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Sviluppo comunicativo e linguistico tipico e atipico

Il linguaggio è la capacità più peculiare della specie umana. È un tratto distintivo dell’essere umano. Può essere considerato come un’abilità unica che si è evoluta (solamente nel genere umano) in modo abbastanza improvviso. La spiegazione del perché si è evoluto il linguaggio è tuttora misteriosa. Ci ha dato notevoli vantaggi ai quali oggi non possiamo rinunciare (es: comunicare con gli altri, esprimere un’opinione, trasmettere conoscenza, esprimere stati interni, cultura…).

Il linguaggio si è evoluto perché siamo Homo Socialis. Anche gli animali possono:

  • Avere comportamenti intelligenti (scimpanzé, delfini);
  • Costruire e usare strumenti;
  • Avere una organizzazione sociale (scimpanzé, balene);
  • Avere una economia di scambio (anche se non monetaria);
  • Apportare modifiche all’ecosistema (formiche, termiti);
  • Uccidere conspecifici in conflitti (scimpanzé).

Tuttavia, il linguaggio verbale è l’unico tratto specificamente umano. Non esistono altre specie che possiedano qualcosa di simile al linguaggio umano. Esso ha diverse caratteristiche peculiari:

  • Creatività/produttività: nonostante un numero limitato di suoni, il codice linguistico ha una natura generativa, in quanto suoni senza significato si combinano per formare una serie di sequenze (parole dotate di significato, arbitrari e convenzionali);
  • Attraverso le parole e le regole della grammatica e della sintassi è possibile formare un numero infinito di enunciati (frasi, testi).

Il linguaggio ha una funzione cognitiva. La lingua, viceversa, è un mezzo esterno attraverso cui esprimiamo una funzione. La funzione creativa del linguaggio fa sì che le lingue non siano statiche. Inoltre, il linguaggio permette di comunicare su cose ed eventi non presenti, consentendo di muoversi nel tempo e nello spazio, cosa impossibile per la maggior parte delle altre specie.

Fattori da considerare nell'acquisizione del linguaggio

  • Le caratteristiche del sistema che viene acquisito;
  • Le caratteristiche del sistema in cui avviene il processo di acquisizione (tipico o atipico);
  • Le caratteristiche del contesto ambientale in cui l’acquisizione avviene.

Il linguaggio ci permette di svolgere diverse attività tra cui:

  • Dare informazioni;
  • Avvisare di un pericolo;
  • Comunicare i nostri pensieri e desideri;
  • Persuadere;
  • Parlare di esperienze passate e del futuro (libertà temporale);
  • Parlare con qualcuno che sta lontano (libertà spaziale);
  • Mentire;
  • Giocare/creare battute umoristiche…

Sviluppo del linguaggio

Le traiettorie dello sviluppo linguistico sono il risultato dell’interazione tra la componente genetica (DNA, ereditarietà, familiarità) e l’esperienza (ambiente, input linguistico, interazione sociale, contesti educativi, SES, bilinguismo). L’età sensibile è un periodo + contesto idoneo.

Filogenesi del linguaggio

Esistono diverse teorie circa l’evoluzione del linguaggio:

  1. Teorie discontinue: evoluzione a mosaico, cioè varie componenti (articolatorie, cerebrali e fisiologiche) si sono evolute in momenti diversi. Queste evoluzioni hanno interessato soprattutto la fisiologia:
    • La postura eretta ha permesso la liberazione di una parte del collo e di conseguenza l’allungamento della laringe;
    • L’aumento del cranio ci ha concesso di avere maggiori sinapsi e “spazio”;
    • Evoluzione del contesto sempre più complesso che ha spinto a trovare modi per relazionarsi in modo più economico.
  2. Teorie continue: evoluzione graduale e continua.
  3. Teorie non gradualistiche: certe funzioni si sono evolute in un contesto e poi sono state applicate a un altro.
  4. Gradualistiche (o darwiniane): diverse funzioni in competizione tra esse per assolvere a funzioni di soluzione di problemi in una società complessa. Di queste, i meccanismi di selezione naturale hanno privilegiato il linguaggio. Secondo queste diverse teorie, il linguaggio può aver preso due diverse linee d’ordine di evoluzione:
    1. Suono 2. Parola 3. Sintassi
    2. Parola 2. Sintassi 3. Suono

Il pensiero narrativo come origine del linguaggio. Secondo il modello n°2: Dalla mano si è passati alla bocca, ossia dai gesti si è passati alla parola, poi alla sintassi e infine al suono che ha dato vita al linguaggio. Questo permetteva di parlare di cose non presenti. I neuroni specchio rappresentano una delle prove (assieme all’area di Broca), che vede il linguaggio come l’evoluzione di una funzione. Per quanto riguarda i gesti, essi scompaiono una volta appreso il linguaggio, ma non del tutto (un chiaro esempio ne è la lingua italiana).

