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ELENCARE I SALTI DELL’ATLETICA LEGGERA

I salti si dividono in: salti in estensione e salti in elevazione.

sono rappresentati dal salto in alto e salto con l’asta,

I salti in elevazione

mentre i salti in estensione sono il salto in lungo e il salto triplo.

In questa specialità l’atleta ha lo scopo di superare con un salto

SALTO IN ALTO:

un’asticella, posizionata orizzontalmente ad una certa altezza.

L’obiettivo dell’atleta è quindi quello di superare una misura uguale o superiore a

quella massima di elevazione del proprio baricentro.

Il salto può essere effettuato con qualsiasi tecnica, purché lo stacco da terra

avvenga con un piede solo.

Nello stadio di Atletica Leggera abbiamo una zona dedicata al salto in alto, questa

trova nella lunetta, all’interno delle curve nel margine più vicino al

generalmente si necessario per la rincorsa. Nel salto in alto l’asticella

prato per lasciare lo spazio

viene posta su due ritti, che devono essere rigidi, e situati ad una distanza di 4

metri l’uno dall’altro.

SALTO CON L’ASTA: Questa specialità è senza dubbio la più “acrobatica”

all’interno dell’Atletica Leggera. saltatore con l’asta deve avere anche

Il

caratteristiche da ginnasta.

L’obiettivo di questa specialità è quello di superare un’asticella utilizzando un’asta

in fibra di vetro, che viene piegata dall’atleta per restituire energia elastica.

Tra i quattro salti dell’Atletica Leggera il salto in lungo, insieme al salto in

alto, si può definire la specialità più naturale e più semplice da insegnare.

In questa specialità l’atleta, dopo aver preso una rincorsa, al raggiungimento della

una zona limite di stacco, conosciuta con il nome di "asse di battuta", dovrà saltare,

staccando con un solo piede, cercando di atterrare il più lontano possibile in una

buca riempita di sabbia accuratamente spianata e rivangata.

IL SALTO TRIPLO: invece, deriva dalla combinazione di tre balzi. In questa

specialità l’atleta, dopo aver effettuato una rincorsa ad alta velocità, deve staccare

sempre con un piede solo ed atterrare, dopo una fase di volo, con lo stesso arto

per poi staccare di nuovo atterrando con l’altro arto e infine staccare

definitivamente per atterrare sulla sabbia sempre opportunamente spianata e

rivangata. Quindi, per esempio, una sequenza potrebbe essere: dopo una rincorsa

l’atleta stacca con l’arto sinistro, atterra e ristacca con l’arto sinistro, atterra sul

destro con il quale staccherà per l’atterraggio conclusivo in buca.

L’obiettivo di entrambi i salti, salto in lungo e salto triplo, è quello di atterrare il più

lontano possibile dalla linea di battuta.

ELENCARE TUTTI I CONCORSI DELL’ATLETICA LEGGERA

I salti si dividono in: salti in estensione e salti in elevazione.

sono rappresentati dal salto in alto e salto con l’asta,

I salti in elevazione

mentre i salti in estensione sono il salto in lungo e il salto triplo.

In questa specialità l’atleta ha lo scopo di superare con un salto

SALTO IN ALTO:

un’asticella, posizionata orizzontalmente ad una certa altezza.

L’obiettivo dell’atleta è quindi quello di superare una misura uguale o superiore a

quella massima di elevazione del proprio baricentro.

Il salto può essere effettuato con qualsiasi tecnica, purché lo stacco da terra

avvenga con un piede solo.

Nello stadio di Atletica Leggera abbiamo una zona dedicata al salto in alto, questa

trova nella lunetta, all’interno delle curve nel margine più vicino al

generalmente si in alto l’asticella

prato per lasciare lo spazio necessario per la rincorsa. Nel salto

viene posta su due ritti, che devono essere rigidi, e situati ad una distanza di 4

metri l’uno dall’altro.

SALTO CON L’ASTA: Questa specialità è senza dubbio la più “acrobatica”

all’interno dell’Atletica Leggera. Il saltatore con l’asta deve avere anche

caratteristiche da ginnasta.

L’obiettivo di questa specialità è quello di superare un’asticella utilizzando un’asta

in fibra di vetro, che viene piegata dall’atleta per restituire energia elastica.

Tra i quattro salti dell’Atletica Leggera il salto in lungo, insieme al salto in

alto, si può definire la specialità più naturale e più semplice da insegnare.

