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Concetti Chiave

  • L'espansione coloniale europea nell'Ottocento fu alimentata dalla crescita della popolazione e dalla ricerca di nuove terre da sfruttare.
  • La Conferenza di Berlino del 1884-85 segnò la spartizione dell'Africa tra potenze europee, consolidando l'impero coloniale britannico in India.
  • Il progresso tecnologico militare e dei trasporti favorì la formazione di imperi coloniali, permettendo una navigazione più efficiente.
  • Esploratori come Livingstone, Peary e Amundsen contribuirono alla scoperta di territori sconosciuti, aprendo nuove opportunità economiche.
  • Il declino dell'impero cinese facilitò l'intervento inglese, culminando in conflitti come la guerra dell'oppio e la rivolta dei Boxer.

L'espansione coloniale europea

Negli ultimi decenni dell'Ottocento il forte aumento della popolazione europea, la necessità di nuove terre e popoli da sfruttare, l'ispirazione alla supremazia militare (militarismo) scatenarono la corsa delle potenze alla conquista di colonie nelle zone più arretrate del globo. Il colonialismo determinò l'apertura di nuovi mercati e accrebbe i consumi, contribuendo, insieme alla supremazia industriale degli Stati colonizzatori, alla nascita dell'imperialismo economico europeo.

Conferenza di Berlino e spartizione

Alla fine del secolo l'Europa risultava padrona dell'Africa e di gran parte dell'Asia; alla Conferenza di Berlino (1884-85) il Continente Nero venne spartito tra Inghilterra, Germania e Francia. In Asia l'Inghilterra ottenne il pieno dominio sull'India, il cui sfruttamento contribuì a rendere l'impero coloniale britannico vasto e solido. La formazione degli imperi coloniali fu favorita dal progresso della tecnologia militare (uso dell'acciaio e dei nuovi fucili a percussione e a ripetizione) e dell'avvento dei battelli a vapore, particolarmente adatti alla navigazione fluviale.

Esplorazioni e modernizzazione

La prospettiva degli interessi economici derivati dalla colonizzazione favorirono nuove imprese di esplorazione in varie zone della Terra ancora sconosciute. Lo scozzese Livingstone riusciva a raggiungere per la prima volta il cuore dell'Africa Nera, mentre ormai gli albori del '900 l'americano Peary e il norvegese Amundsen toccavano rispettivamente il Polo Nord e il Polo Sud. Dopo il 1853 anche il Giappone si affacciò al mondo occidentale; la rigida struttura feudale che da secoli paralizzava il Paese si rivelò estremamente fragile di fronte alla penetrazione statunitense ed europea. Ebbe così inizio un veloce processo di modernizzazione che, attraverso l'insediamento di un regime autoritario, avviò il Giappone verso il ruolo di nuova potenza imperialistica.

Declino dell'impero cinese

Intanto, l'impero cinese, in decadenza da decessi, cedeva facilmente allo sfruttamento inglese che prima vi scatenò la guerra dell'oppio e in seguito, dopo la guerra cino-giapponese per il controllo della Corea e di Formosa, causò la rivolta dei Boxer contro gli stranieri.

Domande da interrogazione

  1. Quali fattori hanno spinto le potenze europee all'espansione coloniale nell'Ottocento?
  2. L'espansione coloniale europea fu alimentata da un forte aumento della popolazione, dalla necessità di nuove terre e dalla supremazia militare, che scatenarono una corsa alla conquista di colonie nelle zone più arretrate del globo.

  3. Qual è stato il ruolo della Conferenza di Berlino nella spartizione dell'Africa?
  4. La Conferenza di Berlino (1884-85) segnò la spartizione dell'Africa tra Inghilterra, Germania e Francia, consolidando il dominio europeo sul continente e facilitando la formazione di imperi coloniali grazie ai progressi tecnologici.

  5. Come ha influenzato la colonizzazione il Giappone e la Cina?
  6. La colonizzazione portò il Giappone a un rapido processo di modernizzazione, mentre l'impero cinese, in declino, subì sfruttamento e conflitti, come la guerra dell'oppio e la rivolta dei Boxer, che evidenziarono la sua vulnerabilità agli attacchi stranieri.

Domande e risposte

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