Esercizio moto in due dimensioni
Esercizio moto in due dimensioni
Un treno affrontando una curva rallenta da 80.0 km/h a 50.0 km/h nei 15.0 s che impiega a completare la curva. Il raggio della curva è 150 m.
Calcolare l'accelerazione nel momento in cui la velocità del treno è 50 km/h, assumendo che in quel momento continui a decelerare.
Trasformiamo le velocità da km/h a m/s
V1 = 80 km/h = 80 1000 m/3600 s = 80/3.6 = 22.2 m/s
V2 = 50 km/h = 50/3.6 = 13.8 m/s
Il modulo della velocità del treno cambia, quindi è presente un'accelerazione tangenziale.
aT = V2 - V1/Δt = 13.8 - 22.2/15 = -0.56 m/s2
La direzione della velocità cambia, quindi è presente un'accelerazione radiale (centripeta).
aC = V22/R = 13.82/150 = 1.27 m/s2
Il modulo dell'accelerazione totale vale:
|a| = √(aC2 + aT2) = √(1.272 + (-0.56)2) = 1.39 m/s2
Ai campionati mondiali di atletica di Tokyo (1991)
Ai campionati mondiali di atletica di Tokyo (1991) Mike Powell saltò 8.95 m, migliorando di 5 cm il primato del salto in lungo che Bob Beamon aveva stabilito 23 anni prima. Poniamo che la sua velocità al "decollo" sia stata 9.5 m/s, corrispondente a quella di un centometrista.
Quanto vicino arrivò alla massima "gittata" possibile per quella velocità iniziale in assenza di resistenza dell'aria?
La gittata è pari a:
R = V02/g sen (2Θ0)
La gittata massima si ha per Θ0 = 45°
Rmax = V02/g
Nel caso di Mike Powell si avrebbe:
Rmax = V02/g = 9.52/9.8 = 8.21 m
⇒ ΔR = Rmax - R = 8.21 - 8.95 = 0.26 m
⇒ Il salto di Powell è stato quasi perfetto.
N.B. La resistenza dell'aria riduce la gittata.
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