Secondo i teorici di tale modello, il linguaggio si è evoluto dalla musica. Infatti le prime forme di linguaggio sono le lallazioni (molto musicali) prodotte dai bambini. Le caratteristiche del pensiero narrativo come origine del linguaggio sono:

  • Specificità del linguaggio umano rispetto ad altre forme di comunicazione animale (continuità o discontinuità);
  • Intenzionalità e mind reading (cervello sociale);
  • La comunicazione avviene quando si ascolta ciò che l’interlocutore vuole dire (storytelling);
  • Ciò che viene detto non è sufficiente per capirlo: coerenza globale;
  • Coerenza globale: causalità;
  • Coerenza globale: tempo;

Il linguaggio si è evoluto per rendere pubblici i propri pensieri. Questo processo avviene attraverso la narrazione. L’aspetto centrale della narrazione è la comprensione del passato, del presente e del futuro. Nella narrazione vengono usati due meccanismi:

  • Episodic memory (Mental time travel);
  • Episodic Future Thinking.

Esistono degli aspetti in comune fra il linguaggio umano e quello animale:

  • C’è un codice condiviso;
  • Ci sono dei significati;
  • Con le stesse parole possono esprimere significati diversi.

Tuttavia, la differenza sta nel fatto che il linguaggio animale (rispetto a quello umano) è:

  • Piuttosto rigido;
  • Può essere percepito solo dai membri vicini;
  • Limitato.

Il linguaggio è irreprimibile. L’acquisizione avviene in modi e tempi identici indipendentemente dalla lingua a cui i bambini sono esposti e dalla modalità in cui la lingua è espressa. Dunque lo sviluppo del linguaggio procede secondo una determinata tabella di marcia.

Meccanismi dello sviluppo linguistico

Prima della nascita

Esperienze intra-uterine con le lingue dei caregivers:

  • Il sistema uditivo del neonato è pronto già dal terzo mese;
  • Il filtro dell’utero permette il passaggio di ritmo, intonazione e di alcuni suoni vocalici;
  • Neonati di sole 33 ore di età distinguono le vocali tipiche della loro lingua madre da quelle di una lingua non nativa.

Per indagare su cosa sentono i feti si usano tecniche di abituazione e discriminazione. Per fare questo si espongono a determinate melodie o intonazioni, e non ad altri. Alla nascita gli vengono proposti entrambi e viene misurata la sua capacità di riconoscerli o no.

Dopo la nascita

Entrano in gioco diversi fattori:

  • Input;
  • Individuazione dei suoni linguistici;
  • Elaborazione linguistica (parole e grammatica);
  • Rappresentazione mentale del discorso.

È il nostro orecchio che regola il modo in cui percepiamo un suono. Per tale ragione dobbiamo avere esperienza di una determinata lingua. Le parole ci arrivano frammentate. Nei disturbi del linguaggio le parole vengono codificate in modo errato e di conseguenza si inizia a parlare in modo errato. Il primo compito del neonato quindi è individuare e discriminare nel sonoro i suoni distintivi della lingua.

Apprendimento statistico

È composto da meccanismi rapidi e ‘robusti’ che permettono al bambino di estrarre e generalizzare strutture linguistiche in maniera implicita direttamente dall’esperienza. Il bambino mette in atto un regolamento (o input) in base alle lingue a cui viene esposto. Questo gli consentirà di apprendere altre lingue in futuro (importante per il bilinguismo).

Se al bambino viene fornito un regolamento errato quando il suo cervello è plastico, il neonato individuerà ipotesi o irregolarità dove non dovrebbero esserci e imparerà a parlare male. Proprio per questo è importante che fin dall’inizio si parli al bambino in modo corretto. È stato dimostrato che se fin dalla nascita viene esposto a due lingue imparerà due regolamenti e codici diversi, grazie a un sistema perfetto.

