Valore assoluto e nozione di intervallo
La funzione valore assoluto mi dà il vantaggio che elimina eventuali segni (-). Non causa problemi se scambio X e X0 (in questo caso, perché se cambio il loro valore assoluto non cambia. Per parlare di distanza/vicinanza, si utilizza quindi questa funzione.
Nozione di intervallo
Di intervalli ce ne sono tanti. Per intervallo, s’intendono tutti i punti che stanno TRA un punto e un altro. Sappiamo che a<b:
- (a,b) ⇒ a < x < b ⇒ aperto
- [a,b] ⇒ a ≤ x ≤ b ⇒ chiuso
- (a,b] ⇒ a < x ≤ b
- [a,b) ⇒ a ≤ x < b
- (a,+∞) ⇒ x > a ⇒ aperto
- [a,+∞) ⇒ x ≥ a ⇒ chiuso
- (-∞,b) ⇒ x < b ⇒ aperto
- (-∞,b] ⇒ x ≤ b ⇒ chiuso
Limitati
Illimitati
Nozione fondamentale per il concetto di vicinanza
X0 sia un numero reale. X0 ∈ ℝ. Si definisce intorno di X0 un qualsiasi intervallo aperto contenente il punto X0.
Esempio
X0=1, (0,2) è un intorno del punto 1. Sicuramente sì, perché 1 è contenuto nell’intervallo che va da 0 a 2.
(1,2) è un intorno del punto 1? In questo caso no. Perché X0 ∈ intervallo aperto. Quindi il punto deve stare dentro anche se (1,2) non è un intervallo aperto.
(0,∞) è un intorno di 1, perché questo intervallo parte da 0 a +∞ quindi contiene al suo interno.
(-∞,0) è un intorno di 1, perché questo intervallo parte da 0, ma è negativo.
Si definisce intorno di +∞ ogni intervallo aperto del tipo (a,+∞).
Si definisce intorno di -∞ ogni intervallo aperto del tipo (-∞,b).
L’intervallo permette quindi di quantificare l’avanzarsi di punto X0 o chi per.
Per quantificare la distanza di quest'intorno dal punto X0, si fa: a ≤ x ≤ b ⇒ (x - q) Pongo q₁ - q₂ = ∞ o quindi ottengo X0 - Σ ≤ x ≤ X0 + Σ = L’intorno simmetrico di x0 con semiampiezza usata ∈ Σ.
La funzione valore assoluto ha per vantaggio che elimina eventuali segni (-) e mai causa problemi se scambio x₁ e x₂ (in questo caso) perché se li scambio il loro valore assoluto non cambia. Per parlare di distanza/vicinanza, si utilizza quindi questa funzione.
Nozione di intervallo
Di intervalli ce ne sono tanti: per intervallo, s’intendono tutti i punti che stanno tra un punto e un altro. Sappiamo che a < b:
- (a, b) → a < x < b = aperto
- [a, b] → a ≤ x ≤ b = chiuso limitati
- (a, b] → a < x ≤ b
- [a, b) → a ≤ x < b
- (a, +∞) → x > a = aperto
- [a, +∞) → x ≥ a = chiuso illimitati
- (-∞, b) → x < b = aperto
- (-∞, b] → x ≤ b = chiuso
- (-∞, +∞)
Nozione fondamentale per il concetto di vicinanza
x₀ sia un numero reale. x₀ ∈ R. Si definisce intorno di x₀ un qualsiasi intervallo aperto contenente il punto x₀.
Esempio
x₀ = 1: (0, 2) è un intorno del punto 1? Sicuramente sì, perché 1 è contenuto nell’intervallo che va da 0 a 2.
(1, 2) è un intorno del punto 1? In questo caso, no. Perché x₀ ∈ intorno, non deve essere l’estremo: il punto 1 deve stare dentro anche se (1, 2) è un intervallo aperto.
(0, +∞) è un intorno di 1 perché questo intervallo parte da 0 e va oltre quindi contiene il suo intero.
(-∞, 1) non è un intorno di 1 perché questo intervallo parte da -∞ e va fino a 1 ma non lo comprende a destra.
Si definisce intorno di +∞ ogni intervallo aperto del tipo (a, +∞).
Si definisce intorno di -∞ ogni intervallo aperto del tipo (-∞, b).
Tutti i punti dell’intervallo (a, b) sono obbedienti: a < x < b.
Ovunque. È unione tra noti.
L’intero permale quindi da quan(x)re = avananso di punto x₀ o chi per vno.
