Concetti Chiave
- Tra il 1920 e il 1939, in Europa si sviluppano sistemi autoritari ispirati al fascismo, mentre le democrazie parlamentari sono in una posizione di debolezza.
- La Società delle Nazioni subisce un'erosione lenta e non riesce a gestire crisi internazionali significative, portando all'uscita di Giappone e Germania.
- Mussolini inizialmente mostra disinteresse verso Hitler, preoccupato per le sue ambizioni territoriali, soprattutto riguardo all'Austria.
- Mussolini cerca di consolidare l'influenza italiana in Austria attraverso il supporto a Dollfuss, un piccolo dittatore fascista, per contrastare l'influenza tedesca.
- Nel 1935, la politica estera italiana cambia radicalmente con l'invasione dell'Etiopia, creando tensioni con Francia e Gran Bretagna, mentre si avvicina alla Germania.
Sviluppo dei sistemi autoritari
A ridosso della guerra, tra il 1920 e il 1939 c'è uno sviluppo in Europa di sistemi autoritari ispirati dal fascismo. Il rapporto tra democrazie parlamentari e sistemi autoritari è a favore di questi ultimi, le uniche democrazie che affronteranno lo scontro sono Francia, Gran Bretagna, Scandinavia e Cecoslovacchia. Nasceranno molti partiti e movimenti di stampo fascista anche all'interno dei paesi democratici.
Erosione della Società delle Nazioni
E' il periodo della lenta erosione della Società Delle Nazioni; nell'attacco giapponese alla Cina del 1931, infatti, il Giappone viene sancito dalla SDN e quando, nel gennaio del 1933, Hitler va al potere, il Giappone esce dalla Società delle Nazioni, senza che questa riesca a gestire tutte queste crisi. Nell'ottobre del 1933 anche Hitler abbandona la SDN.
Relazioni tra Mussolini e Hitler
Le idee iniziali su Hitler sono confuse in Italia, poichè Mussolini lo studia con disinteresse, ha paura che sia un revisionista. Mussolini, inoltre, non vuole avere nulla a che fare con l'Austria, nemica territoriale dell’Italia, mentre Hitler vuole l'Anschluss, l’annessione dell’Austria al territorio della Germania, riunendola nel Volk tedesco. C'è simpatia nei confronti della Germania nazista per la questione ebraica e per l'eliminazione dei partiti d'opposizione, a livello ideologico a Mussolini piace che Hitler si ispiri a lui stesso
Allora Mussolini investe sul cancelliere austriaco Dollfuss, che si appoggia ad un movimento dichiaratamente fascista, un piccolo dittatore imitativo che adora Mussolini. Il suo obiettivo è creare un protettorato italiano in Austria in contrasto con quello tedesco. Dollfuss viene assassinato in un colpo di stato tedesco, ma Mussolini riesce a fermare Hitler.
Conferenze e patti europei
Nel 1933 Mussolini convoca una conferenza a Roma, in cui sono presenti i rappresentanti di Francia, Gran Bretagna e Germania. Vuole una gestione dell'Europa da parte delle grandi potenze europee, tenta di creare un Patto a Quattro (o Patto Mussolini) che vuole un incapsulamento della Germania attorno a Italia, Francia e Gran Bretagna. Il Patto non dura, e quindi Mussolini convoca nel 1935 una conferenza a Stresa (Fronte di Stresa) escludendo la Germania, che dovrebbe garantire l'indipendenza austriaca, vigilando su qualsiasi tentativo revisionista da parte di Hitler (che nel frattempo ha rafforzato la Germania, riunito i popoli tedeschi fuori dal confine e adottato una politica aggressiva).
Politica estera italiana e Stalin
Il 1935, inoltre, è un anno di cambiamento drastico per la politica estera italiana: mentre prima Mussolini vuole impedire che la Germania si rafforzi, nel 1935 intraprende una campagna in Etiopia che lo mette contro Francia e Gran Bretagna, trovando un appoggio proprio dalla Germania.
Stalin, intanto, si preoccupa dinnanzi all'ascesa di Hilter, non dal punto di vista ideologico (prima, infatti, i rapporti con la Germania erano neutri), ma in quanto Hitler incita ad un'espansione della Germania verso Oriente. Teme che la Germania torni ad essere potente quanto lo era ai tempi di Gueglielmo II. Quindi Stalin comincia a comprendere che deve avvicinarsi alle potenze occidentali, passando sopra alle diverse ideologie, in quanto possono circondare la Germania, e inizia a dialogare con esse.
Internazionale comunista e fronti popolari
L'internazionale comunista, nel mentre, dal 1924-25, ha ordinato ai partiti comunisti di tutto il mondo di non collaborare con le forze borghesi, comprese le socialdemocrazie. Prosegue fino al 1933, quando il nuovo ordine del Komintern diventa Fronti popolari. Nascono così alleanze tra partiti comunisti, socialdemocrazie e forze liberal-progressiste, che sono potenti alleati contro l'avanzata delle forze naziste. L'interesse è quello di affrontare sia il blocco antinazista sia quello antitedesco.
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto dello sviluppo dei sistemi autoritari in Europa tra il 1920 e il 1939?
- Come si manifesta l'erosione della Società delle Nazioni durante gli anni '30?
- Qual è il rapporto tra Mussolini e Hitler riguardo all'Austria?
- Quali sono gli obiettivi di Mussolini nelle conferenze europee del 1933 e del 1935?
- Come cambia la politica estera italiana di Mussolini nel 1935 e quale impatto ha su Stalin?
Tra il 1920 e il 1939, in Europa si assiste a un crescente sviluppo di sistemi autoritari ispirati al fascismo, con un predominio di questi ultimi rispetto alle democrazie parlamentari, che resistono solo in Francia, Gran Bretagna, Scandinavia e Cecoslovacchia.
La Società delle Nazioni subisce una lenta erosione, evidenziata dall'attacco giapponese alla Cina nel 1931 e dall'uscita del Giappone e di Hitler dalla SDN nel 1933, dimostrando l'incapacità dell'organizzazione di gestire le crisi internazionali.
Mussolini inizialmente è scettico nei confronti di Hitler, temendo il suo revisionismo, ma investe nel cancelliere austriaco Dollfuss, sostenendo un movimento fascista in Austria per contrastare l'Anschluss voluto da Hitler, fino a fermare temporaneamente le sue ambizioni.
Mussolini cerca di stabilire un equilibrio di potere in Europa attraverso il Patto a Quattro nel 1933 e il Fronte di Stresa nel 1935, mirati a garantire l'indipendenza austriaca e a contenere l'aggressività tedesca, ma entrambi i tentativi si rivelano inefficaci.
Nel 1935, Mussolini cambia rotta intraprendendo una campagna in Etiopia, che lo allinea con la Germania contro Francia e Gran Bretagna. Questo preoccupa Stalin, che inizia a cercare alleanze con le potenze occidentali per contenere l'espansione tedesca, superando le differenze ideologiche.