24/01 Vertebre e collo
Vertebre cervicali
Sono le prime 7 vertebre della colonna vertebrale e il loro corpo aumenta gradualmente di volume man mano si scende. Nei processi trasversi è presente un foro (forame trasverso) attraverso cui passano l’arteria e la vena vertebrali. Il processo spinoso è corto e bifido, mentre il processo articolare tondeggiante e piatto, con la sua inclinazione consente movimenti di rotazione e di flessoestensione. Hanno più margine di movimento perché sono piccole.
Atlante
È privo di corpo ma presenta due archi con cui si lega ai condili dell’osso occipitale. Sulla faccia inferiore, invece, troviamo delle superfici articolari che prendono contatto con le faccette articolari dell’epistrofeo. È privo di processo spinoso. Sull’arco anteriore presenta una faccetta articolare in cui si inserisce il dente dell’epistrofeo.
Epistrofeo
È caratterizzata da un dente che si articola con la faccetta articolare dell’atlante. Ha un corpo piccolo.
Settima vertebra (vertebra prominente)
È una vertebra di transizione tra le vertebre cervicali e quelle toraciche. Ha un foro trasverso più piccolo attraverso cui passa solo la vena vertebrale. Ha un processo trasverso allungato lateralmente, mentre il processo spinoso è lungo e non bifido.
Vertebre toraciche (12)
Le vertebre toraciche si articolano con le coste e, per questo, presentano delle faccette articolari corrispondenti. I corpi hanno una forma cilindrica. Presentano due faccette articolari per lato (superiore e inferiore) che si articolano con le emifaccette articolari delle teste delle coste (diartrosi). La costa prende contatto con la vertebra toracica sia a livello del processo trasverso sia sul corpo, su cui troviamo superfici diartrotiche. Il processo spinoso è stretto e inclinato.
Vertebre lombari (5)
Il corpo delle vertebre lombari è voluminoso, a discapito del foro vertebrale che si riduce. Il processo trasverso è lungo e si dirige lateralmente, prendendo il nome di processo costiforme (risultato della fusione di una costa abbozzata). Il processo spinoso è corto, quadrangolare e robusto. Inoltre è presente un processo malleolare, un rilievo osseo formato da superfici diartrotiche inclinate. Sono vertebre rigide che non consentono inclinazioni laterali.
Osso sacro
Origina dalla fusione di cinque vertebre sacrali (sincondrosi). Si articola con le due ossa dell’anca (articolazione sacroiliaca, diartrosi), costituendo, insieme al coccige, il bacino. La faccia superiore del corpo della prima vertebra sacrale si articola con la faccia inferiore dell’ultima vertebra lombare. Nella faccia anteriore troviamo dei forami sacrali in diretta comunicazione con il canale sacrale. Questi forami danno passaggio ai nervi sacrali. I peduncoli e le lamine delle vertebre fondendosi formano l’ala del sacro. I processi spinosi delle vertebre, fondendosi, formano la cresta sacrale mediana mentre, i fori intervertebrali formano un canale sacrale che attraversa l’osso.
Coccige
È costituito dalla fusione di quattro o cinque vertebre coccigee. Solo la prima vertebra mantiene le caratteristiche di una vertebra. È legato all’osso sacro tramite sindesmosi. È composto da abbozzi ossei. È il fulcro di numerosi legamenti e muscoli del gluteo.
Osso ioide
È un osso a forma di ferro di cavallo localizzato nel collo. Osso nel quale si inseriscono muscoli del collo, del pavimento boccale e muscoli intrinsechi della lingua. Sotto di esso si attacca la laringe. Svolge un ruolo fondamentale nella deglutizione.
Muscolatura del collo
Muscolo sternocleidomastoideo
Si inserisce sullo sterno, sulla clavicola e sul processo mastoideo del temporale. Determina i movimenti principali del collo come inclinazioni e flessioni laterali del capo.
Trapezio
È un muscolo toraco-appendicolare, agisce nel movimento dell’arto superiore. Si estende dal collo alle vertebre toraciche. Eleva e adduce la scapola e si inserisce nell’area nucale e scapolare. È un muscolo di emergenza o difensivo (non è un muscolo del collo).
Complesso dei muscoli scaleni (anteriore, medio e posteriore)
Originano dai corpi e dai processi trasversi delle vertebre cervicali e si inseriscono alla prima e alla seconda costa. Si occupano di rotazione e inclinazione, oltre a coadiuvare la respirazione.
