Domande teoria economia II04 - Cenni di macroeconomia (27)
1. Diagramma di flusso circolare del reddito
Descrivere il diagramma di flusso circolare del reddito e spiegare le interazioni tra i principali operatori macroeconomici (Stato, Imprese, Famiglie, Banche).
Il diagramma di flusso circolare del reddito descrive le continue interazioni reali e monetarie tra 4 operatori principali: famiglie, stato, imprese e banche.
Il circuito si distingue in due flussi:
- Reale, che circola in senso orario e rappresenta lo scambio di beni, servizi e fattori produttivi che le famiglie forniscono alle imprese, le quali restituiscono alle famiglie la produzione dei beni.
- Monetario, che circola in senso antiorario e rappresenta il movimento di denaro che le imprese pagano alle famiglie in cambio di fattori produttivi, che a loro volta effettuano pagamenti per acquistare i beni prodotti.
Le banche raccolgono i risparmi e forniscono finanziamenti a famiglie e imprese, guadagnando sugli interessi, mentre lo stato incassa le imposte da famiglie e imprese per finanziare investimenti pubblici e fornire sussidi.
2. Legge di Say
Illustrare la legge di Say.
Legge degli sbocchi di Say, basata sulla caratteristica che il mercato sia sempre in grado di autoregolarsi. Principi: separazione tra economia reale e monetaria, l’offerta crea la propria domanda, tutto il reddito viene speso, assenza di sovrapproduzione e disoccupazione, meccanismo di aggiustamento.
3. Legge di Say e critica di J.M. Keynes
Illustrare, anche con il supporto di grafici, il principio fondante la legge di Say e la critica di J.M. Keynes.
Legge degli sbocchi di Say, basata sulla caratteristica che il mercato sia sempre in grado di autoregolarsi. Principi: separazione tra economia reale e monetaria, l’offerta crea la propria domanda, tutto il reddito viene speso, assenza di sovrapproduzione e disoccupazione, meccanismo di aggiustamento.
La critica di Keynes invece, introduce il ruolo attivo del risparmio. Infatti si basa sui seguenti principi: chi detiene moneta può scegliere se risparmiare piuttosto che spendere, la carenza di DA è causata dal risparmio delle persone e provoca la riduzione della circolazione monetaria, la moneta oltre ad essere utile per gli scambi può anche essere accumulata senza essere consumata, l’inflazione si verifica solo quando l’economia raggiunge la sua massima capacità produttiva.
Quindi per Keynes è la domanda a trainare l’offerta e non viceversa.
4. Prodotto interno lordo
Definire il Prodotto Interno Lordo.
Acronimo di PIL, è un parametro che misura il valore della produzione. Rappresenta il valore di mercato (reddito-prodotto) di tutti i beni e i servizi finali, quindi soltanto ciò che è acquistabile dal cliente finale, prodotti all’interno dei confini nazionali di un paese in un dato periodo, solitamente un anno, che possono essere impiegati dalle famiglie e dagli altri settori economici per soddisfare bisogni individuali e collettivi.
Caratteristiche: i beni e i servizi sono valutati a prezzo di mercato, non sono considerati i beni autoprodotti e autoconsumati, i beni intermedi utilizzati come fattori di produzione, i beni finali venduti su mercati secondari, ma vengono inclusi i beni prodotti all’interno del paese da soggetti del paese ed esteri al paese.
5. Differenza tra PIL e PNL
Illustrare la differenza tra Prodotto Interno Lordo (PIL) e Prodotto Nazionale Lordo (PNL).
Il PIL misura il valore di mercato di tutti i beni e servizi finali che vengono prodotti all’interno dei confini di un paese in un determinato periodo di tempo. Il PNL misura il valore di mercato di tutti i beni e servizi finali prodotti da chi risiede permanentemente in un paese in un dato periodo di tempo. Quindi, il PIL si concentra su ciò che viene prodotto dentro i confini di una nazione, il PNL si concentra su ciò che viene prodotto dai cittadini di quella nazione.
6. PIL nominale, PIL reale e deflatore del PIL
Spiegare la differenza tra PIL nominale e PIL reale e definire il deflatore del PIL.
Il PIL nominale esprime il valore di tutti i beni e servizi in un certo periodo t, calcolato utilizzando i prezzi correnti di quel momento. Il PIL reale invece esprime il valore di beni e servizi finali realizzati in un certo periodo t utilizzando i prezzi di un determinato anno di riferimento, chiamato anno base.
Il deflatore del PIL, è l’indice che misura l’andamento del prezzo rispetto ad una variazione di quantità.
