Martina Contestabile ingegneria informatica comune A-L A.A. 2020/21 algebra e geometria esercitazioni
Mercoledì 16 settembre 2020
Sono tabelle di elementi suddivisi in righe e colonne m × n m × n a coefficienti in k una tabella di elementi disposti in m righe ed n colonne.
Definiamo le matrici ad m righe ed n colonne Mat () m,n 1 ≤ i ≤ m Indice di riga 1 ≤ j ≤ n Indice di colonna Mat ().
Matrice quadrata se m=n n.
Matrici quadrate particolari
- Triangolare superiore se a = 0 ∀i > j i, j, triangolo superiore alla diagonale principale, tutti gli elementi al di sotto della diagonale principale sono nulli.
- Triangolare inferiore se a = 0 ∀j < i i, j, tutti gli elementi al di sopra della diagonale principale sono nulli.
- Diagonale se a = 0 ∀i ≠ j i, j, tutti gli elementi al di fuori della diagonale principale sono nulli.
- Scalare, è una matrice diagonale con a = k i, j.
- Identica di ordine n, detta anche matrice identità, deve essere diagonale a = 1 e i,i, ovvero tutti 1 sulla diagonale principale e zero altrove.
- Nulla se 0 a = 0 ∀i, j i, j, tutti gli elementi sono nulli; la matrice diagonale è sia triangolare superiore che inferiore.
T t Mat () A A Data A appartenente si dice trasposta di A, o, ottenuta da A scambiando le m,n righe con le colonne.
1 3 A = 2 -4 0 1
T A ∈ Mat () m,n T A = A Si dice simmetrica se. Per essere simmetrica deve essere quadrata, ovvero m=n.
2 3 2 3 T A A = = 3 1 3 1
Operazioni fra matrici
A, B ∈ Mat () C = A + B
- Addizione: si dice somma di A e B la C = A + B, con C ∈ Mat () C := a + b, sommo se ha stessa dimensione e se si estende per un n finito di matrici, m,n i, j i, j i, j.
Vale la proprietà:
- Associativa.
- Commutativa.
- Elemento neutro: ∃ 0 A + 0 = A.
- Elemento opposto -A = (−a i, j) e -A+A=0.
- (A + B)T = AT + BT.
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(Mat (), + ) è gruppo abeliano m,n.
Prodotto di una matrice per uno scalare
A ∈ Mat (K ) k ∈ K Serve una matrice e, m,n.
C = K ⋅ A ∈ Mat () C = k ⋅ a È prodotto K per A: . Vale la proprietà: n i, j i, j.
- K ⋅ A = A ⋅ k.
- H ⋅ (k ⋅ A) = h k ⋅ A.
- K ⋅ (A + B) = k A + k B.
- (h + k) ⋅ A = h A + k A.
- (k A)T = k AT.
Prodotto tra due matrici
Prodotto tra due matrici, prodotto righe per colonne:
A ∈ Mat () B ∈ Mat () e, il prodotto di righe per colonne di A per B è m,p p,n C = A ⋅ B ∈ Mat () C, dove si trovano sommando i prodotti termine a termine della i- m,n i, j esima riga di A per la j-esima colonna di B. Le righe di A devono essere dello stesso numero di colonne di B.
- Non vale la proprietà commutativa.
Osservazione: non vale la legge dell’annullamento del prodotto; infatti se ho A ⋅ B = 0 ciò non significa necessariamente che A o B siano matrici nulle.
Calcolo determinante
Calcolo determinante di matrici quadrate.
A ∈ Mat () |A|, o det(A) n ∈ A è scalare k K.
Come si calcola?
- A ∈ Mat () |A| = il valore dell’unico elemento che contiene; A(4) |A|=4 1.
- A ∈ Mat () il suo determinante è dato dalla differenza tra il prodotto degli elementi sulla diagonale principale e il prodotto di quelli sulla diagonale secondaria 2.
- A ∈ Mat () Sarrus 3.
- Accosto a destra della matrice la prima e la seconda colonna.
- Sommo i prodotti degli elementi della diagonale principale con i prodotti degli elementi delle sue due sovradiagonali.
- Da 2. sottraggo i prodotti degli elementi della diagonale secondaria e i prodotti degli elementi delle sue due sottodiagonali.
- Se è una triangolare superiore, il determinante è il prodotto di tutti gli elementi della diagonale principale.
- Matrice diagonale: ha |I n| = 1 ∀n ≥ 2.
Giovedì 17 settembre 2020
A ∈ Mat () n ≥ 2 Regola di Laplace: se generica con posso usare la n n i+j ∑ |A| = × (−1) × a × |A i,j|.
