Concetti Chiave
- Il trapianto è il trasferimento di tessuti o organi, che può avvenire tra la stessa persona, tra individui della stessa specie o tra specie diverse.
- Il rigetto è una reazione immunitaria che si verifica quando l'ospite non riconosce l'organo trapiantato a causa delle differenze nei suoi antigeni cellulari.
- Il trapianto chirurgico è necessario quando un organo è irreparabilmente lesionato; organi come rene possono essere donati da viventi, mentre altri devono provenire da donatori deceduti.
- Le sfide organizzative nel trapianto includono la difficoltà nel reperire organi e il consenso dei familiari dei donatori deceduti.
- La conservazione degli organi espiantati richiede tecniche specifiche come l'ipotermia, poiché il surgelamento danneggerebbe la struttura degli organi.
TRAPIANTI
Definizione di trapianto
Con il termine "trapianto" si intende il trasferimento di un tessuto o di un organo da una regione all'altra dello stesso organismo (il cosiddetto trapianto autoplastico), da un organismo all'altro della stessa specie (trapianto omoplastico) o di specie diversa (trapianto eteroplastico). Nei trapianti che riguardano due organismi, colui che fornisce l'organo è chiamato donatore; quello che lo riceve invece prende il nome di ospite. Il trasferimento di tessuto, che viene definito "innesto", garantisce la possibilità di studiare bene il problema del rigetto, ovvero il rifiuto dell'organismo ospite di accettare parti che non riconosce proprie.
Rigetto nei trapianti
Infatti, è stato osservato che tessuti trapiantati tra organismi (inizialmente topi) appartenenti allo stesso ceppo puro non danno origine a rigetto, mentre trapianti tra organismi di altro ceppo, cioè geneticamente diversi, provocano rigetto. Ciò è particolarmente vero per l'uomo, perché la probabilità che l'uno sia geneticamente diverso da un altro è molto elevata. Di conseguenza, si verifica il fenomeno del rigetto ogni volta che donatore e ospite differiscono nella struttura degli antigeni associati alle membrane cellulari; il rigetto quindi è provocato da una risposta immunitaria.
Esperimenti e reazioni immunitarie
Successivi esperimenti su vari animali e sull'uomo hanno inoltre rilevato che in tutti i vertebrati superiori ai ciclostomi, la reazione di rigetto presenta le stesse caratteristiche sia per quanto riguarda le componenti cellulari sia per il manifestarsi della reazione. Vari test hanno dimostrato il carattere immunologico del rigetto: infatti, nel siero dell'ospite compaiono alcuni anticorpi che tuttavia non ne sono i diretti responsabili, in quanto esso è causato da particolari linfociti e macrofagi, sensibilizzati dagli antigeni.
Trapianto chirurgico e organi
Il trapianto chirurgico viene effettuato nei casi in cui l'organo interessato sia irreversibilmente lesionato, per cui è vantaggioso, anzi indispensabile, sostituirlo con un organo sano proveniente da un individuo vivente oppure appena deceduto. Organismi viventi possono fornire unicamente organi pari (in pratica, solo il rene); tutti gli altri organi finora trapiantati (cuore, fegato, pancreas, intestino e polmone) devono essere espiantati da individui appena deceduti o da animali di specie diversa.
l problemi organizzativi relativi al trapianto sono notevoli, primo tra tutti il reperimento di organi. Possibili donatori sono, infatti, individui deceduti in caso di incidente, per cui è necessario il consenso dei parenti (che non sempre viene concesso); tuttavia si è fatto ricorso anche a primati (per esempio i babbuini e gli scimpanzé), di cui sono stati utilizzati soprattutto rene e cuore. Un organo prelevato da un animale di altra specie può, infatti, supplire alle funzioni del corrispondente organo umano, anche se non può assolvere a tutte le funzioni omeostatiche oltre al fatto che causa maggiori problemi di rigetto.
Conservazione degli organi espiantati
Un altro problema organizzativo è costituito dalla conservazione degli organi espiantati che spesso devono essere trasportati in luoghi lontani, data la loro scarsa disponibilità. In questi casi si associa la tecnica dell'ipotermia, cioè l'abbassamento della temperatura di conservazione, con cui si riduce il fabbisogno di ossigeno e di principi nutritivi da parte del tessuto organico, alta perfusione continua, al continuo rifornimento di ossigeno e di una soluzione nutriente mediante idonee attrezzature: in tal modo si riesce a conservare un rene da trapiantare per quarantotto ore circa.
Non è possibile invece, ricorrere al surgelamento, che avrebbe il vantaggio di consentire una lunga conservazione e l'istituzione di "banche di organi"; tale metodo, infatti, comporterebbe danni strutturali sia per la formazione di macrocristalli di ghiaccio nel parenchima cellulare sia per il deterioramento con seguente al processo di scongelamento.
Domande da interrogazione
- Che cos'è un trapianto e quali sono le sue tipologie?
- Qual è la causa principale del rigetto nei trapianti?
- Quali organi possono essere trapiantati da un donatore vivente?
- Quali sono le sfide organizzative legate al trapianto di organi?
- Come vengono conservati gli organi espiantati prima del trapianto?
Un trapianto è il trasferimento di un tessuto o organo da una regione all'altra dello stesso organismo, da un organismo all'altro della stessa specie o di specie diversa. Le tipologie includono il trapianto autoplastico, omoplastico ed eteroplastico.
Il rigetto è causato dalla risposta immunitaria dell'organismo ospite, che non riconosce i tessuti trapiantati come propri, specialmente quando donatore e ospite differiscono nella struttura degli antigeni cellulari.
Gli organismi viventi possono fornire solo organi pari, come i reni; altri organi come cuore, fegato e polmoni devono essere espiantati da individui deceduti.
Le sfide includono il reperimento di organi da donatori deceduti, il consenso dei parenti e la necessità di utilizzare organi di animali di specie diversa, che comportano maggiori problemi di rigetto.
Gli organi espiantati vengono conservati tramite ipotermia e alta perfusione continua, che riducono il fabbisogno di ossigeno e nutrienti, permettendo di mantenere un rene per circa quarantotto ore. Il surgelamento non è utilizzabile a causa dei danni strutturali che provoca.