Concetti Chiave
- Nella seconda metà dell'Ottocento, la fiducia nella scienza e nel progresso emerge grazie a scoperte scientifiche e innovazioni tecnologiche, ma la letteratura siciliana presenta spesso un'immagine demitizzata del progresso.
- I nuovi mezzi di trasporto, in particolare il treno, trasformano il paesaggio e influenzano la letteratura, dove il loro impatto viene per lo più descritto in termini negativi.
- Il culto della velocità si afferma nel primo Novecento con simboli come l'automobile e l'aeroplano, mentre la concezione del tempo evolve verso una dimensione interiore, riflessa nella narrativa.
- La città diventa lo scenario principale nella letteratura, con metropoli che rappresentano caos, alienazione e solitudine, incarnate dal personaggio del travet.
- Il colonialismo ispira una letteratura esotica che esplora temi di superiorità razziale e disumanità, come dimostrato in "Cuore di tenebra" di Joseph Conrad, che affronta il mistero dell'Africa e la brutalità del colonialismo.
Fiducia nella scienza e progresso
Nella seconda metà dell’Ottocento il succedersi incalzante delle scoperte scientifiche (anche in campo medico-biologico) e l’avanzare della tecnologia (basta nominare anche solo la diffusione dell’illuminazione elettrica di strade e abitazioni) creano nella collettività una grande fiducia nella scienza e ottimistiche aspettative per il futuro dell’umanità. Come già nell’illumismo, il mito del progresso è centrale nell’immaginario per vari decenni, le figure del medico e dello scienziato si impongono come modelli umani, non a caso ricorrenti come personaggi nei romanzi e racconti del tempo. Ma nella nostra letteratura, soprattutto siciliana (da Verga a De Roberto a Pirandello), il progresso invece è per lo più demitizzato, se ne considerano soprattutto i risvolti negativi.
Qual è l'impatto dei nuovi trasporti?
Incide in particolare sull’immaginario la diffusione di nuovi mezzi di trasporto, che determina nuovi modi di viaggiare: innanzitutto il treno. Anche in Italia si crea una rete ferroviaria che inevitabilmente modifica il paesaggio. Gli scrittori non mancano di farvi riferimento, in termini per lo più negativi, ma è comunque significativo che il treno entri prepotentemente come riferimento anche simbolico nelle pagine della letteratura.
Simboli della modernità e velocità
Nel primo Novecento simboli della modernità diventano l’automobile e l’aeroplano (anche se dovranno passare molti decenni prima che quest’ultimo da velivolo diventi un vero mezzo di trasporto). Emerge il culto della velocità, esaltato dal futurismo, la prima delle avanguardie, in contrapposizione anche simbolica ai ritmi lenti del passato.
Tra gli ultimi decenni dell’Ottocento e i primi del Novecento si modifica profondamente la visione del tempo, con rilevanti riflessi sulla mentalità e l’immaginario della letteratura: da un lato, il tempo viene fissato (è stabilita un’ora ufficiale mondiale), dall’altro, i fisici (come Ernst Mach e soprattutto Albert Einstein) e i filosofi (in particolare Henri Bergson) dissolvono la nozione di tempo “oggettivo”. Ne deriverà in ambito letterario la prevalenza del “tempo interiore”, in cui passato e presente sono interconnessi: dal “tempo ritrovato” della Recherche di Proust al “tempo misto” della Coscienza di Zeno
La città come scenario letterario
Tra secondo Ottocento e primo Novecento lo scenario prediletto dalla letteratura è la città, che tende ormai ad assumere in alcuni casi il volto della metropoli (da Parigi a Milano, da Berlino a Vienna all’emergente New York, città simbolo per definizione della modernità), con quanto le viene associato: traffico caotico, rarefazione e spersonalizzazione dei rapporti umani, appiattimento dei valori, alienazione. Legato all’ambiente della grande città è, in ambito letterario, il personaggio del travet, dell’anonimo impiegato, con i connotati di solitudine e frustrazione che comunemente vi si associano e che tante novelle pirandelliane ritraggono, come la celebre Un treno ha fischiato.
Colonialismo e letteratura esotica
Negli ultimi decenni dell’Ottocento le esigenze economiche del capitalismo industriale inducono le potenze europee, alla ricerca di materie prime e nuovi mercati, a lanciarsi nella conquista di vaste zone del pianeta (dall’Asia all’Africa, allora per gran parte inesplorata). Inghilterra, Francia, Belgio costruiscono grandi imperi coloniali. L’ideologia che sostiene questa spartizione del mondo è una forma di neo-colonialismo, più aggressiva del primo colonialismo, e ispirata all’idea della superiorità indiscussa della razza bianca e dei valori della civiltà occidentale, a cui fa da supporto una particolare interpretazione della stessa teoria evoluzionistica. La cieca disumanità del colonialismo è denunciata in uno dei romanzi più affascinanti del primo Novecento: Cuore di tenebra, di Joseph Conrad, che aveva personalmente vissuto, in un viaggio avventuroso lungo il fiume Congo, il contatto diretto con il mondo primordiale dell’Africa. L’affascinante mistero del continente nero domina nel romanzo, diventando simbolo del mistero stesso del cuore umano. Dalla conoscenza di mondi lontani e diversi derivano alla letteratura nuove suggestioni, nuovi temi e nuovi personaggi, che incontrano il gusto del pubblico, attratto dalla dimensione esotica: grande successo hanno i romanzi di Kipling, ambientati in India e, in Italia, di Salgari.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo della scienza e del progresso nella letteratura della seconda metà dell'Ottocento?
- Come influiscono i nuovi mezzi di trasporto sull'immaginario letterario?
- In che modo il culto della velocità si riflette nella letteratura del primo Novecento?
- Qual è l'importanza della città come scenario letterario tra Ottocento e Novecento?
- Come si manifesta il colonialismo nella letteratura esotica dell'Ottocento?
Nella seconda metà dell'Ottocento, la fiducia nella scienza e nel progresso è centrale, ma nella letteratura siciliana, autori come Verga e Pirandello demitizzano questo progresso, evidenziando i suoi risvolti negativi.
La diffusione del treno e di altri mezzi di trasporto modifica il paesaggio e il modo di viaggiare, ma gli scrittori tendono a rappresentarli in termini negativi, rendendo il treno un simbolo significativo nella letteratura.
Il culto della velocità, esaltato dal futurismo, segna una modifica della visione del tempo, portando alla prevalenza del “tempo interiore” nella letteratura, dove passato e presente si intrecciano, come evidenziato nelle opere di Proust e Pirandello.
La città, in particolare la metropoli, diventa lo scenario prediletto della letteratura, rappresentando il caos, l'alienazione e la solitudine, con personaggi come il travet che incarnano la frustrazione della vita urbana.
Il colonialismo, sostenuto da ideologie di superiorità razziale, ispira una letteratura esotica che esplora mondi lontani, come dimostrano i romanzi di Conrad e Kipling, attirando il pubblico con nuove suggestioni e temi.