Obiettivi e strumenti della vigilanza
1) Come sono perseguiti gli obiettivi finali del controllo nell’ambito della vigilanza strutturale?
La vigilanza strutturale persegue gli obiettivi assegnati influenzando la struttura del mercato; la struttura del mercato, infatti, influenza la condotta degli operatori e, per tale via, si può migliorare la performance del sistema nel complesso.
Per esempio, un elevato livello di concentrazione del mercato (Struttura) può incoraggiare un comportamento collusivo (Condotta), con scarsa attenzione all’efficienza, consentendo di realizzare extra profitti con impatto sul livello dei prezzi praticati alla clientela o sulla qualità dei servizi erogati (Performance).
2) Che cosa prevedono le regole sulla concentrazione dei rischi?
Per garantire la solvibilità della banca, la vigilanza prudenziale ha introdotto ulteriori requisiti patrimoniali, denominati limiti sulla concentrazione. Tali limiti si articolano in:
- Limite individuale, volto a contenere la concentrazione del portafoglio crediti verso un’unica controparte rispetto al patrimonio di vigilanza detenuto dalla banca;
- Limite globale, volto a contenere l’insieme delle esposizioni concentrate, definite grandi rischi, rispetto al patrimonio di vigilanza detenuto dalla banca.
3) Quali sono le motivazioni dell’evoluzione dei mercati dalla natura amministrata verso quella di impresa?
Alla base della trasformazione dalla natura amministrata verso quella di impresa vi è:
- L’accresciuta competizione dovuta alla prestazione dei servizi di investimento assicurate al criterio del mutuo riconoscimento;
- Lo sviluppo della tecnologia, in base alla quale il mercato non è più coincidente con un luogo fisico, ma con un luogo telematico;
- La rottura di confini geografici, che ha accentuato la mobilità degli operatori e delle negoziazioni fra mercati che geograficamente distanti;
- L’accettazione di indirizzi e dossier diversi di un cliente verso imprenditorialità estere o operatori che godono di indipendenza rispetto agli indirizzi amministrativi, favorendo l’autonomia gestionale e forme di autoregolamentazione.
4) Nell’assunzione di partecipazioni nel capitale di imprese non finanziarie, quali sono i requisiti che le banche devono rispettare?
Le banche devono rispettare i requisiti seguenti:
- Un limite complessivo, che definisce il valore totale delle partecipazioni detenibili in relazione al patrimonio di vigilanza, che è stato innalzato dal 15% al 60%;
- Un limite di concentrazione, che definisce il rapporto massimo fra singola partecipazione detenuta e il patrimonio di vigilanza della banca, che è stato innalzato dal 3% al 15%;
- Un limite di separatezza, che definisce il rapporto massimo fra singola partecipazione detenuta e il capitale dell’impresa partecipata entro il 15% del patrimonio di vigilanza e, in ogni caso, vieta l’assunzione del controllo della partecipata.
5) Per esercitare il servizio di gestione collettiva del risparmio di fondi aperti, quali sono i requisiti previsti per l’autorizzazione della SGR?
Per esercitare il servizio di gestione collettiva del risparmio, la SGR deve essere autorizzata dalla Banca d’Italia, sentita la CONSOB; i requisiti previsti prevedono:
- Un capitale versato non inferiore a 1 milione di euro;
- La sede statutaria e amministrativa in Italia;
- Il possesso dei requisiti di onorabilità degli amministratori e dirigenti;
- Requisiti di onorabilità dei soggetti che esercitano il controllo.
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