Gabbia toracica
Protegge i visceri e consente la respirazione. Presenta 12 coste legate ad altrettante vertebre tramite diartrosi (da vertebra toracica 1 a vertebra lombare 1).
Lo sterno è un osso piatto formato da manubrio, corpo e processo xifoideo, legati insieme da sincondrosi (sinostosi). Il manubrio è di forma quadrangolare e si articola inferiormente con il margine superiore del corpo tramite un’articolazione manubrio sternale (sinfisi). Il corpo è compreso tra la terza e l’ottava vertebra toracica e dà inserzione al gran pettorale. La faccia inferiore del corpo si articola tramite una sinfisi con il processo xifoideo. Sul manubrio sono presenti l’incisura giugulare, clavicolare, la prima incisura costale e l’emifaccetta articolare per la seconda cartilagine costale. Sul corpo sono presenti quattro incisure costali e un’emifaccetta per la settima cartilagine costale. Il processo xifoideo è in rapporto con il fegato, offre attacco ai muscoli obliquo dell’addome, retto e trasverso, oltre ad alcuni fascetti del diaframma. Non ha nessun rapporto con le coste.
Le coste si articolano posteriormente con le vertebre toraciche. Sono formate da una parte ossea e da una parte cartilaginea (cartilagine costale). Le prime sette coste sono coste vere e si articolano con la cartilagine dello sterno. Queste coste consentono l’aumento del diametro antero-posteriore della gabbia toracica. La prima costa non partecipa al movimento della gabbia toracica ma lega il manubrio alla colonna vertebrale. L’ottava, la nona e la decima sono dette coste false e si uniscono tramite la loro cartilagine costale alla cartilagine della costa sovrastante, formando un arco costale. Sono coste che ampliano il diametro laterale durante la respirazione. Le ultime due coste prendono il nome di coste fluttuanti perché non si articolano né con lo sterno né con l’arco costale, sono punti d’inserimento di elementi muscolari. La testa della costa presenta due emifaccette, una superiore che si articola con l’emifaccetta inferiore della vertebra sovrastante e una inferiore che si articola con l’emifaccetta inferiore della vertebra sovrastante. Il corpo della costa è caratterizzato da un solco costale attraverso il quale passano i vasi e i nervi intercostali.
Muscolatura respiratoria
- Primaria (esclusiva funzione respiratoria).
- Secondaria (coadiuva la respirazione essendo in rapporto con le coste).
Diaframma
È un muscolo semivolontario che agisce e si contrae di continuo. Il diaframma è una lamina muscolo fibrosa che separa la cavità toracica da quella addominale. La parte centrale è appiattita e prende il nome di centro tendineo nel quale si legano i fasci muscolari di origine del diaframma e nel quale si trova il forame della vena cava. Disegna una serie di inserzioni circolari su coste false, processo xifoideo, coste fluttuanti e sui corpi delle prime vertebre lombari. In fase di contrazione il diaframma si abbassa dilatando lo spazio toracico lateralmente e superiormente.
Muscoli intercostali
Sono muscoli secondari che vengono coinvolti esclusivamente durante la fase di veglia. Occupano gli spazi intercostali. Sono divisi in intimi, interni ed esterni. Gli intercostali esterni sono più spostati posteriormente e si occupano di aumentare il volume della gabbia toracica, gli intimi e gli interni anteriormente e diminuiscono il volume della gabbia.
Muscoli sottocostali
Si trovano nelle vicinanze dell’articolazione costovertebrale. Originano dalla faccia interna delle coste e si portano fino alla faccia interna della costa sottostante o successiva. Sono muscoli secondari con azione espiratoria.
Trasverso del torace
Muscolo secondario formato da fascetti che partono dal corpo dello sterno e terminano su coste vere e false. Ha il compito di forzare l’espirazione.
Muscolatura toraco-appendicolare
Grande e piccolo pettorale
Possono essere reclutati in maniera volontaria durante la respirazione.
Il gran pettorale muove il braccio rispetto al tronco (adduce). Si inserisce lungo sterno, clavicola, acromion e arco toracico. Inoltre, si inserisce all’inizio della diafisi prossima dell’omero. Innalza le coste contribuendo all’inspirazione.
Il piccolo pettorale va dalle coste vere (terza, quarta e quinta) fino al processo coracoideo della scapola. Muove la spalla rispetto al tronco (flessione) e si trova sotto il gran pettorale. Contribuisce all’inspirazione forzata.
