Concetti Chiave

  • La temporalità è cruciale nella valutazione delle malattie pancreatiche, poiché le raccolte edematose e necrotiche inizialmente prive di parete si trasformano in pseudo-cisti dopo 4 settimane.
  • Con il passare del tempo aumenta il rischio di infezioni, principalmente di origine intestinale, in cui i batteri sfruttano le raccolte per raggiungere il pancreas.
  • La diagnosi di infezione batterica avviene tramite TC, dove si possono identificare bolle gassose, indicative di infezioni da batteri anaerobi o fistole.
  • Le fistole pancreatiche possono avere un effetto curativo, permettendo un drenaggio naturale delle raccolte, evitando procedure invasive in alcuni casi.
  • La risonanza magnetica è la metodica di elezione per analizzare il contenuto delle raccolte pancreatiche e determinare il miglior approccio terapeutico in base all'intensità del liquido.

Indice

  1. Importanza della temporalità
  2. Infezioni e complicazioni
  3. Diagnosi e trattamento
  4. Fistole e drenaggio
  5. Metodiche diagnostiche
  6. Pancreatite necrotico-emorragica

Importanza della temporalità

È importante ricordare come la temporalità sia un fattore rilevante nella valutazione della malattia pancreatica. Infatti, le raccolte edematose circostanti o le aree necrotiche si presentano prive di

parete nelle prime 4 settimane, per poi acquisirla divenendo pseudo-cisti.

Infezioni e complicazioni

Allo stesso modo anche la possibilità di infezione aumenta con il passare del tempo, la contaminazione più frequente è di origine intestinale, da cui i batteri sfruttano le raccolte adiacenti per raggiungere il pancreas.

Finché le raccolte, sia edematose che necrotiche, sono sterili è possibile mantenere una terapia medica, in presenza di infezione è invece necessario un approccio invasivo.

Diagnosi e trattamento

È possibile valutare la presenza di infezione batterica attraverso la metodica tc, dove si riconoscono bolle gassose. Queste possono essere dovute a:

● Batteri anaerobi

● Fistola pancreatico-duodenale, pancreatico-digiunale, pancreatico-colica: la notevole vicinanza del pancreas alle strutture intestinali consente alle raccolte contenenti gli enzimi pancreatici di “corrodere” la parete delle anse determinando una comunicazione tra le due strutture. Fisiologicamente l’intestino è ricco di aria e di batteri che quindi passano nella pseudo-cisti infettandola.

Fistole e drenaggio

In realtà, la fistola può essere curativa in alcuni casi perché permette un drenaggio naturale della raccolta, senza la necessità di dover ricorre a pratiche invasive.

La terapia di queste dipende inoltre dalla loro composizione, se prevalentemente liquide è possibile effettuare un drenaggio tramite accesso percutaneo (tipicamente viene drenato nello stomaco), diversamente è necessario l’intervento del chirurgo che effettua una necrosectomia, ovvero la rimozione del tessuto necrotico ed il lavaggio del sito coinvolto.

Metodiche diagnostiche

La metodica di elezione per stabilirne il contenuto è la Risonanza magnetica, ricordando come il liquido (in sequenza pesata T2) sia bianco intenso. Sulla base della scala di intensità del bianco è quindi possibile desumere quale sia il miglior approccio terapeutico.
Viene mostrata un’immagine Tc in cui vengono inizialmente indicate le varie strutture per poi concentrarsi sul pancreas e la pseudo-cisti circostante. L’immagine appartiene ad un ragazzo che ha subito un trauma addominale giocando a calcio che ha determinato la rottura del dotto di Wirsung e la genesi della pancreatite. Il trattamento è stato endoscopico con il posizionamento di una protesi ricostruttiva del dotto che permette il drenaggio sia del contenuto pancreatico che della pseudo-cisti. Il distretto addominale splancnico, a pancia chiusa, non sanguina perché la pressione endoaddominale è superiore a quella presente in vena porta.

Pancreatite necrotico-emorragica

Su qualche libro o sulle richieste radiologiche è possibile leggere la dicitura pancreatite necrotico-emorragica, perché storicamente l’exitus del paziente avveniva per emorragia addominale. Le ragioni di ciò si possono nuovamente riconoscere nel meccanismo di digestione operato dagli enzimi pancreatici che, se si interfacciano con le anse intestinali determinano la genesi di una fistola, se raggiungono il sistema venoso danno luogo alla formazione di trombi, se agiscono sulla parete arteriosa determinano sanguinamenti. Fortunatamente, per le peculiarità del circolo splancnico e per la stessa pressione esercitata dalla raccolta, può accadere che l’emorragia si autolimiti.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza della temporalità nella valutazione della malattia pancreatica?
  2. La temporalità è cruciale poiché le raccolte edematose e necrotiche si presentano prive di parete nelle prime 4 settimane, per poi trasformarsi in pseudo-cisti, influenzando così la gestione clinica della malattia.

  3. Come influisce il tempo sulla possibilità di infezione nelle raccolte pancreatiche?
  4. Con il passare del tempo, aumenta il rischio di infezione, in particolare di origine intestinale, poiché i batteri possono contaminare le raccolte adiacenti e raggiungere il pancreas, rendendo necessaria un'azione invasiva se le raccolte diventano infette.

  5. Quali sono le metodiche diagnostiche più efficaci per valutare le raccolte pancreatiche?
  6. La Risonanza Magnetica è la metodica di elezione per stabilire il contenuto delle raccolte, mentre la TC può identificare la presenza di bolle gassose indicative di infezione batterica.

  7. In che modo le fistole possono avere un ruolo curativo nella gestione delle raccolte pancreatiche?
  8. Le fistole possono consentire un drenaggio naturale delle raccolte, evitando interventi invasivi, e la terapia dipende dalla composizione delle raccolte, con drenaggio percutaneo per quelle liquide e necrosectomia per quelle più complesse.

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