Storia dell’arte moderna e didattica dell’arte
Lezione 1 – 20/02/2018
Arte preistorica
Arte egizia
Arte greca
Arte rinascimentale
Arte moderna
Didattica dell’arte
- Bagaglio di conoscenze = sapere.
- Metodo di lavoro fare = saper fare (laboratorio di Munari), imparare a fare un esercizio in prima persona ci permette di comprenderlo non solo in teoria ma anche nella pratica e facilita a sua volta anche l’insegnamento.
Opera d’arte
1) Opera d’arte: oggetti culturali portatori di conoscenza, vogliono comunicare o trasmettere emozioni e dobbiamo tramandarla ai nostri alunni.
Può essere fruita da noi utenti anche senza conoscerla, basta osservarla.
Nel momento stesso in cui la viviamo implicitamente queste immagini ci comunicano qualcosa. La didattica deve seguire un metodo intenzionale (obiettivi che vogliamo ottenere dai nostri autori e strategie di comunicazione) e non casuale.
Conoscenze generali
- Soggetto.
- Tematica.
- Composizione.
- Tecnica.
- Autore.
- Iconologia (significati simbolici e allegorici, cioè nascosti, che attribuiamo ad un’icona = immagine).
- Iconografia (descrizione e classificazione di quanto raffigurato nell’opera d’arte).
- Contesto storico.
- Critica.
Conoscenze specifiche
Conoscenze specifiche (non indispensabile saperli):
- Restauro.
- Colore, segno.
- Fortuna.
- ...
Principi costitutivi dell’opera d’arte
2) Principi costitutivi opera d’arte (mediatori di sapere):
- Oggetto + attributo simbolico (ogni opera ha un componente, l’attributo simbolico. Si lega all’iconologia).
- Contenuto + linguaggio (preconoscenze del proprio bagaglio culturale).
- Materia + forma (autore si accinge a creare qualcosa che prima non esisteva, cioè dare forma ad una materia. Deve essere sempre utilizzato).
- Oggetto + attributo proiettivo: ruolo del fruitore nell’opera d’arte (per cui l’autore è parte dell’opera stessa. Si usa quando si prevede una trasposizione in carne ed ossa).
Paradigmi costitutivi della trasposizione
3) Paradigmi costitutivi della trasposizione (didattica dell’opera d’arte):
- Oggetto + attributo simbolico (far capire all’alunno qualcosa es: attraverso disegno).
- Contenuto + linguaggio (considerare le conoscenze che il bambino già possiede).
- Materia + forma (principio regolatore pensato per la prima volta da Aristotele che permette agli alunni di dare forma ad un materiale).
- Oggetto + attributo proiettivo (alunno entra a far parte dell’opera d’arte, es: recita, mimo).
Domande fondamentali
- Cosa rappresenta?
- Che cos’è?
- Com’è fatta?
- Qual è il ruolo del fruitore?
Esempio: albero
Iconografia: osservare solo la sua forma, apparenza. Nella “Fuga in Egitto” di Giotto è estremamente stilizzato, questo ci può permettere di riconoscerlo.
Siamo abituati a legare la rappresentazione di un oggetto all’oggetto stesso ma in realtà sulla tela vi sono solo macchie di colore, non possiamo arrampicarci su esse perché non è un albero reale. Cézanne fu il primo in grado di slegare l’arte dalla realtà.
Iconologia: articolare i contenuti simbolici dell’opera.
Giuseppe Penone intaglia gli alberi per comunicarci l’importanza di ogni oggetto semplicemente perché esiste. In un’opera abbraccia un albero ma in realtà è l’albero che abbraccia lui. Applica inserti in metallo che lasciano segni visibili mentre esso cresce, ci racconta che è stato giovane e ha vissuto. Questi dettagli non siamo abituati a coglierli perché troppo presi dai nostri impegni ed interessi.
La natura è sempre crescente ma l’uomo no e prendendoci una parte di questa esistenza compiamo un’ingiustizia, crescendo lo spazio che togliamo alla natura è sempre maggiore. Dal punto di vista iconologico ci mostra come l’albero è segnato dalle azioni umane, alla fine dello sviluppo lo spazio che prendiamo dalla natura raggiunge il limite e con la morte dobbiamo restituirlo ad essa.
