Concetti Chiave
- Margaret Thatcher iniziò la sua carriera politica a Oxford, iscrivendosi ai giovani conservatori e diventando deputato nel 1959 grazie al supporto del marito industriale.
- Assunse la leadership del partito conservatore nel 1975, diventando la prima donna in Europa a guidare un partito, e vinse tre elezioni consecutive dal 1979 al 1990.
- Implementò politiche economiche liberali per smantellare lo stato sociale, affrontando una forte opposizione sindacale e guadagnandosi il soprannome di "Lady di ferro".
- Nonostante l'alto tasso di disoccupazione e il fallimento di molte imprese, il partito conservatore mantenne popolarità, specialmente dopo la vittoria nelle Falkland nel 1982.
- Il suo declino politico avvenne a causa di inflazione crescente, problemi irrisolti come l'Irlanda del Nord, e la frattura con il partito, che portò alle sue dimissioni nel 1990.
Gli inizi di Margaret Thatcher
Fin dal periodo degli studi universitari a Oxford, Margaret Thatcher manifestò simpatia per le idee di destra, iscrivendosi al gruppo studentesco dei giovani conservatori. Grazie al matrimonio con un ricco industriale, nel 1951, all’età di 26 anni poté iniziare la scalata al successo politico. Nominata deputato nel 1959, nei mesi successivi ebbe diversi incarichi governativi. Quando i conservatori passarono all’opposizione, essa si dedicò ai problemi economici e finanziari, mettendosi in evidenza per le sue idee molto liberiste.
Ascesa politica e leadership
Quando i conservatori ritornarono al governo del paese, la Thatcher diventò Ministro dell’Educazione. Nel 1975, assunse il ruolo di leadership del partito di destra, diventando, di fatto, la prima donna in Europa a guidare un partito. La vittoria elettorale del 1979 le dette modo di mettere alla prova le sue capacità in cui, fra l’altro, fino ad allora non molti credevano. Vincendo tre elezioni consecutive, ricoprì il ruolo di capo di Governo per undici anni, prima donna in Gran Bretagna e in tutto l’Occidente ad occupare un simile incarico.
Politiche economiche e sociali
Giunta al potere, essa iniziò a mettere in pratica le proprie idee liberali; lo scopo era di smantellare lo stato sociale risalente al dopoguerra attraverso tutta una serie di privatizzazione e la deregulation cioè l’eliminazione delle restrizioni nell'economia, per incoraggiare le operazioni del mercato. Occorre precisare che il Regno Unito stava attraversando un momento di grave crisi: l’economia era in dissesto, la situazione sociale molto tesa e frequenti scioperi paralizzavano il paese. La Thatcher intraprese una lotta molto dura contro i sindacati arrivando ad emanare una nuova normativa che limitava il diritto di sciopero: per questo suo decisionismo inflessibile le fu attribuito il soprannome di “Lady di ferro”. L’episodio più noto è il lungo sciopero dei minatori del 1985 contro il governo conservatore che voleva generalizzare la chiusura dei pozzi di carbone. Il risultato di un anno di lotte, spesso represse in modo violento e a cui avevano partecipato attivamente anche moltissime donne, fu deludente: il sindacato ne uscì molto indebolito e Margaret Thatcher vinse sul suo «il nemico interno», come affermava, e poté così proseguire e consolidare il proprio programma.
Conflitti e successi internazionali
La situazione sociale ed economica non era delle più floride: tasso di disoccupazione molto alto, chiusura di numerose imprese perché incapaci di sostenere la concorrenza in un mercato liberalizzato senza delle regole precise. Nonostante questo, il partito dei conservatori era molto popolare e lo diventò anche più a seguito della vittoria della Gran Bretagna sull’Argentina che aveva invaso il territorio inglese delle isole Falkland. Infatti, nel 1983, Margaret Thatcher, nonostante tutto, ottenne il secondo mandato.
Declino e dimissioni
In concomitanza con il terzo mandato del 1987, si cominciò a fare il bilancio della situazione e iniziarono a profilarsi delle opposizioni. La politica estera inglese aveva confermato il proprio ruolo di media potenza legata a quella statunitense, i legami con i Paesi del Commonwealth erano rimaste molto stretti e dall’adesione all’Unione europea, la Thatcher era riuscita ad ottenere alcuni vantaggi; tuttavia, diversi problemi rimanevano insoluti come la questione dell’Irlanda del Nord e la nuova povertà. Queste contraddizioni presero il sopravvento nel 1989 quando l’inflazione subì una forte impennata, molte industrie fallirono e la disoccupazione aumentò vertiginosamente. Inoltre, la posizione antieuropeista della Thatcher portò ad una frattura col partito conservatore e la proposta della poll tax (= un’imposta locale non proporzionale ai redditi) provocò delle numerose manifestazioni di protesta. Nel 1990, la Thatcher, costretta ad un ballottaggio preferì dimettersi e al suo posto alla guida del partito e del governo, subentrò J. Major.
Domande da interrogazione
- Quali sono stati i primi passi politici di Margaret Thatcher?
- Qual è stato il ruolo di Margaret Thatcher nel partito conservatore?
- Quali politiche economiche ha attuato Margaret Thatcher durante il suo governo?
- Come ha influito la guerra delle Falkland sulla popolarità di Thatcher?
- Quali fattori hanno portato al declino di Margaret Thatcher?
Margaret Thatcher iniziò la sua carriera politica dopo essersi iscritta al gruppo dei giovani conservatori a Oxford e, grazie al matrimonio con un industriale, divenne deputato nel 1959, ricoprendo vari incarichi governativi e mettendosi in evidenza per le sue idee liberiste.
Nel 1975, Thatcher divenne la prima donna in Europa a guidare un partito di destra, e la sua vittoria elettorale nel 1979 le permise di diventare capo di Governo, ricoprendo tale ruolo per undici anni e vincendo tre elezioni consecutive.
Thatcher implementò politiche liberali mirate a smantellare lo stato sociale del dopoguerra, attraverso privatizzazioni e deregulation, affrontando una grave crisi economica e sociale e limitando il diritto di sciopero, guadagnandosi il soprannome di "Lady di ferro".
La vittoria della Gran Bretagna nella guerra delle Falkland nel 1982 aumentò la popolarità del partito conservatore e contribuì al secondo mandato di Thatcher nel 1983, nonostante le difficoltà economiche interne.
Il declino di Thatcher iniziò con l'aumento dell'inflazione e della disoccupazione, la frattura con il partito conservatore per le sue posizioni antieuropeiste e le proteste contro la poll tax, che la costrinsero a dimettersi nel 1990.