96. Quale tipo e intensità di attività motoria viene consigliata dalle linee guida dell’American College of Sports Medicine e della Canadian Society for Exercise Physiology per i pazienti con carcinoma del colon?
Si raccomanda di praticare l’esercizio fisico per almeno 150 minuti a settimana, oltre che di inserire esercizi di rinforzo muscolare per almeno due volte a settimana. Diversi studi hanno mostrato che l’esercizio combinato e anche solo quello aerobico sono sicuri ed efficaci nei pazienti oncologici.
Il programma di allenamento proposto prevede una fase iniziale di riscaldamento per i primi 10 minuti, seguita da una fase di esercizio aerobico nei successivi 20, alternata da altri 20 minuti di esercizi anaerobici. Questo nel periodo pre-chirurgico. Sono consigliate almeno 3 sedute a settimana di circa un’ora.
Nel primo mese dopo la chirurgia si consiglia un protocollo aerobico per 40 minuti, per i pazienti operati in laparoscopia; nel secondo mese invece si alternano esercizi aerobici con esercizi anaerobici da 20 minuti ciascuno. Mentre per i pazienti operati di laparotomia si consiglia un protocollo aerobico in tutti e due i mesi post-chirurgici. Indipendentemente dal tipo di protocollo, alla fine di ciascuno si deve considerare una fase di defaticamento della durata di 10 minuti. Il programma potrà essere sospeso per problemi cardiovascolari, polmonari, traumatici.
97. Che cosa si intende per danza terapia?
La danza terapia è una particolare arteterapia in cui il terapista sfrutta la musica, il corpo ed il movimento come mezzo, al fine di raggiungere gli obiettivi terapeutici preposti. Può essere come una tecnica riabilitativa che aiuta a riequilibrare l’area cognitiva, dunque definita emotiva, relazionale e psicomotoria del paziente, attraverso la quale lascia emergere il proprio mondo interiore con un linguaggio non verbale.
Nasce nel 1940, quando un gruppo di ricercatori volle comprenderne il potere psicologico, perché il movimento ed il gesto non solo sono il primo modello di espressione nella vita, ma continuano ad essere importanti per tutta l’esistenza.
La danza terapia inoltre permette di modulare il corpo e quindi di migliorarne le capacità e vari parametri funzionali. L’idea di base secondo Levy è che corpo e mente si influenzino reciprocamente, di conseguenza: la danza è comunicazione; il movimento esprime emozioni; l'arte e l'espressione estetica sono risorse per la salute; la relazione terapeutica promuove la fiducia verso l’insegnante attraverso il mirroring e l'empatia cinestetica; il movimento anche se presimbolico è pieno di significato.
Affinché si ottengano questi risultati, Horowitz propose svariate strategie, prima fra tutte di promuovere un ambiente sicuro, sia dal punto di vista fisico che emotivo, che faciliti l'espressione individuale e la comunicazione con altre persone, che stimoli la creatività, la consapevolezza, la spontaneità del corpo e la crescita personale.
Recentemente la danza terapia, diventata oramai oggetto di numerose discipline, viene considerata come uno strumento nel recupero funzionale e psicologico delle sopravvissute al cancro al seno.
98. Fai almeno 2 esempi di attività non convenzionali e spiega perché sono adatte a pazienti oncologici.
Per protocolli non convenzionali si intendono le attività ricreative o domestiche che aiutano durante la giornata e favoriscono la socializzazione. Essi producono benefici a livello funzionale, cognitivo e psicologico ma, poiché sono di difficile caratterizzazione, se non sono dosate in maniera corretta possono provocare danni, danno uno scopo ed un senso di utilità, attraverso ad esempio i semplici lavori domestici, o attività di giardinaggio.
Con la malattia ed i trattamenti la sensazione di fatigue aumenta quindi il paziente potrà diventare meno attivo, ma è comunque importante mantenere un livello di attività giornaliera anche se minima. Un modo ad esempio per stimolare la pratica motoria potrebbe essere quello di suggerire un tipo di attività che piace alle pazienti, qualcosa in gruppo, con l’assistenza di un animale (pet therapy), o anche attività che il paziente svolgeva in precedenza. La scelta chiaramente dipende dall’interesse, dalle capacità, dal tempo disponibile e dalle risorse finanziarie.
