Concetti Chiave

  • L'endoscopia deve essere condotta con attenzione, analizzando dettagli come le pliche duodenali e la sottomucosa per identificare segni di enteropatia e pianificare biopsie mirate.
  • Circa il 20% dei pazienti adulti con sindrome da malassorbimento non infettiva è a rischio di malattia celiaca, richiedendo esami accurati per confermare la diagnosi.
  • In presenza di sindrome da malassorbimento, è spesso giustificata l'esecuzione simultanea di sierologia e gastroscopia per una diagnosi rapida e accurata.
  • La diagnosi di celiachia richiede precisione, in quanto una dieta priva di glutine deve essere seguita per tutta la vita e la reintroduzione del glutine complica ulteriori esami.
  • Dopo l'inizio della dieta senza glutine, i bambini possono vedere miglioramenti in 6-8 mesi, mentre gli adulti potrebbero necessitare fino a 18 mesi per un miglioramento significativo.

Indagine endoscopica e diagnosi

Eseguendo un’indagine invasiva è necessario che l’endoscopista la renda il più informativa possibile (indipendentemente dal motivo dell’indagine stessa) soffermandosi pochi secondi anche in seconda porzione duodenale per fare un’insufflazione, intravedere se le pliche risultino ancora ben riconoscibili, ridotte, appiattite o se è presente scalloping ed eventualmente un’aumentata visibilità dei vasi della sottomucosa. Nel caso in cui si individuino segni di enteropatia si procede facendo le biopsie per l’esame istologico riportando sulla richiesta d’esame la dicitura “sospetta enteropatia per la presenza di segni endoscopici”.

Probabilità di malattia celiaca

È possibile affermare che nell’età adulta un paziente con sindrome da malassorbimento non causata da una forma infettiva presenti un’alta probabilità di essere affetto da malattia celiaca (circa il 20% dei casi totali di malassorbimento è legato a questa prima causa, sia in età pediatrica che nell’adulto). In questi pazienti vengono richiesti contemporaneamente la titolazione degli anticorpi e la gastroscopia perché la probabilità che la sierologia sia positiva è talmente elevata da giustificare l’esecuzione diretta dell’esame endoscopico. Se il paziente in questione, invece, non presenta un quadro classico della malattia ma è affetto ad esempio da osteoporosi, infertilità o anemia non è possibile procedere richiedendo contemporaneamente i due esami, come nel caso precedente, ma solamente la sierologia. In un secondo momento, se quest’ultima risulta positiva, si procede con l’esame endoscopico.

Diagnosi e trattamento della celiachia

L’evidenza di determinate lesioni istologiche e la positività al test sierologico per malattia celiaca permettono al medico di fare diagnosi di tale malattia e, di conseguenza, il paziente deve iniziare a seguire una dieta priva di glutine per tutta la vita. Questo è il motivo fondamentale per cui la diagnosi debba essere il più accurata possibile e che non presenti dubbi. È meglio spendere più tempo per arrivare ad una diagnosi certa rispetto a far provare al paziente la dieta senza glutine in mancanza di certezza, anche perché per eseguire nuovamente gli esami è necessario reintrodurre il glutine. Una volta iniziato il percorso terapeutico attraverso la dieta, infatti, il paziente nella stragrande maggioranza dei casi (circa il 90%) negativizza gli anticorpi nel siero e ottiene un critico miglioramento o normalizzazione delle lesioni intestinali. Le tempistiche legate alla negativizzazione della sierologia e il miglioramento dell’architettura mucosale risulta estremamente variabile. Generalmente i bambini possono ottenere questi risultati in un periodo di tempo pari a 6-8 mesi. Nella malattia celiaca diagnosticata in età adulta, invece, il tempo per negativizzare la sierologia può arrivare ad un anno e per ottenere un critico miglioramento dell’architettura mucosale sono richiesti fino a 18 mesi di tempo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza dell'indagine endoscopica nella diagnosi di enteropatia?
  2. L'indagine endoscopica deve essere informativa e permette di identificare segni di enteropatia, come pliche appiattite o scalloping, e di effettuare biopsie per l'esame istologico, come indicato nel testo.

  3. Qual è la probabilità di malattia celiaca in pazienti adulti con sindrome da malassorbimento?
  4. Circa il 20% dei casi di malassorbimento non infettivo negli adulti è legato alla malattia celiaca, giustificando la richiesta simultanea di titolazione degli anticorpi e gastroscopia in questi pazienti.

  5. Quali sono i passaggi per la diagnosi della celiachia?
  6. La diagnosi si basa su lesioni istologiche e positività al test sierologico, e richiede una dieta priva di glutine per tutta la vita, sottolineando l'importanza di una diagnosi accurata per evitare complicazioni.

  7. Quanto tempo è necessario per la negativizzazione degli anticorpi dopo l'inizio della dieta senza glutine?
  8. Circa il 90% dei pazienti negativizza gli anticorpi dopo l'inizio della dieta, con tempistiche variabili: 6-8 mesi per i bambini e fino a 18 mesi per gli adulti, come descritto nel testo.

Domande e risposte

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