Concetti Chiave

  • I servizi di supporto ai giovani e alle loro famiglie sono spesso disorganizzati, contribuendo al peggioramento del disagio giovanile.
  • Il progetto "Costruire e proteggere il futuro" ha rivelato la necessità di ascoltare i giovani per affrontare fattori psicologici come rabbia e depressione.
  • Le politiche attuali non soddisfano adeguatamente le esigenze di salute mentale dei giovani, nonostante la maggiore consapevolezza del problema.
  • La prevenzione deve essere innovativa, con attenzione ai fattori di rischio e protettivi per affrontare le sfide adolescenziali in modo efficace.
  • Elementi come relazioni supportive, empowerment e self-compassion sono essenziali per il processo di recovery e miglioramento del benessere giovanile.

Indice

  1. Servizi frammentati e disagio giovanile
  2. Progetto "Costruire e proteggere il futuro"
  3. Sfide della salute mentale giovanile
  4. Prevenzione e sfide adolescenziali
  5. Elementi per il recovery
  6. Movimento recovery e supporto terapeutico

Servizi frammentati e disagio giovanile

I servizi d’aiuto ai giovani e alle loro famiglie possono fornire “fenomeni” spezzettati con delle transizioni che possono far peggiorare il disagio giovanile (NdS. cito testualmente la prof). La filiera, che va dalla pediatria, alla neuropsichiatria infantile e all’autismo (patologia delle prime fase della vita, ancora da comprendere a pieno, soprattutto per quanto riguardando i modelli di protezione), spesso è frammentata.

Progetto "Costruire e proteggere il futuro"

La prof. Ruggeri da alcuni anni sta svolgendo il progetto “Costruire e proteggere il futuro” che coinvolge i giovani tra i 13 e i 19 anni, il quale ha mostrato le difficoltà del contesto scolare, ma anche quanto possono essere interessanti le conoscenze che possono essere tratte dall’osservazione dall’ascolto dei giovani inseriti nel proprio contesto scolare. Grazie all’osservazione sono emersi dei fattori psicologici preoccupanti, come rabbia e depressione, ma è stato anche notato che i giovani nel giusto contesto e con un adeguato aiuto possono avere grandi capacità. Tale progetto ha dimostrato che la capacità di ascolto dei ragazzi è un fattore protettivo. Infatti i giovani hanno voglia di essere ascoltati, sentirsi compresi e di rinascere per riuscire a sentirsi meglio.

Sfide della salute mentale giovanile

La salute mentale è stata tradizionalmente orientata a fornire benefici per la salute delle popolazioni adulte durante eventi di crisi e grandi emergenze (trascurando i giovani). Le politiche di deistituzionalizzazione hanno solo parzialmente affrontato questo tema, anche a causa della grande variabilità nell’organizzazione dei servizi sanitari, soprattutto per bambini e giovani adulti. Infatti, nonostante un’accresciuta consapevolezza, di fatti la configurazione attuale dei servizi non incontra i bisogni dei giovani che soffrono di un disturbo mentale.

Prevenzione e sfide adolescenziali

Il ruolo della prevenzione dovrebbe essere giocato in modo in modo più innovativo, rivolgendo maggior attenzione ai modelli e alle modalità di prevenzione, agli interventi, ai fattori di rischio e al loro riconoscimento rapido e ai fattori protettivi per la salute dei giovani. È importante avere competenze e attenzioni per quelle che sono le “sfide della adolescenza”, che sono tantissime e spesso si trasformano in aspetti comportamentali negativi, anche perché non riesce sia a livello sociale che sanitario a comprendere dove giocare utilmente gli elementi che trasformano fattori di rischio in fattori protettivi.

Elementi per il recovery

Questi gruppi hanno identificato gli elementi ritenuti necessari per il recovery:

relazioni supportive;

• alimentare la speranza;

• rafforzare il proprio senso di identità;

• avere senso e significato per gli obiettivi della propria vita e della propria quotidianità;

empowerment (dirsi “ce la farò”);

self-compassion (saper volersi bene, capire che si può essere vulnerabile e non vergognarsi di questo);

• riduzione dei sintomi e miglioramento del funzionamento.

Sono tutte “piccole cose”, non particolarmente tecniche, che però migliorano i sintomi e la situazione (è stato provato).

Movimento recovery e supporto terapeutico

Inoltre, diverse ragazze hanno cominciato un movimento opposto a quello pro-ANA: si tratta dei profili recovery (un esempio è la “Rinascita delle farfalle”): qui si raccontano i loro successi, si condividono i pasti, le giornate, i momenti di debolezza e le paure.

Comprendere questo pensiero può aiutare moltissimo il terapeuta, che può sfruttare i facilitatori per il personal recovery nella vita reale, ad esempio l’uso di immagini e parole al posto di dati statistici per descrivere eventi o esperienze psicologiche e il focus sul significato che la persona dà agli eventi e alle situazioni.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le problematiche legate ai servizi d’aiuto per i giovani?
  2. I servizi d’aiuto ai giovani sono spesso frammentati, creando transizioni che possono aggravare il disagio giovanile, come evidenziato dalla professoressa Ruggeri.

  3. In che modo il progetto "Costruire e proteggere il futuro" affronta il disagio giovanile?
  4. Il progetto ha rivelato difficoltà nel contesto scolastico e ha messo in luce fattori psicologici preoccupanti, come rabbia e depressione, ma ha anche dimostrato che l’ascolto dei giovani è un fattore protettivo fondamentale.

  5. Quali sono le sfide principali nella salute mentale giovanile?
  6. La salute mentale giovanile è stata trascurata rispetto a quella adulta, e le politiche attuali non soddisfano i bisogni dei giovani con disturbi mentali, a causa della variabilità nell’organizzazione dei servizi sanitari.

  7. Qual è l'importanza della prevenzione nelle sfide adolescenziali?
  8. La prevenzione deve essere innovativa e focalizzarsi su modelli e modalità di intervento, riconoscendo rapidamente i fattori di rischio e promuovendo quelli protettivi per la salute dei giovani.

  9. Quali elementi sono considerati essenziali per il recovery dei giovani?
  10. Elementi come relazioni supportive, alimentare la speranza, e self-compassion sono fondamentali per il recovery, poiché migliorano i sintomi e la situazione complessiva dei giovani.

Domande e risposte

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