Sono diverse le attività che si possono proporre alle pazienti, oltre quelli sopra citati: il ballo che stimola le capacità ritmiche e spazio temporali; la pittura che aiuta dal punto di vista psicologico. Per evitare che il paziente sia vittima di sconforto o depressione è importante assicurarsi che sia in grado di eseguire il compito, mantenere l’attività tra i 15-20 minuti ed interrompere al primo segno di stanchezza.
Oltre che per i motivi già citati queste sono adatte ai pazienti oncologici poiché molte attività convenzionali scoraggiano i pazienti che, a causa di problemi cognitivi o difficoltà fisiche date dalla patologia, possono riscontrare difficoltà nell’esecuzione del gesto motorio. Se l’attività avrà anche uno scopo evidente, sarà meglio poiché potranno avere una maggiore soddisfazione.
99. Che cosa si intende per protocollo non convenzionale?
Per protocolli non convenzionali si intendono le attività ricreative o domestiche che aiutano durante la giornata e favoriscono la socializzazione. Essi producono benefici a livello funzionale, cognitivo e psicologico ma, poiché sono di difficile caratterizzazione, se non sono dosate in maniera corretta possono provocare danni. Oltre che per i motivi già citati queste sono adatte ai pazienti oncologici poiché danno uno scopo ed un senso di utilità, attraverso ad esempio i semplici lavori domestici, o attività di giardinaggio.
100. Che cosa si intende per esercizio clinico?
L’esercizio clinico, attraverso un protocollo ben strutturato e definito, apporta dei miglioramenti adattati alla popolazione alla quale è proposto.
101. Che cosa si intende per stomia?
Il tumore del colon retto è la proliferazione incontrollata delle cellule della mucosa che riveste l’organo. Si distinguono tumori del colon vero e proprio; tumori del retto, ovvero dell'ultimo tratto dell'intestino.
La terapia più utilizzata è la chirurgia che può essere: conservativa, demolitiva oppure totale nei casi più gravi, in cui si effettua l’asportazione del tratto parziale, interessato all’estensione. Chiaramente il tipo di intervento verrà stabilito in base alla sede e del tumore ma, nei tumori del retto, per poter optare per un approccio conservativo, la chirurgia è spesso preceduta da chemio e radioterapia, questo perché si cerca, laddove sia possibile, di evitare la creazione della stomia: ossia di un’apertura artificiale dell'intestino sulla parete addominale che consente di raccogliere le feci o l’urina con appositi presidi.
Ne esistono 3 tipi:
- Colostomia: quando viene rimosso il retto si crea un’apertura sull’intestino crasso per far transitare le feci.
- Ileostomia: quando viene rimosso oppure non può lavorare per un determinato tempo l’intestino crasso e si crea un’apertura in quello tenue per far passare le feci.
- Urostomia: devia l’urina attraverso una sezione dell’intestino, si crea quando non si riesce ad urinare naturalmente.
In tutti i casi è fondamentale la riabilitazione sia fisica sia psicologica dei pazienti.
102. Come si valuta l'indice di massa muscolare scheletrica e quando indica un livello di sarcopenia?
È chiaro che per poter iniziare un intervento motorio, lo specialista dovrà valutare lo stato di salute del paziente per escludere qualsiasi controindicazione. Ecco perché a ciascun paziente verrà fatto inizialmente uno screening cardiologico ed in seguito verrà sottoposto ad una serie di test funzionali e psicologici.
Uno dei principali test effettuati per la valutazione dei parametri clinico-funzionali è quello dell’Indice di massa muscolare scheletrica (SMI), mediante bioimpedenziometro. L’analisi bioimpedenziometrica viene considerata una metodica veloce, semplice e non invasiva in grado di stimare la composizione corporea.
L’SMI viene calcolato come il rapporto tra massa muscolare scheletrica (SM) e il quadrato dell’altezza (h2): SM / h2. Secondo i criteri EWGSOP del 2018, che stabiliscono i cut point della SMI: la sarcopenia viene confermata negli uomini con SMI maggiore a 7.0 kg/m2; nelle donne inferiore a 6.0 kg/m2.
103. Che cos'è e cosa valuta la Functional Assessment of Cancer Therapy-Colorectal?
La Functional Assessment of Cancer Therapy-Colorectal è un questionario sulla qualità della vita composto da 36 articoli. Prevede 5 sotto scale: benessere fisico, sociale, emotivo, funzionale e preoccupazioni correlate con il cancro del colon retto.