7. Conto economico delle risorse e degli impieghi
Descrivere il Conto economico delle risorse e degli impieghi, illustrando quali macro-variabili costituiscono le entrate (risorse) e le uscite (impieghi).
Il conto economico delle risorse e degli impieghi, descrive l’equilibrio tra la ricchezza disponibile e come essa viene utilizzata. È composto da due macro-variabili che lo compongono:
- Entrate, cioè le risorse, rappresentano la disponibilità per il paese e sono costituite da: PIL e importazioni.
- Uscite, cioè gli impieghi, indicano come la nazione ha deciso di destinare le risorse e sono costituite da: consumi interni finali, investimenti lordi fissi, variazione delle scorte, esportazioni.
8. PIL a Parità di potere d'acquisto
Spiegare il concetto di PIL a Parità di Potere d'Acquisto (PPA) e il motivo per cui viene utilizzato nei confronti internazionali rispetto al PIL a tassi di cambio correnti.
Il PIL calcolato ai tassi di cambio correnti non tiene conto delle differenze nel costo della vita tra i vari paesi, offrendo una misurazione distorta della ricchezza reale nei confronti internazionali. Per ovviare a questo limite, si utilizza il PPA, PIL a Parità d’acquisto, che converte i redditi utilizzando un tasso di cambio teorico basato sul prezzo di un paniere standardizzato di beni nei diversi paesi, e così facendo vengono neutralizzate le fluttuazioni valutarie e i differenziali di prezzo interni, garantendo un indicatore più accurato e realistico.
9. Curva di Lorenz e indice di Gini
Illustrare come si valuta la distribuzione del reddito all'interno di un Paese, definendo la Curva di Lorenz e l'Indice di Gini.
La distribuzione del reddito all’interno di un paese si valuta secondo due strumenti metodologici tra loro correlati: la curva di Lorentz e l’indice di Gini. La curva di Lorentz è una rappresentazione grafica che descrive la distribuzione effettiva della ricchezza a partire dalle distribuzioni cumulate:
- Sull’asse delle ascisse viene indicata la quota percentuale cumulata della popolazione, ordinata dai soggetti con redditi più bassi verso quelli più alti.
- Sull’asse delle ordinate viene indicata la quota cumulata del reddito totale da essi percepita.
La bisettrice a 45 gradi rappresenta la linea di perfetta uguaglianza, ovvero la retta di equi-distribuzione.
La curva di Lorentz, curva reale e convessa, giace al di sotto di questa retta e rappresenta la distribuzione reale del reddito all’interno della società, più la curva si allontana dalla retta di equi-distribuzione andando verso destra, più la ricchezza è distribuita in modo diseguale.
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L’indice di Gini è l’indicatore numerico della disuguaglianza. La curva di Lorentz definisce due aree, quella al di sopra “A” e quella al di sotto “B”. L’indice di Gini dato dal rapporto tra le due aree Ig=A/A+B, e può assumere valori compresi tra 0 e 1: Ig=0 significa perfetta equità, Ig=1 significa massima disuguaglianza.
10. Fenomeno dell’inflazione e principali cause
Descrivere il fenomeno dell’inflazione e illustrarne le principali cause.
È il fenomeno mediante il quale i prezzi tendono ad aumentare in modo generalizzato nel tempo, diminuendo la capacità di acquisto dei consumatori, a meno di meccanismi di compensazione utili per adeguare il salario all’inflazione. Un’inflazione considerata buona è <2%.
Per misurarla, ISTAT produce tre diversi indici dei prezzi al consumo:
- NIC, Indice Nazionale per l’Intera Collettività.
- FOI, Indice per Famiglie ed Operai.
- IPCA, Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato.
Per calcolare l’inflazione dal punto di vista delle famiglie, si usa l’IPC, indice dei prezzi al consumo, utile per calcolare Ft, tasso d’inflazione.
11. Principali cause dell’inflazione
Descrivere, inoltre le principali cause dell’inflazione.
L’inflazione è principalmente causata da:
- Inflazione monetaria, la banca centrale che immette troppa massa monetaria nel sistema.
- Inflazione dei costi, se aumentano i prezzi delle materie prime all’estero, aumentano anche i prezzi di vendita del prodotto finale.
- Mancanza di fiducia nella moneta.
- Politica monetaria, quando la banca centrale abbassa i tassi di interesse, i prestiti costano meno, allora le banche commerciali prenderanno in prestito quantità più elevate di denaro, deprezzando la moneta.
12. Indice dei prezzi al consumo e tasso di inflazione
Definire l’indice dei prezzi al consumo ed il suo utilizzo nel calcolo del tasso di inflazione.