1. Fissata una qualsiasi riga o colonna di A, i, j i, j j=1 A dove è la matrice che si ottiene da A togliendo la i-esima riga e la j-esima i, j colonna.
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Definizione: il valore (−1)i+j |A i,j| è detto complemento algebrico di a i,j.
Osservazione: applico Laplace fissando una qualsiasi riga/colonna, ma se voglio velocizzare i calcoli conviene scegliere, se ci sono, con il maggior numero di zeri (0) all’interno.
Proprietà dei determinanti
- |I n| ≈ A ∀ ≥ 1 n.
- A triangolare/diagonale, allora |A| = π a i,i i=1.
- |At| = |A|.
- |A × B| = |A| × |B|, regola di Binet, in generale, non vale per la somma.
- Se in A c’è una riga o colonna nulla ⇒ |A| = 0.
- Scambiando due righe/colonne, il determinante cambia di segno.
- Se una riga/colonna è combinazione lineare di altre righe/colonne ⇒ |A| = 0; se si può scrivere utilizzando le altre righe/colonne combinate con operazioni di somma e/o prodotto per scalare. Osservazione: se una riga/colonna è multipla di un’altra riga/colonna è una sua combinazione lineare ⇒ |A| = 0.
- Sommando ad una riga/colonna una combinazione lineare delle altre righe/colonne, il determinante non cambia |A′| = |A|.
Per la proprietà 8. posso scrivere una matrice A’, ma che ha sempre.
Mercoledì 23 settembre 2020
Una matrice quadrata si dice non singolare se il suo determinante è ≠ 0. Altrimenti si dice matrice singolare.
Si dice inversa di A se la matrice A−1 tale: ∃ A−1 A ⋅ A−1 = A−1 ⋅ A = I m.
Osservazione: se esiste A−1 è unica.
Teorema: sia A ∈ Mat (K ) n, esiste A−1 ⟺ |A| ≠ 0, cioè ammette inversa se e solo se è non singolare.
Calcolo della matrice inversa
Calcolo della matrice inversa, metodo del complemento algebrico.
Data A = (a ij) ∈ Mat (K ) n, si dice aggiunta di A la A a ∈ Mat n ottenuta sostituendo in ogni elemento col suo complemento algebrico.
C ij = (−1)i+j ⋅ |A ij|.
Teorema: se |A| ≠ 0 ⇒ A−1 = 1/|A| A aT.
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T A ∈ Mat (R) 2 A se allora a.
Esempi
Esempi: a ∈ R A a = 0? Per quali è invertibile? In caso, è possibile invertire con.
4 3 3 A = a + 4a + 6 + 3 − 6a − 3 − a − 4 = |A|
= a4 − 2a3 − a + 2 ≠ 0
a3 (a − 2) − (a − 2) ≠ 0
(a − 1)(a − 2) ≠ 0 → a ≠ 1,2
∃ A−1 ∀a ≠ 1,2; a = 0 ∃ A−1, se 1.
A−1 = 1/|A| ⋅ A a.
2 k ∈ R A k = − 2? Per quali è invertibile? In caso, si può invertire per.
k 2 A = − 2k − k − 2k |A|
k 2 = − k − 4k ≠ 0
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k2 − 4k ≠ 0 → k ≠ 0, − 4.
∃ A−1 ∀k ≠ 0, − 4.
k A = − 4 + 8 = 4 |A|
−2 1 A−1 = 1/|A| ⋅ A a 4 −1 −1.
k ∈ C ∃ A−1? A k = 2 Per quali calcola per.
k 2 2 A = − k − 2(k + 1) = − k − 2k − 2 ≠ 0 |A|
k ± 2k + 2k + 2 ≠ 0 → k ≠ − 1 ± i.
∃ A−1 ∀k ≠ − 1 ± i.
Tema d’esame - Test 1 2012
Mat (R) Nello spazio vettoriale sono date: 3.
Si dica, motivando la risposta, se A è invertibile e, in tal caso, dire per quali h ∈ R: B h è inversa di A.
Se ∃ A−1 ⟺ |A| ≠ 0. Se ∃ A−1 ⇒ A A−1 = A−1 A = I.
Il prodotto fra matrici è anche detto prodotto righe per colonne, si scrive prodotto del primo col primo + prodotto secondo per secondo + …
2 2 h 2 h − + =0 ∧ + =1 3 3 3 3
h = 1 ∧ h = 1 ⇒ B h è inversa di A.