I partecipanti attraverso il questionario devono valutare su una scala da 0 a 4, dove 0 equivale al niente e 4 a molto, come si sono sentiti negli ultimi 7 giorni. Ogni sotto scala ha un punteggio massimo di 28, tranne il benessere emotivo che arriva a 24; chiaramente maggiore sarà il punteggio migliore sarà la QdV (qualità della vita).
I punteggi di ciascun individuo vengono compilati seguendo un algoritmo standardizzato, al fine di valutare ogni sotto scala e quindi fornire un punteggio complessivo di qualità della vita, che può variare da 0 a 136. Questo è stato utile nel dimostrare come l’attività fisica influenza positivamente la QdV anche dopo 2 anni dalla diagnosi; inoltre si è evidenziato anche come i partecipanti che hanno aumentato l'attività fisica hanno avuto un aumento dell’8% circa nel punteggio relativo alla qualità della vita. Questo aumento proporzionale equivarrebbe a un aumento di circa otto punti della scala FACT C. In conclusione perciò si può affermare che i pazienti dovrebbero essere incoraggiati a partecipare a protocolli attività fisica dopo una diagnosi di cancro del colon retto.
104. Lo European Working Group on Sarcopenia in Older People (EWGSOP) come definisce la sarcopenia?
La sarcopenia è la perdita della massa muscolare che può causare un indebolimento dell’organismo e nei casi più gravi disabilità. Lo European Working Group on Sarcopenia in Older People (EWGSOP) la definisce come un disordine muscolare generalizzato e progressivo che si associa a diversi eventi: cadute, fratture, disabilità e mortalità.
Secondo le linee guida del 2018 dello EWGSOP, la sarcopenia viene considerata: probabile, quando è presente una ridotta forza muscolare del paziente, e viene confermata in caso di ridotta quantità o qualità muscolare; queste in associazione ad una ridotta performance fisica permettono di definirla severa.
Questa ha profonde ripercussioni sulle capacità motorie delle persone affette, nei casi peggiori può compromettere l’autonomia del movimento e l’equilibrio diventa instabile; non si è più in grado di salire o scendere le scale, di sollevare gli oggetti e si riduce anche la frequenza del passo. Nei soggetti anziani contribuisce ad aumentare il rischio di cadute; nei pazienti oncologici la sarcopenia è frequente già a partire dalla diagnosi di neoplasia, chiaramente ne consegue una riduzione della sopravvivenza ed un aumento delle complicanze post-chirurgiche, oltre che della tossicità da terapia anti-tumorale.
Ad essa si associano anche fenomeni infiammatori, infatti l’infiammazione sistemica determinata dalla neoplasia induce perdita di massa muscolare. Il trattamento fisico fortemente consigliato e raccomandato per i pazienti sarcopenici è quello combinato. Cruz Jentoft et al, valutando l’effetto dell’esercizio fisico supervisionato e della nutrizione, hanno mostrato come soprattutto gli esercizi di rinforzo muscolare migliorino la forza muscolare e la performance fisica dei pazienti sarcopenici.
Inoltre un recente studio sui mediatori dell’infiammazione, nelle pazienti sopravvissute alla neoplasia della mammella, mostra che l’esercizio fisico riduce la concentrazione ematica delle citochine infiammatorie IL-2, IL-6, IL-8 e TNF-a.
105. Quali effetti collaterali dovuti alla chirurgia e alle terapie possono riscontrare i pazienti affetti da carcinoma del colon e perché?
Dopo la chirurgia, solitamente il paziente torna in reparto e, per reintegrare i liquidi corporei, è sottoposto ad infusione endovenosa finché non è in grado di mangiare e bere autonomamente, per 4-5 giorni. Spesso viene messo un catetere per aspirare l'urina, ed un drenaggio per la ferita per farla cicatrizzare.
Dopo l'intervento il paziente può avere dolore o fastidio per qualche giorno, soprattutto in seguito all'amputazione addomino perineale stare seduti può provocare fastidio fino a quando la cicatrice guarisce; è per questo che quando torna a casa il paziente deve recuperare le energie fisiche e psicologiche rimanendo a riposo. Potrebbe soffrire di diarrea e quindi sarà necessario assumere farmaci o cambiare la dieta; chiaramente se i disturbi intestinali o digestivi persistono bisognerà chiamare il medico.
Con le varie terapie i pazienti operati per il tumore al colon potrebbero avere problemi polmonari come:
- Infezioni perché si abbassano le difese immunitarie.
- Polmonite indotta da farmaci come gli agenti a bersaglio. Il trattamento consiste nell’immunosoppressione.
