Concetti Chiave

  • Umberto Saba, nato a Trieste nel 1883, affrontò l'abbandono paterno che influenzò profondamente la sua poetica, caratterizzata da temi come la frattura familiare e il senso di abbandono.
  • La figura materna e della nutrice giocò un ruolo cruciale nella sua infanzia, contribuendo a una certa serenità, contrastando il dolore dell'abbandono paterno.
  • Saba si distingue per la sua "poesia onesta", caratterizzata da un linguaggio semplice e diretto, che mira a esprimere emozioni autentiche senza artifici stilistici.
  • Il "Canzoniere", l'opera principale di Saba, è suddiviso in tre volumi che esplorano giovinezza, maturità e vecchiaia, trattando temi di esistenza e sofferenza.
  • La psicanalisi ha influenzato notevolmente la poetica di Saba, trasformando la poesia in uno strumento di autoconoscenza e riflessione sul dolore e sulla condizione umana.

redir: https://www.skuola.net/appunti-italiano/umberto-saba/umberto-saba.html

Umberto Saba nasce a Trieste nel 1883. La madre, Rachele Coen, era di origine ebraica; il padre, Eduardo Poli, di posizioni filoariane.
Il matrimonio tra i due dura pochissimo: nell’arco di pochi anni; il giovane Umberto si vede abbandonare dalla figura paterna. Il peso della frattura e quel senso di abbandono saranno due dei temi più ricorrenti in tutta la poesia sabiana.
E’ alla figura amorevole della nutrice che il Saba deve la relativa serenità della sua infanzia; è al nome di essa, Peppa Sabaz, a cui si rifà Umberto Poli.
Dedicandosi a letture vaghe e disordinate di autori come Petrarca, Parini, Foscolo, Leopardi, D’annunzio e Shakespeare, il Saba si trasferisce a Firenze, dopodichè torna a Trieste sposandosi con Lina Woelfer, l’unica grande donna della sua vita.
Iniziate le crisi nervose, il Saba comincia a collaborare con le riviste del tempo, la Voce e Primo Tempo: inizia ad essere riconosciuto il suo talento in tutta l’Italia (la rivista Solaria gli dedicherà un numero).
Le crisi si fanno sempre più frequenti, ed egli ricorre alla psicanalisi presso Edoardo Weiss. Trova rifugio in clinica, dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, morendo qui nel 1957.

Per comprendere la poetica sabiana occorre citare una sua stessa frase contenuta all’interno de “Quel che resta da fare ai poeti” :>
Ecco che si spiega quel suo disordinato impeto dedicato alla lettura, che lo spinge ad accostarsi agli autori più disparati, diversi per ideologia e tempo.
A determinare quest’impeto è anche la sua condizione di triestino: come Svevo, egli si ritrova in una posizione periferica rispetto al panorama della cultura italiana; è per questo che si sposta nella Roma D’Annunziana, nella Firenze Dantesca e nella Milano manzoniana: si accosta a queste città per affermare un nuovo io.
Si riprende l’ideale della “poesia onesta”: non artificiosa, non formalsta: ciò che conta è il costante impegno per dar vita ad una poesia che coincida con l’emozione del lettore.
Da qui un grande sperimentalismo: a una scrittura aulica e sostenuta corrisponde una scelta lessicale semplice e quasi povera, per mettere in luce le tematiche pià scottanti della sensibiltà contemporanea, per dar vita a quel dissidio interiore, a quel contrasto tra condizione di adulto scontento e adolescente felice; una frattura tra presente e passato, contro cui l’unica arma è la memoria.
Una poesia memoriale che possa ricostituire un’immagine coerente di se: è questo lo scopo del Canzoniere, la sua raccolta in forma (tuttavia) aperta e fluttante, che non risulta compatta e omogenea, anche se in Saba si evince per l’appunto questo tentativo.
Sicuramente sono molte le analogie con Petrarca, già dal titolo possiamo notarlo; tuttavia, le poesie del Saba non trovano mai fine, vengono perennemente modificate, studiate, eliminate e poi riscritte, senza, appunto, giungere mai ad un punto.
Sicuramente anche la psicanalisi e lo scavo interiore (già avutosi con Svevo e in precedenza Dostoevskij) influiscono notevolmente su questo suo continuo ricercare la forma perfetta per esprimere se stesso, il suo inconscio così disgregato. La poesia diviene dunque non autocelebrazione come in d’annunzio, non fuga dal mondo e quindi nido come in Pascoli, ma strumento di autoconoscenza; la conoscenza del male di vivere, della malattia, del dolore.

Opere

Come il Leopardi aveva scritto lo “Zibaldone di pensieri” , anche il Saba cerca di riassumere la sua carriera, intellettuale e artistica, attraverso l’opera del “Canzoniere”.
Esso si compone in tre parti, cronologicamente ben divise:
-Volume Primo- anni 1920-21; la giovinezza, l’amore per Lina
-Volume Secondo- anni 1921-32; espressione della maturità e della malattia: rimpianti, sensi di colpa, dolore, sofferenza.
-Volume Terzo-anni 1932-45: vecchiaia.
Il Canzoniere è sinonimo di ESISTENZA: si potrebbe ricollegare il filosofo Schopenhauer, e il suo “ESISTERE=SOFFERENZA;DOLORE”, La mancata Fraternità e solidarietà (propugnata da D’annunzio e da Leopardi) il contrasto tra l’ADULTO e l’ADOLESCENTE (biografia romanzata in Ernesto, storia incompiuta).

Saggista: il Saba si concentra anche sulla saggistica, pubblicando Storia e cronistoria del Canzoniere, una vera e propria ripresa quasi dell’apologia platonica, in quanto egli qui giustifica se stesso e le sue scelte poetiche (come Socrate la sua metodologia) .

Scorciatoie e raccontini sono invece frutto dello sperimentalismo prosaico dello scrittore: riflessione sul mondo contemporaneo, attraverso ironici aforismi e paradossali giudizi, il più delle volte taglienti e crudeli.

Domande da interrogazione

  1. Quali sono i temi ricorrenti nella poesia di Umberto Saba?
  2. I temi principali nella poesia di Saba includono il senso di abbandono, la frattura familiare e il dissidio interiore, evidenziati dalla sua infanzia e dalla figura paterna assente.

  3. Come influisce la psicanalisi sulla poetica di Saba?
  4. La psicanalisi, a cui Saba si sottopone, gioca un ruolo cruciale nel suo continuo cercare la forma perfetta per esprimere il suo inconscio disgregato, trasformando la poesia in uno strumento di autoconoscenza e riflessione sul dolore.

  5. In che modo Saba si distingue da altri poeti contemporanei?
  6. Saba si distingue per la sua "poesia onesta", caratterizzata da un linguaggio semplice e diretto, che si oppone all'artificiosità di poeti come D'Annunzio, cercando di esprimere emozioni autentiche e tematiche contemporanee.

  7. Qual è la struttura del "Canzoniere" di Saba?
  8. Il "Canzoniere" è suddiviso in tre volumi che coprono diverse fasi della vita di Saba: giovinezza e amore, maturità con riflessioni su dolore e rimpianti, e infine la vecchiaia, rappresentando un percorso esistenziale.

  9. Qual è il significato del titolo "Canzoniere" per Saba?
  10. Il titolo "Canzoniere" simboleggia l'esistenza stessa, richiamando il concetto schopenhaueriano di "esistere=sofferenza", e riflette il contrasto tra le esperienze dell'adulto e dell'adolescente, come esplorato nella sua opera.

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