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Traduzioni e commenti da Essay on Chivalry

In “Essay on Chivalry” (1818) Scott esamina molteplici manoscritti medievali (poemi e cronache storiche) soffermandosi anzitutto sulle descrizioni della cerimonia di investitura del cavaliere, e traendone il convincimento che tale cerimonia risalisse ad un più antico rito di iniziazione degli adolescenti alla vita adulta di guerrieri diffuso presso le popolazioni germaniche (Franchi, Sassoni ecc.) e sopravvissuto anche in seguito alla loro conversione al Cristianesimo. Le riflessioni di Scott mettono a fuoco ciò che oggi gli antropologi chiamerebbero un processo di inculturazione, durante il quale i valori caratteristici di una società tribale come quella germanica e segnatamente l’assoluta centralità che tali popolazioni assegnavano alla figura del guerriero, non scompaiono in seguito alla diffusione del messaggio evangelico ma vengono adattati alla nuova realtà storica determinata dalla creazione, prima, dei regni romano-barbarici e poi dell’impero carolingio.

È bene anche ricordare che le riflessioni di Scott sono ispirate dallo scetticismo della sua fede protestante, che lo induce a tratti ad insinuare come il processo di trasformazione dell’antico guerriero germanico in paladino cristiano sia voluto e strumentalizzato dalla Chiesa cattolica del Medio Evo per scopi del tutto estranei alla difesa dei valori di vita del Vangelo.

Testo originale

We have mentioned devotion as a principal feature in the character of Chivalry. At what remote period the forms of Chivalry were first blended with those of the Christian religion, would be a long and difficult inquiry. The religion which breathes nothing but love to our neighbour and forgiveness of injuries was not, in its primitive purity, easily transferable into the warlike and military institutions of the Goths, the Franks, and the Saxons. At its first infusion, it appeared to soften the character of the people among whom it was introduced so much, and to render them less warlike than their heathen neighbours.

Traduzione

Abbiamo menzionato il sentimento di religiosa devozione come tratto primario dell’etica cavalleresca. Stabilire in quale ancestrale tempo i codici di comportamento dei cavalieri cominciassero ad essere influenzati dalla fede cristiana comporterebbe una lunga e defatigante ricerca. Quella fede che non ispira nient’altro che amore per il prossimo e perdono dei torti subìti non era facile da trasferire, nella sua originaria purezza, a Goti, Franchi e Sassoni, popolazioni presso le quali era legittimata l’indole bellicosa e le capacità marziali.

Testo originale

The admission of the noble youth to the practice of arms was no longer a mere military ceremony, where the sword or javelin was delivered to him in presence of the prince or elders of his tribe; it became a religious rite, sanctified by the forms of the church which he was in future to defend. The novice had to watch his arms in a church or chapel, or at least on hallowed ground, the night before he had received the honour of knighthood. He was made to assume a white dress, in imitation of the neophytes of the church. Fast and confession were added to vigils; the purif

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

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