Indice

  1. Organizzazione del campo visivo
  2. Chiasma ottico

Organizzazione del campo visivo

La retina raccoglie le informazioni poi, dopo il passaggio attraverso la cellula bipolare e quella gangliare, finalmente arriva il nervo ottico, costituito dagli assoni, esce dal forame ottico sul fondo dell’orbita, fa il suo percorso verso il corpo genicolato laterale che è la prima stazione, la prima cella che raccoglie i messaggi di più cellule gangliari; questo messaggio, attraverso delle vie, arriva alla corteccia striata che è il lobo occipitale, l’emisfero più posteriore che abbiamo, sopra il cervelletto. La corteccia striata del lobo occipitale, come al solito come per la corteccia motoria, ha delle cellule primarie che riconoscono le basi elementari dell’oggetto che stiamo vedendo, poi queste cellule comunicano con cellule che stanno fuori dalla corteccia striata e va nelle cortecce associative fin quando si arriva in cellule ipercomplesse che, oltre a riconoscere l’oggetto, ne descrivono perfettamente le caratteristiche e ne creano una memoria.
Nel nostro occhio le immagini arrivano sulla retina rovesciate, sopra-sotto destra-sinistra. Siccome la luce viene rifratta nel cristallino, l’immagine viene rifratta e quindi capovolta sulla retina.
Davanti ai nostri occhi c’è, a 180°, il nostro campo visivo cioè noi siamo in grado di vedere fino a 180° senza però poter riconoscere i dettagli degli oggetti laterali: i coni intervengono per guardare diritto, i bastoncelli nella visione laterale e ci permettono di vedere anche nel buio, ma senza distinguere i dettagli.
C’è una fetta di campo visivo in cui entrambi gli occhi vedono: visione binoculare.
È fondamentale che la visione di entrambi gli occhi cada su punti perfettamente simmetrici della retina perché devono essere poi trasmessi al cervello; se non sono simmetrici, le immagini sulla corteccia visiva non corrispondono e avviene un fenomeno conosciuto come diplopia, visione doppia. In persone strabiche dalla nascita, o diplopiche, il cervello esclude un occhio. Gli oculisti, infatti, fanno fare una ginnastica oculare per prevenire che ciò avvenga.

Chiasma ottico

Tutto ciò che cade nel campo nasale dell’occhio, viaggia nel nervo ottico, arriva ad una struttura particolare chiamata chiasma ottico, una struttura importante alla base del cervello, e qui senza nessuna commistione viaggia dallo stesso lato fino al corpo genicolato, la 1ª stazione dove ci sono cellule più complesse che raccolgono i campi recettivi di più cellule gangliari che hanno dato origine alle fibre ottiche. Le cellule del nucleo genicolato attraverso un fuso che si allarga e poi restringe, verso la corteccia striata che è la corteccia analizzatrice dello stimolo visivo.
La parte temporale dell’occhio viaggia dallo stesso lato mentre la parte nasale decussa e va nell’altro emisfero, così come accade per le vie motorie e somato-sensoriali, e questo permette la visione binoculare e quindi tridimensionale.
Riassumendo: disco ottico, che è cieco, nervo ottico che, dopo il chiasma, diventa tratto ottico e va verso la corteccia visiva primaria, passando per il corpo genicolato, la 1ª stazione. Dopo il corpo genicolato diventa radiazione ottica.

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