Concetti Chiave
- I raspi rappresentano il 19-20% della lavorazione di un quintale di uva e possono essere utilizzati come ammendanti, escludendoli dai rifiuti se rispettano normative specifiche.
- Le vinacce e le fecce esauste sono sottoprodotti utilizzati per produrre grappa, acido tartarico e come correttori per l'acidità dei vini.
- I vinaccioli permettono l'estrazione di un olio ricco di acidi grassi insaturi e polifenoli, mentre le farine possono essere impiegate come combustibile.
- Le vinacce possono essere distinte in vergini o fermentate, con le prime ricche di zuccheri fermentescibili e non distillabili senza fermentazione.
- Le fecce sono sedimenti recuperati al termine della fermentazione e invecchiamento, contribuendo alla produzione di biogas tramite digestione anaerobica.
Composizione e utilizzo dei raspi
Costituiscono circa il 19-20% della lavorazione di un quintale di uva e sono formate da raspi, vinacce, vinaccioli e fecce ottenute dal travaso del vino. I raspi possono essere classificati come ammendanti, ai sensi della normativa vigente e, pertanto, vengono esclusi dal campo di applicazione dei rifiuti, sempre a patto che ricorrano le condizioni di cui all’articolo 185 del D.Lgs. n. 152/2006 e successive modificazioni e integrazioni. In tali condizioni, i raspi sono destinati allo smaltimento in campo o utilizzati per la produzione di mangimi. I raspi pressati ed essiccati e sarmenti derivanti dalla potatura della vite.
Vinacce e loro destinazioni
Le vinacce e le fecce esauste sono considerate sottoprodotti e vengono portate alle distillerie per la produzione di grappa e distillati, oppure utilizzate per l’estrazione dell’acido tartarico, reimpiegato dall’industria alimentare (come acidificante e agente lievitante), farmaceutica e della stessa industria enologica per la correzione dell’acidità dei vini. Dai vinaccioli, invece, può essere estratto un olio ricco di acidi grassi insaturi e polifenoli, mentre le farine dislocate possono essere utilizzate come combustibile. Dal processo di distillazione si ottiene anche un altro sottoprodotto, la borlanda, costituita da acqua e altre sostanze, come cellulosa, grassi, sostanze azotate e ceneri; questa può essere sottoposta a processi di digestione anaerobica per la produzione di biogas.
Caratteristiche delle vinacce e delle fecce
Per vinacce si intende l’insieme di raspi residui, bucce e vinaccioli e vengono distinte in vergini o fermentate, a seconda del processo di vinificazione subito (in rosso o in bianco); quelle vergini sono ricche di zuccheri fermentescibili e quindi a basso contenuto di alcol. per questo non sono distillabili senza preventiva fermentazione. Le fecce sono i sedimenti che si trovano sul fondo dei vasi vinari e delle botti e si recuperano, solitamente, al termine della fase di fermentazione e invecchiamento.
Domande da interrogazione
- Qual è la composizione dei raspi e il loro utilizzo secondo la normativa vigente?
- Quali sono le destinazioni delle vinacce e delle fecce esauste?
- Quali sono le caratteristiche delle vinacce e delle fecce?
I raspi costituiscono circa il 19-20% della lavorazione di un quintale di uva e possono essere utilizzati come ammendanti, escludendoli dal campo di applicazione dei rifiuti, a condizione che rispettino l’articolo 185 del D.Lgs. n. 152/2006. Possono essere smaltiti in campo o utilizzati per la produzione di mangimi.
Le vinacce e le fecce esauste sono considerati sottoprodotti e possono essere portati alle distillerie per la produzione di grappa e distillati, o utilizzati per l'estrazione dell'acido tartarico, impiegato in vari settori, tra cui quello alimentare e farmaceutico.
Le vinacce comprendono raspi, bucce e vinaccioli e si distinguono in vergini o fermentate. Le vergini, ricche di zuccheri fermentescibili, non sono distillabili senza fermentazione. Le fecce, invece, sono i sedimenti recuperati al termine della fermentazione e invecchiamento.