Concetti Chiave
- L'Umanesimo si concentra sull'uomo e le sue potenzialità, mantenendo comunque una rilevante presenza di Dio, come evidenziato dalla diffusione della Bibbia con l'invenzione della stampa.
- Esiste una distinzione tra Umanesimo e Rinascimento, con il primo che rappresenta una rinascita culturale e il secondo una riscoperta della civiltà attraverso l'integrazione di elementi culturali.
- La letteratura italiana si sviluppa in quattro fasi distinte dal 1380 al 1545, che includono l'Umanesimo latino, l'Umanesimo volgare, il Rinascimento maturo e il Manierismo.
- I generi letterari emergenti in questo periodo comprendono il trattato, l'epistola, la poesia lirica, la novellistica, la tragedia, la commedia e il poema cavalleresco.
- Tre teorie linguistiche principali influenzano la scrittura letteraria: la teoria di Pietro Bembo, la teoria di Machiavelli e l'uso del fiorentino delle corti, ognuna con un approccio diverso alla lingua da utilizzare.
Indice
L'Umanesimo e il suo contesto
Se nel mondo medievale il centro dell'attenzione comune era su Dio, nell'Umanesimo, come si può carpire dal nome stesso, il centro era l'uomo con le sue potenzialità. Tuttavia, non si può ancora parlare di una completa laicizzazione: l'uomo è artefice del proprio destino ma Dio riveste una posizione importante; ciò si può capire dal fatto che, con l'invenzione della stampa nel 1455, il libro più stampato da lì a un anno fu la Bibbia.
Lo sviluppo dell'ingegno umano fiorì in questo periodo, ma già Dante e Boccaccio nel 1300 scrissero delle opere dove era presente l'elemento dell'ingegno umano, anticipando dunque l'umanesimo.
Differenze tra Umanesimo e Rinascimento
Sebbene l'Umanesimo e il Rinascimento siano spesso visti come due periodi uguali, hanno delle sfumature diverse.
L'Umanesimo è il periodo dove rinasce la cultura, nel Rinascimento risorge la civiltà. La cultura (l'Umanesimo) non è che gli ingredienti, mentre la civiltà (il Rinascimento) è il risultato degli ingredienti mescolati insieme. La cultura umanista recupera quindi i classici e li riadatta alla civiltà rinascimentale.
Fasi della letteratura italiana
Il periodo che stiamo prendendo in osservazione parte dal 1380 (con il tumulto dei Ciompi a Firenze) e termina nel 1545 (con il Concilio di Trento). Durante questo periodo si succedono 4 fasi principali nella letteratura italiana:
1380-1469: Umanesimo latino.
1469-1492: Umanesimo volgare. (che ha come massimo esponente Lorenzo de Medici).
1492-1527: Rinascimento maturo.
1527-1545: manierismo. Il Rinascimento in questo periodo viene portato all'estremo e si perde l'originalità, dato che si realizzano opere d'arte (siano esse artistiche o letterarie) che si rifanno a un altro periodo storico, come suggerisce lo stesso nome (Manierismo = alla maniera di)
Con la Controriforma si crea la censura, ovvero il divieto di pubblicare alcune opere d'arte.
Generi letterari e teorie linguistiche
I principali generi letterari che nascono, si sviluppano o vengono ripresi in questo lungo periodo di tempo sono:
Il Trattato (che viene spesso composto come forma di dialogo tra l'autore e uno o più interlocutori e che avrà con Machiavelli il massimo splendore);
L'Epistola (ovvero il genere letterario della lettera)
La poesia lirica.
La novellistica.
La tragedia e la commedia. (che vengono riprese nel Manierismo dalla tradizione greca)
Il poema. (specie quello cavalleresco che avrà in Boiardo e in Ariosto i massimi esponenti)
In questo periodo storico, in cui l'Italia è frammentata in vari regni, ducati e principati, ci si interroga su che lingua adoperare per scrivere le varie opere letterarie; a tal proposito, vengono formulate tre principali teorie:
1) la prima è quella di Pietro Bembo, che nel 1525 afferma che il volgare da usare è lo stesso di Petrarca e di Boccaccio, ovvero del 1300. Dante non viene citato poiché le sue opere sono incentrate sulla poesia mentre in questo contesto si parla di prosa. Bembo afferma infatti che la lingua cambia nel corso del tempo e che, rifacendosi alla lingua degli antichi, si può comprendere ciò che viene scritto anche nel tempo.
2) la seconda teoria è quella di Machiavelli che nel 1515 afferma che bisogna invece adoperare il volgare a lui contemporaneo, affinché anche le persone più umili possano comprendere ciò che leggono.
3) la terza teoria non ha un autore di riferimento e afferma che bisogna adoperare il fiorentino usato nelle corti.
Domande da interrogazione
- Qual è il focus principale dell'Umanesimo rispetto al periodo medievale?
- In che modo l'Umanesimo e il Rinascimento si differenziano?
- Quali sono le fasi principali della letteratura italiana tra il 1380 e il 1545?
- Quali generi letterari emergono durante il periodo dell'Umanesimo e del Rinascimento?
- Quali sono le tre teorie linguistiche formulate per la scrittura durante questo periodo?
L'Umanesimo sposta l'attenzione dall'adorazione di Dio all'uomo e alle sue potenzialità, pur mantenendo una certa importanza per Dio, come evidenziato dall'ampio uso della Bibbia dopo l'invenzione della stampa nel 1455.
L'Umanesimo rappresenta la rinascita della cultura, mentre il Rinascimento segna la risurrezione della civiltà, con la cultura umanista che recupera e riadatta i classici per formare la civiltà rinascimentale.
Le quattro fasi principali sono: Umanesimo latino (1380-1469), Umanesimo volgare (1469-1492), Rinascimento maturo (1492-1527) e Manierismo (1527-1545), con quest'ultimo che porta a una perdita di originalità nelle opere.
I generi principali includono il Trattato, l'Epistola, la poesia lirica, la novellistica, la tragedia e la commedia, e il poema cavalleresco, con Machiavelli che rappresenta il massimo splendore del Trattato.
Le teorie sono: quella di Pietro Bembo, che propone l'uso del volgare di Petrarca e Boccaccio; quella di Machiavelli, che suggerisce l'uso del volgare contemporaneo; e una terza teoria che promuove l'uso del fiorentino delle corti.