Indice

  1. Trasmissione dell’impulso doloroso
  2. Gate Control Theory

Trasmissione dell’impulso doloroso

Il dolore non è soltanto annesso a una percezione fisica ma coinvolge varie zone del cervello corrispondenti alla fascia sensoriale, distinguendolo da altre sensazioni come tatto o sapore. In tal modo il cervello è capace di associare il dolore a intense emozioni, permettendo anche la conseguente fuga del soggetto dal problema stesso.
La trasmissione dell’impulso si basa sul potenziale d’azione, stimolando un nervo ottengo un potenziale elettrico di tutte le fibre che compongono tale nervo.
Le fibre alfa sono le più grandi del nostro organismo con dimensioni fino a 10/14 µm, circondate da mielina, conduzione saltatoria e annesse ad esse un potenziale maggiormente precoce dopo lo stimolo. Successivamente riscontriamo le δ con diametro molto piccolo e circondate dalla guaina mielinica. Per poter osservare le fibre C sono fibre non mielinizzate con velocità notevolmente inferiore rispetto a alfa e delta. Le diverse frequenze arrivano al cervello che le codifica e interpreta dando anche una risposta adeguata.
È possibile riscontrare la radice posteriore, ossia quella sensitiva, la quale entra nel midollo spinale, precisamente nel corno posteriore della H del midollo spinale, dove sono situate le cellule. Questa zona è suddivisa in 5 zone/lamine, le fibre Aβ sono relativamente grandi, immediatamente di dimensioni inferiori rispetto alle alfa viste in precedenza, poi abbiamo le Aδ e per finire le C.

Gate Control Theory

Le fibre Aβ non portano stimoli dolorosi ma stimoli tattili, articolari, vibratori ed entrano nella radice posteriore collegandosi alle lamine più interne, precisamente in prossimità della lamina 5. Le Aδ e le C trasportano gli stimoli dolorosi ed entrano nei primi strati del corno posteriore collegandosi ai neuroni situati nella zona superficiale (definiti quest’ultimi neuroni del secondo ordine delle vie sensitive) per collegarsi successivamente ai medesimi neuroni delle Aβ. Il neurone di secondo ordine dà origine al fascio spinotalamico che trasmette l’impulso fino al bulbo mediante i fasci dorsali e il lemnisco mediale.
Il neurone WDE (wild-dynamic-range) o neurone di convergenza riceve le afferenze tattili provenienti dalle Aβ, e dalle afferenze dolorifiche Aδ e C. Tale neurone è caratterizzato dalla capacità di poter scaricare impulsi con una frequenza estremamente variabile da pochi stimoli per secondo a molti stimoli per secondo.
Nelle afferenze tattili interviene nel mezzo anche un interneurone con capacità inibitrici e stimolato dall’afferenza tattile Aβ. Una volta attivato l’interneurone va a inibire il neurone WDE ad ampio spettro, andando a modificare la frequenza di scarico, riducendola. Le afferenze dolorose vanno invece direttamente ad eccitare il neurone di convergenza, con un impulso che viene rafforzato da un altro interneurone eccitatore. Le afferenze tattili avranno sempre una velocità maggiore rispetto alle afferenti dolorifiche per cui possono modificare il neurone WDF in modo da inibirlo di un valore tale da silenziare l’impulso proveniente alle afferenti dolorifiche (Gate Control Theory).

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