L’esperienza e i contesti di vita hanno effetto sullo sviluppo linguistico e cognitivo del bambino.

Il ruolo dell'ambiente nello sviluppo del linguaggio

L’ambiente viene definito in base a l’interazione tempo + spazio.

Tempo

  • L’acquisizione del linguaggio è graduale;
  • Un processo che avviene nel tempo;
  • Un processo che necessita di esercitazione e perfezionamento.

Spazio

Ci si è spesso interrogati sul perché certe parole vengono acquisite prima di altre. Da qui l’idea che l’acquisizione del linguaggio avviene all’interno di uno specifico contesto spaziale. Infatti, il contesto spaziale supporta l’identificazione del significato delle parole nell’ambiente.

Si è arrivati a identificare dei cosiddetti «Spazi di interazione calda», ossia contesti ideali per l’apprendimento. L’interazione linguistica è la condizione necessaria per l’acquisizione. Al fine di determinare l’importanza delle modalità di interazione linguistica è stato condotto un esperimento in 3 condizioni:

  • Interazione dal vivo;
  • Condizione video;
  • Condizione audio.

I risultati dimostrano che la condizione video e audio non comportano alcun tipo di apprendimento poiché manca l’interazione. Solo i bambini con interazione dal vivo hanno acquisito parole. Di conseguenza, si apprende il linguaggio solo in interazione con gli altri, non basta il tempo e lo spazio.

Sviluppo linguistico: I primi 1000 giorni di vita

  • Prima della nascita (9 mesi): Percezione di suoni; Periodo di massima sensibilità.
  • Primo anno: Focus sul significato; Sviluppo preverbale; Comprensione.
  • Secondo anno: Produzione verbale; Esplosione del vocabolario.

Un ruolo importante lo gioca anche l’adulto, che ha il compito di sostenere il linguaggio che cresce, offrendo al bambino:

  • Occasioni: più sono ricche e diversificate più è probabile che il bambino sviluppi un linguaggio armonioso. Questo è possibile offrendo libri, giocando, viaggiando, la natura (animali e ambiente).
  • Supporto (scaffolding): sia a livello emotivo, che a livello di insegnamento e aiuto. Il linguaggio si svilupperà lo stesso, ma se l’adulto sarà di supporto ci sarà un’acquisizione linguistica migliore. Lo stesso vale per il supporto nel gioco. Giocare con altri permette di usare l’altro come confronto. Avviene anche la co-costruzione della conoscenza.
  • Modello (zona dello sviluppo prossimale): l’adulto deve fungere da modello che stimoli il desiderio di scoperta e curiosità. Se leggiamo ai bambini essi diventeranno lettori da grandi.

Il linguaggio si è evoluto nella specie umana per assolvere a una funzione comunicativa (regolare il comportamento altrui e informare l’altro) oltre che come strumento di rappresentazione concettuale.

Dimensioni del linguaggio

Il linguaggio è costituito da sottosistemi (chiusi o aperti) con regole e principi propri. Tali sistemi devono essere acquisiti dal bambino e sono padroneggiati dal parlante adulto sia in comprensione che in produzione. Essi includono: fonologia, la semantica e lessico, la grammatica, la testualità e la pragmatica. Il linguaggio ha una doppia faccia: comprensione e produzione.

Nella comunicazione è presente un parlante e un ascoltatore che devono avere un intento in comune (o almeno un tacito accordo): io che parlo a qualcuno che ascolta e capisce. Il parlante (sotto)intende che l’ascoltatore cercherà di comprendere ciò che egli intende significare. Di conseguenza, si dà una rappresentazione dell’altro come uno che è capace di intendere.

Questo implica due conseguenze:

  • Una teoria della mente;
  • Una relazione tra cognizione e linguaggio.

La comprensione dunque risulta essere:

  • Un processo automatico e ineluttabile;
  • Una competenza linguistica, ma anche dotata di intenzioni.

Il processo che guida la comprensione si sviluppa nel seguente modo: Input -> Individuazione dei suoni linguistici -> Elaborazione linguistica (parole e grammatica) -> Rappresentazione mentale del discorso. Fino ai 6 mesi di vita i bambini si concentrano sulla parte superiore del viso (gli occhi esprimono). Dai 4-6 mesi cominciano a passare a osservare la parte inferiore del volto (bocca) e a tratti a quella superiore (studi di Eye-tracking).

