". Esso è costituito da un tubo ad U, contenente ad esempio del mercurio, le cui estremità sono connesse a due parti di un condotto orizzontale aventi sezioni diverse S1 ed S2.

Quando il condotto è percorso da un fluido in movimento, il tubo ad U funge da manometro e consente di determinare la pressione differenziale esistente tra le due sezioni del condotto.

Si consideri ora una tubatura dell'acqua (densità dell’acqua ρ0 = 1 g/cm3) disposta orizzontalmente, di sezione costante S1, fatta eccezione per una strozzatura di sezione S2 < S1. In corrispondenza di S2 viene inserito un venturimetro mediante il quale è possibile rilevare il dislivello h del mercurio in esso contenuto (densità del mercurio ρHg = 13,6 g/cm3).

Vengono eseguite sperimentalmente le seguenti misure:

  • S1 = (1,25 ± 0,01) cm2
  • S2 = (0,50 ± 0,02) cm2
  • H = (12,6 ± 0,1) cm

Determinare la velocità v1 dell'acqua e la portata della tubatura. Calcolare inoltre l’errore assoluto che si commette nella misura della velocità, nell'ipotesi che siano affette da errore solo le grandezze misurate sperimentalmente. [Si assuma come valore dell’accelerazione di gravità g = 980 cm/s2]

Applicazione del teorema di Bernoulli

Applichiamo dapprima il teorema di Bernoulli alle due diverse sezioni del condotto, dopo aver osservato che esso è orizzontale (non ci sono variazioni di energia potenziale) e che l’acqua è un fluido pressoché incompressibile (ρ0 = costante).

Indicate allora con p1 la pressione in S1, con p2 la pressione in S2 e con v1 e v2 le corrispondenti velocità dell’acqua attraverso le due sezioni, scriveremo:

p1 + (½) ρ0 v12 = p2 + (½) ρ0 v22 (1)

Per la legge di continuità del flusso di massa sussiste inoltre l’equazione:

v1 S1 = v2 S2 (2)

Combinando la (2) con la (1) in modo da eliminare v2, otteniamo, con qualche spostamento:

p1 – p2 = (½) ρ0 v12 [(S1/S2)2 – 1] (3)

Salto di pressione

Utilizzando il venturimetro, determiniamo il salto di pressione (p1 – p2) osservando che nei livelli A e B del tubo barometrico le pressioni devono essere uguali. Con l’aiuto della Figura 10.10 possiamo scrivere:

p1 + ρ0 g h1 = p2 + ρ0 g h2 + ρHg g h (4)

Ricavando dalla (4) il salto di pressione otteniamo:

p1 – p2 = ρHg g h – ρ0 g (h1 – h2)

Ma, essendo (h1 – h2) = h, si conclude che:

p1 – p2 = g h (ρHg – ρ0) (5)

Combinando la (5) con la (3) e risolvendo per v1, dopo qualche semplice passaggio algebrico, si giunge al risultato:

v1 = S2 √[(2 g h (ρHg – ρ0))/(ρ0(S12 – S22))] (6)

Sostituendo i valori misurati di S1, S2, h e gli altri dati numerici forniti dal testo, si trova:

v1 ≅ 243,5 cm/s

La portata Q del condotto è dunque:

Q = v1 S1 ≅ 304 cm3/s ≅ 0,3 litri/sec

Valutazione dell'errore sulla velocità

Valutiamo ora l’errore su v1 osservando che, in base alla (6) essa è una grandezza composta dai fattori: S2, h1/2, (S12 – S22)-1/2 (gli altri termini non vengono considerati perché, per ipotesi del testo, non sono affetti da errore).

In base alla teoria, l’errore relativo su v1 deve essere uguale alla somma degli errori relativi su singoli fattori, ciascuno moltiplicato per il modulo del suo esponente. Dunque scriveremo:

Δv1 ΔS2 1 Δh 1 Δ(S12 − S22) ──── = ─── + ─ + ─── + ───── v1 S2 2 h 2(S12 − S22) (7)

Dobbiamo adesso valutare l’ultimo termine della (7) poiché le grandezze che compaiono in esso sono a loro volta composte. Ricordando anzitutto che l’errore assoluto su una differenza è la somma degli errori assoluti dei due termini della stessa, possiamo scrivere:

Δ(S12 − S22) = Δ(S12) + Δ(S22) (8)

Ma, in base alla stessa legge utilizzata nell’equazione (7), gli errori relativi sui quadrati sono esprimibili nel modo seguente:

Δ(S12) 2 ΔS1 ────── = ───── S12 S1

Δ(S22) 2 ΔS2 ────── = ───── S22 S2

Si conclude quindi che Δ(S12) = 2 S1 ΔS1 e Δ(S22) = 2 S2 ΔS2. Sostituendo nella (8) i valori così ottenuti e combinando quest’ultima con la (7), si ottiene l’espressione definitiva:

Δv1 ΔS2 1 Δh 1 2(S1ΔS1 + S2ΔS2) ──── = ─── + ─ + ─── + ──────────────── v1 S2 2 h (S12 − S22)

Dal testo sono noti i seguenti dati:

  • ΔS1 = 0,01 cm2 S1 = 1,25 cm2
  • ΔS2 = 0,02 cm2 S2 = 0,50 cm2
  • Δh = 0,1 cm h = 12,6 cm

Usando nei calcoli una “momentanea” approssimazione di tre cifre decimali, risulta:

Δv1 ──── = 0,040 + 0,004 + 0,017 = 0,061 v1 (9)

Essendo v1 = 243,5 cm/s, si deduce:

Δv1 = 14,854 cm/s

Valore quest’ultimo che possiamo arrotondare a 15 cm/s. Si può dunque concludere che la misura di v1 deve essere espressa nella forma intera poiché l’errore assoluto supera i valori decimali; essa è pertanto la seguente:

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Scienze fisiche FIS/01 Fisica sperimentale

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