In questa specialità l’atleta, dopo aver preso una rincorsa, al raggiungimento della

una zona limite di stacco, conosciuta con il nome di "asse di battuta", dovrà saltare,

staccando con un solo piede, cercando di atterrare il più lontano possibile in una

buca riempita di sabbia accuratamente spianata e rivangata.

IL SALTO TRIPLO: invece, deriva dalla combinazione di tre balzi. In questa

specialità l’atleta, dopo aver effettuato una rincorsa ad alta velocità, deve staccare

sempre con un piede solo ed atterrare, dopo una fase di volo, con lo stesso arto

per poi staccare di nuovo atterrando con l’altro arto e infine staccare

definitivamente per atterrare sulla sabbia sempre opportunamente spianata e

rivangata. Quindi, per esempio, una sequenza potrebbe essere: dopo una rincorsa

l’atleta stacca con l’arto sinistro, atterra e ristacca con l’arto sinistro, atterra sul

per l’atterraggio conclusivo in buca.

destro con il quale staccherà

L’obiettivo di entrambi i salti, salto in lungo e salto triplo, è quello di atterrare il più

lontano possibile dalla linea di battuta.

Nell’Atletica Leggera abbiamo quattro lanci: il getto del peso, il lancio del

disco, del giavellotto e del martello. Nonostante la diversità delle pedane e degli

attrezzi utilizzati, possiamo considerarle queste specialità molto simili tra di loro in

quanto il gesto tecnico dei quattro lanci si suddivide nelle stesse fasi principali che

l’accelerazione dell’attrezzo, il lancio e la successiva fase di volo con

sono:

atterraggio dell’attrezzo.

Lo scopo comune di tutte le specialità di lancio è quello di proiettare l’attrezzo il più

lontano possibile all’interno del settore di caduta, rispettando tutte le norme stabilite

dal Regolamento Tecnico Internazionale.

La pedana può essere o circolare (per il peso, martello e disco) o rettilinea (per il

giavellotto) mentre il settore di caduta è quella parte del campo nel quale deve

atterrare l’attrezzo dopo la fase di volo, affinché il lancio sia considerato valido.

Il peso è l’attrezzo più pesante, l’attività si svolge all’interno di

- getto del peso,

una pedana circolare di diametro 2,16 metri.

Nella parte anteriore della pedana è situato un fermapiedi di altezza 10 centimetri,

che ha la funzione di aiutare l’atleta a restare all’interno della pedana e non

incorrere in un lancio nullo.

Il regolamento prevede che il peso sia appoggiato sul collo e la mano non venga

da questa posizione durante l’azione di lancio.

abbassata

La velocità di uscita dell’attrezzo nel getto del peso raggiunge i 13 metri al secondo.

L’angolo ideale di uscita dello stesso è situato intorno ai 40°, mentre l’altezza di

rilascio dipende dalle caratteristiche antropometriche del lanciatore.

Ovviamente un atleta più alto avrà la capacità di lasciare il peso ad un’altezza

maggiore rispetto a colleghi più bassi, e questo, a parità di velocità ed angolo di

uscita, condurrà ad una migliore prestazione.

Il lancio del disco affonda le sue radici nell’Antica Grecia.

-lancio del disco

I greci usavano dischi di pietra, con un peso tra 1,3 e 6,6 kg, e questi venivano

lanciati da pedane rettangolari.

Il disco moderno, invece, è stato codificato con un peso di 2 kg per gli uomini e

viene lanciato da una pedana circolare con diametro di 2,50 metri. Per le donne

l’attrezzo ha il peso di 1 kg.

L’attrezzo viene tenuto sulle ultime falangi delle dita, tranne il pollice,

semplicemente appoggiandolo ad esse, senza afferrarlo.

L’impugnatura deve essere tale per cui, rivolgendo il palmo della mano verso il

basso, il disco cada a terra.

Durante il lancio, vi saranno delle fasi in cui il palmo della mano sarà rivolto verso il

basso, ma il disco non cadrà a terra perché il continuo movimento permette di farlo

aderire alle falangi con una pressione tale da non farlo cadere.

Nella fase iniziale l’atleta, effettua un preliminare, nel quale mette in torsione il

corpo nella direzione opposta a quella di rotazione, in modo da sfruttare l’ampiezza

raggiunta per cominciare la rotazione.

Comincia con il macinamento del piede sinistro (per atleti destrorsi) nella direzione

della rotazione stessa, che sarà di 180°.