Infatti nei casi di bambini tardivi, le logopediste consigliano di fare molta comunicazione faccia-faccia, per compensare con la comprensione del labiale. Dal 6-8° mese, il bambino diventa estremamente sensibile all’integrazione tra ciò che sentono e ciò che vedono nel labiale. L’udito quindi è importante per il linguaggio, ma il bambino è in grado di integrare le informazioni provenienti da diverse fonti.

Riconoscimento delle parole

  • Riconoscimento delle parole dalle prime sillabe;
  • Lessico = dizionario mentale;
  • Una persona adulta conosce circa 60.000 parole.

Organizzazione lessicale efficiente per un’adeguata comprensione e facilitazione semantica. Il lessico verbale è una rete. L’attivazione di un nodo attiva anche quelli più vicini (o simili).

Riconoscere le parole consente di estrarre informazioni di diverso tipo:

  • Sintassi: classe grammaticale (verbo, nome);
  • Morfologia: singolare o plurale;
  • Semantica: il significato.

Queste informazioni sono essenziali ma non sufficienti per comprendere la frase. Il significato della frase si basa sulle parole che la compongono, ma non è la semplice somma dei significati di quelle parole. Ad esempio nelle due frasi:

  • Il cane rincorre il gatto
  • Il gatto rincorre il cane

In questo caso il significato è legato sia alla conoscenza delle relazioni che legano le parole, sia al ruolo di ciascuna parola nella frase.

Dopo le parole il secondo passo è la comprensione delle frasi:

  • Analisi sintattica richiede 3 tipi di informazioni: competenza linguistica (conoscenza implicita di come devono essere fatte le frasi);
  • Recupero di informazioni lessicali relativamente alle parole;
  • Conoscenza dell’ordine delle parole in ciascuna frase.

Oltre all’analisi linguistica è importante anche l’aspetto dell’interpretazione del messaggio linguistico. Ad esempio nella frase: "Sai che ieri Carlo ha avuto un incidente? Non mi stupisce: ha bevuto tutta la sera." Noi siamo in grado di capire questa conversazione perché abbiamo la conoscenza che bere porta a fare incidenti (ma ad esempio un bambino autistico non avrebbe questa conoscenza). Anche la risposta è sufficiente perché racchiude implicitamente altre conoscenze.

C’è un tacito accordo tra parlante e ascoltatore sulla capacità di comprendere. Questo ci serve anche perché se parlassimo esplicitando tutto la conversazione questa diventerebbe terribilmente noiosa. In questo modo invece non solo l’altro deve ascoltare ma anche interpretare, quindi entrambi gli attori sono attivi (lavorano), nessuno è totalmente passivo. Le informazioni linguistiche vanno arricchite e integrate con le conoscenze sul mondo.

Lettura

In continuità con lo sviluppo del linguaggio orale. Differenze rispetto al linguaggio orale (input, segmentazione, meccanismi di acquisizione). Oltre alla produzione, un altro aspetto chiave del linguaggio e della comunicazione è la produzione linguistica. Per parlare (come per comprendere) occorre recuperare le informazioni fonologiche, lessicali, sintattiche.

Le informazioni usate sono le stesse, mentre i meccanismi di recupero ed uso sono diversi:

  • Comprendiamo più parole di quante ne produciamo (es: quando comprendiamo un film in inglese, ma poi se proviamo a parlare con un ragazzo Erasmus abbiamo più difficoltà di quante pensassimo);
  • Godiamo delle opere letterarie senza condividere il talento (es: leggiamo Tolstoj ma non saremmo in grado di scrivere come lui).

Esistono due tipi di afasia in base all’area colpita: Broca (produzione) e Wernicke (comprensione). A livello infantile è tutto diverso perché le aree all’inizio non sono ben specializzate, è tutto il cervello che fa tutto con plasticità cerebrale, in cui moltissime aree possono compensare e assumere un ruolo anche se non compete loro. Questo permette di avere un recupero a volte.

Produzione linguistica

  1. Pianificazione: Mentre parliamo i due meccanismi operano in parallelo.
  2. Esecuzione

Pianificazione si svolge nel seguente ordine:

  • Idea (concetto mentale astratto);
  • Selezione del lessico;
  • Lemmi (parole mute);
  • Assegnazione delle funzioni sintattiche;
  • Ordinamento.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pamela.cavaliere di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sviluppo comunicativo e linguistico tipico e atipico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Roch Maja.
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