Sociologia, politica e scienza politica
Sociologia → è lo studio dei comportamenti umani all’interno di un contesto sociale. (In psicologia invece l’unità di base d’analisi è l’essere umano)
Unità di base d’analisi in sociologia è la società.
Società → può essere definita come un raggruppamento di esseri umani che vivono entro certi margini di contiguità, il cui comportamento è caratterizzato dalla condivisione di pratiche, norme, tradizioni e valori che lo differenziano da altri raggruppamenti di individui con valori, norme e pratiche diverse.
Il termine sociologia è stato coniato da Auguste Comte che assieme a Herbert Spencer è uno dei principali padri della disciplina. Altri studiosi che hanno contribuito allo sviluppo della materia sono: Emile Durkheim, Marx e Max Weber.
Weber è stato un critico di Marx e ideatore di diverse definizioni riguardanti concetti come lo Stato, il potere, l’autorità, la legittimità.
Si può dire che la sociologia include la scienza politica, in quanto la politica ha luogo all’interno della società.
Politica → è la gestione da parte di una comunità che mira al raggiungimento del bene comune. È il processo con il quale la società definisce la distribuzione di risorse e valori; è il processo per cui si prendono decisioni o si modificano le strategie di azione; è l’esercizio del potere e dell’influenza.
Scienza politica → si occupa di analizzare il sistema politico e le varie unità al suo interno. È la disciplina che studia i vari fenomeni politici (regimi politici, sistemi di partito, governi, parlamento etc.) cercando di comprenderne la natura e spiegarli attraverso metodi empirici (dettati dall’osservazione che è la prova delle realtà, su di essa lo studioso basa i propri studi).
La scienza politica studia quindi la funzione del governo nella società.
Gli studi politici si concentrano maggiormente sull’analisi delle istituzioni politiche come governi, parlamenti, partiti politici.
Sociologia politica
Sociologia politica → è una disciplina che si occupa di esaminare i legami tra politica e società, cerca di collocare la politica all’interno del suo contesto sociale.
Obiettivo: analizzare e spiegare le relazioni esistenti tra politica e società, tra istituzioni sociali e politiche, tra comportamenti sociali e politici.
Politica = ciò che è relativo alla comunità umana, atteggiamenti relativi alla gestione di una collettività.
Sociologia = comportamenti e relazioni tra gli individui nella società.
Karl Marx + Max Weber sono i padri fondatori della sociologia politica accomunati dal considerare la politica come un elemento incorporato nella società. Da sottolineare che sono stati associati più alla sociologia che alla scienza politica.
Marx
Marx → contributo molto ampio che riguarda 3 aree:
- La teoria generale.
- Teorie specifiche.
- La metodologia (interpretazione marxiana della storia si basa su 2 pilastri: la teoria economica e la teoria sociologica: la lotta di classe – sviluppa anche la teoria dell’alienazione: le classi subalterne nella società finiscono per rifiutare le idee e i valori della classe dominante ed elaborano idee e valori diversi che finiscono a dar vita ad una rivoluzione. Tali idee rivoluzionarie sono alla base della lotta di classe. Tutto ciò implica la coscienza della classe: cioè la consapevolezza da parte delle classi subalterne della propria reale posizione all’interno della società).
Weber
Weber → uno dei maggiori critici di Marx, sostiene come gli strati sociali non sono determinati solo dalla posizione economica ma anche dalla posizione sociale o status, ovvero dal ruolo che ricopre ciascun individuo nella società.
Weber ha sviluppato concetti inerenti allo Stato, al potere, all’autorità e alla legittimità → 3 tipi: tradizionale, carismatica, legale-razionale.
Altre parti integranti che danno maggior completezza alla sociologia politica sono: teoria delle élite di Mosca e Pareto + studi sui partiti politici + comportamento elettorale + attenzione al ruolo della personalità in politica.
Altre aree di indagine sono la socializzazione politica, la partecipazione, il reclutamento, comunicazione politica (cioè della trasmissione delle idee politiche).
Stato, potere e autorità
Forza e il suo uso legittimo sono caratteristiche essenziali dello Stato.
Weber sottolinea la necessità di collegare lo Stato anche a potere + autorità + legittimità.