A quel punto l’atleta effettuerà una traslocazione verso il centro della pedana,

seguita dal macinamento del piede destro, che termina con il doppio appoggio

finale. Al termine di questa fase il sistema atleta-attrezzo raggiunge la massima

velocità. Dalla posizione di doppio appoggio l’obiettivo è accelerare il più possibile

l’attrezzo, e ciò si ottiene eseguendo un energico «puntello» della parte sinistra del

corpo. In questo modo la parte destra viene fortemente accelerata intorno all’asse

longitudinale del corpo, permettendo così di scagliare il disco nel momento di

dello stesso. Successivamente l’atleta dovrà effettuare il recupero

massima velocità

dell’equilibrio per non uscire dalla pedana dopo aver effettuato il lancio.

l’unico lancio che presenta una pedana rettilinea

- lancio del giavellotto con una

lunghezza tale da permettere all’atleta di eseguire una rincorsa prima del lancio.

La lunghezza minima di questa pedana di rincorsa deve essere di 30 m o, in alcune

competizioni, 33,5 m.

In ogni modo, quando le condizioni lo consentono, la lunghezza minima dovrebbe

essere 36,50 m.

E’ larga 4 metri ed è delimitata da 2 linee parallele larghe 5 cm.

Il limite anteriore della pedana è rappresentato da un arco di circonferenza tracciato

con un raggio di 8 metri, dietro il quale deve essere eseguito il lancio.

L'arco è costituito da striscia dipinta, o fatta di altri materiali come il legno, larga

almeno 7 cm. Questa striscia deve essere di colore bianco e posta a livello del

terreno. Dalle estremità di questo arco devono essere tracciate due linee ad angolo

retto con le linee parallele che delimitano la pedana di rincorsa. Le suddette linee

devono presentare una lunghezza di almeno 75 cm e una larghezza di almeno 7

cm. Il settore di caduta deve essere in cenere, prato o altro materiale soffice che

lasciare un’impronta sulla superficie di caduta evitando il rimbalzo all'indietro

possa

dell’attrezzo. Le origini del lancio del martello dall’Irlanda.

- lancio del martello

Il martello viene impugnato tramite una maniglia posta all’estremità della corda.

Per lanciatori destrimani, la mano sinistra viene posta a diretto contatto con la

maniglia, afferrandola a gancio, mentre la mano destra viene appoggiata sopra la

mano sinistra. Questo consente un rilascio ottimale dell’attrezzo, che verrà

effettuato aprendo le dita della mano sinistra.

Inizialmente l’atleta si colloca all’inizio della pedana, con il dorso rivolto al settore di

lancio, e i piedi paralleli con una larghezza simile a quella delle spalle.

Per un atleta destrimane il martello è poggiato a terra nella parte posteriore destra

rispetto al lanciatore e viene portato avanti verso sinistra, per cominciare a farlo

ruotare intorno al corpo.

l’atleta effettua delle rotazioni preliminari, che sono delle

Nella fase preparatoria attorno al corpo dell’atleta, che permettono di

rotazioni che il martello compie

iniziare l’accelerazione e mettere in orbita l’attrezzo.

Successivamente, prende avvio il primo giro del sistema atleta attrezzo.

Il piede sinistro comincia a ruotare con un’azione tacco-punta, mentre il piede

destro ruota e si stacca da terra quando il piede sinistro ha terminato l’apertura sul

tallone. Avviene il passaggio dal tallone all’avampiede dell’arto sinistro, e in questo

c’è una fase di monoappoggio, in cui l’unico piede a terra è il sinistro.

momento

Il piede destro torna velocemente a terra ripristinando una posizione di doppio

appoggio. In questa fase gli arti inferiori devono essere in caricamento, con il peso

del corpo maggiormente appoggiato sulla gamba sinistra, e il martello deve

percorrere una traiettoria ampia.

Il secondo giro avviene in modo simile al primo, con una ulteriore accelerazione del

sistema atleta attrezzo, e le anche vengono spinte in anticipo rispetto alla linea

delle spalle dalla gamba destra.

porta ad un’accelerazione ancora maggiore, con una distanza dei piedi

Il terzo giro

minore rispetto agli altri giri.

ELENCARE LE TECNICHE DI SALTO + UTILIZZATO NELL’ATLETICA LEGGERA.

DOPODICHE DESCRIVI MAGGIORMENTE NEL DETTAGLIO LA TECNICA

UTILIZZATA NELL’ATLETICA LEGGERA.

I salti si dividono in: salti in estensione e salti in elevazione.

sono rappresentati dal salto in alto e salto con l’asta,

I salti in elevazione

mentre i salti in estensione sono il salto in lungo e il salto triplo.

