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Quando nasce l’età moderna?

Il 1492, ovvero la Scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo, è la data emblema che segna la fine del Medioevo e l’inizio dell’età moderna.

L’inizio dell’età contemporanea

Tradizionalmente si individua l’inizio dell’età contemporanea con il 1789, anno d’inizio della Rivoluzione Francese, evento che introdusse i principi di libertà politica-economica, cambiamenti nei rapporti di classe, trasformazioni della cultura-tradizioni, anche se si tratta di un proseguimento delle idee e dei valori proposti dall’Illuminismo.

Il 1815, durante il quale si svolse il Congresso di Vienna, segna l’apertura di una nuova fase: l’organizzazione della vita statuale, sociale, privata. La società conosceva una prima trasformazione con l’imporsi delle grandi aree urbane, la grande Londra tra fine ‘700 e inizio ‘800, il miglioramento dei trasporti via terra e via mare.

Proposte di periodizzazione

Lo storico inglese Barraclough individua “un lungo periodo di transizione” di circa 70 anni, che andava dalle dimissioni di Bismarck (1890) al 1961, anno di inizio della presidenza di John F. Kennedy negli Stati Uniti. Questo periodo di tempo avrebbe visto il progressivo declino dei caratteri dell’età moderna e l’affermarsi dei caratteri dominanti dell’età contemporanea.

Lo storico americano Arno Mayer, nel 1981, ha lanciato la tesi di un Antico Regime che sarebbe durato fino alla Prima Guerra Mondiale (1914); egli cercava di dimostrare che i valori dell’Antico Regime e i poteri dell’Aristocrazia erano sopravvissuti fino allo scoppio del conflitto mondiale.

Lo storico inglese Eric Hobsbawm sosteneva la teoria di un “lungo ‘800” che andava dall’impero Napoleonico alla fine della Prima Guerra mondiale (1818) ed un “breve ‘900” che andava dalla fine della Prima Guerra alla caduta del Muro di Berlino e del comunismo sovietico (1989).

Elementi di novità dell’età contemporanea: lo spazio

Lo spazio dell’età contemporanea è diverso da quello dell’antico regime:

  • Sviluppo dei mezzi di trasporto, ferrovia e automobile, e della comunicazione grazie alla tecnologia.
  • Globalizzazione e dimensione della società di massa, trasformazioni nell’economia, industrializzazione, catena di montaggio, grandi magazzini, vendita per corrispondenza.
  • Trasformazione del rapporto dell’uomo con il territorio, prima trasformazione lenta, oggi rapida e incisiva.

Allargamento del suffragio: Francia

Dopo il Congresso di Vienna si mantiene in più casi il suffragio maschile basato sul censo, ricchezza e istruzione che rende le persone più forti e da capacità critica.

  • Rivoluzione del 1830, Francia e Belgio sono regimi costituzionali ma il voto è ancora basato sul censo.
  • Il potere dei sovrani non è più assoluto ma viene accordato con i cittadini.
  • 1848, la Rivoluzione introduce per la prima volta il suffragio universale maschile, fase breve e transitoria.
  • Napoleone III utilizza dei plebisciti, voto popolare maschile, nell’ambito della trasformazione della Francia da Repubblica a Impero.
  • 1870, dopo la caduta di Napoleone III, con la Terza Repubblica in Francia si instaura il suffragio universale maschile.

Potere politico

Nell’Antico Regime il sovrano governa per diritto divino; alcuni filosofi, tra cui Locke e Hobbes, avevano messo in discussione questo fondamento teocratico e avevano avanzato l’idea del contratto come base del potere politico. Questo contratto prevedeva la cessione da parte dei membri di una comunità del proprio potere individuale a un terzo soggetto per rendere possibile l’amministrazione della comunità. Questo apriva la strada alla laicizzazione della politica, cioè alla liberazione dai vincoli della religione.

Rousseau utilizza l’idea del contratto per sostenere che la decisione politica era il frutto della volontà generale dei membri di una comunità. In questo modo veniva abolita l’idea del potere assoluto e si poneva la base per l’affermazione di uguaglianza politica.

Allargamento del suffragio: Gran Bretagna

Il suffragio viene ampliato gradualmente con le leggi a partire dal 1832; il suffragio universale maschile viene introdotto nel 1918.

Allargamento del suffragio: Italia

Al criterio censitario si affianca o sostituisce quello dell’istruzione, riforma 1882; il suffragio universale maschile si introduce nel 1912.

