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Concetti Chiave

  • La tortura è praticata in circa 124 paesi, spesso come metodo di punizione o per estorcere informazioni, e coinvolge sia violenze fisiche che psicologiche.
  • Nei paesi musulmani si applicano pene corporali come la fustigazione e la lapidazione, con gravi abusi documentati in prigioni come Abu Ghraib e Guantanamo.
  • La Convenzione contro la Tortura, approvata dall'ONU nel 1984, è stata ratificata da 145 paesi, ma il suo controllo è limitato agli stati che accettano di essere verificati.
  • Le percosse sono il metodo di tortura più diffuso, con gravi conseguenze per le vittime, insieme ad abusi sessuali e altre forme di violenza fisica e psicologica.
  • Tra le torture storiche più crudeli ci sono l'inchiodamento a un palo, l'impalamento e il "Toro di bronzo", noti per infliggere sofferenze estreme.

Qual è la situazione della tortura nel mondo?

La tortura è un metodo di lesione fisica o psicologica, talvolta inflitta per punire o per estorcere delle informazioni o delle confessioni; molte volte accompagnata dall'uso di strumenti appositamente realizzati. La tortura è attualmente applicata in circa 124 paesi. Nei paesi industrializzati questa è spesso inflitta ai detenuti e a scopo razzista. Nonostante tutto, molti paesi del mondo usano ancora la tortura sia come soluzione per punire criminali e assassini che come mezzo per estorcere informazioni.

Torture nei paesi musulmani

Ad esempio è a tutti noto che alcuni paesi musulmani applicano ancora oggi sulla pubblica piazza pene corporali come la fustigazione, il taglio della mano e la lapidazione. Grande impressione in tutto il mondo ha suscitato la scoperta di torture eseguite da parte del personale militare degli Stati Uniti d'America presso la prigione di Abu Ghraib in Iraq nel 2003/2004 e di Guantanamo Bay a Cuba. Tra le torture inflitte sicuramente vi è la privazione del sonno e l'esposizione al freddo, per ammissione delle autorità statunitensi.

Convenzioni internazionali contro la tortura

La convenzione contro la Tortura, tra i vari comitati dei Diritti Umani, è uno di quelli più efficaci ed incisivi, tuttavia il Comitato può esercitare controlli solo se uno stato dichiara espressamente di accettarli. La Convenzione è stata approvata dall'Assemblea dell'ONU a New York il 10 dicembre 1984, ed è entrata in vigore il 26 giugno 1987.

Al giugno 2008, è stata ratificata da 145 Paesi. Il 26 giugno è la giornata internazionale di sostegno alle vittime della tortura. L'Italia ha sottoscritto la Convenzione, ma, nonostante molti solleciti anche a livello internazionale, il Parlamento italiano non ha ancora approvato la legge di ratifica. Nel 1987, è entrata in vigore una Convenzione europea per la prevenzione della tortura e delle pene, ratificata da 47 Stati europei. L'Italia la ha sottoscritta solo il 25 ottobre 2012, ma non l'ha ancora ratificata, sicché non è operativa in Italia, come non esiste ancora in Italia il reato di tortura.

Metodi di tortura diffusi

La ricerca rivela come le percosse siano ampiamente il metodo di tortura più diffuso tra gli agenti di polizia in oltre 150 paesi. Le percosse vengono inflitte con pugni, bastoni, calci di pistola, fruste improvvisate, tubi di ferro, mazze da baseball, fili elettrici. Le vittime patiscono contusioni,

emorragie interne, frattura di ossa, perdita di denti, danni ad organi vitali. Molti perdono la vita. Sono molto diffusi lo stupro e gli abusi sessuali sui prigionieri. Tra gli altri metodi di tortura più comuni, c'è l'elettroshock, la sospensione del corpo, colpi di bastone sulla pianta dei piedi, soffocamento e detenzioni in isolamento prolungate. Altri metodi sono l'immersione in acqua, lo spegnimento di sigarette sul corpo, la privazione del sonno e delle funzioni sensitive. Nella stessa Italia era in uso diffuso sino a cinquant'anni fa il "letto di contenzione" come mezzo di punizione dei carcerati, che venivano legati (in costante trazione con cinghie alle spalle ed ai piedi) ad un tavolaccio (con un buco al centro per gli scarichi fisiologici) ininterrottamente per il periodo di punizione (di solito quindici giorni o multipli); il malcapitato, che soffriva di continui crampi per la posizione in trazione, veniva imboccato da un altro detenuto per poter sopravvivere.

Torture storiche e crudeli

I tre tipi di tortura più crudeli mai conosciuti sono: l'inchiodamento a un palo (tipo la crocifissione), l'impalamento (al malcapitato veniva fatto passare un palo di ferro dall'ano fino alla bocca), e il “Il Toro di bronzo” (la vittima veniva costretta in un sarcofago con le sembianze di toro, munito di flauti, in modo che le urla della vittima, causate dal surriscaldamento del sarcofago, somigliassero al muggito di un toro).

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'attuale diffusione della tortura nel mondo?
  2. La tortura è praticata in circa 124 paesi, spesso inflitta ai detenuti e per motivi razzisti, nonostante sia considerata un metodo inaccettabile per punire o estorcere informazioni.

  3. Quali sono alcuni metodi di tortura utilizzati nei paesi musulmani?
  4. Nei paesi musulmani, si praticano pene corporali come la fustigazione e la lapidazione, e sono emerse torture come la privazione del sonno e l'esposizione al freddo, come documentato nei casi di Abu Ghraib e Guantanamo.

  5. Qual è il ruolo delle convenzioni internazionali contro la tortura?
  6. La Convenzione contro la Tortura, approvata dall'ONU nel 1984, è uno strumento efficace per la protezione dei diritti umani, ma la sua applicazione dipende dalla volontà degli stati di accettare i controlli, come nel caso dell'Italia che non ha ancora ratificato la legge.

  7. Quali sono i metodi di tortura più comuni utilizzati dalle forze di polizia?
  8. Le percosse sono il metodo di tortura più diffuso, insieme a violenze sessuali, elettroshock, isolamento prolungato e altre forme di abuso fisico e psicologico, causando gravi danni alle vittime.

  9. Quali sono alcune delle torture storiche più crudeli?
  10. Tra le torture più crudeli della storia ci sono l'inchiodamento a un palo, l'impalamento e il "Toro di bronzo", che infliggevano sofferenze estreme e disumane alle vittime.

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