Trasmissione del segnale visivo
Un tema molto interessante: come raccolgono questi recettori i fotoni, gli elementi costitutivi elementari della luce, e li trasferiscono poi alle cellule nervose per dare il segnale visivo? Qui non abbiamo, come abbiamo visto, come per i recettori di cui ho parlato nella cute, un meccanismo chimico, termico, meccanico, che crea un potenziale d’azione che dal primo nodo disponibile parte e viaggia lungo la via nervosa. Qui la trasmissione è molto particolare, non c’è trasmissione elettrica sinaptica. I recettori hanno continuamente una dismissione di un neurotrasmettitore che va a collegarsi alla
cellula, che adesso chiamiamo cellula bipolare, per trasmettere un segnale, che è un segnale chimico, come avviene nella placca neuromuscolare: l’acetilcolina. Quando arriva la luce, contrariamente a quanto uno potrebbe immaginare, succede l’opposto, cioè si chiudono i canali per il sodio, si aprono i canali del potassio ulteriormente, e il neurotrasmettitore non esce più. Questo segnale che sembrerebbe contrapposto, in realtà, serve proprio per delimitare i contorni delle immagini.
Trasmissione del segnale nelle cellule bipolari
Questi recettori, bastoncelli o coni che siano, sono collegati alle cellule bipolari cioè delle cellule che sono in grado di recepire un segnale da un lato e passarlo e promulgarlo dall’altro lato. Queste assomigliano un po’ a quelle cellule a T che abbiamo visto nel sistema somato-sensoriale, che hanno il corpo cellulare, un ganglio, e poi mandano un assone distale e un assone prossimale a fare il primo collegamento tra la cute e il midollo spinale. Anche qui queste cellule bipolari hanno due assoni che emergono, perciò si chiamano bipolari. Queste cellule hanno un rapporto 1:1 con il cono diretto, come vi dicevo prima, mentre con i bastoncelli ogni cellula bipolare può raccogliere più di un bastoncello. Poi in mezzo a questi recettori e cellule bipolari ci sono anche delle altre cellule, che sono in realtà delle cellule orizzontali e le cellule amacrine. Queste cellule orizzontali e amacrine servono a delimitare il campo di cellule che devono essere attivate, e sono trasversali: il recettore sta sul fondo della retina, queste cellule stanno davanti. Queste cellule sono poste trasversalmente al recettore e alla cellula orizzontale; sia la cellula orizzontale che la cellula amacrina servono quando attivate a circoscrivere la regione che effettivamente bisogna attivare e che deve poi inviare il segnale verso il nervo ottico. Questa struttura assomiglia un po’ a quella interna, ancora più complicata, del cervelletto, dove ci sono una serie di cellule che delimitano le cellule del Purkinje, che sono le uniche che escono dal cervelletto e sono delle cellule praticamente inibitorie. Abbiamo la possibilità di definire uno strato nucleare esterno, uno strato nucleare interno e uno strato delle cellule gangliari, che poi daranno origine al nervo ottico.