Allargamento del suffragio: Germania

Si concede il suffragio universale maschile nel 1871, dopo l’unificazione, ma solo per la camera elettiva.

Stratificazione sociale

Lo storico francese Mousnier propone tre tipi di stratificazione sociale:

  • Stratificazione in caste, la società è gerarchizzata secondo gradi di purezza religiosa ereditaria.
  • Società di ordini o stati, i gruppi sociali sono classificati in base a privilegi.
  • La società di classi, determinate dal denaro che individua il gruppo sociale di appartenenza.

La massa e le classi pericolose

La Rivoluzione Francese (1789) segna lo spartiacque fra Antico Regime ed età contemporanea e segna un cambiamento, in quanto sostiene il principio di uguaglianza fra gli uomini e l’abolizione dei ceti sociali.

La massa: nell’Antico Regime e durante l’800 ha un significato negativo, in quanto designa un gruppo disordinato di persone. Attualmente il significato è cambiato.

Le classi pericolose: il proletariato urbano della Rivoluzione Industriale, il “popolino” parigino della Rivoluzione Francese e gli operai del ’48 rappresentavano il pericolo di un cambiamento effettivo in una società che doveva essere immutabile e statica.

Dall’Antico Regime alla società di massa

  • Rivoluzione Francese spartiacque fra Antico Regime e Società Contemporanea.
  • La società dell’Antico Regime era basata sulla disuguaglianza.
  • L’Illuminismo prepara i presupposti del cambiamento e sostiene la libertà critica.
  • L’uguaglianza dei diritti è il presupposto per l’uguaglianza politica.

Le rivoluzioni industriali

La storiografia indica 3 rivoluzioni industriali che hanno portato alla crescita operaia e del ceto medio: 1) macchina a vapore e carbone 1770-1870; 2) elettricità, petrolio, motore a scoppio 1870-1945; 3) energia atomica, astronautica, informatica dal 1945.

Trasformazioni nel mondo della produzione dall’antico regime all’età industriale

Radicale concentrazione delle botteghe artigiane, dal sistema di tipo familiare sostenuto da società e corporazioni, alla nascita della fabbrica, macchinari più grandi che necessitano di maggiore forza sistematica, concentrazione di operai in aree urbanizzate, centri che crescono notevolmente senza alcun controllo e senza igiene, condizioni di lavoro rigide, in luoghi malsani, orari di lavoro lunghissimi, utilizzo di manodopera femminile e infantile e operai non specializzati.

La classe operaia

Gli operai sono spesso contadini che abbandonano le campagne in cerca di fortuna; sono detti proletari perché la loro unica risorsa sono i figli. I quartieri popolari delle città sono degradati e prolifera la criminalità, manca qualsiasi tipo di tutela sociale e istruzione.

Il problema del pauperismo

La povertà, l’ignoranza e il controllo delle classi proletarie sono problemi avvertiti fortemente in diversi ambiti:

  • Il governo conservatore britannico risponde con leggi che mirano a garantire le condizioni di sopravvivenza dei poveri ma sono legate a strutture locali, parrocchie, che non consentono la mobilità dei lavoratori.
  • Le idee utopistiche dei socialisti Owen e Fourier che cercano modelli alternativi di organizzazione che tutelino i lavoratori tramite progetti volontaristici.
  • Marx individua nella lotta di classe la conclusione inevitabile del conflitto tra capitalisti e proletari.

Nascita di leghe e sindacati

Il “luddismo” è la prima manifestazione di protesta degli operai specializzati nei confronti dell’industrializzazione. Essi si oppongono al sistema di fabbrica con episodi di violenza e distruzione dei macchinari. Le leghe sono associazioni di mutuo soccorso per creare una rete di aiuti sociali. Vengono organizzati sindacati per tutelare e rivendicare migliori condizioni di lavoro, di vita, di salario degli operai.

Organizzazione del lavoro

Nel 1890 Taylor aveva inventato un sistema di controllo della produzione basato sulla misurazione dei tempi di lavoro, “organizzazione scientifica del lavoro”. Nel 1904 uscirono dalla fabbrica di Ford le prime macchine costruite con la catena di montaggio, ciascuna operazione viene effettuata secondo sequenze scandite dalle macchine che trasportano i pezzi da assemblare.

