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Concetti Chiave

  • La colecisti è una sacca anecogena che può presentare calcoli e segni di sbarramento, rendendo necessaria un'ecografia per confermare la dilatazione delle vie biliari.
  • Il radiologo ha un ruolo cruciale nella diagnosi, identificando patologie e caratterizzando le malattie per una corretta stadiazione, considerando le sedi di metastatizzazione.
  • Le tecniche ecografiche presentano limiti di penetrazione e risoluzione, con frequenze più elevate che migliorano la qualità dell'immagine ma riducono la profondità di analisi.
  • Le lesioni epatiche come l'angioma possono apparire diverse in ecografia a seconda dell'ecostruttura del fegato, rendendo la Tc una metodica più affidabile per la caratterizzazione.
  • In pazienti con neoplasie, la presenza di lesioni epatiche non indica necessariamente metastasi, poiché molte possono essere benigne, come dimostrato da studi autoptici.

Indice

  1. Anatomia della colecisti e calcoli
  2. Ruolo del radiologo nella diagnosi
  3. Metastasi e stadiazione delle neoplasie
  4. Tecniche ecografiche e loro limiti
  5. Caratterizzazione delle lesioni epatiche

Anatomia della colecisti e calcoli

La colecisti è la sacca anecogena nella parte alta, dentro ci sono segni di sbarramento per via del calcio contenuto nei calcoli (struttura a forma di rondine). si vede al centro un calcolo con sotto il cono d’ombra posteriore. Vediamo che la via biliare è dilatata sia a monte che a valle. In questo caso non si tratta di calcolosi, ma del tumore di Klatskin (colangiocarcinoma ilare) che dilata le vie biliari, favorendo il ristagno del contenuto e quindi la formazione dei calcoli.

Notiamo quindi come l’ecografia sia un esame di primo livello per confermare un’eventuale dilatazione delle vie biliari. Serve a dimostrare cosa ci si aspetta di vedere nel caso di un calcolo: si ha dilatazione solo ad un estremo della via biliare e non ad entrambi gli estremi come nel caso descritto sopra.

Ruolo del radiologo nella diagnosi

Quali sono i compiti del radiologo in questo frangente?

    ● identificare la patologia quando vi è un sospetto clinico

    ● caratterizzazione delle malattie

    ● stadiazione delle malattie. A proposito di questo aspetto, è utile ricordare che una ogni neoplasie presenti sedi preferenziali di metastatizzazione: il tumore polmonare

Metastasi e stadiazione delle neoplasie

metastatizza il surrene, quello pancreatico il fegato, quello prostatico l’osso, il carcinoma mammario diffonde ai linfonodi e all’osso. Sapere questo è fondamentale per il radiologo, che deve opportunamente indagare i distretti necessari. Infatti, per esempio non si effettua mai la stadiazione del pancreas senza analizzare anche il fegato.

Tecniche ecografiche e loro limiti

Se raddoppiamo la frequenza a 8 Mhz, aumenteranno gli impatti del fascio e quindi le informazioni, il potere risoluzione e l’assorbimento: il fascio si esaurisce molto prima. Si vede molto bene il sottocute fino alla glissoniana (linea bianca sotto). Quel “buco” è il ramo sx della vena porta. Dopo poco cm non riusciamo a vedere altro: è impossibile dal punto di vista fisico per via dell’assorbimento. Per questo motivo vengo usate sonde con frequenza di 3,5/ 4 Mhz.

Caratterizzazione delle lesioni epatiche

Oltre alla cisti semplice, la lesione caratterizzabile in eco è l’angioma, che appare iperecogeno o ipoecogeno a seconda dell’ecostruttura dell’organo circostante.

Infatti, su questo aspetto la Tc è una metodica più precisa dell’ecografia. La Tc rappresenta una mappa numerica di attenuazione del fascio che è uguale anche in diversi pz. L’ecografia tende invece ad essere più variabile; il risultato dell’effetto finale dipende dalla distribuzione degli echi sempre in confronto con le strutture circostanti. Quindi, se prendiamo ad esempio un fegato steatosico, questo appare iperecogeno, mentre l’angioma sarò ipoecogeno (vedi immagine sotto). Al contrario, in un fegato sano, l’angioma sarà riconoscibile come zona iperecogena.

in un lavoro del 1986 si afferma che Il fegato può essere colpito da molteplici lesioni focali spesso di natura benigna. Infatti, in un soggetto affetto da neoplasia al colon con steatosi epatica, la presenza di lesione non per forza è da metastasi. Questo è quanto è stato dimostrato in uno studio in cui sono stati analizzati 95 campioni autoptici di 95 uomini tra i 35 e i 69 anni: il 52% aveva tumori benigni del fegato (angioma, iperplasia focale nodulare).

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Qual è la funzione principale della colecisti e come si presenta in caso di calcoli?
  2. La colecisti è una sacca anecogena che può contenere calcoli, visibili come segni di sbarramento a causa del calcio. In caso di calcolosi, si osserva un calcolo con cono d’ombra posteriore e dilatazione delle vie biliari, ma nel caso del tumore di Klatskin, la dilatazione è presente sia a monte che a valle.

  3. Qual è il ruolo del radiologo nella diagnosi delle patologie biliari?
  4. Il radiologo ha il compito di identificare la patologia in caso di sospetto clinico, caratterizzare le malattie e effettuare la stadiazione, tenendo conto delle sedi preferenziali di metastatizzazione delle neoplasie.

  5. Come si differenziano le tecniche ecografiche in base alla frequenza utilizzata?
  6. Aumentando la frequenza a 8 MHz, si migliora la risoluzione e l'assorbimento, ma il fascio si esaurisce rapidamente, limitando la visibilità oltre il sottocute. Per questo motivo, si utilizzano sonde con frequenze di 3,5/4 MHz per ottenere immagini più dettagliate.

  7. Quali sono le lesioni epatiche caratterizzabili tramite ecografia?
  8. Oltre alla cisti semplice, l'angioma è una lesione caratterizzabile in ecografia, che può apparire iperecogeno o ipoecogeno a seconda dell'ecostruttura circostante. Tuttavia, la TC è più precisa per la caratterizzazione delle lesioni epatiche.

  9. Qual è la prevalenza delle lesioni focali nel fegato e la loro natura?
  10. Secondo uno studio del 1986, il fegato può essere colpito da molteplici lesioni focali, spesso benigne. In un campione di 95 uomini, il 52% presentava tumori benigni come angiomi e iperplasia focale nodulare, dimostrando che non tutte le lesioni sono metastasi.

Domande e risposte

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