Per quantificare la distanza di quesh intorno, del punto x₀, si fa: a ≤ x < b (x₀ - q) x (x + q) Pongo q > 0 e quindi ottengo: x₀ - ≤ x ≤ x₀ + e L’intorno simetrico di x₀ con semi-ampiezza solida è e.
-ε < x-xo < ε ⇒ |x-xo| < ε
Funzione e punto di accumulazione
Supponiamo di avere la seguente funzione: y
Cosa succede ai valori della funzione, quando la variabile si avvicina a un certo punto?
Considero xo e quando mi ci avvicino, i valori gli si avvicinano.
Considero xo e in questo caso sembra che i valori tendono a diventare sempre più grandi. Posso determinare ciò che accade, anche se mi avvicino da una parte sola.
Considero x1 e y1; questo caso non ha alcun senso interessarsi di cosa accade, perché la funzione non è definita.
Definizione
Sia A un sottoinsieme di R, cioè un insieme non vuoto di numeri reali. (x ∈ R, xo ≠ +∞, -∞,...)
Si dice punto di accumulazione per A, se ogni intorno di xo contiene ALMENO un punto dell’insieme A diverso da xo.
Esempio
Considero l’intervallo A = (2,5) → Quali sono i punti di accumulazione?
A. Ciò che è stato detto per il punto xo è da considerarsi vero per ogni punto dell’intervallo A. Infatti sono punti di ACCUMULAZIONE TUTTI I PUNTI DI INTERVALLO APERTO ]2,5[.
Considero l’intervallo aperto perché anche 2 e 5 sono punti di accumul. Se anche prendendo in questo punto 0,5 cioè 2 e 5 stessi, ci sono dei valori contenuti nell’intervallo. Inoltre anche i punti iniziali si considerano...
Esempio 1
A: (1, +∞)
Se prendo un punto successivo al 1¹â€ sarà un PUNTO D'ACCUMULAZIONE. Anche se è d'accumulazione, questo perché qualsiasi intervallo si scelga da 1¹â€ in avanti ci sono dei punti che stanno dentro.
Quindi l'insieme dei punti d'accumulazione è (-∞, +∞) {+∞} {+∞}
Esempio 2
A: (0, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 2, ..., n)
PUNTI D'ACCUMULAZIONE ⇒ {+∞}
NON è ACCUMULAZIONE PERCHÉ CONSIDERO N
Esempio 3
A: ¹â€â€‚ ca un intero ⇒ {¹â€‰â€¦•, ¹â€‰â€¦œ, ¹â€‰â€¦›, ¹â€‰â€¦Ÿ}
PUNTI D'ACCUMULAZIONE ⇒ {0}
Unico possibile è lo 0. Perché un insieme A, come precedente, che ci sia un numero finito? necessita che ci sia un numero finito.
Esempio 4
(−1/40000, 1/40000) ε=1/40000, basta prendere n>400000.
Limiti
RIASSUMENDO: Il limite è SQUETICA, in qualche senso la funzione di essere vicino A UN PUNTO.
PUNTO D'ACCUMULAZIONE: nei dintorni è possibilità di AVVICINARSI A UN PUNTO stando in un certo intervallo.
LIMITI: Limite: quando le variabili si avvicinano a un certo valore, il valore della funzione, assume un certo valore.
Così succede nei valori della funzione (e che essi si avvicinano), quando le variabili si avvicinano a un certo valore possibile.
Definizione di limite
Sia f funzione definita in un intorno di x₀. Sia x₀ punto di accumulazione per A (x ε R, −∞. Si dice che il limite di tendere di x per x₀ = b se c'è ε > 0 in A allora ε immagine appartiene a V (f(x).
- Preso un intorno di Vo arbitrario, V mi definisce un intorno U.
- Preso un punto x nell'intorno di U, la sua immagine si trova nell'intorno di V.
V è immagine di x.
Nell’intorno di xo, più mi avvicino a xo, più la funzione V vale valori più grandi, quindi considero V che va a +∞. Quindi se prendo valori nella parte destra dell’intorno di xo questi avranno come immagine nell’intervallo V.
Se prendo valori di U che stanno alla sinistra di xo, anche le immagini non si perdono lì; la funzione non si ferma e quindi quando questi punti sono di più.
A me interessa ciò che succede nell’intervallo considerato, cioè come intervallo di dominio, che non appartiene all’intervallo definitivo, fate che le immagini stanno in V.
Limite con Xo e L reali
Supponiamo debba essere nel caso in cui sia Xo che L siano numeri reali. Xo ∈ R e L ∈ R.