I consumi

Nella società di Antico Regime i bisogni voluttuari erano riservati a una ristretta élite, il resto della popolazione si limitava ai beni di prima necessità. Tra ‘800 e ‘900 la produzione industriale ha bisogno di un mercato più ampio: progressivamente l’industria dovette variare la sua offerta per conquistare acquirenti. Si cominciò a produrre in eccedenza e la crisi non nasceva più dalla penuria di beni, ma dall’abbondanza di questi stessi che, rimanendo invenduti, determinavano la sovrapproduzione.

La distribuzione

Nell’antico regime fabbricazione e vendita sono uniti in spazi ridotti e la scelta non è varia; durante l’800 nascono i negozi specializzati e i grandi magazzini per un pubblico vasto.

Nascita del tempo libero

La regolamentazione dell’orario lavorativo è unita alla rivendicazione dell’ozio da parte dei lavoratori, il tempo libero porta anche l’alcolismo, sorgono a opera di filantropi associazioni e iniziative per occupare il tempo libero a scopo educativo, fascismo, nazismo e regimi comunisti strumentalizzarono questi tipi di attività a scopo propagandistico.

L’opinione pubblica

Per coinvolgere e aggregare l’opinione pubblica ci si avvale dei seguenti mezzi: il comizio e il corteo come manifestazione e propaganda di messaggi politici, coinvolgimento emotivo e comunicazione simbolica, feste e celebrazioni.

La nascita del mercato moderno

Durante l’800 nell’antico regime l’importanza degli stati risiedeva nella potenza militare, nell’estensione territoriale, il monarca assoluto governava come un proprietario terriero, nell’abbondanza di popolazione.

Dal ‘600 in Gran Bretagna e Olanda la potenza e la ricchezza del paese è legata all’attività del commercio internazionale. Con le scoperte geografiche si allarga l’orizzonte commerciale e si creano, in regime di libertà e concorrenzialità, le condizioni per lo sviluppo economico, Adam Smith. Il mercato moderno funzionava ancora secondo le regole della domanda e dell’offerta, ma adesso vengono regolate da una mano invisibile.

Durante il ‘700 Adam Smith sostiene che il mercato è una realtà in cui operano diversi soggetti nessuno dei quali in posizione dominante. Tra loro si realizza una condizione di concorrenza perfetta: il singolo mira a migliorare le proprie condizioni ed è condotto da una mano invisibile a perseguire un fine che non è nelle sue intenzioni, ovvero incrementare la ricchezza nazionale. Inoltre teorizza il Liberismo economico: economia regolata da nessun tipo di vincolo, la mano invisibile regola il mercato secondo il principio di equità.

La libera concorrenza

Il liberismo, teoria che voleva il mercato libero da qualsiasi vincolo, spesso si univa alle idee di libertà politica, liberalismo. Agli stati si chiedeva una sempre maggiore libertà economica e politica. La Gran Bretagna fu la prima a seguire una politica liberistica e a limitare i propri interventi diretti nell’economia, fungeva da arbitro tra datori di lavoro e manodopera.

La nazione industriale

Dall’800 fu evidente l’importanza del progresso economico per definire la gerarchia degli stati. La Gran Bretagna oltre al primato dei commerci era anche la prima potenza industriale, settori tessile e trasporti. Con l’avvento della macchina a vapore e della locomotiva si sviluppano le comunicazioni, si registra un notevole aumento demografico e la produzione si concentra in aree urbanizzate, si creano grandi città scarsamente igieniche. Nel 1824 sorgono le Trade Unions, il primo sindacato che raccoglieva soci in base alla professione e cercavano di tutelarne gli interessi. Nel 1844 nasce la prima cooperativa in Gran Bretagna.

Ruolo dello stato

Lo stato interviene inizialmente nella politica sociale: per agevolare il meccanismo di mercato, per moderare gli effetti negativi dell’industrializzazione, sanità e igiene.

Geografia dello sviluppo

Le nuove città industriali erano luoghi di produzione, quelle tradizionali erano luogo di scambio e consumo. L’ampliamento delle città era dovuto allo sviluppo di economie di scala, economie di agglomerazione. La sede per la formazione di ricchezza non era più la terra, ma lo spazio urbanizzato, area nord occidentale dell’Europa: Gran Bretagna, Belgio, Francia, Germania, dove si trovavano ferro e carbone, le vie di comunicazione erano sviluppate e la società, imprenditori borghesi e operai, permettevano all’industria di stabilirsi.

Ferro, carbone, industria tessile e meccanica sono i punti di riferimento della rivoluzione industriale inglese, fondata sul libero scambio, la neutralità del governo.

