Concetti Chiave

  • Il paziente sperimenta un intenso senso di perdita, in particolare tra i giovani, a causa delle ambizioni infrante dalla malattia.
  • La vergogna e l'umiliazione sono comuni, influenzate dalla percezione negativa che la società ha sui pazienti psichiatrici.
  • Il primo episodio psicotico porta a un cambiamento radicale nella vita del paziente, con un impatto significativo sul suo status sociale e sulla percezione di sé.
  • La triade cognitiva negativa emerge, portando a una visione pessimistica di sé, del mondo e del futuro, contribuendo a sentimenti di inutilità.
  • Un elevato insight post-episodio psicotico può generare sintomi depressivi, ma una terapia cognitivo-comportamentale può aiutare a ristrutturare questi pensieri.

Indice

  1. Valutazione cognitiva e senso di perdita
  2. Insight post-episodio psicotico
  3. Esempio di un caso clinico
  4. Impatto del primo episodio psicotico
  5. Vergogna interna e autovalutazione
  6. Triade cognitiva negativa

Valutazione cognitiva e senso di perdita

Il paziente fa una valutazione cognitiva di quello che è diventato. Prova un senso di:

- Senso di perdita (“ho perso tutte le mie ambizioni, la mia malattia mi impedirà di raggiungere i miei obiettivi”), soprattutto i ragazzi in età adolescenziale;

- Vergogna e umiliazione (“chissà che figure ho fatto? Chissà per quanto si ricorderanno di tutto questo?”, “non posso tenere la testa alta, sono un diverso”) purtroppo la nostra società umilia i pazienti psichiatrici, anche chi ha avuto solo due settimane di depressione;

- Sentirsi in trappola (”cosa posso fare adesso? Come posso riparare quello che è stato rotto?”, “non posso influenzare o controllare la mia malattia, il mio cammino è bloccato”). Il lavoro terapeutico corretto in un contesto solidale funziona, ma certamente c’è una perdita di valori e di obiettivi significativi: sposarsi, fare figli, avere un bel lavoro e una bella vita, tanti amici. È molto difficile togliere questa sensazione di “trappola”.

Insight post-episodio psicotico

Si è scoperto che al termine dell’episodio psicotico il paziente ha un insight elevato: chi ha consapevolezza che si sia trattato di un bruttissimo sogno, presenta dei sintomi depressivi, che possono cadere in un quadro depressivo vero e proprio. Con una successiva terapia cognitivo-comportamentale è possibile rimodellare questi aspetti.

Esempio di un caso clinico

Esempio: uomo di 26 anni che discute dell’impatto psicologico del suo primo episodio psicotico al termine di un trattamento psicoterapeutico che ha tentato di ripristinare quello che era. “Mi ha fatto pensare al mio ruolo, ai miei sogni, facendoli diventare più realistici, plausibili, e realizzabili. In quel momento pensavo di non esistere, adesso costantemente mi chiedo: chi sono? Dove sono? So che le risposte cambieranno continuamente nel corso della mia vita.”

Impatto del primo episodio psicotico

Il primo episodio è durissimo perché c’è un cambiamento totale del modo di vivere, la persona perde attrattiva, rango, ruolo sociale, status. Quindi il paziente comincia a elaborare il concetto di vergogna, sia esterna che interna, che è la peggiore.
Vergogna esterna: cosa un individuo pensa che gli altri pensino di lui o provino per lui.

• Crede di essere malgiudicato dagli altri, visto come inferiore, inadeguato o cattivo, socialmente non attraente, indesiderabile, non raccomandabile. Crede che gli altri pensino quello che pensano i suoi genitori (“sei un fannullone, non ti sei impegnato abbastanza”).

• Crede che gli altri possano provare nei suoi confronti rabbia, ansia, disprezzo o di essere ridicolizzato.

• Sentimenti di vergogna possono mescolarsi con sentimenti di ansia sociale, che può esitare in depressione o rabbia (tipico degli adolescenti di oggi) o qualche volta soltanto indifferenza.

Vergogna interna e autovalutazione

Vergogna interna: cosa un individuo pensa di sé stesso.

• Ritiene sé stesso personalmente inferiore, inadeguato o cattivo. Fa un confronto sociale negativo, parla molto male di sé. (“non potrò mai più essere considerato una persona accettabile in quel contesto sociale”).

• Una persona che agisce in modo socialmente non attraente (“sono una persona non desiderabile”).

• La vergogna interna si mescola con sentimenti di ansia, rabbia, disprezzo o disgusto di sé.

Triade cognitiva negativa

Da questi vissuti insorge la triade cognitiva negativa:

• Visione negativa di sé (“sono inutile, anzi dannoso”)

• Visione negativa del mondo (“non potrò mai essere una figura gradevole, tutti mi odiano”)

• Visione negativa del futuro (“tutto è inutile, tutto è senza scopo”)

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il senso di perdita che provano i pazienti dopo un episodio psicotico?
  2. I pazienti avvertono un forte senso di perdita, sentendo di aver perso ambizioni e obiettivi a causa della malattia, specialmente i giovani in età adolescenziale.

  3. Come influisce la vergogna sulla percezione di sé dei pazienti psichiatrici?
  4. La vergogna e l'umiliazione portano i pazienti a sentirsi diversi e a temere il giudizio altrui, contribuendo a una bassa autostima e a una percezione negativa di sé.

  5. Qual è l'impatto del primo episodio psicotico sulla vita sociale di una persona?
  6. Il primo episodio psicotico provoca un cambiamento radicale nel modo di vivere, portando alla perdita di status sociale e a sentimenti di vergogna, sia esterna che interna.

  7. In che modo l'insight post-episodio psicotico può influenzare il recupero del paziente?
  8. Un elevato insight post-episodio psicotico consente ai pazienti di riconoscere l'episodio come un brutto sogno, ma può anche portare a sintomi depressivi, che possono essere affrontati con terapia cognitivo-comportamentale.

  9. Quali sono gli elementi della triade cognitiva negativa che emergono nei pazienti?
  10. La triade cognitiva negativa comprende una visione negativa di sé, del mondo e del futuro, portando a sentimenti di inutilità e disperazione.

Domande e risposte

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