U = (Xo - δ, Xo + δ) INTORNI SIMMETRICI SEGANTI NEL PUNTO.
V = (L - ε, L + ε)
V viene determinato da 1; per ogni ε > 0 esiste un intorno U (determinato da δ) esiste δ > 0 tale che se |x - xo| < δ allora |f(x) - L| < ε.
Limite con L = +∞
Supponiamo che Xo ∈ R e L = +∞.
U: (Xo - δ, Xo + δ)
V = (K, +∞) delimitato verso destra da K in poi.
Quindi stare in V significa essere maggiori di K e stare in U vuol dire essere maggiori di xo - δ e minori di xo + δ.
Perciò: Es. ogni V (determinato da K) esiste δ > 0 tale che se |x - xo| < δ e f(x) < V, quindi stai in V.
Limite con Xo = -∞
Supponendo: Xo = -∞ e L = ± ∞.
U = (-∞, H) tutti i punti prima di H.
V = (K, +∞) tutti i punti dopo K.
L'intorno V è definito unicamente da H e il suo secondo estremo.
L'intorno V è definito unicamente da K il suo primo estremo.
Devo partire da Xo quindi per ogni K esiste H tale che se x < H e allora f(x) > K.
Chiaro: limx→Xo f(x) = Lo f(x) ** x ** ε
Limite semplice
LIMITE: è il valore a cui tende una funzione quando la variabile, a sua volta, tende ad un punto plausibile, detto d'accumulazione.
Quindi: COSA SUCCEDE QUANDO LA VARIABILE TENDE A UN CERTO VALORE (?)
LIMITE SEMPLICE: Sia f: A → R (-> Sia f una funzione definita nell'insieme A, a valori reali).
Sia Xo punto d'accumulazione di A (Xo ∈ R, Xo ≠ +∞ +∞).
Diremo che limx→xo f(x) = L (Ɛ ∈ R+ l'intorno +∞ e -∞) se per OGNI intorno V del L esiste ALMENO UN intorno U di xo tale che se X∈U A x→xo, allora f(x) ∈ V.
Sia f: I → R I intervallo costituito da più intervalli.
x ∈ I se in questo caso X una può essere x0 = + ∞ e x1 = - ∞ perché la funzione è definita in un altro intervallo.
f è continua nel piano se limx→x0 f(x) = f(x0).
Proprietà delle funzioni continue
- Il limite può non esistere
Funzione sin x: 13.13sin x < 4
Se x → + ∞ limite in questo caso NON esiste.
Il valore oscilla sempre tra -1 e 1.
Questo vale per tutte le funzioni periodiche.
- Il limite se esiste, è unico
Supponendo che il tendere di x0 da destra ci siano due limiti: I valori della funzione non possono stare contemporaneamente sia in V1, che in V2.
Se i valori avvicinano p1, non si avvicinano al p2 e viceversa.
f(x) = 1/x. x0 è un punto d'accumulazione, perciò ha senso chiedersi di valore fa la funzione quando x → x0.
Se mi avvicino a x0 da destra, i valori di x aumentano e sembrano tendere a +∞.
Se mi avvicino da sinistra, sembrano tendere a -∞.
Ma se il LIMITE ESISTE, è unico!
Quindi il limite non può valere ±∞, perché accadono due cose diverse a seconda che ci si avvicini da sx o da dx.
Però se chiedo il limite del VALORE ASSOLUTO della stessa funzione…
limx→x0 |x/x0| = …
f(x) = |-1/x|
f(x) = |1/x|
Il valore assoluto di qualsiasi cosa (q) equivale a: |q| = |-q| (-q ≤ q ≤ ∞).
In questo caso il limite c'è!
Perché: limx→x0 f(x)=ℓ ⇔ ∀u ∈ A e x ≠ x0 ⇒ f(x) ∈ V.
limx→x0 g(x)=ℓ ⇔ ∀u ∈ A e x ≠ x0 ⇒ g(x) ∈ V.
limx→0+ 1/x = +∞
limx→0- 1/x = -∞
Teorema della permanenza di segno
Se il limite di una certa funzione f ad un certo valore positivo, allora esiste un intorno U di x0 in cui f > 0.
Ovvero limx→x0 f(x) = l > 0 ⇒ esiste U di x0 in cui f > 0 e viceversa…
a) Ho dei casi in cui son sicuro che il limite esiste?
f(x) = (1 + 1/x)x con x ->∞
lim x to 0 f(x) = ?
lim x to ∞ g(x) = ?