In questa specialità l’atleta ha lo scopo di superare con un salto

SALTO IN ALTO:

un’asticella, posizionata orizzontalmente ad una certa altezza.

L’obiettivo dell’atleta è quindi quello di superare una misura uguale o superiore a

quella massima di elevazione del proprio baricentro.

Il salto può essere effettuato con qualsiasi tecnica, purché lo stacco da terra

avvenga con un piede solo.

Nello stadio di Atletica Leggera abbiamo una zona dedicata al salto in alto, questa

trova nella lunetta, all’interno delle curve nel margine più vicino al

generalmente si l’asticella

prato per lasciare lo spazio necessario per la rincorsa. Nel salto in alto

viene posta su due ritti, che devono essere rigidi, e situati ad una distanza di 4

metri l’uno dall’altro.

SALTO CON L’ASTA: Questa specialità è senza dubbio la più “acrobatica”

all’interno dell’Atletica Leggera. Il saltatore con l’asta deve avere anche

caratteristiche da ginnasta.

L’obiettivo di questa specialità è quello di superare un’asticella utilizzando un’asta

in fibra di vetro, che viene piegata dall’atleta per restituire energia elastica.

Tra i quattro salti dell’Atletica Leggera il salto in lungo, insieme al salto in

alto, si può definire la specialità più naturale e più semplice da insegnare.

In questa specialità l’atleta, dopo aver preso una rincorsa, al raggiungimento della

una zona limite di stacco, conosciuta con il nome di "asse di battuta", dovrà saltare,

staccando con un solo piede, cercando di atterrare il più lontano possibile in una

buca riempita di sabbia accuratamente spianata e rivangata.

IL SALTO TRIPLO: invece, deriva dalla combinazione di tre balzi. In questa

l’atleta, dopo aver effettuato una rincorsa ad alta velocità, deve staccare

specialità

sempre con un piede solo ed atterrare, dopo una fase di volo, con lo stesso arto

per poi staccare di nuovo atterrando con l’altro arto e infine staccare

definitivamente per atterrare sulla sabbia sempre opportunamente spianata e

rivangata. Quindi, per esempio, una sequenza potrebbe essere: dopo una rincorsa

l’atleta stacca con l’arto sinistro, atterra e ristacca con l’arto sinistro, atterra sul

conclusivo in buca.

destro con il quale staccherà per l’atterraggio

L’obiettivo di entrambi i salti, salto in lungo e salto triplo, è quello di atterrare il più

lontano possibile dalla linea di battuta.

La tecnica maggiormente utilizzata NEL SALTO IN ALTO sono:

la tecnica frontale, la forbice, La Horine, ventrale e Fosbury Flop.

Nell’atletica moderna la più utilizzata è la Fosbury.

Questa è caratterizzata da una parte curvilinea della rincorsa, lo stacco con il piede

dell’asticella.

esterno rispetto ai ritti e il passaggio dorsale durante il valicamento

Questa tecnica permette di abbassare il baricentro.

La tecnica è divisa in 4 Fasi:

la RINCORSA che ha come obiettivo di raggiungere la velocità ottimale ed è

composta da un breve rettilineo ( 3-4 passi ) e da una curva ( 4-5 passi );

lo STACCO che può avvenire o con il piede destro o con quello sinistro che deve

rimanere esterno ai ritti, costituisce la fase principale e ha come obiettivo

raggiungere la massima elevazione del centro di gravità;

la fase di VOLO, costituita dalla fase di elevazione, dalla fase di valicamento

dorsale dell’asticella e dalla fase di svincolo;

fase di ATTERRAGGIO che ha come obiettivo cadere in sicurezza.

SALTO CON L’ASTA

Nel salto con l’asta l’atleta deve iniziare effettuare una rincorsa e caricando l’asta

dopo averla infilata in un’apposita buca deve cercare di superare un’asticella posta

orizzontalmente ad una certa altezza e senza farla cadere, sfruttando il

caricamento dell’asta come se fosse una catapulta.

che ha l’obiettivo raggiungere la

Anche qui ci sono 4 fasi: la RINCORSA

massima velocità ai fini della performance. L’asta che viene tenuta all’inizio di

questa fase quasi verticalmente, si abbassa gradualmente fino ad arrivare in

posizione orizzontale parallela al suolo quasi alla fine di questa fase. Al terzultimo

passo avviene la fase presentazione dell’asta e di imbucata della stessa nella

cassetta; l&rs

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/02 Metodi e didattiche delle attività sportive

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dominikks di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Didattica degli sport individuali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Baldari Carlo.
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