Concetti Chiave

  • Per un trattamento efficace con radioiodio, è fondamentale ridurre l'intake di iodio per ottimizzare la captazione da parte della tiroide e prevenire il danno ad altri organi.
  • È necessario incrementare il TSH sierico oltre 30 mU/L, stimolando l'uptake di iodio radioattivo nelle cellule tiroidee senza sospendere la terapia con levotiroxina.
  • Il follow-up post-terapia prevede scintigrafie totali corporee e il dosaggio della tireoglobulina come marcatore tumorale per monitorare la presenza di residui di tumore.
  • La tireoglobulina, prodotta esclusivamente dalla tiroide, è un marcatore altamente efficace per rilevare la persistenza della malattia in pazienti sottoposti a tireodectomia totale.
  • Il TSH ricombinante, introdotto nel 2001, simula gli effetti del TSH endogeno e consente di effettuare il follow-up senza interrompere il trattamento con levotiroxina.

Condizioni per il trattamento

Per eseguire un adeguato trattamento con radioiodio devono essere soddisfatte due condizioni:

1. Riduzione dell’intake di Iodio (dieta): così da ottenere, se possibile, una ioduria tessuto tiroideo, normale e neoplastico, e si raggiunge un uptake anche doppio a parità di dose somministrata. Il radioiodio si concentra nella tiroide e non rischia di diffondersi e danneggiare altri organi in cui è presente il NIS.

2.

Incremento del TSH sierico

Incremento del TSH sierico sino a > 30 mU/L. Il TSH stimola il NIS e viene ottimizzato l’uptake di Iodio radioattivo da parte delle cellule tiroidee. Per ottenere questi valori, in passato, si sospendeva la terapia con levotiroxina, ma vi erano delle forti controindicazioni perché si provocava nel paziente uno stato di disagio dovuto all’ipotiroidismo (aumento di peso, stipsi, intolleranza al freddo). Oggi, invece, si somministra il TSH ricombinante, un farmaco che mima le azioni del TSH endogeno.

Follow-up e scintigrafia

I pazienti devono poi essere seguiti nel tempo, dopo la terapia con radioiodio viene effettuata una scintigrafia per vedere se sono presenti dei foci di captazione dello iodio e quindi dei residui di CDT.

Il follow-up del CDT consiste nell’effettuare delle scintigrafie totali corporee (STC) con dose diagnostica di 131I e nel dosaggio di tireoglobulina circolante come marcatore tumorale. La tireoglobulina è presente solo ed esclusivamente nella tiroide, rappresenta il 30% della massa tiroidea e costituisce la colloide. Quindi, in un paziente che ha subito una tireodectomia totale deve essere indosabile, quasi pari a zero. Si tratta di un marcatore tumorale con un’efficacia molto elevata.

Misurazione della tireoglobulina

Per riuscire a effettuare una misurazione affidabile, si stimola la produzione di tireoglobulina da parte di eventuali residui/metastasi di tumore tiroideo mediante rhTSH. Il dosaggio viene eseguito basalmente e dopo 24, 48, 72 ore dalla somministrazione della seconda fiala di TSH ricombinante. Questo dosaggio è molto sensibile in pazienti con titolo anticorpale Ab-Tg negativo, molto più della STC diagnostica nel documentare la persistenza della malattia.

Uso del TSH ricombinante

Il farmaco è stato introdotto nel 2001 dalla EMEA per uso diagnostico sia nella somministrazione di 131I che nel follow-up post-chirurgico di pazienti affetti da CDT. Esso riproduce gli stessi effetti del TSH endogeno senza che il paziente debba sospendere la terapia con levotiroxina.

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Domande da interrogazione

  1. Quali sono le condizioni necessarie per un trattamento efficace con radioiodio?
  2. Per un adeguato trattamento con radioiodio, è fondamentale ridurre l'intake di iodio per ottenere una ioduria < 100 μg/L e incrementare il TSH sierico oltre 30 mU/L. Queste condizioni ottimizzano l'uptake di iodio da parte della tiroide, migliorando l'efficacia del trattamento.

  3. Come viene effettuato il follow-up dopo la terapia con radioiodio?
  4. Dopo la terapia con radioiodio, i pazienti devono essere seguiti con scintigrafie totali corporee (STC) e il dosaggio della tireoglobulina circolante, un marcatore tumorale altamente efficace, per monitorare la presenza di residui di carcinoma tiroideo.

  5. Qual è il ruolo del TSH ricombinante nel trattamento dei pazienti con carcinoma tiroideo?
  6. Il TSH ricombinante, introdotto nel 2001, simula gli effetti del TSH endogeno senza necessità di sospendere la terapia con levotiroxina, facilitando così la stimolazione dell'uptake di iodio radioattivo e la misurazione della tireoglobulina per il follow-up post-chirurgico.

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