Potere → capacità da parte di qualcuno di imporre il proprio volere anche di fronte ad una opposizione. Il potere può essere esercitato sia all’interno di uno Stato che tra più Stati. La capacità di uno Stato ad esercitare un potere nei confronti di altri Stati, può incidere sull’esercizio del potere al suo interno.
Autorità → fa riferimento ad un potere riconosciuto – diritto ad esercitare il potere ed essere obbediti.
Legittimità → riconoscimento dell’autorità – il potere è legittimo se la pretesa ad essere obbediti è accettata come cosa giusta da coloro ai quali viene indirizzata.
Stato e società
Definizione di Stato di Weber
Lo Stato è quella comunità umana che nell’ambito di un determinato territorio pretende per sé (e con successo) il monopolio dell’uso legittimo della forza fisica.
Comunità = insieme di persone che si riconoscono appartenenti alla comunità stessa.
Territorio = area geografica ben determinata.
Monopolio dell’uso legittimo della forza fisica = lo Stato (cioè una forma organizzata) reclama la necessità di usare il potere coercitivo nei confronti dei propri cittadini al fine di far rispettare le regole di convivenza civile. I cittadini riconoscono allo Stato la possibilità che possa usare il potere di coercizione per imporre leggi e farle rispettare.
Il potere è legittimo se c’è riconoscimento da parte dei subordinati di quel medesimo potere.
Lo Stato moderno si caratterizza non solo per la gestione del potere ma anche per il modo attraverso il quale lo esercita: l’organizzazione amministrativa che avanza con successo una pretesa di monopolio della forza coercitiva al fine di imporre gli ordinamenti.
Caratteristiche degli Stati moderni
- Apparato necessariamente non neutrale il cui fine è quello di mantenere l’ordine e sedare i possibili conflitti interni cercando di raggiungere i propri obiettivi economici e sociali.
- Gli Stati hanno: confini territoriali ben delimitati, un apparato politico ed amministrativo che determina e promuove le politiche, detengono il monopolio legittimo della forza fisica.
- Elemento imprescindibile è la legittimità.
L’accettazione dello Stato da parte dei cittadini può avvenire anche per fattori diversi dalla legittimità:
- Evitare di incorrere nelle conseguenze che derivano dalla disobbedienza della legge o dalla non accettazione delle politiche attuate (sanzioni, incarcerazione o addirittura condanne a morte).
- Accettazione delle politiche per mancanza di interesse o di opporsi.
- Vantaggi materiali che lo Stato offre possono costituire il fondamento dell’accettazione dei cittadini.
Per la maggior parte degli individui l’appartenere ad uno Stato è il risultato del caso; solo per chi si sposta da uno Stato ad un altro può avere delle possibilità di scelta. Non è da escludere che alcuni individui manifestino la loro disapprovazione verso alcuni provvedimenti dello Stato.
L’Unione europea, come altre organizzazioni internazionali, si differenzia dallo Stato perché:
- Non hanno il monopolio dell’uso legittimo della forza fisica.
- All’UE gli Stati aderiscono volontariamente; mentre allo Stato non si appartiene per libera scelta.
Marx considera lo Stato in modo differente da Weber
Secondo i non-marxisti lo Stato è un apparato che consente di mantenere l’ordine della società, controllare i confini interni e perseguire gli obiettivi economici e sociali.
Teoria marxista → lo Stato rappresenta gli interessi della classe dominante di una società e opera per raggiungere i suoi obiettivi. Lo Stato è lo strumento della classe più potente a livello economico che assume di conseguenza anche il potere politico al fine di sfruttare la classe più povera.
Lo Stato diventa così il prodotto delle lotte di classe, la legittimità e l’autorità sono irrilevanti poiché la classe più potente domina quella più debole. Solo con una rivoluzione la classe oppressa può capovolgere la situazione. Lo Stato è destinato a cessare di esistere nel momento in cui una società senza classi come quella comunista prende il potere.
Origini dello Stato
Poiché il ruolo della politica fa riferimento al mantenere l’ordine sociale e al controllo e regolazione dell’uso della forza, la questione non è considerare se le società antiche avessero la politica ma se possedevano strutture politiche e amministrative come governi.
