Concetti Chiave

  • Umberto Saba, nato a Trieste nel 1883, ha vissuto un'infanzia segnata da traumi familiari e abbandoni che influenzarono profondamente la sua opera poetica.
  • La sua poesia riflette una fusione tra il mondo interiore dell'autore e la realtà quotidiana, affrontando temi di dolore e ricerca del significato della vita.
  • Il "Canzoniere", considerato un romanzo psicologico in versi, rappresenta l'unità tra vita e poesia, evidenziando le contraddizioni esistenziali del poeta.
  • La psicoanalisi gioca un ruolo cruciale nella sua scrittura, fornendo strumenti per esplorare i conflitti interiori e le esperienze umane universali.
  • Saba si distacca dai movimenti letterari del suo tempo, creando una poesia "onesta" e veritiera, capace di cogliere le emozioni profonde delle persone comuni.

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Saba, Umberto - Vita, poetica, opere

Vita
Nasce a Trieste nel 1883 da mamma di origine ebraica e padre veneziano.
Il padre abbandonò la famiglia prima della sua nascita, lo conoscerà solo a 20 anni e ne rifiuterà il cognome per assumere quello di Saba.

La madre lo affidò alle cure di una balia, però dopo 3 anni lo riprese con sé.
La traumatica separazione dalla balia, la mancanza della figura paterna, l’educazione severa impostagli lasciarono una traccia profonda nella psiche del poeta.

Fu un adolescente inquieto: lasciò gli studi ginnasiali, si iscrisse all’Accademia per il Commercio e per la Nautica, lavorò presso la camera di commercio e come mozzo su un mercantile.
1905: andò a Firenze, dove frequentò l’ambiente della “Voce”, ma non si riconobbe nella poetica dei “vociani”.

1908: prestò il servizio militare volontario a Salerno.
Rientrò a Trieste e sposò Carolina Wolfler (Lina), dalla quale ebbe una figlia (Linuccia).
1911: pubblicò il volume Poesie.
Dopo la grande guerra, cui partecipò, si stabilì a Trieste dove comprò una libreria antiquaria.

Pubblicò a sue spese Cose leggere e vaganti (1929), L’amorosa spina e il primo Canzoniere (1921).
Il peggioramento delle sue condizioni psichiche lo porteranno a sottoporsi a delle cure psicoanalitiche che non risolveranno il suo malessere ma gli faranno comprendere meglio l’origine di esso nell’infanzia e nell’adolescenza.

1938: con la promulgazione delle leggi razziali, il poeta dovette rifugiarsi prima a Parigi e poi a Firenze, dove, aiutato da Montale e altri intellettuali rimase fino alla Liberazione.
Nel dopoguerra arrivarono la fama e i riconoscimenti.
1945: pubblicò la seconda edizione del Canzoniere.
1946: pubblicò Scorciatoie e racconti, ricevette il premio Viareggio e ricevette l’offerta dall’università di San Paolo del Brasile, della cattedra in precedenza di Ungaretti.
1948: pubblicò Storie e cronistoria del canzoniere.
1954: ricevette, dall’università di Roma, la laurea in Lettere honoris causa.
In questi anni aderì al Partito Comunista, ma lo deluse profondamente la sconfitta alle elezioni del ’48.

Si chiuse in uno sdegnoso isolamento, che peggiorò il suo malessere psichico, perciò fu costretto a ricorrere a ricoveri in clinica.
1956: in seguito alla morte della moglie, stanco e amareggiato, si rinchiuse in una clinica a Gorizia dove morì nel 1957.

Postumi sono stati pubblicati: il saggio Quello che resta da fare ai poeti (1959), l’ultima edizione del Canzoniere (1961), il romanzo Ernesto (1975, incompiuto).

Poetica
Le poesie di Saba nascono dal dolore originario dell’infanzia e dei traumi che le terapie psicoanalitiche portano alla coscienza.
La psicoanalisi gli da la possibilità di chiarire i conflitti interiori e di decifrare la realtà.

Le terapie psicanalitiche, l’essere triestino e l’assimilazione d’ideologie austro-tedesche come quelle di Nietzsche e Freud, gli forniscono strumenti filosofici e ideologici nuovi rispetto ai modelli della tradizione italiana.
Si forma da autodidatta sui “grandi” della tradizione letteraria italiana.