L’unico modo per sfuggirvi è far spazio dentro di noi ad un’altra creatura (nascituro) cosicché prenderà il nostro posto.
Lezione 2 – 21/02/2018
Arte preistorica
Arte preistorica (3 periodi principali):
- Paleolitico superiore (40.000/10.000 a.C.) in cui nascono le prime raffigurazioni operate dall’uomo. Non vive più nelle caverne bensì nelle capanne e piccole palafitte, ma torna nelle caverne al solo scopo di realizzare immagini.
- Mesolitico neolitico (10.000/4.000 a.C.) quando inizia a coltivare.
- Età del bronzo (4.000/...) quando inizia a lavorare i metalli.
Ontologico: esserci del momento, dell’essere umano che si comporta come un paleolitico. La preistoria è una condizione ontologica perché l’hanno vissuta per primi.
Ontogenetica: significa ripetere le stesse tappe, problematiche dell’uomo preistorico durante lo sviluppo.
Primitivo: è colui che ragiona secondo i pensieri e le azioni del primo uomo (no connotazione negativo).
Il bambino che si appresta alla conoscenza del disegno compie queste azioni primitive nella fase dello sviluppo.
“La storia dell’arte” E.H. Gombrich
Capitolo 1: “Strani inizi”
Estetica: definisce i canoni di bellezza dell’arte.
Ma questi criteri di bello e brutto gli ominidi non li possedevano di certo.
L’uomo vede le cose in base alla misurazione di un suo canone ma non le conosce realmente perché questi sono creati dall’uomo e dunque criteri relativi.
Dipinti e sculture rupestri nella preistoria hanno una funzione magica (parola usata da Gombrich), detta anche propiziatoria (sinonimo usato dalla scienza). No estetica!
Significa che l’uomo era convinto che attraverso l’uso di queste immagini potesse modificare il prossimo futuro (queste cose piacciono molto ai bambini).
Es: pubblicità, la usa lo stesso principio con il bombardamento mass mediatico, tramite le stesse immagini e slogan cerca di modificare le nostre azioni prossime future (meccanismo medesimo ma più complesso).
Questo era un desiderio per avere delle certezze per il nostro futuro.
I parametri sono cambiati ma i desideri sono gli stessi, quindi i nostri desideri sono gli stessi dell’uomo preistorico.
- Magia = preistoria.
- Alchimia = Rinascimento.
- Scienza = Illuminismo.
Tecniche per disegnare
Tecniche per disegnare (mani e strumenti):
- Mani (si sporcavano le mani lasciando le tracce in positivo, col tempo comprendono che potevano usarlo come stampino, così anche i bambini attraverso il gioco).
- Bastoncini (per incidere, lasciare segni).
- Pennelli rudimentali (creati grazie alla pelliccia degli animali).
- Canne (usata come una cerbottana, si mette all’interno un collante naturale come una resina e del pigmento, infine vi si soffiava all’interno per dipingere).
Soggetti
- Mammut.
- Bisonti.
- Felini.
- Bovini.
Nel desiderio di incontrare questi animali di taglia superiore, che gli permettevano di mangiare per mesi, li rappresentavano con immagini (immaginiamo quello che desideriamo). Volevano avere potere sulla preda, per questo molte tribù usano maschere per travestirsi da animali, la recitazione è così sentita che credono sia veri (immedesimazione).
Feticcio: è un oggetto creato per venerare la divinità. Il rischio è di scambiare l’oggetto, che è solo un mezzo, per la divinità stessa.
Animismo: credenza che le cose vivono perché possiedono un’anima, un oggetto ci deve comunicare qualcosa a livello empatico.
Es: rapporto che si può instaurare tra un’opera d’arte e la persona che la osserva.
L’opera è portatrice di questo potenziale, quindi se un artista non crede in questo potenziale non può essere un artista.
Arte paleolitico superiore si divide in:
- Arte mobiliare (tutti piccoli oggetti che si possono spostare o utilizzare: monili).
- Arte rupestre (tutti gli oggetti che non si possono spostare, presenti sui muri: graffiti).
Lezione 3 – 06/03/2018
“Arte e cognizione” Argenton
Capitolo 3: “Alle origini dell’arte”
Argenton è uno psicologo dell’arte.
Parla dell’ontogenetica ovvero ripercorriamo gli stessi sviluppi cognitivi dell’uomo preistorico attraverso i segni base della grafica: punto e linea.