Lo Stato viene identificato principalmente con “il governo” e con le istituzioni che ne seguono.
2 stadi principali d’organizzazione sociale pre-statale
Stadio della politica minimale → esistenza di mezzi riconosciuti e accettati (regole sociali o morali) utilizzati per mettere fine alle controversie. Tale politica minimale era presente nelle società primitive dove attori sociali come capicaccia, stregoni o guerrieri agivano come mediatori per sedare eventuali dispute. Il territorio non era definito.
Stadio del governo minimale → emergono posizioni di leadership individuali o collettive che miravano spesso a degli obiettivi specifici. Il territorio era esteso e mal definito. Vivevano piccoli gruppi a livello di sussistenza.
Sviluppo dello Stato incentivato dalla sovrapproduzione (surplus di risorse).
Dalla sussistenza → produzione di surplus si passa al secondo stadio di sviluppo definito come specializzazione (da Spencer), divisione del lavoro (da Durkheim).
Uno stadio nel quale gli individui svolgono ruoli sociali diversi.
La divisione del lavoro portò ad un surplus maggiore + opportunità per un’attività politica più estesa + istituzione del controllo del territorio.
2 teorie sulla formazione dello Stato
Teoria del conflitto → gli Stati sorgono come conseguenza di scontri tra individui e gruppi di individui o tra società per l’esercizio del potere.
3 tipi di teoria del conflitto
- 1^ basata sulla conquista: il gruppo vincitore (che riuscì ad ottenere il potere) ha poi consolidato la propria posizione istituendo strutture politiche ed amministrative dando vita allo Stato. Simile a tale approccio è la teoria marxista secondo la quale lo Stato è il prodotto della lotta di classe per il controllo dei mezzi di produzione. Marx definisce il potere come uno strumento e non come l’obiettivo.
- 2^ si basa sui conflitti intra-societari che rimandano alla teoria del contratto: lo Stato è il prodotto del bisogno di protezione dagli inevitabili conflitti che si verificano all’interno della società. Attraverso il contratto vengono regolarizzati i diritti e doveri dei governanti e dei governati (feudalesimo sovrani-vassalli + Magna Carta). Hobbes interprete di tale opinione.
- 3^ basata sul darwinismo sociale: gli individui più forti nella società prevalgono sugli altri e formano uno Stato per rafforzare e mantenere il proprio dominio.
Teoria dell’integrazione → 2 tipi:
- Integrazione come risultato della delimitazione della società: le società che non possono liberarsi del loro surplus di popolazione tramite l’emigrazione (a causa di barriere geografiche, ecc.) cercheranno di organizzarsi in maniera più efficiente in forma di Stato.
- Integrazione come portatrice di benefici organizzativi: i benefici che possono derivare da una maggior organizzazione sociale portano alla formazione dello Stato. Esempio espansione del commercio con aumento della ricchezza complessiva; lavori di pubblica utilità (sistemi di irrigazione o la tutela della sanità); crescita delle capacità militari.
Punto negativo delle teorie sulla formazione dello Stato → sono difficilmente dimostrabili specialmente per quanto riguarda le società di cui non ci sono testimonianze scritte.
Stato moderno
Stato moderno (si oppone agli imperi): più facile definire la formazione che:
- Si avvia con la guerra dei 100 anni (conflitto tra inglesi e francesi. Inglesi espulsi dal territorio continentale).
- Finisce con la guerra dei 30 anni e la pace di Westfalia 1648 (conflitto religioso in Europa, sconfitta impero germanico).
Accanto allo sviluppo del mondo diviso in Stati si sviluppa il capitalismo e lo Stato nazione.
Sviluppo dello Stato moderno
Sviluppo dello Stato moderno → 3 passaggi chiave:
- Nascita del capitalismo (mercantilismo).
- Rivoluzione industriale.
- Sviluppo dello Stato nazione → formato da un insieme di individui con caratteristiche comuni come lingua, storia, tradizioni, valori che manifestano un forte spirito nazionalista.
Stato nazione → concetto tipicamente europeo.
L’Europa diede al mondo il capitalismo + Stato nazione.
Lo sviluppo del capitalismo è stato preceduto dal mercantilismo.