Muscolatura addominale
Gruppo di muscoli che comprimono i serbatoi venosi addominali per una miglior resa emodinamica nell’attività motoria. È una muscolatura di copertura e di contenimento dei visceri. È composta da un susseguirsi di piani. In posizione latero-anteriore vi è una disposizione trilaminare. La funzione di questa muscolatura è sia la torsione e il movimento del tronco sia la coadiuvazione della respirazione (muscoli secondari).
Quadrato dei lombi
È posto posteriormente sull’ultima costa fluttuante e sui processi trasversi delle vertebre lombari, oltre ad avere un’inserzione sulla cresta iliaca dell’anca. È coinvolto nell’espirazione e inclina lateralmente colonna vertebrale e pelvi.
Obliquo esterno
Delimita la parete addominale anterolateralmente. Si inserisce sui processi spinosi delle vertebre lombari, partendo dalle ultime otto coste. Si continua poi con un margine tendineo fino al tubercolo pubico (legamento inguinale). È un muscolo che prende parte all’espirazione e che consente la rotazione del tronco.
Retto dell’addome
È posto ai due lati della linea alba e costituisce la porzione anteriore della parete addominale. È coperto dal margine tendineo dell’obliquo esterno. Origina dalle coste e dal processo xifoideo dello sterno e si dirige verso il pube. Alleggerisce i carichi sulla colonna vertebrale. Nella zona inferiore inguinale vi è una porzione tendinea che consente il movimento dell’arto inferiore.
Arto superiore
La struttura dell’arto superiore può essere suddivisa in cinto dell’arto (spalla), primo articolo (braccio), secondo articolo (avambraccio) e articolo esterno (mano).
La clavicola è un osso piatto, in rapporto diatrotico con il manubrio (sella). La scapola non è ancorata alla gabbia toracica ma solo appoggiata sul muscolo interscapolare. L’acromion si trova tra clavicola e testa dell’omero con cui entra in rapporto diatrotico (superfici piatte). L’acromion è un lungo processo piatto che ha origine dalla scapola. Successione articolare → manubrio-clavicola-scapola-omero. La scapola si trova in rapporto articolare con l’omero tramite l’articolazione glenomerale.
Il braccio dell’arto superiore è formato dall’omero. Sull’epifisi distale dell’omero sono presenti epicondilo e epitroclea formati rispettivamente da condilo e troclea. Il condilo e la troclea si trovano in rapporti diartrotici con la testa del radio (condilo, forma condilartrosi) e con la testa dell’ulna, forma un ginglimo angolare). Tra radio e ulna, invece, troviamo un ginglimo laterale.
L’avambraccio, invece, è caratterizzato dalla presenza di due ossa: il radio e l’ulna. La diafisi distale dell’avambraccio è composta da una testa grande e piatta (radio) che prende contatto con la mano e una testa piccola e cilindrica (ulna) che si trova distante dal profilo osseo della mano. Le ossa carpali sono legate da diartrosi a coppie. Successivamente si diramano le ossa metacarpali e le falangi.
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Muscolatura del braccio
Deltoide
È di forma triangolare e prende origine con tre ordini di fasci: terzo laterale della clavicola (parte clavicolare), dall’apice e dal margine esterno dell’acromion (parte acromiale) e dal margine laterale della spina della scapola (parte scapolare). Essi convergono in un tendine che si inserisce sulla tuberosità deltoidea dell’omero. È un muscolo che abduce l’omero, lo intra e extraruota e lo estende/flette. È un muscolo di potenza che muove l’articolazione gleno-omerale destabilizzandola.
Grande rotondo
Parte dall’apice inferiore della scapola e si inserisce a livello della diafisi, in una porzione anteriore e mediale, dell’omero. Non fa parte della cuffia dell’omero ma si occupa dell’intrarotazione e dell’adduzione del braccio.
Cuffia dei rotatori
Fanno parte della cuffia dei rotatori il sopraspinato, l’infraspinato, il piccolo rotondo e il sottoscapolare. Muscoli che fondono la loro inserzione tendinea con la capsula articolare dell’omero. Sono muscoli dell’articolazione scapolo-omerale che proteggono l’articolazione gleno-omerale (articolazione debole). Inseriscono i loro tendini terminali attorno alla testa dell’omero.
Bicipite brachiale
Possiede due capi di origine uno lungo laterale e uno breve mediale, essi condividono un’inserzione distale in comune (tuberosità del radio). È leggermente inclinato verso l’ulna e si occupa di azione extrarotatoria. Non ha inserzioni sull’omero ma lo stabilizza passandoci sopra e legandosi al processo coracoideo della scapola. Si occupa della flessione e della rotazione dell’avambraccio sul braccio.