Proprietà della monotonia
Proprietà della monotonia: proprietà che caratterizza le funzioni e che ha esempi riscontrati nella rappresentazione grafica delle stesse.
La Monotonia esprime la crescita o la decrescita di una funzione o nessuna delle due cose, nel caso di una funzione periodica.
Una funzione è monótona se presenta sempre lo stesso andamento.
Monotonia crescente
Monotonia decrescente
g: A -> R
Si dice monótona crescente se: x1 x2 A x1 < x2 allora g(x1) < g(x2).
g: A -> R
Si dice monótona decrescente se: x1 x2 A x1 < x2 allora g(x1) > g(x2).
Simbologia
Crescente: x1 < x2 -> g(x1) < g(x2)
Strettamente crescente: x1 < x2 -> g(x1) < g(x2)
Quindi se g è monótona crescente o decrescente e xo es accumulazione per definizione allora esistono sempre:
lim x to xo f(x)
lim x to xo f(x)
Se una funzione è monótona limiti da una parte e dell'altra esistono sempre.
Primo caso: f crescente
- lim f(x) = ESTREMO SUPERIORE x→x₀⁻ DELLA FUNZIONE QUANDO x→x₀
- lim f(x) = ESTREMO INFERIORE x→x₀⁺ DELLA FUNZIONE QUANDO x→x₀
Funzioni continue
Tutte le funzioni elementari che son state presentate sono continue nel loro INSIEME DI DEFINIZIONE.
- f(x) = xⁿ ⇒ continua per ogni x₀ reale.
- g(x) = x^α continua per ogni x₀>0 se α≤β e per ogni x₀>0 se α>β con α, β∈ℝ.
- f(x) = eˣ continua per ogni x₀ ∈ ℝ.
- g(x) = logax continua per x₀>0.
- f(x) = sinx e f(x) = cosx continua per ogni x₀ ∈ ℝ.
- g(x) = tgx continua ∀ x₀ ≠ π/2 + kπ, k ∈ ℤ.
Teorema degli zeri
C'è un punto in cui cosx = x ⇒ x - cosx = 0.
Non è possibile determinare il valore di x₀, si può solo fare un'approssimazione.
Sia f una funzione continua in I=[a,b] ciò vuol significare che essa è continua anche ai di fuori, ma in questo caso ci interessa solo di quell’intervallo.
g(x)=x-cosx
I=[0,π]
Supponiamo che nel primo estremo la funzione sia negativa (g(a)0).
g(0)=0-cos 0
g(π)=-1
g(0)=0 importante è che il segno agli estremi sia discorde.
Allora esiste almeno un punto c E I in cui g si annulla. (g(c)=0)
Questo teorema mi dice che esiste un punto ko in cui la funzione si annulla - Come costruire il punto ko, caso approssimato.
Esercizio
Punto 1 Punto e Punto medio fa < b = 0 (a+b)/2 < 0 a1=a+b/2 < b=b1 > 0 (a1+b1)/2 < 0 a2=a1 < b=b1 a1+b1/2 < 0.
NB: se a nel punto 1 e f > 0, deve sempre essere > 0 tutta la colonna; di conseguenza se a<0, bot. Quindi b sarà >0 per tutta la colonna.
Parto dagli unici punti che conosco:
a=a g(a)<0
b=b g(b)>0
1° passaggio: prendendo il punto medio (a+b)/2.
2° passaggio: vedo se l’estremo della funzione nel punto medio (ricordando che sia negativo).
A seconda che sia positivo o negativo, le cose cambieranno.
IIIO PASSAGGIO:
Sono partita da un intervallo in cui gli estremi avevano segno opposto: a1 = a e b1 = b.
Lo secondo intervallo lo prendo in maniera tale che l'intervallo mantenga questo caratteristica, perché se c'è un punto in cui la funzione si annulla potrà risiedere di una passaggio e quindi non vederlo.
Quindi: (a1+b1)/2 se f((a1+b1)/2) < 0 e allora b2 = b1.
Oppure (a1+b1)/2 se f((a1+b1)/2) > 0 e allora a2 = a1.
Continuo poi a realizzare intervalli interni al primo (a1; b1), trovando il punto medio e determinandone il segno:
Vado avanti all'infinito.
Supponendo che x non sia MAI uguale a 0, ho costruito una successione di intervalli in cui gli estremi di sinistra sono minori e uguali dei loro successori e gli estremi di destra sono maggiori e uguali dei loro predecessori.
Inoltre, l'ampiezza dell'intervallo è ogni volta 1/2a del precedente.