Mira ad ottenere grandi profitti da parte degli imprenditori che impegnano i loro capitali economici al fine di sviluppare l’attività per la produzione di particolari beni. Proprietà privata dei mezzi di produzione + favorita l’iniziativa privata + salario per i lavoratori + contrasti tra proprietari e lavoratori (proletariato).
Prevalse in Europa e si basava sul concetto che la potenza di una nazione si identificava con la quantità di moneta posseduta. Gli Stati miravano quindi ad aumentare le esportazioni adottando una politica protezionista verso le proprie attività aumentando le tasse doganali sulle importazioni.
In precedenza passaggio da baratto ad economia monetaria.
Il capitalismo si è sviluppato in Europa non in Stati ma in città. Avrebbe potuto svilupparsi anche in altre civiltà (Cina, islamica, India) ma ciò non avvenne a causa del “potere di stallo” in cui il conflitto tra differenti tipi di potere (politico – economico - ideologico) non permise lo sviluppo.
La rivoluzione industriale si sviluppa in Gran Bretagna ma anche in Europa e negli USA. Fu un processo che contribuì a trasformare il mondo economicamente e politicamente + portò gli Stati europei al processo di colonizzazione + sviluppo del capitalismo (cambiò il mondo).
La rivoluzione industriale trasformò economia agricola-artigianale → economia industriale.
Il nazionalismo è diventato sempre più forte a seguito della rivoluzione francese quando la Francia rivoluzionaria ha tentato di esportare le proprie idee radicali negli altri Stati vicini. I più significativi esempi di nazionalismo fanno riferimento all’unificazione dell’Italia e della Germania, che manifestarono con forza la volontà di giungere ad una nazione definita come un insieme di individui con caratteristiche in comune come lingua, territorio, storia, cultura, tradizioni.
Il nazionalismo è stato sottovalutato da Marx, il quale era convinto che la classe rappresentasse una forza più potente del nazionalismo. Allo scoppio della IGM le classi lavoratrici degli Stati in guerra non si unirono tra loro per ribellarsi alla borghesia capitalista, ma i leader socialisti (soprattutto socialdemocrazia tedesca) diedero il proprio appoggio ai governi per entrare in guerra. Forte diffusione del nazionalismo nella IGM.
Dove non esiste una identità nazionale è necessario crearla → ciò è avvenuto con maggior successo negli USA. Le colonie che avevano per di più caratteristiche in comune come lingua inglese e l’etnia presentavano nette differenze sotto altri aspetti come la religione. Furono i principi di rivoluzione che portarono prima all’indipendenza nei confronti della Gran Bretagna (4 luglio 1976) e successivamente al sistema federale nel quale si unirono i primi 13 Stati (1789).
Il modello americano è quello che in sostanza cercano di seguire gli Stati del Terzo mondo durante la decolonizzazione.
Contrasto tra vecchio nazionalismo europeo e nuovo nazionalismo del Terzo Mondo
Una nazione che cerca i confini, i confini che cercano una nazione.
I confini dei nuovi Stati nati dalla decolonizzazione erano stati definiti attraverso le rivendicazioni delle potenze europee e spesso includono popolazioni con caratteristiche diverse che entrano in conflitto tra loro.
Processo di costruzione della nazione → cercare di stabilire un senso di nazionalità.
Nazionalismo → rivendicazione della propria esistenza come nazione + identificazione degli interessi dello Stato con quelli della nazione.
Simboli del nazionalismo sono: lingua, cultura, storia, ideologie, bandiera e inno nazionale.
Leader politici → rivestono un ruolo importante nel processo di costruzione di una nazione. Ricoprono il ruolo di rappresentanti della nazione stessa e conducono spesso la lotta all’indipendenza.
Processo costruzione della nazione necessita anche di: socializzazione della popolazione mediante istruzione, media, necessità di difendere la nazione da minacce esterne.
La concezione marxista dello Stato
Marx si distingue dagli altri perché considera lo Stato come il prodotto della lotta di classe e come una sovrastruttura istituzionale fondata su basi economiche che opera solamente nell’interesse della classe dominante (borghesia capitalista). A seguito della rivoluzione del proletariato che avrebbe portato alla sconfitta
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