Conoscenza procedurale = so che cosa fare e come farlo (dipingere con le mani, strumenti...). Il bambino può rappresentare le proprie immagini mentali nella realtà, allo stesso modo dell’uomo preistorico.
Soggetti
- Figure animali (principalmente erbivori).
- Figure umane (sia maschili che femminili).
- Motivi ornamentali e decorazioni pseudo-geometriche.
- Configurazioni schematiche.
Tanti punti vicini o altri elementi possono costituire un’immagine che serve a rappresentare la nostra immagine mentale.
Es: l’immagine che rappresenta una giraffa non è effettivamente una giraffa bensì una forma che allude ad una figura di giraffa perché il nostro cervello cerca nelle nostre conoscenze una figura simile e la collega al suo significato.
Per un bambino possono essere macchie maculate, un lungo collo.
È una sintesi, non è banale bensì un’importante evoluzione cognitiva.
La scelta di rappresentare un’immagine di profilo è quella più semplice e funzionale poiché ci permette di comunicarne più facilmente il significato al fruitore, rispetto ad un’immagine frontale.
Nel Paleolitico superiore vi sono due tendenze nell’arte:
- Tendenza figurativa: uomini o donne.
- Tendenza non figurativa: oggetti, elementi ornamentali.
Vi sono due tipi di segni nell’arte preistorica:
- Figura animale = segno più lineare e preciso.
- Figura umana = segno più impacciato e aspetto elementare.
Inoltre uomini e donne sono differenziati nella rappresentazione grafica:
- Uomo = rappresentato nell’arte parietale (dipinta o graffita).
- Donna = scolpita a tutto tondo in piccoli oggetti di pietra (statuette steatopigie = dai fianchi larghi).
Accidentalità naturale = sono la forma o la superficie delle cose così come si presentano (es: formazione stalagmitica, asperità di una roccia, profondo diverticolo, concrezione calcitica). Quindi consiste nello sfruttare le protuberanze naturali della roccia per la creazione di una rappresentazione propria (es: completare il corpo di un bovino).
Accidentalità configurazionale = quando il nostro segno o configurazione si adatta all’oggetto scelto, usata soprattutto nell’arte mobiliare e nella propulsione che aumenta la potenza nel lancio dell’oggetto (es: tatuaggio realizzato sulla clavicola si adatterà alla forma dell’osso stesso).
Se il formato di lavoro che proponiamo ai nostri alunni è sempre lo stesso essi risponderanno con la rappresentazione dei medesimi oggetti.
Per questo è necessario proporre loro formati nuovi che gli permettano di creare disegni diversi, originali e fuori dal comune.
L’insegnante sceglie intenzionalmente una forma che costringe l’alunno a cercare e sperimentare attingendo dal proprio bagaglio culturale.
Punto-linea-figura = (es: nuvole in cui scorgo una figura, se collego le stelle come puntini posso rappresentare una mia rappresentazione mentale in una figura).
Esempi di laboratorio
- Adattamento al formato = Munari prende delle strisce esageratamente lunghe, in questo modo si possono realizzare degli orologi chiudendo le strisce a cerchio oppure collane facendo tanti piccoli anelli da assemblare poi insieme, oggetto consequenziale.
- Strappare un foglio di carta in tanti pezzi e sceglierne uno. Guardarlo e girarlo finché in esso non scorgo attraverso l’intelletto una figura, aggiungendogli poi dei dettagli come un punto per un occhio e una linea per una bocca.
- Rovinare un foglio di carta con le mani, colorarne alcune parti per trovarne una figura o un paesaggio. In questo esercizio otteniamo un diverso punto di vista.
- Scarabocchio in cui trovare una figura (non posso imparare a disegnare senza prima scarabocchiare).
- Si prende un foglio di carta, si piega e ritaglia. Prima di trovare una forma da rappresentare è necessario passare attraverso la fase del caos, quella in cui il cervello elabora la figura.
- Esplorazione cinestesica del bambino = importanza di lavorare per terra piuttosto che su un tavolo quindi muovendosi dentro questo spazio e utilizzando tutto il corpo (strisciare, rotolare...). In questo modo si sfrutta anche la memoria perché è necessario ricordare dove e cosa ho fatto.