La grande depressione 1873-1896 e la teoria dei cicli economici

La crescita economica di primo ‘800 venne arrestata dalla grande depressione, non è una crisi eccezionale ma è in grado di modificare gli equilibri precedenti: colpì le nazioni che cercavano di seguire il modello britannico, USA e Germania. L’economia capitalista presenta un andamento a onde successive di espansione e depressione: le attività industriali hanno una fase in cui sono piene di vigore, una in cui toccano l’apice, e una in cui declinano. Crisi: fase dell’inversione di tendenza rispetto allo sviluppo; innovazione: introduzione di una nuova funzione di produzione che consente di superare la crisi.

La seconda rivoluzione industriale 1860-80/1915

Finisce il predominio economico inglese basato sull’imperialismo del libero commercio, Stati Uniti e Germania crescono la loro capacità produttiva, investono in chimica, siderurgia, elettrotecnica. Per reagire alle difficoltà gli stati più industrializzati intervenivano direttamente con dazi doganali, le merci importate dall’estero costavano di più. In Italia l’industrializzazione fu tardiva e limitata al triangolo Torino-Milano-Genova.

L’internazionalizzazione dei capitali e la nazionalizzazione delle economie

Gli alti costi degli impianti fecero nascere le società per azioni, che riunivano più capitalisti in un’unica struttura finanziaria per investire sul mercato. Le banche d’investimento mediavano i rapporti fra pubblico e imprenditori, Germania e Italia; in Gran Bretagna avveniva direttamente. La lotta per il potere coinvolgeva il mondo intero ed era necessaria una politica di potenza.

Stato, mercati, lavoratori

Nacquero 2 gruppi sociali: classe operaia, produrre beni di consumo, e ceti medi, far funzionare i commerci. Si amplia la competitività economica e si rende necessario l’intervento dello stato in merito: all’istruzione, lotta contro l’analfabetismo; per moderare gli effetti dell’industrializzazione, l’urbanizzazione; per le esigenze di tutela e qualificazione della manodopera.

Dal decollo ai primi albori dei consumi

Le tecnologie resero le economie interdipendenti. Siamo nel passaggio dalla fase di decollo e quella di maturità tecnologica delle potenze occidentali, Rostow. I paesi di recente industrializzazione, Germania, Italia, Giappone, avevano creato un imponente mercato capitalistico dei beni che dovevano trovare una collocazione per non arrivare alla crisi di sovrapproduzione. Negli USA il mercato interno assorbiva i beni industriali rendendo lo stato autosufficiente. Ford utilizzò un’organizzazione razionale del lavoro teorizzata da Taylor e costruì impianti che, tramite la catena di montaggio, sfornavano molte vetture a basso costo. Questo favorì i consumi individuali. In Europa la guerra rallentò questo processo.

La grande crisi e le sue conseguenze

Dopo la guerra le industrie andavano convertite, la disoccupazione era elevata, lo stato era diventato imprenditore, la Germania era fortemente indebitata, gli USA si erano rafforzati e la loro economia manteneva il mondo intero. La domanda europea si ridimensiona, gli imprenditori si indebitano per continuare a produrre in attesa di una ripresa della domanda, la speculazione in borsa porta a un continuo rialzo del valore delle azioni, tra il 1927-29 l’indice dei prezzi era salito da 200 a 580. Dal 1929 la borsa di New York inizia a perdere colpi: i titoli scendono e le banche non li finanziano.

Keynes sostiene che l’investimento pubblico avrebbe fatto ripartire la domanda di lavoro. Nel 1933 lo stato entra nell’economia USA e il presidente Roosevelt applica una politica di incentivi e una diretta regolamentazione del mercato del lavoro. Il New Deal, la nuova politica economica prevedeva: manovre monetarie di inflazione, controlli sulle attività bancarie, programma di assistenza ai poveri, finanziamento dei lavori pubblici. L’interventismo in Italia, sistema misto; in Germania debella la disoccupazione. Lo stato controlla l’economia secondo il pensiero liberista. L’URSS uscì rafforzato.

Cos’è un’ideologia?

È un concetto di origine filosofica, strumento conoscitivo composto da elementi teorici fusi in un sistema destinato all’interpretazione e valutazione della realtà. Gli ambiti concettuali in cui si muovono le ideologie sono la questione del mutamento, la reciproca influenza stato-società, il rapporto individuo-collettività. All’interno di queste relazioni si

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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