S. rimane estraneo ai movimenti del tempo: simbolismo, estetismo decadente, “vociani”, ermetismo.
La sua poesia si snoda su un duplice binario: sia sul proprio mondo interiore sia alla realtà quotidiana.

Nel saggio Quello che resta da fare ai poeti S.:
Sostiene la poesia deve essere “onesta”, veritiera, fondata su un “tenace sforzo dell’intelletto” e su una “disinteressata Alla crisi del ruolo del poeta egli contrappone gli ideali di una poesia autentica, capace di cogliere in modo efficace il cuore dei problemi e dei sentimenti umani.

Il Canzoniere
I temi. Nel suo insieme registra: la ricerca di S. sul significato della vita, le sue emozioni e le sue contraddizioni.
Romanzo psicologico in versi: per tendenza a raccontare se stesso e i propri sentimenti, i fatti e a delineare figure.

L’unità del C. nasce dall’unità che S. stabilì tra poesia e vita, vita come sentimento doloroso dell’esperienza umana proiettato nel canto poetico.
Il luogo che domina è Trieste (Trieste): incrocio di popoli e culture, brulicante di vita ma contemporaneamente riservata e diffidente, rispecchia le contraddizioni del poeta.

S. proietta in T. le proprie tensioni e ambivalenze affettive (sentimenti opposti), ha il desiderio di immergersi nella sua “calda vita” ma contemporaneamente è tentato dalla solitudine.
Coglie l’aria della città fatta di felicità e dolore, come la sua anima.

Un altro tema importante è quello delle persone (Città vecchia): ha bisogno di unirsi alla vita delle persone più umili, si immerge nella vita di tutti, riscoprendo nell’umiltà le ragioni reali dell’esistenza.

S. tratta anche del dolore individuale e universale (La capra):il dolore è sentito come personale e, contemporaneamente, universale, perché presente in tutte le creature.
Il poeta accomuna gli animali e gli uomini nello stesso destino di sofferenza.

Lo stesso prova con l’avvenimento della 2GM: l’amarezza provocata dai fatti storici e la speranza portata dalla Liberazione, trasmettono un senso di uguaglianza e di solidarietà fraterna tra gli uomini.

La struttura e i caratteri generali
1921: Dopo aver dato alle stampe alcune raccolte parziali, S. pubblica l’intera produzione precedente in un volume dal titolo “Canzoniere”;
1945: cura una seconda edizione dell’opera, di molto accresciuta;
1961: postuma esce la terza edizione definitiva.

La raccolta è suddivisa in una serie di sezioni disposte in ordine cronologico, che si riferiscono a diversi periodi dell’esistenza dell’autore.
S. stesso definisce l’opera “la storia di una vita” e una sorta di “romanzo psicologico”, sottolineandone due aspetti fondamentali:

- La struttura unitaria: il canzoniere si presenta si presenta come un testo organico perché
• I componimenti sono collegati dal punto di vista tematico;
• Tendono a proseguire un discorso già avviato;
• Ma soprattutto ogni parte acquista significato alla luce dell’insieme(es: Storia di una vita)

- Il carattere autobiografico:
• S. prende distanza dalle correnti del ‘900 che praticavano una poesia “pura”, svincolata dalla realtà casuale;
• Trae ispirazione dal proprio vissuto per parlare “dell’uomo di sempre”, trasferisce la propria esperienza particolare sul piano di una riflessione generale sulla condizione dell’uomo e sulla vita;

In questo senso si deve intendere il nesso tra poesia e verità che caratterizza la sua opera;

Si tratta di indagare una verità tutta terrena ed esistenziale che riguarda l’uomo e le motivazioni profonde del suo agio, identiche per tutti.

Lo strumenti di tale indagine è la psicoanalisi di matrice freudiana capace di svelare la “verità che giace al fondo”, ossia le pulsioni dell’inconscio curando i mali dell’anima.

Poesie

Trieste
Forma metrica: 3 strofe irregolari di varia lunghezza liberamente rimati.
Una delle tante liriche dedicate a Trieste: la città è descritta nella sua ”scontrosa grazia”, perciò come specchio del modo di essere del poeta: schivo e bisognoso di amore.