- Polmonite indotta da radiazioni: durante o dopo la radioterapia. Il trattamento prevede l’uso di corticosteroidi.
- Fibrosi polmonare: comporta un’eccessiva cicatrizzazione dei minuscoli alveoli polmonari, che provoca la mancanza di assorbimento di ossigeno. Se è indotta dalla radioterapia, si somministrano corticosteroidi e altre terapie immunosoppressive.
- Emottisi: può richiedere la sospensione della terapia poiché può essere causata da alcuni farmaci antivascolari come sorafenib.
- Edema polmonare, interstiziale o alveolare; embolia polmonare ed edema cardiaco: durante o dopo il trattamento antitumorale.
I pazienti possono presentare anche disturbi del sonno causati da: dolore, immobilità, farmaci e terapie.
106. Che cosa si intende per Pet therapy?
La Pet Therapy nasce negli anni ’60 grazie allo psichiatra infantile Levinson. È una tecnica che sfrutta gli effetti positivi dati dalla vicinanza di un animale alle persone, che porta a miglioramenti a livello psicofisico, comportamentali ed emotivi in differenti patologie. È particolarmente indicata nei bambini con problemi cognitivi e affettivo-relazionali, negli anziani e in alcune categorie di malati e di disabili fisici e psichici.
Il contatto che si stabilisce con l’animale è corporeo: bisogna adattarsi ai suoi codici comportamentali e la sua indiscrezione: non fa domande, non giudica anzi aumenta l’autostima, riduce ansie e paure ed in molti casi permette di riacquisire abilità psicologiche e motorie perse.
Il principale obiettivo è quello di alleviare le sofferenze psicofisiche dei pazienti, per consentir loro di affrontare al meglio il percorso oncologico e di conseguenza l’intera loro vita. La presenza dell’animale stimola i pazienti a frequentare il percorso riabilitativo, che essendo in ambiente naturale, favorisce la conoscenza di sé e del proprio corpo, induce una migliore ri-organizzazione dello schema corporeo e promuove il benessere.
In Italia è stata riconosciuta come cura ufficiale dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2003, ma non esiste ad oggi una legislazione specifica in materia. Un animale particolarmente utile in questa terapia è il cavallo; l’essere trasportati sulla sua groppa favorisce stimolazioni psicomotorie e funzionali, ma aiuta anche a stabilire una relazione che diventa fondamentale nel percorso.
Questa consente tre tipologie di intervento:
- Ippoterapia: riservata a disabili incapaci di mantenere la posizione in sella e di condurre il cavallo in modo autonomo.
- Rieducazione equestre e volteggio: il cavaliere conduce il cavallo, sotto il controllo del terapista, e mira a raggiungere quegli obiettivi tecnico-riabilitativi preposti.
- Equitazione sportiva per persone con disabilità: pazienti con possibilità di svolgere normale attività di scuderia e di equitazione.
107. Che benefici apporta la danza terapia nelle pazienti con carcinoma del seno?
Le donne con carcinoma mammario, dopo l'intervento chirurgico ed i trattamenti, possono presentare diversi sintomi: ansia, depressione, angoscia, che influenzano negativamente la qualità della vita. Il più delle volte questo si verifica a causa non solo del cambiamento dell'immagine corporea e del sovrappeso, ma anche della limitazione funzionale provocata dal percorso oncologico.
Purtroppo oggigiorno, gran parte della popolazione è inattiva, per questo vengono scelti protocolli non convenzionali, come la danza terapia, strumento che permette il recupero funzionale e psicologico nelle donne con carcinoma mammario, sfruttando musica, corpo e movimento.
Fu così proposto un protocollo di danza, chiaramente progettato per consentire alle donne, che si sottoponevano a radio-chemioterapia, di partecipare e riscontrare gli effetti positivi. Il programma aveva durata di 12 settimane, con 2 sessioni a settimana per le prime 6 settimane e una a settimana per le ultime 6.
Si iniziava con un riscaldamento per i primi 10-15 minuti, seguito da esercizi specifici per migliorare la ROM della spalla, del gomito e del polso sempre a tempo di musica; la parte centrale aveva una durata di 20-25 minuti, con pause di 5 minuti, in cui venivano proposti vari generi: americano, jazz, reggae; e si terminava con una fase di defaticamento. Logicamente le donne potevano muoversi al proprio ritmo senza pensare ai passi, fermarsi se sentivano
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