Concetti Chiave
- La vendemmia è il momento della raccolta dell'uva e il termine deriva dai vocaboli latini per vino e raccolta.
- Per determinare la maturazione dell'uva, si esegue un esame chimico sul mosto, verificando la quantità di zucchero presente.
- La raccolta dell'uva è generalmente affidata a donne e bambini ed è considerata un lavoro semplice, senza strumenti pericolosi.
- Esistono tecniche diverse per la vendemmia: l'uva da vino può essere trattata meno delicatamente rispetto all'uva da tavola, che richiede maggiore attenzione.
- I recipienti di raccolta variano a seconda delle regioni italiane, come navazze in Piemonte e bigonce in Toscana.
Origine e maturazione dell'uva
Il termine “vendemmia” deriva da due vocaboli latini: “vinum” = vino e “demo” = raccolgo.
Non è molto difficile capire quando è giunto il momenti di raccogliere l’uva. Se si tratta di uva bianca, essa deve presentare un bel colore giallo dorato; invece, nel caso di uva nera essa avrà un colore rosso-bruno. All’assaggio, entrambe devono avere una polpa piuttosto dolce.
Esame chimico e maturazione
Tuttavia, per stabilire con assoluta precisione in quale momento l’uva, giunta a maturazione, può essere vendemmiata, si ricorre ad un esame chimico. Tale esame viene eseguito su di una piccola quantità di mosto, ottenuto pigiando e spremendo alcuni grappoli. Soltanto quando nel mosto è presente una determinata quantità di zucchero si può dire con sicurezza che l’uva è matura e pronta per essere vendemmiata. Lasciarla più a lungo sulla pianta non darebbe alcun vantaggio: se da un lato aumenterebbe la percentuale di zucchero, dall’altro calerebbe di peso per la perdita di una quantità di acqua contenuta.
Tecniche di vendemmia
Essendo la vendemmia un lavoro piuttosto facile che non richiede, né un’esperienza particolare, né l’uso di strumenti pericolosi o pesanti da maneggiare, viene quasi esclusivamente affidata a donne e a bambini, almeno nell’immaginario popolare. La tecnica però è diversa a seconda che si tratti di uva da tavola o di uva da vino. Nel caso di uva da vino non è necessario procedere con molta delicatezza. Se qualche acino si stacca dal grappolo o viene schiacciato non è un grave danno perché in ogni modo l’uva vendemmiata dovrà essere oggetto di pigiatura. I recipienti sono costituiti da secchi di metallo o da mastelli di legno. Invece, nel caso di uva da tavola il vendemmiatore deve fare molta attenzione che i grappoli restino integri e che nessun acino subisca un danneggiamento. Per questo, la raccolta di uva da tavola richiede più tempo. Essa viene deposta delicatamente in appositi ceste di vimini.
Nel caso di uva da vino, man mano che i secchi o i mastelli si riempiono, essi vengono versati in contenitori più capienti per essere caricati e trasportati nel tinaio, un apposito locale, in cui l’uva sarà pressata. I grossi recipienti di raccolta cambiano nome a seconda della regione: si chiamano navazze in Piemonte, castellate in Emilia e bigonce in Toscana.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza dell'esame chimico nella vendemmia?
- Come si differenziano le tecniche di vendemmia per uva da vino e uva da tavola?
- Chi sono i principali lavoratori coinvolti nella vendemmia e quali strumenti utilizzano?
L'esame chimico è fondamentale per determinare con precisione il momento della vendemmia, poiché analizza il mosto per verificare la presenza di una determinata quantità di zucchero, segno che l'uva è matura e pronta per essere raccolta.
La vendemmia dell'uva da vino è meno delicata, poiché anche se alcuni acini si danneggiano non è un problema, mentre per l'uva da tavola è necessaria maggiore attenzione per mantenere i grappoli integri, rendendo la raccolta più lenta.
Tradizionalmente, la vendemmia è affidata a donne e bambini, poiché non richiede esperienza né strumenti pesanti. Si utilizzano secchi di metallo o mastelli di legno per l'uva da vino e ceste di vimini per l'uva da tavola.