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Rango di una matrice
Data A ∈ Mat (K ) m,n, si dice minore di ordine p una matrice quadrata di ordine p ottenuta da A, sopprimendo m − p colonne e m − p righe.
m − p =1
n − p =0
Data A ∈ Mat (K ) m,n, dire che il rango di A è p, con A → rg(A) = p ∨ r (A) = p ∨ ρ(A) = p, p ≤ min {m, n}, significa che A ha un minore non singolare det A ≠ 0 di ordine p, e che ogni eventuale minore di ordine superiore a p è singolare det A = 0.
Osservazione: r (A) = 0 ⟺ A = 0.
Se A ∈ Mat (K ) n allora r (A) = n ⟺ |A| ≠ 0, rango massimo.
Se |A| ≠ 0 → r (A) = 3.
Se |A| = 0 → r (A) ≠ 3.
|A| = 2 + 9 + 2 − 6 − 1 − 6 = 0 ⇒ 1 ≤ r (A) ≤ 2.
Cerco M 2 2. Se ∃ M 2 2 con |M| ≠ 0 allora r (A) = 2.
r (A) = 4 ⟺ |A| ≠ 0.
|A| = (−1)1+4.
Teorema degli orlati
Teorema degli orlati o di Kronecker.
Se A ∈ Mat (K ) m,n il rango di A è p ⟺ ∃ in A un minore di ordine p non singolare e ogni minore di ordine p + 1 che contiene completamente M p è singolare.
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∄ M 3 M 2 M 3 altri che contengono interamente e gli considerati hanno det = 0 ⇒ ρ(A) = 2.
Combinazioni lineari.
ρ(A) = 2.
Giovedì 23 settembre 2020
Rango di una matrice al variare di un parametro
a = k (k − 1) ≠ 0 ⇒ k ≠ 0,1 |A k| ρ(A k) = 3.
Se k = 0,1 ⇒ ρ(A k) = 2.
Però |A k| = 0, ∀k.
⇒ 1 ≤ rg(A k) ≤ 3.
Cerco M 2 2 con |M| ≠ 0.
Orlo M 2 e cerco tra i M 3.
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Se |M 3 1| ≠ 0 rg(A) = 3.
Se |M 3 1| = 0 rg(A) = 2.
±2 −2 (k − 1) (k + 1) ≠ 0 ⟺ k ≠ 1 M 3 3 ≠ 0 ⇒ ρ(A) = 3.
k ≠ 0 ∧ k ≠ 2.
III c = I c + II c ∄ M 3 che contengono interi M 2 che abbiano determinante ≠ 0. Allora ρ(A 0) = 2.
ρ(A 32) = 3.
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Stabilire il rango delle matrici A e A|B, con l’aggiunta della colonna B.
III R = I R + II R.
|A| = 0 1 ≤ r (A) ≤ 2.
∃ M 2 2 con |M| ≠ 0? Sì. r (A) = 2.
2 ≤ r (A|B) ≤ 3. Sì, orlo M 2.
r (A|B) = 2 = r (A).
r (A) = 2 r (A −1) = 1.
Se k = − 1 r (A) = 1 = r (A|B).
Se k = 1 …...
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Invece, qual è ρ(A|B)?
Se k ≠ 0, − 1 r (A) = 3 = r (A|B).
Se k = 0 r (A) = 2 ≠ 3 = r (A|B).
Se k = − 1 r (A) = 2 ≠ 3 = r (A|B).
Tema d’esame: si considerino ρ(A k)? 1 ≤ ρ(A k) ≤ 3.
∃ M 2 2 con |M| ≠ 0 ∀k? Sì.
Ora cerco M 3 che contengono M 2.
(k − 2)(k + 1) ≠ 0 ⇒ k ≠ 2, − 1.
Allora ρ(A k) = 3.
II c = I c V ⇒ det = 0.
rg(A) = 2.
det = 0 ⇒ rg(A) = 2.
Se k ≠ 2, − 1 ∃ M 3 3 con |M| ≠ 0.
ρ(A|B) = 3.
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ρ =2.
III c = I c + 2II c.
det = 0 ⇒ ρ = 2.
ρ(A) = ρ(A|B) ∀k.
Mercoledì 30 settembre 2020
Spazi vettoriali
V ≠ ∅ V(K ) Siano, K campo. Diciamo che V è spazio vettoriale su K, ovvero, se valgono queste condizioni:
I. (V, + ) è gruppo abeliano.
II. ∃ * un’operazione, prodotto per scalare, che soddisfa ∀α, β ∈ K ∧ ∀ v, w ∈ V.
Proposizione: Mat (K ) m,n è uno spazio vettoriale su K.
Resta da vedere +, ⋅ verificano queste proprietà:
- ∀α, β ∈ R ∀A ∈ Mat (R) 2 : (α + β )A = Aα + Aβ.