L’indice dei prezzi al consumo è una misura statistica che valuta la variazione nel tempo dei prezzi di un paniere di beni e servizi acquistato nell’anno base con quello dello stesso paniere ai prezzi attuali. L’IPC viene utilizzato per il calcolo del tasso di inflazione determinando la variazione percentuale dell’indice tra l’anno corrente t e l’anno precedente t-1.
13. Deficit e debito pubblico
Definire i concetti di deficit e di debito pubblico ed illustrare l’andamento e l’entità di quest’ultimo negli ultimi anni.
Il debito pubblico è il debito contratto da uno stato per far fronte al proprio fabbisogno finanziario. Si forma perché finanzia la crescita economica, i servizi offerti ai cittadini, gli investimenti. I soggetti del debito pubblico sono tutti coloro che finanziano lo stato italiano in qualche modo.
Il deficit pubblico è un dato di flusso che si ha quando le uscite (spesa pubblica, i servizi per i cittadini, acquisti, investimenti, oneri finanziari) della pubblica amministrazione superano le entrate (imposte pagate dai cittadini per i beni e servizi degli enti pubblici).
14. Modello reddito-spesa e limiti
Descrivere il modello Reddito-Spesa e illustrarne i limiti.
Il modello reddito-spesa è un modello macroeconomico semplificato che individua le condizioni di equilibrio sul solo mercato dei beni. La condizione fondamentale che stabilisce l’equilibrio è quando l’offerta aggregata Y è uguale alla domanda aggregata DA. Il modello si fonda sulle seguenti ipotesi: analisi di breve periodo, Y e gli investimenti sono noti, i prezzi sono costanti, in caso di squilibrio tra domanda e offerta esso si aggiusta variando la produzione.
I limiti del modello sono l’esclusione del mercato finanziario in quanto si concentra soltanto sull’economia reale ignorando il ruolo delle attività finanziarie e non considerando la dipendenza degli investimenti, e la rigidità dei prezzi, che essendo costanti limitano la validità del modello al solo breve periodo non consentendo di analizzare le dinamiche che emergono quando il sistema si avvicina alla piena capacità produttiva.
15. Modello reddito-spesa a due settori
Descrivere brevemente il modello reddito-spesa a due settori.
Il modello reddito-spesa a due settori è un modello di equilibrio macroeconomico che analizza l’equilibrio del mercato dei beni in un’economia chiusa composta solo da famiglie e imprese.
- DA = C + cY -> La domanda aggregata è somma di consumi e investimenti.
- I = I -> Gli investimenti sono dati.
- Y = DA -> Condizione di equilibrio.
- Y* = 1/1-c (C+I) -> Reddito equilibrio.
- m=1/1-c -> Moltiplicatore keynesiano, indica che ogni incremento della spesa autonoma produce un aumento più che proporzionale del reddito.
16. Moltiplicatore del reddito
Definire il concetto di "moltiplicatore del reddito" all'interno del modello Reddito-Spesa a due settori e spiegare da cosa dipende la sua grandezza.
Il moltiplicatore del reddito nel modello reddito-spesa a due settori, è un coefficiente numerico espresso dalla formula m=1/1-c che indica l’impatto di una variazione della spesa autonoma sul reddito d’equilibrio. Esso dimostra infatti che un incremento della componente autonoma della domanda aggregata, genera un aumento più che proporzionale del reddito. Il moltiplicatore dipende unicamente dalla propensione marginale al consumo c, maggiore è la propensione marginale al consumo, tanto più grande è il moltiplicatore e viceversa.
17. Modello reddito-spesa a tre settori
Descrivere brevemente il modello reddito-spesa a tre settori.
Il modello reddito-spesa a tre settori è un modello di equilibrio macroeconomico che espande l’analisi di base introducendo l’intervento dello stato, integrando l’effetto della spesa pubblica, della tassazione e dei trasferimenti ai consumatori.
- DA = C + I + G -> La DA si compone di consumi privati, investimenti e spesa pubblica.
- Yd = Y + TR - T -> Il reddito a disposizione delle famiglie è alterato dall’intervento statale.
- T = T + tY -> La tassazione è data dalla somma della componente autonoma e una proporzionale legata ad un’aliquota fiscale.
- Y = DA.
18. Principali caratteristiche del modello IS-LM
Descrivere le principali caratteristiche del modello IS-LM.
Il modello IS-LM integra il mercato dei beni (reale) e il mercato monetario, individuando le condizioni in cui c’è equilibrio simultaneo determinando il valore di reddito d’equilibrio Y* e il tasso d’interesse i.
Introduce la dipendenza degli investimenti da