1° strofa: S. raggiunge un punto alto e solitario della città e si ferma a contemplarla;
2° strofa: descrive il fascino enigmatico di T.: è di una bellezza delicata, ma anche ritrosa e sfuggente (concetto ripreso nell’immagine del “ragazzaccio”);
Dal suo angolo il poeta vede e descrive la T. marina e quella collinare;
Poi subentra la riflessione: l’atmosfera della terra natia e strana, è fatta di felicità e di dolore insieme.
3° strofa: c’è il messaggio della lirica: il conflitto che il poeta vive tra il bisogno di solitudine e la voglia di aderire alla vita;
La sua “vita pensosa e schiva” rispecchia la “scontrosa grazia della città”.
I diminutivi “muricciolo” e “cantuccio” esprimono affetto per la città.

Città vecchia
Forma metrica: 3 strofe con versi imparisillabi (endec, setten, quinari, tresillabi) variamente legati da rime e assonanze.

Il poeta è immerso nella confusione delle strade, osserva le persone con un sentimento di solidarietà che gli fa riscoprire i valori reali della vita;
La 1° strofa ha inizialmente un ritmo lento e poi più veloce per comunicare l’agitarsi della folla.

Lo spunto narrativo della 1° strofa lascia subito spazio:
- alla descrizione di una strada del quartiere del porto;
- alla riflessione sull’umanità che la abita: il poeta si sente parte di quella realtà e si rende conto che in compagnia degli umili il suo pensiero diventa più puro.

Indaga e scopre che anche la creatura più misera è compresa nel mistero universale della vita: la poesia onesta ha il compito di descriverla.
Le parole-chiave “amore”, “dolore”, “Signore” trasmettono il sentimento religioso di fratellanza: S. pensa che amore e dolore siano essenziali per l’esistenza umana.

La capra
Forma metrica: 3 strofe irregolari di endecasillabi e settenari, chiusi da un quinario e liberamente rimati.
È una delle liriche più famose di S.: nel belato sofferente di una capra riconosce la sofferenza di tutti esseri viventi.

I nuclei tematici sono:
- La solitudine dell’uomo;
- Il riconoscimento di una fraternità universale nel dolore.
Il poeta incontra una capra: inizialmente risponde per gioco al suo belare, poi si accorge che in esso è evidente il dolore universale.

Per quanto riguarda il v. “In una capra dal viso semita” S. gli da solo un ruolo descrittivo, in realtà ha molti significati: “semita” rima con la parola-chiave “vita”; la capra ha il viso dei quel popolo che più ha sofferto quindi non può che essere l’emblema del dolore universale.

L’andamento dei versi è molto colloquiale e discorsivo, ma l’apparente semplicità nasconde una costruzione attenta e originale.

Domande da interrogazione

  1. Qual è l'origine familiare di Umberto Saba e come ha influenzato la sua vita?
  2. Umberto Saba nasce a Trieste nel 1883 da madre di origine ebraica e padre veneziano, che abbandonò la famiglia prima della sua nascita. Questa mancanza paterna e la traumatica separazione dalla balia hanno lasciato una profonda traccia nella sua psiche, influenzando la sua poetica e il suo malessere psichico.

  3. Quali eventi significativi hanno segnato la carriera letteraria di Saba?
  4. Tra i momenti chiave della sua carriera, Saba pubblica il volume "Poesie" nel 1911 e il "Canzoniere" nel 1921. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, ottiene fama e riconoscimenti, pubblicando opere come "Scorciatoie e racconti" nel 1946 e ricevendo la laurea honoris causa dall'università di Roma nel 1954.

  5. Come si riflette la psicoanalisi nella poetica di Saba?
  6. La psicoanalisi gioca un ruolo cruciale nella poetica di Saba, permettendogli di chiarire i conflitti interiori e di decifrare la realtà. Le sue poesie nascono dal dolore dell'infanzia e dai traumi, e la psicoanalisi gli offre strumenti per esplorare la verità esistenziale e le pulsioni dell'inconscio.

  7. Quali sono i temi principali del "Canzoniere" di Saba?
  8. Il "Canzoniere" esplora la ricerca di significato della vita, le emozioni e le contraddizioni del poeta. Trieste, come luogo simbolico, riflette le tensioni affettive di Saba, mentre il dolore individuale e universale emerge come tema centrale, unendo uomini e animali nella sofferenza.

  9. In che modo Saba si distacca dai movimenti letterari del suo tempo?
  10. Saba si mantiene estraneo ai movimenti come simbolismo e ermetismo, preferendo una poesia "onesta" e veritiera. La sua opera trae ispirazione dalla propria esperienza personale, contrapposta alla poesia "pura" del '900, per riflettere sulla condizione umana e sulla verità esistenziale.

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