- ∀α ∈ R ∀A, B ∈ Mat (R) 2 : α(A + B) = Aα + Bβ.
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- ∀α, β ∈ R ∀A ∈ Mat (R) 2 : (αβ )A = α(βA), verifica.
- 1 R A = A A ∈ Mat (R) 2.
Sottospazio vettoriale
Si dice sottospazio vettoriale di uno spazio vettoriale V, un sottoinsieme W di V, con W ≠ ∅, che soddisfa le condizioni di spazio vettoriale. Se W è sottospazio vettoriale di V si scrive W ≤ V.
Criteri per i sottospazi vettoriali:
Sia W ≠ ∅ sottoinsieme dello spazio vettoriale V(K). W ≤ V ⟺
- ∀w 1, w 2 ∈ W : w 1 + w 2 ∈ W, è chiuso rispetto alla somma.
- ∀α ∈ K ∀w ∈ W : α w ∈ W, è chiusa rispetto al prodotto per scalare.
Sia W ≠ ∅ sottoinsieme di uno spazio vettoriale V(K). W ≤ V ⟺
∀w 1, w 2 ∈ W ∀α, β ∈ K : α w 1 + β w 2 ∈ W.
Esempi:
- Matrici simmetriche tA = A ≤ Mat (K ) n.
- Matrici triangolari e diagonali ≤ Mat (K ) n.
Condizione necessaria affinché W ⊆ V sia sottospazio di V è che W contenga il vettor nullo.
Proposizione: K n ∀n ≥ 1 è spazio vettoriale K n := {(K 1, K 2 . . K n) | K i ∈ K, ∀i = 1...n}.
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Osservazione: la dimensione di K n = n, la dimensione di Mat (K ) m,n = m ⋅ n.
Esercizio: dire quali dei seguenti insieme sono sottospazi vettoriale dello spazio vettoriale indicato.
x =1 − y ⇒ 0 ∉ A → A non è sottospazio di Mat (R) 2.
x =0 ∧ y =0.
È una matrice nulla.
∘ 2 ∀B, B ∈ B criterio di sottospazio vettoriale ∀α, β ∈ R : αB + βB ∈ B.
α x + β x = z z ∈ R e α y + β y = t t ∈ R e.
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3 (y + z, y, z) ∈ R | y, z ∈ R { }
∀α, β ∈ R ∀v, w ∈ C : α v + β w ∈ C.
(a + b, a, b) ∈ C.
C ≤ R3.
{(x, x, − x) ∈ R3 | x ∈ R}
Se x = 0 ⇒ (0,0,0) ∈ D.
α v + β w ∈ D.
α, β ∈ R ∧ v, w ∈ R3 = (a, a, − a) ∈ D.
D ≤ R.
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0 è l’unico elemento di V.
Quindi, V = {(0,0)} = {0}.
Sottospazio banale, contiene solo il vettor nullo, V ≤ R3.
0 = (0,0) ∈ W ? Sì, ma non è l’unico elemento di W!
Se uso il secondo criterio dei sottospazi vettoriali: combinazione lineare (c.l.) ∀w, v ∈ W e ∀α, β ∈ C.
Sia V(K ) uno spazio vettoriale e v 1, v 2, . . . , v n ∈ V(K ), n ≥ 1 e λ 1, λ 1, . . . , λ n ∈ K.
Diciamo combinazione lineare di lettori tramite i coefficienti v 1, . . . v n il vettore w.
wα + vβ ∈ W.
w = λ 1 v 1 + λ 2 v 2 + . . . + λ n v n = ∑ λ i v i, i=1 n.
Per essere vettore di W.
2 x2 + y2 = 0.
Svolgimento: 02 + (2i)2 ≠ 0.
W non è sottospazio di C.
z + y =0.
x + y + 2z = 2.
−x + y = − 2.
Risolvo questo sistema a tre incognite e tre equazioni.
Ho infinite possibilità di scelta per assegnare valori alle incognite.
Esercizio: combinando linearmente v 1 = (1, − 1,0) e v 2 = (1,1,1) posso ottenere V 1?
v 1 = 1v 1 + 0v 2.
⟺ x + y =0.
y − x =0.
y =0 ⇒ x =1 ∧ y =0.
Combinando linearmente i due vettori, posso ottenere v 3 = (8, − 2,3)?
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v 3 = 5v 1 + 3v 2.
Unici coefficienti che nella combinazione lineare con i due vettori dà v 3, la combinazione lineare è unica.
Osservazione: la combinazione lineare non è unica se il sistema è indeterminato ⇒ scrivo le incognite in funzione di una di esse e trovo gli infiniti valori dei coefficienti da utilizzare nella
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