- Cambiare la superficie, la configurazione a cui ci adattiamo, in cui rappresentare l’oggetto (es: disegnare la famiglia invece che con il soggetto, padre, madre e fratello con gli omini stile impiccato e casetta quadrata in un foglio A4 orizzontale con una disposizione diversa e su una superficie diversa: timpano, cerchio).
Lezione 4 – 07/03/2018
Concetti generali nella preistoria
- Iconografia.
- Composizione.
Paradigmi costitutivi nella preistoria
- Materia + forma = carta strappata è la materia che grazie alle indicazioni dell’insegnante e all’immaginazione del bambino assume una forma.
Uomini preistorici non riuscivano a costruire un’immagine efficace al primo colpo.
Gli oggetti (es: canna) sono stati realizzati per altri scopi, poi scoprono che questi segni possono essere articolati anche per realizzare una figura e gli hanno dato una nuova funzione. Quindi l’ominide non era già bravo e le figure non avevano una funzione magico-propiziatoria (movente più profondo) ma all’inizio sperimenta soltanto.
Hegel, il maggior filosofo del 700, dice che l’arte serve come strumento perché passa alla religione, poi alla razionalità, al concetto, alla tecnica e infine alla tecnologia.
Questa funzione dell’arte si è persa in sostituzione a qualcosa di più efficace ma se rappresentiamo l’arte come semplice oggetto l’arte muore.
Passaggio dall’uomo Faber all’uomo Sapiens, il quale non viveva nelle caverne ma vi ritornava appositamente per produrre le raffigurazioni sulle sue pareti, immagini singole separate o sovrapposte (operazione non razionale).
Il livello tecnico raggiunto dopo secoli di addestramento è molto elevato.
Esempi con immagini
- Rappresentazione di una scena di caccia.
- Rappresentazione di un branco di equini che cadono in un burrone, il quale è realizzato seguendo l’accidentalità formale e naturale della roccia.
- Rappresentazione di un bovino il cui occhio e narice sono realizzati con un singolo segno circolare, tanto difficile quanto semplice può apparire.
- Anche una mandria che corre, il movimento e la velocità è estremamente difficile da riprodurre in maniera significativa.
- La sovrapposizione delle zampe posteriori di due bovini ci fa capire che i due animali si stanno allontanando l’uno dall’altro.
- Un bisonte è stato colpito da un uomo con una lancia che si è spuntata nel colpire l’animale, gli sono uscite le budella ma non è morto e, arrabbiato, ha colpito a sua volta l’uomo. Inoltre c’è un’esca in basso a sinistra, rappresentata da un piccolo uccellino. Tutto questo ci mostra quanto gli uomini preistorici erano bravi a rappresentare e farci comprendere la loro rappresentazione mentale.
L’uomo ha una testa di uccello rappresentato grazie ad un segno perché questi ominidi si camuffavano da animali attraverso maschere per fungere da esce (si passa da una concezione magica ad una concezione animistica). Presenta però quattro segni che sono il naso, i piedi e il pene in erezione (uomo in stato itifallico).
Sono rappresentati quindi due animali feriti, uomo e donna sono anch’essi animali.
Quindi l’essere umano sta nascendo adesso e sta lasciando la sua parte animale, quella più forte, conosciuta e sicura. Si sentivano a disagio perché stavano cominciando a sviluppare delle cognizioni mentali che ancora non sapevano cosa fossero per cui non riuscivano a realizzarle.
In questo momento sente il divieto, i limiti invalicabili del diventare homo sapiens che sono: durata (duriamo per una certa durata, non è il tempo dell’orologio. Siamo l’unico animale che vive con la consapevolezza, il sentimento di esserci), mortalità (culto dei morti, seppellimento) e sessualità (nascita di un figlio/a all’epoca era legato all’istinto animale del piacere, non avevano il collegamento tra accoppiamento-nascita e la reazione incontrollabile dei corpi come la pancia e i seni che crescono. È stato il primo ed unico essere vivente ad accorgersi del proprio cambiamento e di non poter valicare questi limiti = separa l’uomo dall’animale).
L’uomo cerca di superare i propri limiti comunque attraverso l’illusione, ricercando ciò che aveva perduto (lo stato di natura originario, vive in un ambiente, nasce e muore ma non lo sa). Per questo l’uomo deve compiere un’azione che gli faccia dimenticare di sé.
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