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Concetti Chiave

  • La transizione dall'Umanesimo al Rinascimento segna un rinnovamento del pensiero, delle arti e della società, iniziando nel XV secolo e culminando nel Cinquecento.
  • Il concetto di "rinascita" rispetto al Medioevo è emerso nel Cinquecento, ma il termine "Rinascimento" è stato coniato solo nell'Ottocento per descrivere un'epoca di risveglio culturale.
  • Il Cinquecento è caratterizzato da grandi scoperte, esplorazioni e la Riforma, che hanno portato a una frammentazione dell'Europa e a un confronto con culture diverse.
  • Questa epoca ha indotto una rivoluzione antropologica, sfidando la centralità dell'uomo e il culto della ragione, portando a una nuova visione del mondo.
  • Il Rinascimento è ora considerato come il risultato di una lunga fase di transizione iniziata con l'Umanesimo, piuttosto che un semplice ritorno alla vita post-Medioevo.

Transizione dall'Umanesimo al Rinascimento

Alle soglie dell’età moderna, che viene convenzionalmente fatta coincidere con la scoperta dell’America (1492), si consuma il complesso passaggio dall’Umanesimo a quello che si è soliti designare come Rinascimento maturo, a cui corrisponde un rinnovamento del pensiero, delle arti e della società. Per questa nuova fase non è semplice indicare, invece, un preciso punto finale: esso può genericamente essere collocato nel ventennio che separa due eventi fondamentali della storia del Cinquecento, cioè il sacco di Roma ad opera dei lanzichenecchi (1527) e l’apertura del Concilio di Trento (1545). Il concetto di “rinascita” rispetto al Medioevo è già presente nel Cinquecento grazie al pittore e teorico Giorgio Vasari, e sarà poi ripreso sempre con intento polemico nei confronti della civiltà medioevale dagli illuministi. Bisognerà attendere il pieno Ottocento perché compaia la parola “Rinascimento” a designare l’avvento di un’epoca di «ritorno alla vita» dopo i secoli oscuri del fanatismo e della superstizione, come scrisse lo storico svizzero Jacob Burckhardt . Oggi tale prospettiva è stata ampiamente rivista e si tende a considerare il Rinascimento come il risultato di una lunga fase di transizione e di preparazione del nuovo già avviata almeno dall’Umanesimo.

Rivoluzioni e scoperte del Cinquecento

Il trapasso dall’Umanesimo al Rinascimento avviene sotto la spinta dei grandi rivolgimenti, delle straordinarie scoperte e delle insanabili fratture che caratterizzarono il Cinquecento. I viaggi e le esplorazioni svelano l’esistenza, al di là del mare, di un mondo “altro” da quello conosciuto; la Riforma e la reazione della Chiesa di Roma producono la frammentazione del continente europeo, moltiplicando, anche all’interno degli orizzonti domestici, il numero degli “altri”. Il confronto con il diverso (i nuovi popoli, le altre culture, i credenti di altre fedi) diventa inevitabile: può assumere i caratteri dello scontro, ma può anche trasformarsi in veicolo di conoscenza di se stessi. Tutto questo, insieme alle profonde trasformazioni scientifiche ed economiche, inducono una vera “rivoluzione antropologica”, che diffonde una nuova visione del mondo. Il culto umanistico della ragione si scontra con la nuova consapevolezza della relatività dei valori, la centralità dell’uomo nell’universo è sottoposta a verifica ed entra in crisi il rapporto tra i modelli ideali – della cultura, della società e dell’uomo – e la realtà concreta

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della transizione dall'Umanesimo al Rinascimento?
  2. La transizione segna un rinnovamento del pensiero, delle arti e della società, avvenuto tra la scoperta dell'America nel 1492 e il sacco di Roma nel 1527, con il Rinascimento visto come una "rinascita" rispetto al Medioevo, come evidenziato da Giorgio Vasari e Jacob Burckhardt.

  3. Quali fattori hanno influenzato il passaggio al Rinascimento nel Cinquecento?
  4. Il passaggio è stato influenzato da grandi rivolgimenti, scoperte e fratture, come i viaggi di esplorazione, la Riforma e le trasformazioni scientifiche ed economiche, che hanno portato a una "rivoluzione antropologica" e a una nuova visione del mondo.

  5. In che modo il Rinascimento ha cambiato la percezione dell'uomo e dei valori?
  6. Il culto umanistico della ragione ha iniziato a scontrarsi con la consapevolezza della relatività dei valori, portando a una crisi della centralità dell'uomo nell'universo e a una revisione dei modelli ideali rispetto alla realtà concreta.

Domande e risposte

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