Coracoradiale
Si inserisce sul processo coracoideo della scapola fino alla diafisi dell’omero. → Flette e adduce il braccio.
Brachiale
Si trova sotto il bicipite brachiale, origina dalla parte media della faccia anteriore dell’omero e si lega all’ulna. Si occupa della flessione dell’avambraccio.
Tricipite
È formato da tre ventri muscolari che si uniscono in un tendine comune nell’olecrano (gomito, zona appartenente all’ulna). I ventri mediale e laterale originano dalla diafisi prossimale dell’omero mentre il ventre medio ha inserzione su un tubercolo sottoglenoidale (inserzione scapolo-ulnare). Estende l’avambraccio sul braccio e si occupa dei movimenti di extra e intrarotazione.
Muscolatura dell’avambraccio
I muscoli flessori della mano si inseriscono a livello dell’epitroclea omerale, i muscoli estensori della mano si inseriscono a livello dell’epicondilo omerale.
Muscolatura della mano
I muscoli di movimento di pollice (eminenza tenar) e mignolo (eminenza ipotenar) non fanno parte della muscolatura dell’avambraccio.
I muscoli interossei sono fascetti muscolari che vanno dal metacarpo alle falangi. Aumentano la forza prensile e di rotazione delle falangi.
I muscoli lombricali sono disposti a livello delle falangi tra i tendini dei flessori ed estensori. Contribuiscono ai movimenti di precisione delle dita.
Arto inferiore
L’arto inferiore è suddiviso in cinto dell’arto (bacino), primo articolo (coscia), secondo articolo (gamba) e articolo esterno (piede).
Il cinto dell’arto ancora l’arto alla colonna vertebrale in modo diretto. L’osso dell’anca e osso sacro prendono il nome di bacino. L’osso dell’anca è costituito dalla fusione dell’ileo, del pube e dell’ischio. La superficie auricolare dell’anca lega anca e sacro tramite diartrosi. La parte inferiore dell’anca forma un foro otturato da una membrana tendinea. L’anca presenta due punti articolari anca-sacro (diartrosi) e sinfisi del pube. L’ileo possiede una conca che accoglie il femore che prende il nome di acetabolo. La superficie interna costituisce la fossa iliaca.
Il femore è l’elemento osseo che si lega per enartrosi con la fossa dell’acetabolo che accoglie quasi completamente la semisfera del femore. L’epifisi distale del femore è formata da un condilo laterale e uno mediale che prendono contatto con la testa piatta della tibia (condilartrosi).
La patella è un osso situato nella regione anteriore del ginocchio. L’articolazione del ginocchio è una condilartrosi che consente al femore di ruotare e di scivolare. Su di esso troviamo due legamenti di arresto (crociati) disposti all’interno dell’articolazione nella fossa intercondiloidea. I menischi sono cercini o rilievi fibrocartilaginei che accolgono i condili del femore (riducono attrito femore-tibia).
La fibula o perone è un osso sottile in rapporto diatrotico con la tibia su cui ruota leggermente. L’epifisi distale della gamba formata sia da fibula sia da tibia è in diretto contatto con l’astragalo (pinza bimalleolare).
Muscolatura del bacino
Diaframma pelvico
È formato da elevatore dell’ano e ischio coccigeo. Il muscolo elevatore dell’ano circonda il retto, l’uretra e la vagina e forma lo sfintere esterno che è sotto il controllo volontario.
Muscolatura perineale
Disposta lungo il margine ischio-pubico e abbraccia la zona esterna dello sfintere anale. Rinforza la zona del bacino e partecipa durante il rapporto sessuale.
Muscolo estensore del dorso (sacro spinale)
Mantiene le curve fisiologiche della colonna vertebrale. Parte dall’area tendinea del bacino e raggiunge le coste e i processi trasversi e spinosi fino alla zona nucale.
Muscoli interspinosi e intertrasversali
Coadiuvano l’azione del sacro spinale essendo posti tra le vertebre.
Muscolatura glutea
Grande gluteo
È un muscolo cupuliforme che ha inserzioni limitate sull’area posteriore dell’ala dell’ileo, la restante parte si lega alle zone tendinee e ai legamenti del bacino. Ha anche una sezione di inserimento a livello del sacro-coccige. La porzione terminale, invece, si lega alla tuberosità glutea del femore. Il grande gluteo continua con un margine tendineo che si sviluppa lungo il femore (tratto ileo-tibiale) e che si
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